La Varia di Palmi è una festa popolare che si svolge a Palmi, in onore di Maria Santissima della Sacra Lettera, patrona e protettrice della città,. l'ultima domenica di agosto con cadenza pluriennale.

L'evento è la festa principale della regione, nel 2014 ritenuta "festa della Calabria".

Nel 2013 è stata inclusa nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità nell'ambito della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale dell'UNESCO insieme alla Macchina di Santa Rosa di Viterbo, alla Festa dei Gigli di Nola e alla Discesa dei Candelieri di Sassari, riunite nella Rete delle grandi macchine a spalla italiane.

La Varia è un enorme carro che rappresenta l'universo e l'assunzione in cielo della Vergine Maria.., di altezza pari a 16 metri, trasportato a spalla da 200 Mbuttaturi (portatori), sul quale trovano posto dei figuranti, quali la Madonna, il Padreterno, gli Apostoli e gli angeli.

Il giorno che precede il trasporto trionfale della Varia, per le vie cittadine, vengono portati in processione il quadro di Maria Santissima della Sacra Lettera e il reliquiario del Sacro Capello.

Dal 1900 ad oggi la Varia ha ottenuto diversi riconoscimenti tra i quali la copertina di un numero de La Domenica del Corriere,N. 38 - Anno 40 del 18 settembre 1938 - XVI l'emissione di un francobollo prodotto dall'Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato e l'abbinamento a una lotteria nazionale.

Storia della Varia La nascita del culto a Palmi verso della Madonna della Sacra Lettera

Nel giugno del 1575 scoppiò a Messina un'epidemia di peste, portata da Levante, che in circa trent'anni procurò la morte a oltre 40.000 persone. Il contagio si propagò dopo la battaglia di Lepanto (7 ottobre 1571) ed in breve tempo giunse anche a Reggio Calabria e nelle altre coste della Calabria,L.A. Muratori, "Annali d'Italia" 1570-1571. tra le quali Palmi (anche se in modo minore), i cui abitanti, in particolare, accolsero quanti fuggirono dalla città peloritana, mandando loro, tramite i propri marinai, aiuti e generi di vitto, tra il quale olio..Superata la calamità, la città di Messina, con delibera del Senato cittadino, volle donare alle autorità ecclesiali di Palmi, in segno di ringraziamento per gli aiuti prestati, uno dei capelli (secondo la tradizione) della Madonna, giunti nella città siciliana nel 42 d.C. unitamente ad una lettera di benedizione e di protezione da parte della madre di Cristo... Nel 1582 il vascello di Giuseppe Tigano portò, accompagnato da una moltitudine di barche «vestite a festa», da Messina alla Marina di Palmi un reliquiario contenente il Sacro Capello della Vergine. . Fu così che il popolo palmese iniziò a venerare la Madonna appellata col titolo "della Sacra Lettera" e si adottò la sua effigie nera racchiusa in un manto d'argento a somiglianza di quella venerata nella città peloritana. In suo onore furono innalzate cappelle ed altari e, nella ricorrenza dell'assunzione, vennero tributate solenni processioni con grandi festeggiamenti, alla cui spesa concorreva tutto il popolo pagando un balzello imposto dall'Universitas cittadina sull'acquisto della carne. Inoltre, sul modello di Messina, si realizzò un enorme carro votivo rappresentante l'Assunzione di Maria. Tale carro fu introdotto da un certo "Mastro Jacopo".

La Varia antica

Nel XVII secolo Giovanni Fiore da Cropani, nella sua opera denominata "Della Calabria illustrata", così descriveva l'evento:

Nel 1730. il vescovo di Oppido Mamertina mons. Giuseppe Maria Perrimezzi riportò:

La Sacra Congregazione dei Riti, con decreto del 12 settembre 1733, elesse la Madonna della Sacra Lettera quale patrona principale della città, fissandone l'Ufficio Divino e la Santa messa nell'ultima domenica di agosto.Il testo del decreto è il seguente: Electa nuper ad universo Clero et Populo Palmarum Civitatis nuncupat., Dioecesis Mileten, B. M. V. sub titulo della Lettera in Patronam Principalem dictae Civit., et modo pro illius confirmatione Sec. Rit. Congr. humillime supplicantibus, Sac. cadem Rituum Congr., attento quod huiusmodi electio scr. scr., et ad formam Decreti Sa.me. Urbani Papae VIII. die 23 martii 1630 editi legitime facta fuerit, eamdemque approbavit et confirmavit, ipsique B. M. V. sic in Patronam Principalem electae praerogativas omnes Protectoribus Principalibus competentes, servatis tamen rubricis, attribuit atque concessit die 12 septembris 1733 - card. Zondadari P. Praef. Ercole Michele Ajerbi d'Aragona, vescovo di Mileto, il 22 marzo 1734 concesse 40 giorni d'indulgenza a tutti i sacerdoti di Palmi che, dopo le recita dell'Ufficio Divino, avessero letto devotamente la Sacra Lettera di Maria al popolo. Papa Pio VI, in data 26 gennaio 1776, concesse l'indulgenza plenaria..Papa Pio VI concesse per 8 giorni continui di ogni anno, da determinarsi con il proprio vescovo, l'indulgenza plenaria a tutti i fedeli che, confessati e comunicati, avessero visitato la chiesa Madre di Palmi. Il decreto del papa così recitava: Ad perpetuam rei memoriam, ad augendam fidelium religionem et animarum salutem coelestibus Ecclesiae thesauris pia charitate intente omnibus et singulis utriusque sexus Christi fidelibus vere poenitentibus et confitentibus ac sacra com.ne refectis, qui Ecclesiam Matricem nunc oppidi civitatis nunc di Palme, Mileten. dioecesis, in octo diebus continuis per Ordinarium designandis singulis annis devote visitaverint, et ibi pro christianorum principium concordia, hoeresum extirpatione ac S. Matris Ecclesiae exaltatione pias ad Deum preces effuderint, Plenarium spatio proedicti octidui per unumquemq. Christi fidelem semel tantum quolibet anno lucrifaciendum omnium peccatorum suorum Indulgentiam et remissionem misericorditer in Domino concedimus, in contrarium facientibus non obstantibus quibuscumq. p.ntibus perpetuis futuris temporibus valituris. Datum Romae apud S. Petrum sub anulo piscatoris die XXVI Januarii MDCCLXXVI. Pa.tus N.ri An.o Primo.

Nell'anno 1747, secondo i dati del catasto onciario cittadino, l'Universitas di Palmi previde nel proprio bilancio la spesa di 100 ducati per «la festa della Sagra Lettera e Protettrice per tre volte l'anno, cioè ai 3 di giugno, 11 gennaro ed ultima domenica di agosto».

Nel 1858 lo storico palmese Domenico Guardata fu così che descrisse la festa:.

Nel XIX secolo il comitato festeggiamenti delle feste patronali veniva nominato, dalla giunta comunale, immediatamente dopo l'ultima celebrazione. Il comitato era composto da due procuratori, uno per le festa della Sacra Lettera ed uno per quella dell'Assunta. La Varia antica veniva trasportata sulle spalle degli "mbuttaturi" che percorrevano il corso principale, in terra battuta, al suono di una caratteristica marcetta composta dal maestro Rosario Jonata. Giunto il carro al centro della piazza San Ferdinando, esso veniva fatto girare per tre volte intorno alla Fontana della Palma per poi concludere il tragitto davanti alla chiesa madre in piazza Maria Cristina.

Nel 1872 il trasporto della Varia fu soppresso in seguito al fatto che, nelle ultime edizioni, erano avvenuti alcuni incidenti. La giunta municipale, con verbale n. 2 del 3 luglio 1871, soppresse il trasporto e confermò la scelta con l'atto n. 24 del 3 febbraio 1872, con il quale fu decisa la vendita del ferro e degli altri materiali componenti la Varia.. Anche dopo l'abolizione del trasporto della Varia, venne comunque festeggiata annualmente la Madonna della Sacra Lettera con luminarie, fuochi d'artificio e con la processione del Sacro Capello.

La Varia meccanica

Nel 1900, dopo quasi 30 anni dalla sospensione, Palmi riprese la tradizionale manifestazione della Varia, grazie a Giuseppe Militano che ideò una "Varia Meccanica", simile a quella antica, che riusciva però a camminare senza le ruote poiché non veniva più trasportata sulle spalle dei portatori, ma fatta scivolare a spinta sulle lastre di granito del corso Giuseppe Garibaldi, mediante quattro pattini di ferro fissati sotto la base della struttura. Il percorso del trasporto cambiò, data la demolizione della Fontana della Palma posta al centro della piazza Vittorio Emanuele e lo spostamento della chiesa Madre. Pertanto il trasporto avvenne solamente lungo il tracciato del corso Giuseppe Garibaldi.

La festa della "nuova" Varia di Palmi venne quindi celebrata in tutti gli anni compresi tra il 1900 e l'agosto del 1908, subendo un'interruzione di sei anni dopo il terremoto del 28 dicembre 1908, che distrusse la città. Alla ripresa della festa, avvenuta nel 1914 in piena ricostruzione cittadina, fece seguito un'altra interruzione di cinque anni nel periodo della prima guerra mondiale. Nel primo dopoguerra la festa venne quindi celebrata per tre anni consecutivi (1919, 1920, 1921), per essere poi svolta per tre edizioni durante il periodo fascista (1925, 1938, 1939). Un'ulteriore interruzione di nove anni avvenne in concomitanza della Seconda Guerra Mondiale. Nel secondo dopoguerra la festa della Varia venne celebrata comunque senza una cadenza fissa né frequente (1948, 1957, 1965, 1967), subendo un'interruzione di venti anni, nel periodo che va dall'edizione del 1967 a quella del 1987. Sul finire del XX secolo, e agli inizi del XXI secolo, la Varia venne celebrata lo stesso senza una cadenza fissa stabilita, ma comunque con interruzioni temporali di minore durata (1987, 1990, 1996, 2000, 2005).

Il 30 giugno 2006, il comune di Palmi firmò, con i comuni di Sassari, Nola, Gubbio e Viterbo, un protocollo d'intesa per un progetto d'interscambio culturale denominato "Le macchine a spalla italiane". Il progetto riguardava le principali festività dei vari comuni che sono la Varia di Palmi, i Faradda di li Candareri, la Festa dei Gigli, la Festa dei ceri e la Macchina di Santa Rosa.

Dopo la festa del 2008, nel 2011 venne avanzata la proposta, con presentazione di un dossier al Segretario generale dell'UNESCO di Parigi, della candidatura della Varia di Palmi, con la festa dei Gigli di Nola, la Macchina di Santa Rosa di Viterbo e i Faradda di li Candareri di Sassari, a «patrimonio dell'umanità». La candidatura delle quattro feste divenne ufficiale nel 2013, come Rete delle grandi macchine a spalla italiane. La designazione, unica prevista per l'Italia nell'anno in questione, venne presentata al Salone internazionale del libro di Torino.

L'edizione della festa del 2013, avvenuta alla presenza del delegato UNESCO Francisco Morales, ebbe la partecipazione di circa 180.000 spettatori. Il 4 dicembre dello stesso anno, durante l'VIII sessione dell'UNESCO tenutasi a Baku, in Azerbaigian, le Feste delle grandi macchine a spalla, compresa la Varia di Palmi, sono state inserite nella lista del patrimonio orale e immateriale dell'umanità.

Dal 2013 ad oggi il trasporto della Varia è stato celebrato nel 2014, nel 2016 (per celebrare il Giubileo straordinario della misericordia), nel 2019,nel 2023 nel 2024 (Per festeggiare il 10º anno dall’ingresso della Varia all’interno del Circuito “Macchine a spalla), nel 2025 ci sarebbe dovuta essere per celebrare il Giubileo del 2025, invece fu rimandata a causa di debiti della società organizzatrice.

La Madonna della Sacra Lettera Storia e descrizione

L'attuale icona di Maria Santissima della Sacra Lettera, venerata a Palmi, è un'opera del 1774 di artista sconosciuto, presumibilmente di scuola messinese.

Il volto della Vergine e di Gesù bambino, dipinti a olio su legno scolpito, sono bizantineggianti, mentre tutto il resto delle figure è coperto da argento in lamina sbalzato e cesellato.

L'icona è simile a quella venerata a Messina..

Nello specifico, viene rappresentato il mezzo busto di Maria che indica e sorregge un Gesù bambino. Quest'ultimo, benedicente, a sua volta tiene nella mano sinistra un globo terracqueo, sormontato da una croce, simbolo di regalità. Entrambi risultano incoronati ed inoltre la Vergine ha raffigurata, alle sue spalle, un'aureola adornata di stelle. Sul globo è riportata la seguente iscrizione: