La Valtellina (, , ) è una regione geografica alpina, corrispondente al bacino idrico del fiume Adda a monte del lago di Como, in Lombardia. L'intera valle e la Valchiavenna formano insieme la Provincia di Sondrio. La valle raggiunge con la Punta Perrucchetti, alta 4 020 metri e appartenente al Massiccio del Bernina, la massima altitudine della regione.
Da essa si dipartono numerose valli laterali come la Valmalenco, la Val Masino, Valle del Bitto, la Val Grosina, la Valfurva, la Valle del Braulio, la Valle di Fraele e, dal punto di vista storico-culturale anche la valle di Livigno (che però geograficamente è posta oltre lo spartiacque alpino principale); terra svizzera è invece la val Poschiavo, mentre la restante parte appartiene quasi tutta alla provincia di Sondrio e solo piccoli territori ricadono invece nelle province di Como e di Lecco.
Origine del nome La denominazione Tellina vallis compare per la prima volta in un testo di Ennodio, vescovo di Pavia, degli inizi del VI secolo.
Ormai tutti gli studiosi di storia e di toponomastica hanno pacificamente accolto il fatto che il nome derivi dal latino curiale ''Vallis Tellina, che significa Valle di Teglio (Teglio è appunto un antico centro abitato che domina la media valle dell'Adda; l'aggettivo riferito a Teglio è tuttora "tellino"). Un documento del 775 di Carlo Magno la nomina mentre un documento di Lotario I dell'824 riporta “In Valle Tellina”.
Un'altra ipotesi erudita e ormai rifiutata riconduceva il nome a vallis Turrena, che avrebbe dovuto significare "valle dei Tirreni", antichi etruschi qui rifugiatisi, oppure alludere alle numerose torri in epoca alto-medievale caratterizzavano la valle. La origine etrusca del toponimo sarebbe riconducibile anche alla presenza della città etrusca 'Volturnia', vicina alla scomparsa Olonio, da cui il toponimo 'Volturena'.
Geografia
Lunga 120 km e larga 66, la valle è parallela al crinale alpino essendo impostata sulla linea insubrica, sistema di faglie che segnano la saldatura tra l'antica Europa e la Placca Adriatica staccatosi dal Gondwana. Separa quindi le Alpi Centro-orientali (Alpi Retiche occidentali) dalle Alpi Sud-orientali (Alpi e Prealpi Bergamasche e Alpi Orobie).
Il fiume Adda, scendendo dalla valle di Cancano, sino a confluire nel lago di Como, traccia il corso della Valtellina, la quale tocca a levante il Trentino-Alto Adige, a sud le province di Bergamo e Brescia, a settentrione le terre svizzere dei Grigioni. Con l'eccezione della val Poschiavo (vallata svizzera di lingua italiana che conduce a St. Moritz tramite il passo del Bernina), da tutte queste zone la Valtellina è separata da montagne più o meno famose come il pizzo Bernina, il 'Quattromila' più orientale delle Alpi, che sebbene la vetta sia in territorio svizzero per poche centinaia di metri, si può considerare "quasi" valtellinese. Altre importanti montagne sono il Piz Zupò la vetta lombarda più elevata (3 996m), il Gran Zebrù nel gruppo Ortles-Cevedale e il monte Disgrazia a cavallo tra val Masino e Valmalenco. Suddivisa in Alta, Media e Bassa valtellina, a occidente comincia con il Pian di Spagna, vasto pianoro un tempo paludoso, corrispondente all'innesto dell'Adda nel Lario, ora in gran parte bonificato, e confina con le province di Como e di Lecco.
La valle si sviluppa quindi in una serie di bacini, chiusi da strozzature quando i due crinali montuosi si avvicinano. Infine, le montagne chiudono quasi la valle, lasciando solo un piccolo e difficile accesso a un ultimo, vastissimo anfiteatro, che forma la conca (anticamente il contado) di Bormio. Si dipartono dalla conca bormina: a ovest la breve valle di Pedenosso, in cui confluiscono la val Viola e la val di Dentro: quest'ultima conduce, attraverso il passo del Foscagno, alla conca di Livigno e quindi all'Engadina e ai Grigioni; a nord la valle del Braulio, lungo la quale sale la strada del passo dello Stelvio; a est la Valfurva, con le convalli val Zebrù, valle dei Forni e valle del Gavia che, attraverso l'omonimo e asperrimo valico, connette Valtellina e valle Camonica.
I principali valichi della Valtellina sono lo Stelvio (che con i suoi metri è il più alto d'Italia e il secondo in Europa)Il passo più alto d'Europa è in Francia sulla Nazionale 6: è il colle dell'Iseran, in val d'Isère, alto m., spesso protagonista del Giro d'Italia, che porta in val Venosta (Alto Adige), il passo del Gavia ( m) verso l'Alta val Camonica, il passo San Marco ( m) verso la val Brembana e quello dell'Aprica ( m) verso la val Camonica di Edolo, il passo del Mortirolo ( m) verso la val Camonica. Tutti questi passi, eccetto il passo dell'Aprica, a causa delle condizioni proibitive, sono interdetti al passaggio di mezzi pesanti.
La città principale e capoluogo di provincia è Sondrio; altre località importanti sono Tirano, Morbegno, Teglio, Sondalo, Aprica, Bormio e Livigno. Queste ultime due sono mete turistiche assai rinomate per i loro impianti sciistici. Livigno ha inoltre il vantaggio di essere porto franco mentre Bormio quello di avere delle ottime acque termali note sin dall'antichità (Terme di Plinio). La conca di Livigno, per quanto riguarda la conformazione dei bacini idrici, si trova invece nel bacino dell'Inn.
Storia L'antichità Il Trofeo delle Alpi ricorda la tribù alpina dei Vennoneti, probabilmente gli antichi abitanti della Valtellina.
La vallata fu colonizzata, fin da epoche antichissime, da popolazioni di origini celtiche, liguri e retiche. In particolare Virgilio, Plinio il Giovane (comasco) e Marziale narrano di come, in età pre-romana, i primi insediamenti liguri avevano importato in Valtellina la vite dalle zone delle Cinque Terre e della Lunigiana.
L'antichissimo popolo dei Liguri si stanziò appunto, oltre che su una lunga costa che andava da Marsiglia a Luni, lungo la dorsale appenninica settentrionale, su entrambi i versanti delle Alpi Occidentali. Raggruppati in stirpi o tribù, in particolare i Liguri Stazielli, acquisironodato che conoscevano già la vitedai Greci i primi rudimenti di vinificazione.
L'Alto Medioevo La Valtellina dopo aver fatto parte dell'Impero romano finì nel 568 d.C. sotto il dominio longobardo. Numerosi gruppi arimannici si stanziarono in queste terre, fra i quali i Crotti potenti arimanni Longobardi , cioè guerrieri longobardi a cavallo, che nell'Alto Medioevo da Bergamo si stabilirono in questo territorio, contribuendo con il proprio nome alla toponomastica di varie zone della Valtellina. In seguito fu la volta del dominio del popolo dei Franchi, per poi passare sotto i vescovi principi.
Il Basso Medioevo Durante il Basso Medioevo la Valtellina seguì le sorti della restante Lombardia. Essa fu sempre soggetta dal punto di vista ecclesiastico ai vescovi di Como, mentre civilmente dopo essere stata soggetta al Comune di Como e al vescovo di Como venne incorporata verso la metà del XIV secolo nel Ducato di Milano. Gli abitanti dei vicini Grigioni, che già erano entrati più volte in Valtellina, nel 1512, approfittando delle invasioni straniere che avevano preso avvio nel 1494, la occuparono tutta pur garantendo alle popolazioni locali il rispetto degli antichi privilegi e consuetudini. Il 27 giugno 1512, con il Giuramento di Teglio, la Valtellina venne ufficialmente annessa ai Grigioni. Gli svizzeri istituirono una struttura amministrativa costituita da un "capitano di valle" che risiedeva a Sondrio e che veniva sostituito ogni quattro anni, mentre gli altri due terzieri venivano retti da un podestà di durata biennale. A parte erano governati il ricco contado di Chiavenna e quello di Bormio che avevano alle spalle una lunga storia di indipendenza e autogoverno.
La signoria dei Grigioni sulla Valle
Il dominio grigionese durò dal 1512 al 1797. Anzi, fino al 1526 la signoria delle Tre Leghe si estendeva anche sulle tre pievi del Lario superiore (Dongo, Gravedona e Sorico, con i comuni circostanti), sulla pieve di Olonio (grosso modo corrispondente all'attuale Pian di Spagna, allora quasi disabitato dopo un'alluvione) e sulla zona tra Colico e il priorato di Piona; questi territori furono riconquistati da Gian Giacomo Medici, castellano di Musso, e ceduti dalle Tre Leghe al Ducato di Milano con il trattato di Ilanz, concluso nella primavera del 1526 con la mediazione di Francia, Venezia e del papa. Più o meno negli stessi decenni (anni venti e trenta del XVI secolo) le Tre Leghe accolsero la riforma protestante, e la confessione cattolico-romana divenne minoritaria (sebbene mai proibita) a nord delle Alpi.
Proprio in questo periodo la Valtellina cominciò ad essere teatro di gravi scontri tra cattolici e protestanti. Anche in Valtellina, di fatto, erano numerosi i cristiani che avevano abbracciato la confessione riformata (che, peraltro, generalmente non proveniva dal nord delle Alpi, ma soprattutto da ex-ecclesiastici cattolici italiani che trovavano rifugio nelle vallate alpine); i valtellinesi protestanti godevano della protezione dei magistrati inviati in valle dai Grigioni, come pure beneficiavano dell'arrivo di libri e di pastori direttamente dalla penisola italiana, attraverso le vie commerciali. Da Poschiavo la prima stamperia grigionese, nonostante il volere contrario del papa e del re di Spagna, distribuiva opere di autori riformati che giungevano in tutta Italia; la Valtellina era peraltro notoriamente aperta a quegli italiani che erano costretti a fuggire per sospetto di eresia: ad esempio Camillo Renato che fu a Traona, a Chiavenna e in altre località della valle negli anni quaranta del XVI secolo.
I Grigioni, dal canto loro, vedevano con favore la diffusione della Riforma in Valtellina, perché ciò coincideva - sul piano politico - con un allontanamento della valle dalla Spagna, allora dominatrice del Ducato di Milano e una delle potenze principali dell'Europa cattolica nel XVII secolo. A confronto con la dominazione esercitata dai Confederati elvetici su quello che oggi è il Canton Ticino, il governo dei Grigioni sulla Valtellina si mostrò in alcuni momenti più rigido, assumendo chiare tendenze anticattoliche. In effetti, mentre i Confederati - peraltro ancora in maggioranza cattolici - consideravano i territori acquisiti come terre sottomesse ma autonome, i Grigioni, vivendo in territori più poveri, ambivano ad una vera e propria annessione della Valtellina, territorio molto più fertile di quello a nord delle Alpi. Fu per questa ragione che le Tre Leghe appoggiarono l'adesione di diversi loro sudditi valtellinesi alla Riforma.
Eppure anche i cattolicissimi spagnoli avevano un forte interesse di tipo strategico-militare a controllare la Valtellina, perché se avessero potuto transitare liberamente per la Valtellina, si sarebbe aperto un corridoio tra i possedimenti italiani degli Asburgo di Spagna (il Ducato di Milano) e quelli imperiali degli Asburgo d'Austria (il Tirolo), aggirando così la potente Repubblica di Venezia.
In questa prospettiva, quindi, anche l'elemento religioso assumeva valenze politiche, dal momento che un'adesione massiccia della Valtellina alla Riforma poteva separarla dalla sua antica rete relazionale lombarda, comasca e cattolica.