Abbandono è un film del 1940 diretto da Mario Mattoli.

Trama 1830: Pierre Courier, un ricco e anziano armatore navale, attende il rientro del figlio Stefano, reduce da un lungo viaggio a Trinidad nella nave nel quale egli è capitano. Grande è la sorpresa quando il figlio si presenta con una donna conosciuta nell'isola e sposata durante il viaggio, Anna. Ragazza mite e candida, appassionata e felice, si fa ben volere da tutti e diventa in breve tempo la beniamina della casa nonostante una iniziale ostilità dovuta al fatto che qualcuno fa sorgere sospetti sul suo passato: sua madre, infatti, era proprietaria di una taverna malfamata e aveva avuto in passato una vita non molto limpida.

La ragazza trova comprensione e sincera amicizia nella giovane sorella di Stefano, Maria, sposata con un conte squattrinato e speculatore, che erode di nascosto le finanze di casa Courier. Stefano è costretto a riprendere il mare per un viaggio molto lungo, sicuro di avere riportato la pace in famiglia, per concludere un affare vantaggioso sull'applicazione del vapore alle sue navi mercantili. In realtà dopo la partenza accade un intrigo amoroso che rischia di sfociare in un dramma coniugale; Anna viene accusata di essere l'amante di Leonard, un aristocratico vanitoso, e perciò, costretta ad accettare quelle accuse infamanti per salvare la sventurata Maria, fugge di casa. La nascita di un bambino non le riporterà la serenità poiché la donna viene a conoscenza di un complotto ordito da alcuni sicari: le nuove caldaie a vapore installate sulle navi della compagnia vengono sabotate per esplodere durante la navigazione. Anna, quindi per salvare suo marito corre al porto ma il suo gesto viene scoperto ed è inseguita dai sicari; nel salire sulla nave viene aggredita ma Maria, che conosceva anch'essa la verità, si frappone all'amica e viene falciata dai colpi di pistola.

Prima di morire, Maria rivela a Stefano che era stata lei stessa a diffondere quelle voci poiché le scappatelle le aveva compiute lei, ristabilendo così la reputazione di Anna.

Produzione Il film, uno dei pochi a carattere drammatico diretti dal regista di Tolentino, venne girato negli stabilimenti di Cinecittà.

Il protagonista maschile George Rigaud venne accreditato nei titoli col nome italianizzato in Giorgio Rigato.

La Commissione di Revisione Cinematografica concesse il nulla osta alla circolazione nelle sale senza operare alcun taglioCome si evince dal conservato presso la Cineteca di Bologna. ebbe il visto di censura n. 31.039 nel 5 luglio 1940 per una lunghezza accertata della pellicola di 2.752 metriDocumento originale del tratto dal sito Italia Taglia. e fu presentato alla VIII Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia.

Altri tecnici Aiuto regista: Steno Direttore di produzione: Carlo Bugiani Segretario di edizione: Sergio Grieco Fonico: Ovidio Del Grande Fotografo di scena: Ampelio CiolfiSi veda il dove vengono attribuite a lui le fotografie di scena.

Distribuzione Uscì nelle sale cinematografiche italiane il 18 settembre 1940Data di prima proiezione pubblica nelle tabelle riportate da Stefania Carpiceci (a cura di), Le case di produzione e gli incassi dei film degli anni 1940-1944, in Ernesto G. Laura (a cura di), Storia del Cinema Italiano, vol.6 - 1940/1944, Marsilio, Edizioni di Bianco & Nero, Venezia 2010, pag. 667..

In Spagna venne proiettato il 15 marzo 1943 con il titolo AbandonoImmagine del su un sito iberico. mentre in Francia venne proiettato l'8 settembre 1943 con il titolo L'intruseCome si evince dalle riportati dal sito IMDB.

Il film non ha avuto edizioni in DVD. Esistono però le locandine e alcune fotografie di scena.Come si evince dal , che contiene manifesti e fotografie del film.

A metà degli anni '90 il film venne spesso replicato dalla stazione televisiva TELE+3

Accoglienza Critica

Recensioni Vittorio Calvino, Si gira Abbandono, in Film, 15 giugno 1940 (notizie di lavorazione) Alberto Ceretto, Gazzetta del Popolo, 16 novembre 1940 Enzo Duse, Il Mattino, 10 settembre 1940 Guglielmina Setti, Il Lavoro, 23 ottobre 1940 Adolfo Franci, L'Illustrazione Italiana n. 44, 3 novembre 1940 Arnaldo Fratelli, La Tribuna, 13 dicembre 1940 Giuseppe Isani, Cinema anno V, n. 108, 25 dicembre 1940 Filippo Sacchi, Corriere della Sera, 23 ottobre 1940 Fabrizio Sarazani, Il Giornale d'Italia, 13 dicembre 1940 Osvaldo Scaccia, Film, 21 dicembre 1940

Note

Bibliografia Francesco Savio, Ma l'amore no. Realismo, formalismo, propaganda e telefoni bianchi nel cinema italiano di regime (1930-1943), Editore Sonzogno, Milano (1975) Gianni Rondolino, Dizionario Bolaffi del cinema italiano. I registi, Editore Bolaffi, Torino (1979) Roberto Chiti, Enrico Lancia, Dizionario del cinema italiano. I film dal 1930 al 1944, Editore Gremese, Roma (1993, seconda edizione 2005) Paolo Mereghetti, Dizionario dei Film 1998, Milano, Baldini e Castoldi, 1997. ISBN 88-8089-195-2

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