Il Partito Laburista (; ) è un partito politico britannico di centro-sinistra. È un partito storicamente riconducibile alla socialdemocrazia e al socialismo democratico. In particolare, durante i governi di Clement Attlee del 1945-1951 fu istituito il primo Sistema Sanitario pubblico dell'Europa Occidentale ed espanso di molto il welfare. Dal 1994 al 2010, sotto la leadership di Tony Blair e Gordon Brown, è stato dominato da correnti facenti capo al liberalismo sociale e alla terza via. I successivi leader Ed Miliband e Jeremy Corbyn hanno riportato il partito rispettivamente su posizioni socialdemocratiche e socialiste democratiche, mentre Keir Starmer ha dato una svolta centrista al partito.

È uno dei due principali partiti del sistema politico britannico insieme al Partito Conservatore; dal 1997 al 2010 è stato il primo per numero di voti nelle elezioni generali. A livello internazionale aderisce in qualità di membro all'Alleanza Progressista ed è osservatore nell'Internazionale Socialista.

Il 4 aprile 2020 Keir Starmer succede a Jeremy Corbyn, diventando così il capo del Partito Laburista e leader dell'opposizione parlamentare.

Il 4 luglio 2024 Starmer vince le elezioni generali anticipate ottenendo 412 seggi su 650 alla Camera dei Comuni. Il giorno successivo il partito laburista torna al Governo del Regno Unito dopo 14 anni all'opposizione.

Il 17 luglio 2026 l'ex Sindaco della Grande Manchester, Andy Burnham, viene nominato dai parlamentari laburisti come nuovo Leader del Partito.

Storia

Origini

Il Regno Unito fu il primo Paese a vivere la rivoluzione industriale, e di conseguenza il primo a vedere la nascita di un movimento operaio. Le rivendicazioni economiche trovarono il loro strumento di espressione e di lotta nelle associazioni di categoria (Trade Unions), mentre su un piano strettamente politico la classe operaia aderì al movimento cartista, il cui obiettivo era il raggiungimento del suffragio universale, che peraltro non venne concesso.

In seguito, mentre le Trade Unions aumentavano la propria influenza, in campo politico la classe operaia dette il proprio appoggio prima ai Radicali, e in seguito al Partito Liberale, senza costituire un partito autonomo, sia per la lentezza con cui veniva allargato il diritto di voto, sia per il sistema elettorale (maggioritario a turno unico), sia per il modo in cui i collegi elettorali erano disegnati, attribuendo un peso sproporzionato alle zone di campagna a scapito delle città industriali, sia per la scarsa influenza del marxismo. La prima svolta avvenne nel 1881, quando proprio un ammiratore di Marx, Henry Mayers Hyndman, fondò la Federazione Social-Democratica, cui aderirono Eleanor Marx e l'artista William Morris (questi ultimi nel 1884 si staccarono a sinistra fondando la Lega Socialista). Tra gli altri gruppi di orientamento più o meno socialista, grande importanza assunse la Società Fabiana (1884), appoggiata dallo scrittore George Bernard Shaw e sostenitrice di una linea gradualista.

Finalmente, nel 1893, sorse il Partito Laburista Indipendente, diretto da un ex minatore, Keir Hardie. Fu quest'ultimo gruppo che, in una fase di restrizioni poste dal Governo alla libera azione delle Trade Unions, riuscì a superare le divisioni tra i vari gruppi politici e sindacali, convocando un congresso a Londra il 27 febbraio 1900, che dette vita al Labour Representation Committee (); segretario fu eletto Ramsay MacDonald, esponente delle correnti più vicine al liberalismo e al parlamentarismo. Solamente alle elezioni del 1906, il Comitato ottenne un significativo risultato elettorale, raggiungendo 29 seggi (5,7% dei voti), cui possono essere aggiunti 24 sindacalisti eletti con i liberali. Il successo spinse i nuovi parlamentari a dar vita al Partito Laburista. Esso inizialmente non prevedeva un'adesione individuale, bensì attraverso i gruppi preesistenti: tra questi particolare importanza aveva il Partito Laburista Indipendente.

Negli anni seguenti, il Labour Party seguì una linea di collaborazione con i liberali, ottenendo importanti riforme come la legge sull'assistenza sanitaria e l'indennità di disoccupazione (1911), la legge che regolava e riconosceva l'attività delle Trade Unions (1913), le otto ore di lavoro, i minimi salariali, ecc. D'altro canto non mancavano, a livello sindacale, episodi di vera e propria lotta di classe, che in parte cercarono uno sbocco più tipicamente marxista nella nascita del Partito Socialista Britannico (1911), formato dalla Federazione Social-Democratica, fuoriuscita dal Partito Laburista. Dal punto di vista culturale, comunque, rimase prevalente l'influenza del riformismo della Società Fabiana.

Dalla prima alla seconda guerra mondiale

Durante la prima guerra mondiale il Partito Laburista, come la maggior parte dei partiti affiliati all'Internazionale Socialista, accettò di entrare nel governo di unità nazionale, in contrasto con la linea ufficiale della stessa Internazionale, e nonostante la presenza di un'ala pacifista, capeggiata da Ramsay MacDonald. Durante la crisi del dopoguerra, i laburisti ottennero 57 seggi alle elezioni del 1918, con il 21,5% dei voti (contro il 7,1% del 1910), in una fase di agitazioni nella quale la base laburista esprimeva una certa solidarietà nei confronti dell'Unione Sovietica e mentre prendeva vita, dalle ceneri del Partito Socialista Britannico, il Partito Comunista di Gran Bretagna.

Inserendosi a pieno titolo nella politica parlamentare e forte di un solido radicamento sociale, negli anni '20 il Partito Laburista divenne il principale competitore del Partito Conservatore, posizione fino ad allora occupata dal Partito Liberale. Nel dicembre 1923, i Laburisti salirono al 30,7% dei voti e nel gennaio 1924 poterono formare il loro primo governo, guidato da Ramsay MacDonald, con l'appoggio esterno dei Liberali. L'esperienza durò però pochi mesi. Dopo la vittoria alle elezioni del 30 maggio 1929, MacDonald fu di nuovo capo del governo, ancora con l'appoggio dei Liberali, fino al 1931. Tuttavia, nonostante la crescita dei consensi, fino alle elezioni del 1945 il Labour non riuscì mai a ottenere la maggioranza assoluta dei seggi e a formare un governo stabile, anche a causa della scissione dell'ala "nazionale" guidata da MacDonald. Durante la Seconda guerra mondiale, dal 1940 al 1945, il partito fece parte del governo di coalizione guidato dai Conservatori con a capo Winston Churchill, all'interno del quale espresse tra l'altro - dal 1942 - il vice primo ministro nella persona di Clement Attlee.

Dal 1945 al 1992

Nel 1945, dopo la Seconda guerra mondiale, i laburisti vinsero le elezioni conquistando il 47,8% dei voti e la maggioranza assoluta in parlamento, con 393 seggi. Da questa inattesa vittoria sui conservatori e su Churchill, che aveva guidato il Paese nella lotta durissima contro la Germania nazista, nacque il primo governo pienamente controllato dai laburisti nella storia del Regno Unito, con a capo Clement Attlee. Alle politiche del 1950 il Labour mantenne la maggioranza parlamentare assoluta pur essendo calato al 46,1% dei voti e a 315 seggi. I Conservatori, con il 43,5%, ottennero 299 seggi, i Liberali 9. Altri due seggi andarono a candidati indipendenti. Con una maggioranza di soli 5 seggi, il governo laburista cadde dopo appena un anno e nel 1951 si tornò alle urne. I Laburisti ottennero il 48,8% dei voti, contro il 48% dei Conservatori, i Liberali crollarono al 2,5%. Il paese apparve sostanzialmente diviso in due. Il sistema elettorale maggioritario a turno unico, però, premiò i Conservatori che, pur avendo ottenuto meno voti, conquistarono 321 seggi contro i 295 del Labour. Dal 1955 al 1964 il Labour rimase all'opposizione.

Alle politiche del 1964 il Labour con il 44,1% superò di poco i Conservatori, che ottennero il 43,3%, ritrovandosi però con appena 2 seggi di vantaggio sull'opposizione conservatrice e liberale. Con le successive elezioni, nel 1966, i laburisti con il 47,9% e 363 seggi poterono contare su una più solida maggioranza. Alle politiche del 1970, però, tornarono all'opposizione. Nel 1974 gli elettori furono chiamati per ben due volte alle urne. La prima volta, infatti, i laburisti ottennero 301 seggi, i Conservatori 297, i Liberali 14. Altri 23 seggi andarono a liste minori, tra cui il Partito Nazionale Scozzese (7) e il Partito Unionista dell'Ulster (7). Data l'impossibilità di assicurare un governo stabile, furono indette nuove elezioni da cui il Labour ottenne 319 seggi, appena 2 più della metà. Il Primo ministro Callaghan si trovò ben presto a capo di un governo di minoranza, che riuscì a sopravvivere solo grazie all'appoggio esterno dei liberali (il cosiddetto "Patto Lib-Lab"). La situazione fu resa ancora più difficile dalla crescente radicalizzazione delle Trade Unions, che avevano un forte potere all'interno del partito; il partito divenne sempre più litigioso tra l'ala sinistra (rappresentata appunto dai sindacati) e l'ala moderata (l'élite parlamentare). Alle politiche del 1979, i laburisti persero il governo, calando a 269 seggi.

Dopo la sconfitta alle elezioni del 1979 l'ala sinistra prese il sopravvento, eleggendo Michael Foot come segretario. Nel 1981 parte dell'ala moderata decise di rompere col Labour e di creare il Partito Social Democratico. La crisi raggiunse il suo culmine alle elezioni del 1983, in cui il Labour ottenne solo il 27,6% dei voti, il suo minimo dalle elezioni del 1918, e in cui rischiò di essere superato in voti dai liberali alleati con i socialdemocratici, che ottennero solo due punti percentuali in meno. I laburisti avevano perso la loro immagine di partito di governo diventando un partito-fazione. Con l'elezione del più centrista Neil Kinnock a nuovo segretario, iniziò un lungo processo di revisione. Ciò avvenne da un lato emarginando l'ala sinistra del partito e in particolare allentando i legami con i sindacati, dall'altro cercando di ristabilire l'immagine del Labour come di un partito di governo contenendo la conflittualità interna. Alle elezioni del 1987 e del 1992 il Labour si riprese ma non superò mai il 34,4% dei voti. Nel 1991 vi sarà anche la scissione della corrente trockista Militant Tendency che fonderà il Partito Socialista di Inghilterra e Galles.

New Labour

Nel 1994 diviene segretario Tony Blair, che continua nel processo di trasformazione del partito, approdando a una linea socio-liberale (c.d. terza via). Il partito riesce a vincere le elezioni nel 1997 ottenendo ben 179 seggi in più del partito conservatore e del partito liberal-democratico messi insieme, ovvero 418 seggi in totale, la maggioranza più larga della storia del Regno Unito.

Tra i primi provvedimenti di Blair ci furono il National Minimum Wage Act 1998 (in cui fissava il salario minimo orario di 5,52 sterline per i lavoratori che hanno compiuto i 22 anni di età), la devolution di Galles, Scozia e Nord Irlanda e la creazione della Autorità della Grande Londra. Alle elezioni del 2001 i Laburisti, pur subendo un calo del 2,5%, vincono ancora con una larga maggioranza corrispondente a 413 seggi; Blair è confermato premier battendo il conservatore William Hague (166 seggi).

Punto di svolta del governo Blair fu la controversa alleanza con George Bush nella Guerra in Iraq; per questa scelta la popolarità di Blair calò notevolmente. Lo stesso Kofi Annan, Segretario Generale dell'ONU, affermò che la guerra era illegale. Alle elezioni del 2005 i Laburisti vincono per la terza volta consecutiva ottenendo 355 seggi, diminuendo però la propria maggioranza, che aveva solo 66 seggi in più dei Conservatori guidati da Micheal Howard (198).