La caccia alle streghe è un fenomeno storico, molto dibattuto e anche romanzato, di superstizione o isteria di massa consistente nella ricerca di persone ritenute streghe,. stregoni o, più in generale, praticanti la stregoneria.

Il periodo storico in cui tale fenomeno fu più sviluppato in Europa fu nei tre secoli a cavallo tra fine medioevo ed età moderna, più o meno dal 1450 al 1750 e comprende l'era della Riforma protestante, della Controriforma e della Guerra dei trent'anni.

La caccia alle streghe in Europa causò circa 50 mila vittime;. le più recenti esecuzioni per stregoneria in Europa risalgono al XVIII secolo. In altre aree, come l'Africa e l'Asia, la caccia alle streghe riguarda in tempi più moderni l'Africa subsahariana e la Papua Nuova Guinea. Processi per stregoneria sono stati celebrati anche contro uomini e, in alcuni periodi storici e in determinate aree geografiche, più che contro le donne: es. in Carinzia, Normandia, Islanda, Estonia e Russia..

Molta della letteratura e della superstizione popolare legata alle streghe deriva da un testo, il Malleus Maleficarum, erroneamente attribuito a lungo alla diretta volontà papale..

Metaforicamente con "caccia alle streghe" s'intende, in lingua italiana, un'indagine pubblica condotta per scoprire supposte attività sovversive. Un caso particolare fu il maccartismo degli anni cinquanta negli Stati Uniti.

Premessa La caccia alle streghe è stata ed è diffusa a livello mondiale in società geograficamente, culturalmente e temporalmente molto diverse e questo ha fatto nascere l'interesse dell'antropologia per studiarne cause e circostanze, trovandovi legami comuni legati al tentativo di spiegare avvenimenti umani come malattia e morte, disgrazie o carestie. Spesso la strega e lo stregone sono stati associati all'idea del male. ma è stata superata un'interpretazione monocausale, che appare riduttiva.Il modello di spiegazione monocausale, vale la pena di ricordarlo, ha costituito in passato la base di molte ricerche storiche - .

Il primo accenno storico si ha nel II millennio a.C. quando il Codice di Hammurabi condanna non la magia, ma i danni che i maghi e gli stregoni possono generare con questa.. Nella Grecia classica, attorno al 338 a.C., si ebbe il caso di Teoride di Lemno che fu giustiziata insieme con i suoi figli perché accusata di aver gettato incantesimi.. L'Antico Testamento riflette il rifiuto che gli Ebrei professavano nei confronti della magia e della stregoneria, che li distingueva dai popoli circostanti (Egizi, Babilonesi, Cananei) dove invece queste pratiche erano esercitate: es. Deuteronomio 18,10-12: «Non si trovi in mezzo a te chi immola, facendoli passare per il fuoco, il suo figlio o la sua figlia, né chi esercita la divinazione o il sortilegio, o l’augurio o la magia; né chi faccia incantesimi, né chi consulti gli spiriti o gli indovini, né chi interroghi i morti, perché chiunque fa queste cose è in abominio al Signore»; Levitico 19,26: «Non praticherete alcuna sorta di divinazione o di magia».

Nel cristianesimo delle origini, non vi furono persecuzioni organizzate come tali nei confronti di streghe o stregoni, e l'uccisione di Ipazia, nel 415, matematica ed erede della tradizione scientifica greca ma ritenuta capace di arti magiche da una folla inferocita, fu un caso isolato. Il Canon episcopi definì la credenza popolare un frutto di superstizione.

Caccia alle streghe in Europa

Nell'immaginario popolare la strega viene rappresentata solitamente come donna molto vecchia e di brutto aspetto e la presunta strega apparteneva perlopiù alle classi sociali inferiori anche se non mancò qualche caso di nobildonna condannata, come ad esempio Sidonia von Borcke. Quanto all’età, la maggior parte dei documenti posti a confronto tra loro permette di affermare che la percentuale più alta dei processi era costituita da donne sopra ai 50 anni, o, in alcune aree, ai quaranta. Questo dato aiuta a comprendere il motivo per cui fossero donne esperte.

Solo una piccola minoranza di queste persone poteva essere annoverata tra i veri e propri criminali come ad esempio Catherine Deshayes, accusata non solo di omicidio ma anche di satanismo e di aver preso parte a messe nere con la marchesa di Montespan, pure lei criminale, favorita di Luigi XIV di Francia (r. 1643–1715), durante il celebre "Affare dei veleni". La maggioranza delle donne accusate di stregoneria era innocente, spesso semplici levatrici, prostitute o guaritrici. Queste ultime erano figure tradizionali dedite alla cura con le piante officinali e semplici praticanti della medicina popolare che affiancavano la medicina ufficiale perché la popolazione essenzialmente rurale raramente aveva la possibilità di curarsi con metodi costosi. Si poteva essere considerata strega anche per aspetti del tutto irrilevanti, per pura superstizione.

Il dibattito sulle cause A differenza di quanto si crede comunemente, durante il Medioevo le più celebri persecuzioni non furono rivolte contro streghe e stregoni ma contro gli eretici (Catari, Valdesi, Albigesi, ecc.), le "fedi altre" (gli Ebrei e i Musulmani) e i lebbrosi.. Solo a partire dall'età moderna, dopo la scoperta delle Americhe, nel momento in cui nasce l'Umanesimo e in cui appare la stampa, comincia la caccia alle streghe vera e propria: una persecuzione sistematica, genocidio/olocausto secondo taluni studiosi,Il primo ad usare questo termine fu il giurista Andrea Alciato, che all'inizio del XVI secolo definì Nova Holocausta una caccia alle streghe avvenuta in un paese delle Alpi - Cit. in . definita sessista da talatri. Lo stato d'incertezza e paura suscitate in varie circostanze da questa prima globalizzazione epocale non possono però essere le uniche ragioni che condussero alla demonizzazione del sesso femminile e alla sua trasformazione in capro espiatorio, specialmente se si tiene conto che i pregiudizi nei confronti delle donne risalgono fino all'epoca antica. Inoltre, come è stato già accennato, le persecuzioni contro le streghe coinvolsero in diverse occasioni anche individui di sesso maschile. Indubbiamente la misoginia rimane un presupposto importante nella costruzione del mito moderno della strega, quello cioè che la rappresenta come eretica e apostata, frequentatrice del sabba e operatrice di sortilegi a danno delle persone, delle colture e degli animali, come risulta evidente da ampie parti del Malleus Maleficarum.Per questo argomento si può consultare la scelta antologica tratta dal Malleus contenuta in .

C'è poi da considerare che le donne, fino alla fine del Medioevo, godevano nell'esercizio di certe professioni di una libertà ben più grande di quanto spesso sia stato fatto notare. In alcuni paesi europei erano relativamente numerose le donne dedite al commercio e all'artigianato, attività condotte talvolta in completa o pressoché completa autonomia (come lo studio dei testamenti ha dimostrato). A Basilea esisteva una corporazione all'interno della quale uomini e donne avevano i medesimi diritti. Con l'avvento dell'era moderna e delle sue grandi trasformazioni politiche, religiose, economiche e sociali, la partecipazione femminile alle attività produttive e mercantili svolte al di fuori delle mura domestiche si ridusse però fin quasi a scomparire del tutto.Sul lavoro femminile tra Medioevo ed Età moderna si veda: Claudia Opitz, La vita quotidiana delle donne nel tardo Medioevo (1250-1500), in AA. VV., Storia delle donne in Occidente, opera diretta da Georges Duby e Michelle Perrot, vol. II, Il Medioevo, a cura di Christiane Klapisch-Zuber, Laterza, Bari, 1990.

È stato ipotizzato che le numerose cacce alle streghe dell'era moderna potessero essere fomentate da un interesse economico, dato che la condanna comportava anche la confisca dei beni della vittima, i quali venivano divisi a metà fra la Chiesa e il potere temporale. Essendo comunque i perseguitati, nella maggior parte dei casi, degli emarginati nullatenenti, questo non sembrerebbe costituire un aspetto tra i più rilevanti del fenomeno, quantunque, come si è visto, non siano mancati episodi di persecuzione rivolti contro persone facoltose.

Più importante risulta essere la specificità del periodo storico. Sul piano politico, infatti, si assiste a livello europeo a una progressiva concentrazione dei poteri, che culmineranno con l'affermazione dei grandi stati nazionali e con regimi come l'assolutismo in Francia. Proprio in Francia, tuttavia, l'accentramento del potere esecutivo comporterà una notevole riduzione dell'autonomia dei tribunali locali e con essa una maggiore razionalizzazione nella procedura giudiziaria contro le presunte streghe.Per gli aspetti politici e giudiziari della caccia alle streghe nella Francia dell'Antico Regime v.si . Ora, a una centralizzazione dei poteri politici consegue generalmente un certo livellamento nei comportamenti pubblici e privati degli individui di una comunità. L'eventuale riavvicinarsi alla superstizione, il ricorrere ai rituali magici o in ogni caso a ciò che non è riconosciuto dall'autorità suprema che sta operando questa centralizzazione, non può che spingere i monarchi a reprimere con crescente violenza queste pratiche non ufficiali ed eterodosse.

Come detto, per collocare il fenomeno nel suo contesto storico, coincidente con il periodo delle guerre di religione (1522–1712), occorre ricordare come, tra la fine del Quattrocento e l'inizio del Settecento, l'Europa fu scossa nella sua unità religiosa, al punto da collassare praticamente in una terribile caccia al colpevole, che non poteva altri che essere, di volta in volta, il cattolico, il luterano, il calvinista, e così via. A seguito della Riforma protestante, inoltre, il fenomeno del frazionamento religioso si moltiplicò, perché, contrariamente ai desideri degli stessi Riformatori, numerose altre sette si diramarono dal tronco, andando a formare le miriadi di sette non conformiste.

Il fenomeno coinvolse tutti: dai contadini alle istituzioni, dai governanti alle persone del popolo. Non è dunque improbabile trovare proprio qui l'origine del fenomeno della caccia alle streghe. Soprattutto nelle società agricole (e l'Europa all'epoca lo era in massima parte) le donne svolgevano infatti un particolare ruolo, che si può definire "conservativo". Già nel Medioevo, ad esempio, fonti testimoniano come proprio le donne siano state le più attaccate alle antiche forme di culto pagane nelle campagne,. e, allo stesso tempo, come fin dal cristianesimo delle origini, femminili furono le prime forme di vita cristiana associata che vennero alla ribalta. In un mondo in cui era diffusa la convinzione che il diavolo fosse in agguato in ogni momento a causa della mancanza dell'unità spirituale, e, anzi, sempre più persone si allontanavano dall'ortodossia religiosa, era facile indirizzare i sospetti su un gruppo di donne che si riunivano per compiere riti non riconosciuti. A ciò inoltre va aggiunto che questo è il periodo in cui la società per la prima volta, a partire dal Medioevo, comincia a riorganizzarsi e occuparsi di ogni abitante e della sua salvezza spirituale. Se gli uomini venivano arruolati nelle guerre, le donne restavano nelle campagne o svolgevano i loro riti nelle città. Quelle che sfuggivano al controllo potevano essere quelle che furono accusate di stregoneria.