Il prigioniero del Caucaso (Kavkazskiy plennik) è un film del 1996 diretto da Sergej Vladimirovič Bodrov, candidato all'Oscar al miglior film straniero.

È stato presentato nella Quinzaine des Réalisateurs al 49º Festival di Cannes.

Il film si basa sul racconto omonimo del 1872 di Lev Tolstoj ed esplora lo scontro tra la cultura cecena tradizionale e le tattiche militari russe durante la prima guerra cecena, focalizzandosi sulla lotta tra due soldati russi e i loro carcerieri ceceni.

È stato generalmente apprezzato dalla critica, vincendo un Globo di Cristallo al Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary. Bodrov ha ipotizzato, in un'intervista al New York Times, che il film abbia avuto un ruolo nell'avviare i colloqui di pace tra le parti in conflitto, poiché fu proiettato all'allora presidente russo Boris El'cin il giorno prima delle discussioni.

Trama Durante la prima guerra cecena, il giovane Ivan Žilin (Vanja) è arruolato nell'esercito e mandato tra i monti della Cecenia, dove si trova agli ordini del sergente Saša, indurito dalla sua esperienza di battaglia. Il veicolo corazzato sui quali viaggiano viene attaccato dagli insorti ceceni, che li catturano e li portano in un aul, dove il montanaro Abdul-Murat li rinchiude in una stalla. Egli desidera scambiarli con il proprio figlio, un ribelle catturato dai russi, poiché non è riuscito a riscattarlo altrimenti.

I tentativi iniziali di scambio vanno a vuoto a causa della corruzione e dell'ignavia dei russi, così Abdul dice a Vanja e Saša di scrivere alle loro famiglie perché spingano le autorità a trattare per la loro liberazione. Nei giorni successivi, Vanja e Saša si ottengono il rispetto dei paesani facendo lavori manuali e sminando terreni. Instaurano un rapporto di simpatia con il loro custode Hasan, e Ivan entra nelle grazie della figlia di Abdul, Dina, che li rifocilla in segreto.

La madre di Vanja si reca in Cecenia e negozia con Abdul il loro rilascio, organizzando uno scambio di prigionieri, all'insaputa dei due soldati, che tentano di scappare dopo aver ucciso Hasan e un pastore. Per questo Saša viene giustiziato, lasciando il solo Vanja nelle mani dei ceceni. Anche il figlio di Abdul tenta la fuga ma viene ucciso, cosicché a suo padre non rimarrebbe che eliminare il prigioniero. Mentre Abdul è assente, Dina libera in segreto Vanja, ma questi rifiuta di fuggire perché la metterebbe nei guai.

Abdul conduce Vanja fuori dal villaggio e spara in aria col suo fucile, perché i suoi compaesani credano che ha ucciso il prigioniero, ma in realtà lo lascia andare. Mentre si allontana, Vanja vede uno stormo di elicotteri militare russi che si dirige verso il villaggio, presumibilmente per attaccarlo. Urla loro inutilmente di fermarsi, ma superato il crinale questi sganciano i loro carichi esplosivi. Alla fine Vanja si riunisce con sua madre e torna a casa, provato dalle esperienze vissute e incapace di dimenticare le persone coinvolte.

Produzione Nel racconto originale la narrazione adottava un punto di vista decisamente più favorevole a quello ufficiale russo. Bodrov, nell'adattamento cinematografico, ha cercato di renderlo più universale e rivolto a un pubblico più ampio. Il regista ha dichiarato di essere stato inspirato dalla storia fin dalla sua fanciullezza, e di aver voluto aggiungerle profondità focalizzandosi più sul secondo soldato, un personaggio meno enfatizzato nell'originale. Inoltre, Bodrov ha messo nel film realismo e ironia, aumentando il suo impatto nello spettatore.

Riprese Il film fu girato in Daghestan e Kazakistan, con location che comprendevano i villaggi di Riča nell'Agul'skij rajon e di Maraga nel Tabasaranskij rajon, e la città vecchia di Derbent. Una scena che mostra i montanari riposare e preparare degli shish kebab fu girata presso la cascata di Chučnin nel Tabasaranskij rajon.

Accoglienza Il prigioniero del Caucaso ha un tasso d'approvazione dell'88% sul sito Rotten Tomatoes, sulla base di 25 recensioni, e un voto medio di 7,63/10.

Riconoscimenti 1996 – Festival internazionale del cinema di Karlovy Vary Globo di Cristallo 1996 – Premio Nika Miglior film Miglior attore a Sergej Sergeevič Bodrov e Oleg Menšikov Miglior regista a Sergej Vladimirovič Bodrov Miglior sceneggiatura a Sergej Vladimirovič Bodrov, Arif Alijev e Boris Giller Candidatura alla miglior fotografia a Pavel Lebešev Candidatura al miglior comparto sonoro 1996 — Satellite Award Candidatura a miglior film straniero 1997 – Premi Oscar Candidatura a miglior film straniero 1997 – Golden Globe Candidatura a miglior film straniero

Note

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