Biografia La Passio che narra la vita di sant'Erasmo risale al VI secolo, ma è ampiamente leggendaria. Vi si racconta che Erasmo era vescovo di Antiochia. Quando iniziarono le persecuzioni contro i cristiani, egli si rifugiò dapprima per sette anni in una caverna poi, scoperto, venne incarcerato per non aver voluto sacrificare agli idoli pagani. Venne in seguito liberato miracolosamente e, dopo aver convertito a più riprese un numero altissimo di persone (il testo parla di quattrocentomila) e aver compiuto altri miracoli e subito persecuzioni, venne infine condotto, per opera dell'arcangelo Michele, a Formia, dove morì dopo sette giorni. Tale passio fu attribuita a papa Gelasio II.
Il culto
Le prime notizie attestanti il culto del santo risalgono al Martirologio Geronimiano, che già ne riporta la memoria al 2 giugno. San Gregorio Magno poi, in una lettera, riporta che il corpo del vescovo Erasmo era custodito nella chiesa di Formia e che a lui erano dedicati due monasteri, uno a Napoli e uno presso Cuma. A seguito della distruzione di Formia da parte dei saraceni nell'842, le reliquie furono trasferite a Gaeta e nascoste nella chiesa di Santa Maria, dove furono ritrovate nel 917 dal vescovo Bono. Sant'Erasmo fu quindi proclamato patrono della città e, meno di un secolo dopo, papa Pasquale II consacrò la nuova cattedrale sotto il titolo di Sant'Erasmo, San Marciano e della Vergine Maria.
Durante il Medioevo il suo culto si consolidò grazie ai commercianti e marinai di Gaeta e venne inserito tra i cosiddetti santi ausiliatori, quale patrono dei marinai e protettore dei malati di stomaco, per via della tradizione che nel martirio fosse stato eviscerato da un argano. In realtà non esistono fonti agiografiche che parlino di questo supplizio. Probabilmente le prime raffigurazioni del santo lo ritraevano, quale patrono dei marinai, accanto ad un argano, che, nell'immaginazione popolare, divenne strumento di martirio.
La sua memoria liturgica si festeggia il 2 giugno.
Patronati in Italia
Egli è inoltre il santo patrono dei seguenti comuni italiani: Bassiano (LT) Besana in Brianza (MB), compatrono Capaci (PA) Castel Goffredo (MN), compatrono Civitella Messer Raimondo (CH) Corbara (SA), compatrono Formia (LT), compatrono con San Giovanni Battista Gaeta (LT), compatrono con San Marciano V. M. di Siracusa Jerzu (NU) Lerici (SP), dove la statua lignea viene trasportata per le vie del borgo e poi a bordo di un traghetto condotto nei vicini borghi di Tellaro e San Terenzo Reitano (ME) Roccagorga (LT) Santeramo in Colle (BA) Torrecuso (BN), compatrono Umbertide (PG), compatrono Sant'Erasmo è il patrono inoltre delle seguenti frazioni, località, rioni e confraternite:
Legnano (MI), patrono del quartiere omonimo che partecipa al famoso Palio rievocativo medievale ogni anno Arma di Taggia (IM) (patrono) Cascano di Sessa Aurunca (CE) (patrono) Porto Ercole di Monte Argentario (GR) Piedemonte Massicano di Sessa Aurunca (CE) (patrono) San Donato di Tagliacozzo (AQ) Sant’Erasmo di Saviano (NA) Pucara di Tramonti (SA) (patrono)
Da lui prende nome anche l'isola di Sant'Erasmo, situata nella zona nord della laguna di Venezia.
Il fuoco di Sant'Elmo
Il cosiddetto fuoco di Sant'Elmo è una scarica elettro-luminescente provocata dalla ionizzazione dell'aria durante un temporale, all'interno di un forte campo elettrico. Prende il nome dal santo patrono dei naviganti, che consideravano la sua comparsa di buon auspicio. Il nome è dovuto al fatto che il fenomeno spesso appare sulla testa dell'albero maestro delle navi durante i temporali in mare. Una leggenda narra, inoltre, che quando il Santo venne arso vivo, sulla cima della pira del rogo si vide comparire una fiamma bluastra, ritenuta dai presenti l'anima del Santo che si innalzava al cielo.
Note
Bibliografia Μαρτύριον τοῦ ἁγίου ἱερομάρτυρος Ἐράσμου μαρτυρήσαντος ἐν πόλει Φορμίας, in
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