Figlio di Alexander Werth, giornalista russo-britannico di origine tedesco-baltica ed emigrante dopo la rivoluzione d'ottobre, è ricercatore al CNRS di Parigi. Ha insegnato nelle università di Minsk, New York, Mosca e Shanghai ed è stato addetto culturale presso l'ambasciata francese a Mosca, durante la Perestrojka.

Ha pubblicato numerosi libri, tutti fortemente critici nei confronti del regime sovietico. Dal 2000 in avanti tutte le sue pubblicazioni sono state finanziate dall'Istituto Hoover Annie Lacroix-Riz, L'histoire contemporaine toujours sous influence, Delga/Le Temps des Cerises, 2012.

È presidente dell'associazione Memorial Francia, sezione francese dell'associazione russa Memorial International, bandita dal regime di Putin e premio Nobel per la pace nel 2022, e che si occupa di commemorare le vittime del comunismo sovietico e di difendere i diritti umani.

Opere (lista parziale)

La Vie quotidienne des paysans russes de la Révolution à la collectivisation (1917-1939), Parigi: Hachette, 1984. Les Procès de Moscou (1936-1938), Éditions Complexe, nouvelle édition revue et augmentée, 2006, 1917: la Russia insorge, coll. «Universale Electa/Gallimard - Storia e civiltà» (nº 108) (1998) Uno Stato contro il suo popolo. Violenza, repressione e terrore in URSS dal 1917 al 1953, ne Il libro nero del comunismo, a cura di Stéphane Courtois (1998) Storia della Russia del novecento (2000) L'isola dei cannibali (2006) Curatele AA.VV., Putin storico in capo, prefazione di Andrea Gullotta, Einaudi, 2023

Note

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Categoria:Anticomunisti francesi