Il sequester (lett. mediatore) era nell'antica Roma la persona cui un candidato ad una magistratura affidava le somme di denaro che sarebbero servite a corrompere gli elettori e ad ottenerne il voto. Il sequester affidava la somma ricevuta a più divisores, dei quali coordinava l'attività, che si occupavano di comprare i singoli voti.

La figura del sequester, di fatto illegale così come lo era in generale la corruzione degli elettori, era tuttavia particolarmente diffusa, e la sua opera era facilitata dall'esistenza dei rapporti clientelari e di associazioni chiamate collegia che prevedevano la riunione di più persone.

Tra i sequester si ricorda, in particolare, Publio Clodio Pulcro, che si adoperò per l'elezione del suocero Lucio Licinio Murena al consolato per il 62 a.C.

Bibliografia Luca Fezzi, Il tribuno Clodio, Laterza, Roma-Bari 2008, pp. 29 - 30.

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