Anzio (in latino Antĭum) era una città italica che sorgeva sulla costa dell'antico Lazio, a sud di Roma. Già capitale dei Volsci, dopo la conquista romana (338 a.C.) divenne un importante centro portuale e residenziale della repubblica e poi dell'Impero romano. Fu abbandonata in seguito alle invasioni barbariche del V-VI secolo.

Storia La località risulta esser stata abitata già in epoca pre-indoeuropea, come attestato sia dalla toponomastica locale, sia dai rinvenimenti archeologici, con una necropoli datata all'età del ferro (IX-VII secolo a.C.). Nel V secolo a.C. nell'area si stanziarono i Volsci, popolo di ceppo osco-umbro, e Anzio divenne la loro principale città, la economia era incentrata sulla navigazione e sulla pirateria (praticata fino al Mar Egeo).

I conflitti tra i Volsci e i Romani, iniziati già dalla fine del VI secolo a.C., caratterizzarono la storia della città nei secoli successivi. Dopo numerosi scontri (tra i quali le battaglie del 484 a.C. e del 468 a.C.), i Romani riuscirono a fondare una colonia latina ad Anzio nel 467 a.C. e a sottomettere definitivamente la città nel 338 a.C. grazie alla battaglia del fiume Astura; venne occupata anche la rocca portuale, Cenone, e i rostri delle navi della flotta volsca furono portati nel Foro Romano a ornare le tribune degli oratori (dette da allora Rostri). Nel 317 a.C. Anzio divenne municipio.

In epoca tardo-repubblicana e imperiale ad Anzio - rinomata per il paesaggio litoraneo - sorsero numerose residenze signorili; lo sviluppo urbanistico fu favorito anche dalla vicinanza con Roma, cui Anzio era collegata attraverso la Via Anziatina (che si diramava dalla Via Appia all'altezza di Frattocchie). A dare particolare impulso allo sviluppo del borgo fu Nerone, imperatore dal 54 al 68, che vi costruì una villa (successivamente ampliata da Domiziano, Adriano e Settimio Severo) e un nuovo porto, che garantì la fioritura della città anche per i secoli successivi.

Durante le invasioni barbariche Anzio subì le incursioni dei Vandali di Genserico (V secolo), degli Ostrogoti di Vitige (VI secolo) e dei Saraceni (VIII-IX secolo), che indussero gli abitanti superstiti a fondare Nettuno. Il ripopolamento dell'area ebbe inizio nel XVII secolo, quando papa Innocenzo XII fece costruire un nuovo porto attorno al quale nel XIX secolo si sviluppò la moderna città di porto d'Anzio.

Costruzioni, templi e strade

Tra le costruzioni documentate vi sono:

la villa di Cicerone, dotata di una imponente biblioteca adornata da affreschi originali.Cicerone, Epistulae Ad Atticum, IV, 8; XII, 19; XIII, 26, ecc. la villa di Caio Cilnio Mecenate che, secondo Pirro Ligorio, era situata presso le acque Caldane, ove eresse una statua ad Augusto. la villa di Caio Lucrezio che, secondo Tito Livio, era situata vicino al fiume Loracina, ove doveva esserci un acquedotto.Tito Livio, Ab Urbe condita libri, XLIII, 4, 6 la villa imperiale, ubicata lungo la fascia costiera a Capo d'Anzio. Si distinguono una fase Repubblicana ed Augustea, seguita dalla fase Neroniana, in cui l'imperatore la demolì e ricostruì in modo da ingrandirla e articolarla con numerosi padiglioni, ninfei, fontane e terrazzi. Alla fase Domiziana si deve la costruzione di sistemi di isolamento delle sale e di canalizzazione delle acque, mentre a quella Adriana si devono le opere di abbellimento secondo lo stile della villa di Tivoli. Infine, nella fase Severiana, si devono alcune modifiche strutturali come la costruzione di un grande atrio ad otto colonne e di terme ad occidente della biblioteca. il teatro, risalente alla metà del I secolo d.C., situato nell'attuale zona di Santa Teresa.

Tra i templi documentati vi sono:

Tempio della Dea Fortuna Anziatina, simbolo di Anzio. La sua ubicazione è tuttora ignota, probabilmente si trovava nei pressi di Villa Albani o nell'area della villa imperiale. Il tempio è documentato da Orazio;Orazio, Carmina, I, 35

Templi del Dio Nettuno: un tempio era situato presso Capo d'Anzio, vicino alla villa imperiale, mentre un altro era situato presso il castello medievale di Nettuno; Tempio di Esculapio, ricordato da Livio e forse collocato nei pressi dell'antico porto Cenone. Presso Villa Adele fu trovata una statua in marmo nero antico che rappresentava Esculapio (oggi conservata a Roma al Palazzo Nuovo dei Musei Capitolini); Templi di Apollo, uno adiacente al Forte Sangallo di Nettuno e uno probabilmente nell'area della villa imperiale, dove fu trovata una statua in marmo dell'Apollo del Belvedere; Tempio di Ercole Anziate, citato da Cicerone, che riportò il trasferimento della statua del dio ad Anzio. La probabile ubicazione è presso Villa Corsini-Sarsina, dove fu ritrovato un mosaico policromo raffigurante il dio; Tempio di Giove di cui non se ne hanno tracce, ma fu ritrovata una statua in marmo nero raffigurante il dio presso Villa Adele, nella stessa area di quella di Esculapio; Tempio di Cerere Anziatina, documentato in un'inscrizione marmorea conservata a Verona risalente all'85 d.C.; Tempio della Spes Augusta;

Vi erano anche molti luoghi di culto dedicati a divinità orientali: una lastra raffigurante il dio Mitra fu rinvenuta presso il porto neroniano, mentre una statua del I - II secolo d.C. del dio Anubi fu rinvenuta nel 1749 nei terreni della famiglia Pamphili.

Le strade che attraversavano Anzio erano:

la via Anziatina, che si diramava dalla via Appia all'altezza dell'attuale frazione di Frattocchie e terminava proprio ad Anzio. la via Severiana, che partiva da Portus (attuale Fiumicino) e, passando per Anzio ed Astura, terminava a Terracina.

Note

Voci correlate Apollo del Belvedere Gladiatore Borghese Fanciulla di Anzio Teatro romano di Anzio

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