Era conosciuto in famiglia come Eddy e molti suoi biografi si sono riferiti a lui con questo nomignolo. Da ragazzo viaggiò molto come cadetto della marina. Da adulto entrò nell'esercito, ma non espletò alcun servizio militare attivo. Dopo due tentativi di fidanzamento, senza successo, gli venne promessa in sposa Maria di Teck nel tardo 1891. Poche settimane dopo il principe morì in una pandemia influenzale. Maria in seguito ne sposò il fratello minore, Giorgio, che divenne re Giorgio V nel 1910.
L'intelletto, la sessualità e la sanità mentale di Alberto Vittorio sono stati oggetto di molte speculazioni; pettegolezzi lo volevano collegato a uno scandalo riguardante un bordello per omosessuali, benché non esistano chiare prove che lui lo frequentasse o che fosse omosessuale. Alcuni studiosi hanno affermato che fosse lui il serial killer conosciuto con il nome di Jack lo squartatore: documenti dell'epoca indicano però che non poteva essere stato a Londra al momento degli omicidi e quindi l'accusa è ampiamente infondata.
Biografia Infanzia
Nacque prematuro di due mesi, l'8 gennaio 1864 a Frogmore House, nel Berkshire, primo figlio di Alberto Edoardo, principe di Galles, e della moglie Alessandra (nata Alessandra di Danimarca). Secondo il volere della nonna, la regina Vittoria, venne chiamato Alberto Vittorio, ma era conosciuto informalmente come Eddy.Cook, pp. 28–29. In quanto nipote del monarca britannico regnante nella linea di discendenza maschile, esso venne insignito sin dalla nascita del titolo di "Sua altezza reale, principe Alberto Vittorio di Galles".
Venne battezzato nella cappella privata di Buckingham Palace il 10 marzo 1864 dall'arcivescovo di Canterbury, Charles Thomas Longley. Suoi padrini furono: la nonna paterna, la regina Vittoria; il prozio, il re Leopoldo I del Belgio; il nonno materno, re Cristiano IX di Danimarca; la prozia acquisita, la duchessa di Sassonia-Coburgo-Gotha Alessandrina di Baden; la zia paterna, Vittoria di Sassonia-Coburgo-Gotha, principessa della corona di Prussia; lo zio paterno, il principe Alfredo di Sassonia-Coburgo-Gotha; il bisnonno materno, il langravio d'Assia Guglielmo d'Assia-Kassel; la bisnonna materna, la duchessa madre di Schleswig-Holstein-Sonderburg-Glücksburg Luisa Carolina d'Assia-Kassel.Demoskoff, Yvonne (27 dicembre 2005). . Consultato il 25 giugno 2008.
Istruzione
Quando aveva poco più di diciassette mesi, il 3 giugno 1865 nacque il fratello, il principe Giorgio; data la vicinanza di età i due fratellini reali vennero istruiti assieme. Nel 1871 la regina Vittoria nominò loro tutore John Neale Dalton. I due principi vennero sottoposti a un rigido programma di studi, che prevedeva giochi e addestramenti militari, ma anche materie accademiche.Nicolson, pp. 7–9. Dalton si lamentava che la mente di Alberto Vittorio era «anormalmente dormiente»Letter from Dalton in the Royal Archives, 6 April 1879, citata in Cook, p. 52. e benché avesse imparato a parlare danese, i progressi nelle altre lingue e materie sembra fossero lenti:Cook, pp. 52, 56–57 e Harrison, pp. 68–69. il principe non eccelse mai intellettualmente. Lady Geraldine Somerset riteneva Dalton responsabile della scarsa istruzione del principe,Citata da Aronson, p. 74. ma la sua scarsa attenzione e indolenza nell'apprendimento potrebbero avere una possibile spiegazione nella sua nascita prematura, o nel piccolo male epilettico, una leggera forma di epilessia che si manifesta nell'infanzia nella forma di periodi di vacuità mentale.Aronson, pp. 53–54 e Harrison, p. 35 . Sir Henry Ponsony pensava che potesse aver ereditato la sordità della madre.Aronson, p. 54 e Harrison, p. 34.
Fu considerata la possibilità di separare i due fratelli per il resto della loro istruzione, ma Dalton consigliò il principe di Galles di evitare di dividerli visto che «il principe Alberto Vittorio necessitava degli stimoli della compagnia del principe Giorgio per indurlo a lavorare.»Nicolson, pp. 12–13. Nel 1877 i due ragazzi vennero mandati sulla nave di addestramento della Royal Navy, HMS Britannia. Iniziarono i loro studi due mesi dopo gli altri cadetti visto che Alberto Vittorio contrasse una febbre tifoide per la quale venne curato da sir William Gull.Cook, p. 62 e Harrison, p. 37. Dalton li accompagnò come cappellano della nave. Nel 1879, dopo molte discussioni tra la regina, il principe di Galles, gli altri famigliari e il governo, i due fratelli reali vennero mandati come cadetti di marina in un tour attorno al mondo di tre anni a bordo della HMS Bacchante.Cook, pp. 70–72. Alberto Vittorio venne nominato midshipman (che in italiano può essere tradotto con sotto-luogotenente) il giorno del suo sedicesimo compleanno.Cook, p. 79. Viaggiarono nell'Impero britannico, accompagnati da Dalton, visitando le Americhe, le isole Falkland, il Sudafrica, l'Australia, le Figi, l'Estremo Oriente, Singapore, Ceylon, Aden, l'Egitto, la Terra santa e la Grecia. Si fecero anche dei tatuaggi in Giappone. Quando ritornarono nel Regno Unito, Alberto Vittorio era diciottenne.Cook, pp. 79–94 and Harrison, pp. 41–56.
I fratelli vennero divisi nel 1883; Giorgio rimase nella marina mentre Alberto Vittorio frequentò il Trinity College, a Cambridge.Cook, p. 98 e Harrison, p. 72. Fu nominato suo tutore James Kenneth Stephen, che visse a Sandringham durante il suo periodo di tutoraggio, assieme a Dalton, il quale stava sia a Sandringham sia a Trinity.Aronson, pp. 64–67 e Cook, pp. 101–104. Stephen era una persona misogina e probabilmente poteva sentirsi emotivamente vicino ad Alberto Vittorio, ma, che questo fosse vero o meno, è ancora da definire la questione se i suoi sentimenti fossero apertamente omosessuali o meno.Aronson, pp. 66–67. Non si conoscono dettagli della sua vita sessuale a Cambridge e nemmeno si sa se ne avesse una, ma d'altronde partner di entrambi i sessi sarebbero stati disponibili.Aronson, p. 73. Il principe dimostrò poco interesse per l'atmosfera intellettuale e venne dispensato dal sostenere esami, benché venisse coinvolto nella vita di studente universitario. Nell'agosto del 1884 passò un po' di tempo studiando tedesco all'Università di Heidelberg.Cook, pp. 104–111. Lasciò Cambridge nel 1885, dove aveva servito come cadetto nel secondo battaglione dell'Università di Cambridge, e venne nominato ufficiale nel decimo ussari.Cook, pp. 119–120.
Uno dei suoi insegnanti disse che imparava soprattutto ascoltando, piuttosto che leggendo o scrivendo e che non aveva difficoltà a ricordare informazioni,Major Miles citato in Aronson, p. 81, Cook, p. 123 e Harrison, p. 92. ma lo zio, principe Giorgio, duca di Cambridge, aveva un'opinione di lui meno favorevole, chiamandolo «un inveterato e incurabile perditempo».Harrison, p. 90. Molto del suo tempo mentre era di stanza ad Aldershot, lo spendeva addestrandosi, cosa che non gli piaceva, anche se amava molto giocare a polo.Pope-Hennessy, p. 192. Superò i suoi esami e nel marzo 1887 venne trasferito a Hounslow, dove venne promosso a capitano. Gli vennero affidati più incarichi pubblici, visitò l'Irlanda e Gibilterra e inaugurò il ponte sospeso di Hammersmith.Cook, p. 135. Della sua vita privata, un suo amico d'infanzia in seguito ricordò come fosse tranquillo: «I suoi fratelli ufficiali dissero che volevano farne un uomo di mondo. Ma in quel mondo egli rifiutò di essere iniziato.»Rev. William Rogers citato in Bullock, Charles (1892). "Prince Edward: A Memory" p. 53 citato da Aronson, pp. 80–81.
Scandalo di Cleveland Street
Nel luglio 1889 la polizia metropolitana scoprì un bordello maschile in Cleveland Street a Londra. Durante l'interrogatorio i ragazzi che vi lavoravano e i ruffiani rivelarono i nomi dei loro clienti, incluso quello di lord Arthur Somerset, membro del seguito del principe di Galles (il suo Extra Equerry).Cook, pp. 16 e 172–173. All'epoca tutti gli atti omosessuali compiuti tra uomini erano illegali e i clienti dovettero affrontare l'ostracismo sociale, processi giudiziari e, nella peggiore delle ipotesi, due anni di prigionia ai lavori forzati. Quello che venne definito lo scandalo di Cleveland Street coinvolse altre figure di alto rango della società britannica; nella Londra delle classi più elevate si diffusero dei pettegolezzi circa il coinvolgimento di un membro della famiglia reale: il principe Alberto Vittorio.Hyde, The Other Love, p. 123. I prostituti non avevano nominato il principe e si dice che l'avvocato di Somerset, Arthur Newton, ideò e diffuse i pettegolezzi per sviare l'attenzione dal suo cliente.Channel 4. Consultato il 28 marzo 2008. Delle lettere che vennero scambiate tra l'avvocato del tesoro, sir Augustus Stephenson, e il suo assistente, l'onorevole Hamilton Cuffe, facevano riferimento, in codice, alle minacce di Newton di implicare Alberto Vittorio.Aronson, p. 34, Cook, pp. 172–173 e Hyde, The Cleveland Street Scandal, p. 55. Il principe di Galles intervenne durante le indagini: nessuno dei clienti del bordello venne mai processato e nessuna accusa contro Alberto Vittorio venne provata.Howard, Philip (11 March 1975). "Victorian Scandal Revealed". The Times p. 1; Issue 59341; col. G. Benché non esistano prove conclusive del suo coinvolgimento o del fatto che egli abbia mai visitato un club o un bordello omosessuale,Aronson, p. 117. le dicerie condussero alcuni biografi a supporre che egli avesse visitato Cleveland Street,Aronson, p. 170. e che fosse «possibilmente bisessuale, probabilmente omosessuale».Aronson, p. 217. Questo è però fortemente negato da altri che descrivono il principe «ardentemente eterosessuale» e al suo coinvolgimento nei pettegolezzi come a «qualcosa di ingiusto».Bradford, p. 10. Lo storico dell'omosessualità, H. Montgomery Hyde scrisse «Non c'è nessuna prova che egli fosse omosessuale, o anche solo bisessuale.»Hyde, The Cleveland Street Scandal, p. 56.
La sorella di Somerset, lady Waterford, negò che il fratello sapesse qualcosa a proposito di Alberto Vittorio, «Sono sicura che il ragazzo sia retto come una linea [...] Arthur non ha la benché minima idea su dove il giovanotto spenda il suo tempo [...] egli crede che il ragazzo sia perfettamente innocente», scrisse.Blanche Beresford, Marchioness of Waterford a Reginald Brett, 2nd Viscount Esher, 31 dicembre 1889, citata in Aronson, p. 168 e Cook, pp. 196 e 200. In alcune lettere di Somerset dirette all'amico lord Esher, Somerset disse che egli non sapeva niente di Alberto Vittorio, ma confermò che aveva sentito i pettegolezzi e che sperava che questo aiutasse ad annullare ogni processo. Scrisse «Posso capire che il principe di Galles sia piuttosto infastidito dal fatto che il nome del figlio sia menzionato in questa faccenda, ma la questione era questa [...] Entrambi eravamo accusati di recarci in quel luogo, ma non assieme [...] Finiranno per far sapere a tutti esattamente quello che loro stavano cercando di mantenere sotto silenzio. Mi chiedo se sia veramente un fatto oppure solo un'invenzione.»Lord Arthur Somerset a Reginald Brett, 2nd Viscount Esher, 10 dicembre 1889, citato in Cook, p. 197. Continua poi, «Non ho mai menzionato il nome del ragazzo eccetto che a Probyn, Montagu e Knollys quando agivano in giudizio per mio conto e io ritenni che dovessero saperlo. Se fossero stati saggi, ascoltando quello che io sapevo e che quindi anche altri conoscevano, avrebbero dovuto mettere a tacere il tutto, invece di infiammare la questione come fecero, insieme a tutte le autorità.»Lord Arthur Somerset a Reginald Brett, 2nd Viscount Esher, 10 dicembre 1889, citato in Aronson, p. 170, Cook, pp. 199–200 e Hyde, The Cleveland Street Scandal, p. 122.