David Bowie è il primo album in studio del cantante inglese David Bowie, pubblicato nel 1967 dalla Deram Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1983.

Tutte le tracce dell'album sono presenti anche nelle raccolte Images 1966-1967 del 1973 e The Deram Anthology 1966-1968 del 1997. Altre pubblicazioni in cui si trovano molte delle tracce includono The World of David Bowie del 1970, David Bowie: The Collection del 1985 e The Gospel According To David Bowie del 1993.

Storia Dopo aver militato per più di quattro anni in band semi-amatoriali come i King Bees, i Manish Boys e i Lower Third, nel 1966 Bowie era un cantante relativamente sconosciuto con sei singoli di scarso successo all'attivo pubblicati con tre etichette diverse.

Insieme a The Buzz, il gruppo che lo accompagnava in questo periodo, recuperò alcuni dei suoi vecchi pezzi e il manager Kenneth Pitt decise di registrarli con l'intenzione di avere abbastanza materiale per un EP. Il 18 ottobre, agli R.G. Jones Studios di Londra vennero incise Rubber Band, The London Boys e The Gravedigger, che poi sarebbe diventata Please Mr. Gravedigger. Tony Hall e Hugh Mendl, A&R della Decca Records, rimasero colpiti dal risultato e quattro giorni dopo Pitt incontrò il produttore Mike Vernon e riuscì ad ottenere il contratto con la sussidiaria Deram Records per la registrazione del primo album di Bowie.

Si trattò di un debutto spiazzante, soprattutto considerando il periodo in cui furono scritte le canzoni, una raccolta di storie disperate in apparenza senza un filo conduttore o un tema che potessero dare qualche indizio del suo passato. Dopo una pur breve carriera passata dall'R&B al jazz, dal rock 'n' roll al pop, con questo album David evidenziò nuovi interessi per il vaudeville e il teatro musicale leggero di inizio novecento, per la musica classica (soprattutto Stravinskij, Dvořák e Vaughan Williams) così come per il buddhismo e il travestimento.

Molti dei testi facevano riferimento alla recitazione e al grande schermo ma anche alla sorte degli emarginati e alla vita notturna della Swinging London, temi ricorrenti nei successivi dischi di Bowie. Accanto alle melodie da filastrocca di There Is a Happy Land e When I Live My Dream, che evocavano in modo colorito l'innocenza dell'infanzia e che rimandavano alle storie illustrate per bambini di Randolph Caldecott, si potevano rilevare tematiche parallele a quelle delle sue opere della maturità. We Are Hungry Men prefigurava i temi orwelliani e messianici, She's Got Medals anticipava la commistione di generi disparati mentre Come and Buy My Toys rimandava al territorio folk acustico che avrebbe esplorato con Space Oddity.

Nella speranza che Bowie potesse farsi un nome come cantautore, prima della pubblicazione il manager Kenneth Pitt inviò a gruppi e musicisti americani come Peter, Paul and Mary, Judy Collins, Big Brother and the Holding Company, Joan Baez e Jefferson Airplane, l'acetato di diverse tracce tra cui Join the Gang, When I Live My Dream e There is a Happy Land. Le offerte vennero rifiutate, ad eccezione di Silly Boy Blue che fu incisa da Billy Fury nel 1968..

Influenze

David Bowie è visto spesso come una "trovata da varietà" derivata da un flirt stilistico con Anthony Newley e lo stesso Bowie durante la registrazione confessò a Mike Vernon di essere un ammiratore del cantante e attore inglese dal caratteristico accento cockney.. Anche le orchestrazioni presenti in dischi come Tony del 1961 o canzoni come Strawberry Fair dell'anno precedente dettero un contributo al suono che David conferì all'album. Come dichiarò il tecnico del suono Gus Dudgeon, futuro produttore del brano Space Oddity, «se la prendeva con Mike Vernon e me perché avevamo detto "Bowie è veramente bravo e le sue canzoni sono grandi, ma sembra Anthony Newley"».

L'album è considerato, secondo la definizione del biografo Buckley, «un'opera giovanile tendente al servilismo affrontabile soltanto da chi possiede una soglia di imbarazzo sufficientemente alta», e Bowie stesso ha confessato nel 1990: «Quella roba tipo Tony Newley, che piaggeria... No, non ho molto da dire a suo favore. Quanto ai testi, immagino che stessi cercando una mia dimensione da narratore di storie brevi. Musicalmente è piuttosto stravagante... sembrava avere le sue radici dappertutto, nel rock, nel vaudeville, nella rivista o non so che altro. Non so se ero Max Miller o Elvis Presley».

In realtà le somiglianze vocali con Newley affiorano solo in brani come Love You Till Tuesday, Little Bombardier e She's Got Medals e un'altra influenza è presente nell'album, come ha ricordato Bowie anni dopo: «Avevo l'abitudine di andare al Marquee Club con Marc Bolan, già da prima di pensare alla possibilità di diventare famosi. Eravamo incredibilmente ispirati da Syd Barrett, c'era una sorta di misticismo spaziale intorno a Syd...» L'album presenta infatti una miscela di folk e brevi storie che trae molti spunti dal versante più commerciale del nascente rock psichedelico inglese. Il tema della nostalgia del tempo di guerra, le evocazioni di innocenza infantile e il campionario di disadattati sociali sono tutti coerenti con i lavori contemporanei dei Pink Floyd, della Bonzo Dog Doo-Dah Band e persino dei Beatles, che l'anno prima avevano proposto le storie di persone solitarie e sottomarini gialli in Revolver e che pubblicarono Sgt. Pepper's Lonely Hearts Club Band lo stesso giorno di David Bowie.

Registrazione Le sessioni iniziarono il 14 novembre 1966 con la registrazione di Uncle Arthur e She's Got Medals nello studio 2 della Decca a West Hampstead, sotto l'attenta direzione del manager Kenneth Pitt.. Mike Vernon, che aveva già lavorato per un gran numero di artisti tra i quali John Mayall, era più orientato verso il blues che al music-hall: «Non dico che abbiamo proprio lottato ma è stata un'avventura», ha ricordato nel 2009, «non ero sicuro di cosa farne in quel periodo, né se fosse commerciale, ma come sempre ho messo da parte simpatie e antipatie e sono andato avanti. Fu un disco molto molto bizzarro e unico, ideale per la Deram». Vernon si accorse subito che Bowie «aveva un enorme talento, un carisma molto definito, era solo questione di tempo».

Il produttore fu assistito da Gus Dudgeon che pure apprezzò il lavoro dicendo a David Buckley che «la musica era molto cinematografica, tutto molto suggestivo, molto onesto e spontaneo e perciò unico».. Il bassista dei Buzz, Derek Fearnley, che aiutò David negli arrangiamenti, ricordava un metodo di collaborazione più o meno simile a quello che il cantante avrebbe usato trent'anni dopo. «Aveva una canzone nella sua forma base e la sviluppavamo insieme. Diceva, "mi piacerebbe avere un violino" e io dicevo, "sì, manteniamo un tocco sentimentale, mettiamoci un trombone" e lui diceva che era una grande idea. Era così maledettamente ispirato... mi ha stimolato su cose che altrimenti non avrei mai potuto fare». Essendo in possesso di una preparazione musicale piuttosto rudimentale i due acquistarono un manuale, l'Observer's Book of Music, per cercare di comprendere i termini usati dai musicisti di Vernon, molti dei quali provenivano dalla London Philharmonic Orchestra.

Il 24 novembre vennero registrate There is a Happy Land, We Are Hungry Men e Join the Gang. I Buzz tennero l'ultimo concerto il 2 dicembre a Shrewsbury prima di sciogliersi, ma continuarono a partecipare alle sessioni fino al 25 febbraio 1967 quando le rimanenti tracce furono incise.

Pubblicazione e accoglienza

L'album uscì il 1º giugno 1967 in Europa, Stati Uniti, Australia e Nuova Zelanda. Kenneth Pitt spedì alcune copie a persone con cui aveva contatti nel modo dello spettacolo per sollevare interesse nei confronti del cantante, ricevendo anche lettere di congratulazioni. Dal lato delle vendite l'impatto non fu però quello sperato, anche perché Tony Hall, che si occupava della promozione e che aveva avuto un ruolo chiave nell'assicurare il contratto a Bowie, era passato ad un'altra società ancora prima dell'uscita del disco e David aveva perso il suo referente all'interno della compagnia.

Ciò nonostante l'album ricevette alcune critiche sostanzialmente positive. Allen Evans di NME lo definì «molto innovativo» e ritenne Bowie «un talento molto promettente», sottolineando «una notevole freschezza di suono negli arrangiamenti leggeri di David e Derek Fearnley». La rivista Disc and Music Echo parlò di «un album di debutto notevole e creativo di un diciannovenne londinese», aggiungendo: «Ecco un nuovo talento che merita attenzione perché, sebbene David Bowie non abbia una gran voce, sa porgere le parole con una certa impertinenza che risulta accattivante, anche se non precoce... piena di astratto fascino».

Anche negli Stati Uniti, dove uscì senza le tracce We Are Hungry Men e Maid of Bond Street, l'album si rivelò un fallimento commerciale nonostante una massiccia campagna pubblicitaria nelle stazioni radio e sulla stampa specializzata.

Ma l'album portò anche qualcosa di buono come l'attenzione che destò in Lindsay Kemp, tanto che nel marzo 1968 David inserì alcune delle tracce nello spettacolo teatrale Pierrot in Turquoise. Un altro aspetto positivo fu il risultato di una audizione alla BBC che gli consentì di registrare la sua prima sessione radiofonica il 18 dicembre 1967. Il produttore di Top Gear, Bernie Andrews, si era rivelato un ammiratore dell'album e la vigilia di Natale il programma venne trasmesso su Radio 1..

Copertina Le foto in primo piano sulla copertina e sul retro vennero scattate nello studio-cantina di Gerald Fearnley, fratello del bassista Derek, situato sotto una chiesa in Bryanston Street vicino a Marble Arch dove David aveva fatto le prove durante la registrazione dell'album. «Quella giacca militare, ne andavo molto fiero... era di sartoria», ricordò anni dopo circa l'abbigliamento che aveva scelto a complemento del taglio di capelli da paggetto.

Tracce Testi e musiche di David Bowie.

Lato A

Lato B

Bonus disc dell'edizione deluxe 2010 Testi e musiche di David Bowie. Le tracce sono in mono, tranne dove indicato.

Formazione David Bowie - voce, chitarra, sax Derek Fearnley - basso John Eager - batteria Derek Boyes - organo

Descrizione dei brani Uncle Arthur

La traccia di apertura è una tragicommedia incentrata sulla figura di un triste ed eccentrico trentenne che legge ancora i fumetti, protetto dalla figura materna da ogni contatto con il sesso femminile. Un giorno, nel tranquillo quadretto familiare irrompe Sally e Arthur la segue, tranne pentirsi presto di essersi sposato e tornare a rifugiarsi in seno alla madre. Il fatto che il protagonista sia nominato solo come "zio Arthur" rivela forse il punto di vista di un bambino, aspetto comune ad altre tracce dell'album, con i pasticci della vita di un adulto risolti dalla logica infantile.

Sell Me a Coat

Malinconica ballata in cui il simbolismo, l'estate come immagine di amore e felicità, l'inverno come disperazione e frigidità, si sovrappone all'alternarsi di versi lenti e sommessi con un ritornello dal ritmo più vivace. Nel marzo 1968 Bowie eseguì il brano nello spettacolo teatrale Pierrot in Turquoise di Lindsay Kemp e l'anno successivo venne inserito nel video album Love You Till Tuesday, con una strumentazione supplementare e i cori dei Feathers, ovvero la sua compagna di allora Hermione Farthingale e John Hutchinson.

Rubber Band

Il brano con il quale il manager Kenneth Pitt riuscì ad ottenere il contratto con la Deram Records venne registrato il 18 ottobre 1966 e due mesi più tardi venne pubblicato come 45 giri. La malinconica storia di un veterano della prima guerra mondiale che si vede portar via la donna dal direttore di una banda musicale si rivelò un insuccesso, ciò nonostante Rubber Band venne registrata nuovamente per l'album, in una versione un po' più lenta e con alcune differenze nel testo.

Love You Till Tuesday