La nazionale di hockey su pista dell'Italia è la selezione maschile di hockey su pista che rappresenta l'Italia in ambito internazionale. Attiva dal 1925, opera sotto la giurisdizione della Federazione Italiana Sport Rotellistici.

Si tratta di una delle nazionali più titolate al mondo nella sua disciplina avendo vinto quattro campionati mondiali, due coppe delle Nazioni, tre europei, e un bronzo olimpico a Barcellona nel 1992.

Il suo commissario tecnico è Alessandro Bertolucci.

Storia Dalle origini agli anni quaranta

Con la costituzione della federazione nazionale di hockey su pista nel 1922 e nel 1925 iniziò anche l'attività della selezione azzurra. Il debutto assoluto della nazionale fu contro l', all'epoca la più competitiva formazione della disciplina, nel corso della Coppa delle Nazioni 1925 a Montreux in Svizzera. Il risultato vide gli inglesi vincere nettamente per 9 reti a 1. Questa prima competizione vide gli italiani arrivare ultimi nel torneo uscendo sconfitti in tutte e cinque le gare disputate realizzando solo quattro reti a fronte delle ventiquattro subite. L'anno seguente la nazionale partecipò alla prima edizione dei campionati europei che si svolsero a Herne Bay nella contea del Kent. Gli azzurri collezionarono solo sconfitte (cinque in tutto) che gli relegò all'ultima posizione in classifica. Questi furono i primi azzurri convocati per rappresentare l'Italia : Assi, Del Marco, Segala, Vanni, Veneziani e Zorloni. Durante la seconda edizione degli europei la nazionale azzurra ottenne la prima vittoria in assoluto della sua storia contro il per 3 a 0. Nel 1928 partecipa alla terza edizione del torneo continentale dove si classificò ancora ultima. Una prima svolta nel rendimento della nazionale italiana ci fu nei campionati europei del 1929. In quest'edizione infatti gli azzurri sconfissero la all'esordio; si imposero poi sul Belgio e sulla Germania prima di venire sconfitta dall'Inghilterra, che si avviava a vincere il titolo per quarta volta consecutiva, e chiudendo con una vittoria sulla padrone di casa. Questi risultati portarono gli azzurri al secondo posto assoluto in classifica cogliendo la prima medaglia in ambito continentale. Dopo non aver partecipato all'edizione del 1930 gli azzurri colsero un quanto posto agli europei del 1931 alle spalle della solita Inghilterra, vincitrice del sesto titolo, della Francia e della . Anche l'edizione del 1934 vide gli azzurri giungere quarti e rimanere fuori dal podio. Sul finire degli anni trenta, con la guida tecnica di Francesco Cestagalli, partecipa alla prima edizione del campionato del mondo (valevole anche come campionato europeo) dove si piazza seconda alle spalle dell'Inghilterra vincendo quattro incontri, pareggiandone due e uscendo imbattuta per la prima volta nella propria storia. Chiuse il decennio con un piazzamento al quarto posto agli europei del 1937 e una medaglia d'argento nel torneo successivo, disputato ad Anversa. Nel 1939 la venne disputate la seconda edizione del campionato del Mondo a Stoccarda. Il torneo venne vinto dall'Inghilterra, che da avrebbe imboccato un declino che la relegò nelle nazionali minori nel panorama hockeistico; l'Italia giunse seconda precedendo il . La nazionale lusitana sarebbe diventata la nuova protagonista assoluta dell'hockey. La nazionale rimase poi inattiva fino al 1947 a causa della seconda guerra mondiale.

Dopo la conclusione degli eventi bellici nel 1947 la FIRS tornò ad organizzare il torneo iridato. La manifestazione venne organizzata a Lisbona dal 17 al 23 maggio e si concluse con la vittoria dei padroni di casa. Gli azzurri, guidati da Orazio Zorloni, giunsero quarti alle spalle del Belgio e dell'esordiente . L'Italia giunse ai piedi del podio sia nell'edizione del 1948 sia nel torneo del 1949.

Gli anni cinquanta e il primo titolo mondiale Il decennio degli anni cinquanta si aprì, per la prima volta nella storia, con la disputa del campionato del mondo in Italia. Il torneo si tenne a Milano dal 27 maggio al 2 giugno. I pronostici della vigilia furono confermati con la forte nazionale portoghese che si aggiudicò il torneo per la quarta volta consecutiva e con la nazionale italiana giungere al secondo posto venendo sconfitta nella partita decisiva per il titolo dai lusitani per 4 reti a 1. L'anno seguente, a Barcellona, la nazionale giunse al terzo posto mentre nell'edizione successiva arrivò nuovamente la piazza d'onore alle spalle del solito Portogallo.

Il campionato mondiale del 1953 fu disputato in Svizzera a Ginevra dal 29 maggio al 6 giugno e vi parteciparono 13 selezioni nazionali provenienti da tre continenti diversi (Africa, America del Sud ed Europa). La nazionale italiana durante la prima fase era inserita nel girone B della manifestazione; fece il suo esordio il 30 maggio contro la , partita vinta per sei a tre. Il secondo impegno fu una vittoria sofferta per due a uno contro il Belgio. Il primo giugno l'Italia affrontò la Francia vincendo per tre a uno, pareggiò il penultimo incontro con la Svizzera e travolse nell'ultimo incontro della prima fase la vincendo per 13 a 1 e arrivando prima nel raggruppamento. La seconda fase vide gli azzurri affrontare il Portogallo, nuovamente la Svizzera e la Spagna; con tre successi in altrettanti incontri la squadra italiana si laureò per la prima volta nella storia campione del Mondo e d'Europa. Nel 1954 l'Italia giunse terza nel torneo disputato a Barcellona. Nel 1955 il torneo iridato tornò ad essere disputato in Italia e per la prima volta furono coinvolte più sedi. Gli azzurri disputarono la prima fase a Novara, culla dell'hockey nazionale, dove incontrò la Svizzera e l'. L'Italia vinse entrambe le gare in programma e si qualificò per il girone finale a Milano dove colse un secondo posto dietro alla Spagna campione mentre nell'edizione successiva colse un terzo posto alle spalle delle solite Portogallo e Spagna. Nel 1957 si tornò a disputare il campionato europeo in maniera distinta dal campionato mondiale. L'Italia di Marono Vici si classificò al terzo posto cogliendo tre vittorie tra cui una delle prestazioni più prestigiose contro il Portogallo dove gli azzurri si imposero per quattro reti a uno. Gli anni cinquanta si chiuserò con due terzi posti sia al campionato mondiale e sia agli europei.

Gli anni sessanta e settanta: il periodo buio La decade successiva si aprì con la disputa del campionato mondiale a Madrid dove gli azzurri si classificarono al quarto posto alle spalle delle solite nazionali del Portogallo, nuovamente campione del mondo, della Spagna e anche dell' che si stava rapidamente imponendo come una delle nazionali più forti nel panorama hockeistico. La selezione nazionale tornò sugli scudi durante l'edizione successiva disputato per la prima volta in Cile dove giunse seconda alle spalle dei lusitani ma senza conoscere nessuna sconfitta e dove costrinse i portoghesi ad un pareggio per due reti a due. Dopo il terzo posto del 1964 l'Italia conobbe un periodo di declino che portarono ad due quarti posti sia nel torneo del 1966, svolto a San Paolo in Brasile e sia nell'edizione successiva che si tenne in Portogallo nella città di Porto. Non fu più brillante il cammino ai campionati europei. Nel torneo del 1961 giocato a Torino gli azzurri conquistarono il terzo posto mentre già nell'edizione del 1963 terminarono solamente al quinto posto facendosi superare non solo da Portogallo e Spagna ma anche dalla emergente nazionale dei e dalla Svizzera. Dopo essere risalita ai piedi del podio nei campionati europei del 1965 la decade venne chiusa con un quarto posto nel 1967 ed un settimo posto, il peggior piazzemento fino ad allora, nel 1969 sancendo una involuzione della nazionale nei confronti sia delle due selezioni di punta dell'hockey pista, il Portogallo e la Spagna, sia nei confronti delle selezioni emergenti della Svizzera e soprattutto dei Paesi Bassi. Anche il decennio successivo fu avaro di soddisfazioni per la nazionale azzurra. Al campionato del mondo venne raccolto soltanto un terzo posto nel torneo del 1970 disputato a San Juan in Argentina a cui fecero seguito un quinto posto nel 1972, due sesti posti e un ottavo posto nel 1978 che fu anche il peggior piazzamento al campionato irididato. Ai campionati europei l'Italia non riuscì ad andare oltre il terzo posto in graduatoria colto in ben quattro occasioni (1971, 1975, 1977 e 1979).

Gli anni ottanta: sul tetto del mondo

Ai mondiali del 1980 in Cile l'Italia giunge al settimo posto, peraltro mostrando segni di ripresa rispetto alle edizioni passate; miglioramenti che proseguono grazie al quinto posto colto nel 1982 a Barcelos in Portogallo nell'edizione successiva dei mondiali. Il campionato mondiale del 1984 fu disputato a Novara dal 14 al 22 settembre. L'Italia debuttò contro i Paesi Bassi vincendo per tre reti a uno; il secondo impegno vide la nazionale vincere agevolmente per 10 a 0 contro la Svizzera. Successivamente gli azzurri vinserò per sei a due contro la Germania Ovest. Dopo due altre vittorie contro il Cile e gli Stati Uniti gli italiani affrontarono la Spagna pareggiando 0 a 0. Il 21 settembre si tenne la partita decisiva per l'assegnazione del campionato contro la forte selezione dell'Argentina; direttore di gara era il debuttante portoghese Nunes. Al terzo minuto Alessandro Barsi sorprese il portiere argentino; in due soli minuti, gli esperti giocatori argentini infilarono il portiere italiano con due prodezze di Mario Aguero, e ribaltano il punteggio. L'Italia si sforzò di tornare all'attacco, ma l'Argentina fu capace di “addormentare” la partita, e il due a uno restisette sino al termine, consacrando gli argentini campioni del mondo per la seconda volta nella storia. Per l'Italia rimase un argento che mancava dal 1962.

La consacrazione di quella squadra avvenne nell'edizione successiva svoltasi a Sertãozinho in Brasile. Gli italiani non conobbero sconfitta infilando nove vittorie su nove gare disputate tra cui il 5 a 2 con cui regolarono l'Argentina campione del mondo in carica e favorita per la vittoria finale, un clamoroso 8 a 3 al Portogallo e vincendo per 2 reti a 1 contro la Spagna laureandosi campione del mondo dopo 33 anni dal primo titolo. Pino Marzella fu capo cannoniere del torneo con 19 reti.

L'Italia poi riuscirà a ripetersi e ad aggiudicarsi il terzo titolo mondiale, il secondo consecutivo, nell'edizione successiva a La Coruña vincendo otto incontri su nove e pareggiando solo la sfida contro il solito Portogallo e superando in termini di tornei vinti la forte selezione Argentina ferma a due trionfi contro, appunto, i tre dell'Italia. In ambito europeo la squadra non riuscì a performare come nel campionato del mondo e raccolse solo dei piazzamenti con, come miglior risultato, il secondo posto nel torneo del 1985.

Gli anni novanta: il quarto titolo mondiale e il secondo titolo europeo Gli anni novanta si aprirono con il campionato europeo che si disputò a Lodi dove gli azzurri partirono con i favori del pronostico insieme alla nazionale iberica e al Portogallo.Il torneo, disputato con la formula del girone unico, vide l'Italia guidata da Pino Marzella e dai fratelli Enrico e Massimo Mariotti, futuro ct della nazionale, sbaragliare la concorrenza centrando otto vittorie su otto gare in programma, con la vittoria sui lusitani per 6 reti a 1 realizzando una delle vittorie più nette contro il Portogallo, si laureò per la seconda volta campione d'Europa a 37 anni dal trionfo di Ginevra (torneo valido anche come campionato europeo). Dopo essere stata eliminata ai quarti di finale dal al mondiale del 1991 colse un secondo posto agli europei del 1992.