Casamassima (Casamàsseme in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti della città metropolitana di Bari in Puglia.
Geografia fisica Casamassima si trova ai piedi delle Murge con un'altitudine media di 230 metri. Il punto più alto del comune si trova presso la zona, in dialetto casamassimese, della "Vì d Caldaral" mentre quella più bassa è la zona nei pressi di via Conversano e quella adiacente alla zona commerciale. Il territorio è caratterizzato da terreni molto fertili e dalla presenza di Lama San Giorgio che scorre presso il Bosco di Marced. Casamassima confina con i comuni di Turi, Adelfia, Sammichele di Bari, Acquaviva delle Fonti, Noicattaro, Valenzano, Capurso, Cellamare e Rutigliano
Origini del nome Il borgo fu forse fondato da Quinto Fabio Massimo detto il Temporeggiatore durante le guerre puniche ma rimane comunque molto probabile si trattasse di un generale appartenente alla famiglia romana Massimi. Il suo nucleo primitivo fu quindi romano ed il nome deriverebbe da questa sua origine: un "accampamento dei Massimo". Potrebbe anche significare "casa più grande".
Storia Dalla fondazione al Medioevo Fondata in epoca romana, il più antico documento ufficiale che riguarda Casamassima pervenutoci è di poco successivo ai placiti cassinesi, che sono datati tra il 960 e il 963. Riguarda un morgengabio, che secondo l'antica usanza longobarda precisava la parte dei beni che il marito donava alla propria sposa il giorno dopo la prima notte di nozze.
«Nel 962, in Casamassima, Sikeprando ed Eregarda, coniugi, vendono a Kalolohanne un pezzo di vigneto pel prezzo di cinque soldi costantini, la donna cum consensu e voluntate di suo fratello Garzanito e del parente Kolahure vende la quarta parte del suo morgincap.»
Il documento, conservato nell'archivio della cattedrale di San Sabino, a Bari, è una delle poche tracce esistenti che attesti la presenza di Casamassima come comunità ben organizzata alla fine del X secolo.
Casamassima visse per secoli sotto molte signorie pugliesi, costantemente alle dipendenze dei feudi di paesi confinanti come Conversano e Acquaviva delle Fonti, per poi accrescere la sua importanza. Testimonianza di questo periodo è il castello presente nel centro storico di Casamassima.
Il borgo antico è medievale, sviluppatosi a partire dal VIII secolo attorno ad una torre normanna che si è poi ampliata, trasformandosi in un castello.
Attacco di Luigi il Grande Nel 1347 Luigi I il Grande, re d'Ungheria, in seguito all'uccisione del fratello Andrea (avvenuta il 18 settembre 1345 ad Aversa) consorte della regina di Napoli Giovanna I, scese a Napoli con un forte esercito. Giovanna I, malgrado il sostegno di papa Clemente VI, da Napoli fuggì in Provenza. In provincia di Bari il maggior sostenitore della regina Giovanna fu Pipino, conte palatino di Altamura, ma non ebbe successo contro l'esercito ungherese che conquistò tutti i territori dove arrivava. Bari, Palo del Colle e Corato opposero una forte resistenza a Luigi I mentre Rutigliano e Casamassima iniziarono ad organizzarsi pure loro per opporsi.
Rutigliano però dopo un'iniziale resistenza si arrese, e fu quindi attaccata Casamassima. Questa, confidando nella struttura fortificata del campanile, si preparò all'attacco degli assalitori. Vennero protette le donne, assieme ai bambini, portandole nella chiesa maggiore assieme alle suppellettili ed agli oggetti preziosi, e gli uomini si preparano alla battaglia. Luigi I fece requisire tutto il bestiame che non era stato portato tra le mura ed iniziò l'assalto. Le truppe addestrate ebbero la meglio sui difensori, uccidendo, rubando e incendiando ogni cosa. Dopo un'iniziale resistenza anche l'edificio della chiesa venne espugnato («fu il diavolo che, maestro qual egli è di tutte le maligne intraprese, suggerì a taluni Lombardi di spedire distaccamenti nel bosco dei dintorni per raccogliere legna, fascine e stoppie e portarli in paese accatastandole sotto la chiesa.»).
Le fiamme avvolsero il campanile per due giorni e due notti e le sue pietre, sotto l'effetto del calore, cominciarono a sbriciolarsi. Tutto crollò trasformando la zona in una montagna di macerie e di uomini.
Dal XVI al XIX secolo Nel 1609 il feudo, prima appartenuto alla famiglia Acquaviva, venne acquistato dalla famiglia portoghese di origini ebraiche dei Vaaz.
Nel 1658 a Bari si ebbe una epidemia di peste, probabilmente portata dai marinai di una nave arrivata nel porto, e in breve tempo oltre abitanti del capoluogo vennero contagiati e morirono. Il duca Odoardo Vaaz, a Casamassima, ordinò con un'ordinanza la tinteggiatura del caseggiato, dei monumenti e delle chiese aggiungendo il colore azzurro alla calce viva, probabilmente solfato di rame. La peste fu così allontanata dal paese e in seguito venne edificata una chiesetta, dedicata alla Madonna di Costantinopoli, in segno di ringraziamento e per onorare un voto del duca.non ci sono fonti attendibili a confermare la tesi
Nel 1667 venne poi ceduto alla famiglia napoletana dei D'Aponte.
Il paese azzurro In seguito si sovrapposero varie leggende sull'origine dell'azzurro, ed una di queste narra come il borgo antico diventò tutto azzurro solo dopo aver superato il pericolo del contagio e per onorare il voto fatto dal signore di Casamassima Michele Vaaz alla Madonna, che aveva preservato il borgo dall'epidemia mortale che si era diffusa in tutto il territorio. Per riconoscenza il duca Vaaz avrebbe ordinato di dipingere il caseggiato a calce viva aggiungendo il colore azzurro del manto della Madonna, oggi raffigurata sotto l'arco di via Santa Chiara.
Una ricerca condotta dalla Soprintendenza dei Beni Culturali, in collaborazione con l'Università di Bari e l'amministrazione locale, ha analizzato gli strati di tinteggiatura azzurra presenti in alcuni edifici storici del comune. I risultati hanno rivelato che la tinteggiatura è composta da diverse stratificazioni, tra cui il blu oltremare e il blu Maya, con l'introduzione successiva dell'azzurro attuale. Il blu oltremare, lo strato più antico, fu introdotto nel 1828, mentre le altre stratificazioni pittoriche risultano databili a periodi successivi al XIX secolo.
Attualmente, l'amministrazione locale, in collaborazione con la Pro Loco, sta promuovendo la valorizzazione di questo caratteristico "paese azzurro" come parte di un'iniziativa per aumentare l'attrattività turistica del comune.
Dal XX secolo Negli anni 60 il pittore milanese Vittorio Viviani vedendo Casamassima rimase colpito dalla sua caratteristica unica e iniziò a dipingere utilizzando il borgo come ambientazione per le sue tele e definì Casamassima "Il Paese Azzurro". Le stratificazioni di calce azzurra sugli edifici antichi testimoniano il passato unico del paese, che a differenza dei tipici centri abitati pugliesi bianchi mostre le tonalità cromatiche dell'azzurro.
Fino agli anni ottanta, il comune ebbe principalmente vocazione agricola poi seguì un periodo di nuova urbanizzazione ed iniziò il recupero del centro storico.
La cittadina è oggi identificata anche con l'appellativo di "paese azzurro" ed aderisce al club dei Borghi Autentici d'Italia.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati approvati dal Comune con gli atti n. 58 e 59 dell'11 agosto 1932 e riconosciuti ufficialmente dallo Stato con DCG del 28 gennaio 1936. Lo stemma è stato successivamente modificato con D.L.L. n. 313 del 26 ottobre 1944 (Soppressione del fascio littorio dallo stemma).
Lo stemma antico è visibile in piazza del Popolo, scolpito su una lastra di pietra sul fabbricato dell'antica Casa comunale.
Il gonfalone è un drappo di seta di azzurro delle dimensioni di m 1,10 di larghezza, m 1,87 di lunghezza nella parte centrale e m 1,58 nelle parti laterali, riccamente ornato di ricami e frange dorati.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Monastero di Santa Chiara Il monastero è il più imponente edificio del centro storico e fu fondato nel 1573 da Antonio Acquaviva d'Aragona con denaro della sorella Donna Dorotea. Costruito come orfanotrofio, un secolo dopo (1600) diventa monastero delle Clarisse. Nel corso degli anni ha subito varie modifiche e trasformazioni: dopo l'Unità d'Italia fu soppresso e adibito, nel tempo, a carcere, scuola, cine-teatro e abitazione. Il prospetto su via Scesciola presenta un bugnato a piano terra, un lungo belvedere di coronamento con le grate in ferro. All'interno del chiostro si possono osservare due lati con archi su pilastri a bugne e al centro una cisterna sopraelevata. Chiesa Matrice di Santa Croce Edificata su di un'altra dei secoli XII-XIII, ha una struttura muraria a conci levigati e regolari. Addossato alla chiesa troviamo il campanile in conci di pietra regolari, di due piani diviso da cornici ornate. Il primo piano ha bifore con archetti girati sui capitelli, inclusi in un arco superiore posato su mensole. Al secondo piano vi è un loggiato con parapetto forato a scacchiera. È costituita internamente da tre ampie navate con cappelle, in cui, tra le tante opere di notevole interesse, vi sono una fonte battesimale del 1200 e la statua di San Rocco, protettore della città. Complesso delle Monacelle Situato nell'attuale via Roma, frutto dell'adattamento di un ex-palazzo appartenuto a un'importante famiglia del luogo: la famiglia De Bellis. Il canonico Don Domenico Console nel 1794 acquistò il palazzo dall'ultimo proprietario e vi istituì l'orfanotrofio dell'Addolorata; in esso fu data educazione civile e religiosa a giovani fanciulle rimaste senza genitori. Il nome "Monacelle" deriva dall'abbigliamento delle giovani disagiate che qui furono accolte e ospitate per toglierle dalle strade. All'interno dell'orfanotrofio fu istituito un Conservatorio musicale femminile, uno dei più importanti della provincia e molto apprezzato dal Regno di Napoli. Dopo l'Unità d'Italia fu adibito a caserma di Carabinieri, albergo e a scuola elementare, compromettendo l'originale tessuto dell'immobile. Viene usato come sede di alcuni uffici comunali e di una ricca biblioteca con aule studio, aule informatiche, un fornito auditorium e una pinacoteca appartenente alla Fondazione Don Sante Montanaro, oltre alla presenza dell'eco-museo del SAC Pecutezia.
Auditorium dell'Addolorata Ex chiesa del 1800 in stile barocco, costruita da don Domenico Console e annessa al Conservatorio delle Monacelle. Oggi è un auditorium molto frequentato per convegni, presentazioni e concerti. Ha un bellissimo campanile con cuspide a cipolla.
Chiesa del Purgatorio Edificio di stile barocco, con un imponente campanile, edificato tra il 1722 e il 1758 nella centralissima piazza Aldo Moro. È sopra elevata rispetto al piano stradale e presenta un ampio sagrato, è ad un'unica navata con numerose cappelle all'interno. Ospita la Confraternita del Purgatorio e la statua della Madonna del Carmine, patrona della città.
Abbazia di San Lorenzo In tutta la Puglia, durante i secoli X e XI sorsero alcune abbazie di monaci, una delle quali fu quella di San Lorenzo a Casamassima. Dai documenti che si conservano nell'archivio della basilica di San Nicola di Bari si evince che il piccolo convento ebbe origine prima del 984 d.C. come centro benedettino. Purtroppo oggi resta solo la chiesa, ubicata a circa 2500 metri da Casamassima, sulla via per Turi, in una caratteristica lama.
Rappresenta un pregevole esempio di architettura sacra rurale con affreschi. La costruzione è a grossi conci di pietra e la copertura è costituita da un tetto a doppia falda con tegole di terracotta. La facciata principale presenta una piccola porta con stipiti sagomati sulle quali sporge un protiro con una nicchia e un campaniletto a vela.
Nella parte posteriore sorge una piccola abside semicircolare che crea un'alternanza ritmica di volumi, con un'altra più sporgente sulla sinistra. La volta interna è a botte.
Architetture civili Porta Orologio