Considerato tra i più importanti esponenti del cosiddetto nuovo cinema tedesco, nonché uno dei massimi cineasti viventi, nel corso della sua lunga carriera ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole, oltre ad avere pubblicato libri e diretto opere liriche. I suoi film, spesso a metà strada tra finzione e documentario, a volte segnati da travagliate odissee produttive, hanno coniato uno stile tanto inconfondibile quanto inclassificabile.

Biografia Gioventù

Figlio del tedesco Dietrich Herzog e dell'austriaca Elizabeth Stipetić (di ascendenze croate), entrambi biologi, fu registrato allo stato civile con i cognomi di entrambi i genitori.Commento audio del DVD di Segni di vita Il padre abbandonò lui e la madre dopo essere stato fatto prigioniero durante la seconda guerra mondiale.Bissell, Tom. "The Secret Mainstream: Contemplating the mirages of Werner Herzog". Harper's. dicembre 2006. A seguito dei bombardamentiPaul Cronin (a cura di) Incontri alla fine del mondo. Conversazioni tra cinema e vita, Minimum Fax 2009 la sua famiglia si trasferì a Sachrang, un villaggio montano della Baviera (parte del comune di Aschau im Chiemgau) vicino al confine con l'Austria, dove crebbe a contatto con la natura.

Vide il suo primo film, un documentario sugli eschimesi, all'età di 11 anni alla scuola del villaggio, non vide un'automobile fino all'età di 12 anni, e fece la prima telefonata all'età di 17 anni. All'età di 12 anni Herzog e la sua famiglia (la madre e i due fratelli) tornarono a Monaco per fare continuare gli studi al ragazzo. Qui, per un certo periodo, vissero in una pensione in Elisabethstraße con l'eccentrico attore Klaus Kinski il quale, con il suo comportamento folle, fece una grande impressione sul giovane Herzog che, al riguardo ricorda che «Ho saputo in quel momento che sarei diventato un regista, e che avrei diretto Kinski»; Kinski fu protagonista di cinque film di Herzog, e del documentario Kinski, il mio nemico più caro.

In quel periodo a Herzog fu detto di cantare davanti alla sua classe a scuola ed egli si rifiutò fermamente e fu quasi espulso per questo e da allora fino ai 18 anni di età non ascoltò più musica, non cantò e non studiò alcuno strumento; ha detto in seguito che darebbe volentieri dieci anni di vita per sapere suonare uno strumento.Dal Making Of della colonna sonora di Grizzly Man, contenuto extra sul DVD del film. In quegli anni si avvicinò molto alla religione, fino a convertirsi al cattolicesimo all'età di quattordici anni. Questo causò discussioni con i parenti, che erano atei. Sempre in questo periodo intraprese i suoi primi lunghi viaggi a piedi, passione che durerà per tutta la vita tanto che quando aveva 15 anni andò a piedi da Monaco all'Albania. Nella "dichiarazione del Minnesota" afferma che "Il turismo è peccato e viaggiare a piedi virtù".Paul Cronin (a cura di) "Herzog on Herzog". Faber and Faber, Londra 2002.

Gli inizi nel cinema

A 14 anni fu ispirato dalla lettura della voce sulla regia cinematografica di un'enciclopedia, che gli diede, secondo lui, tutto ciò che gli serviva per incominciare come regista - a parte la cinepresa da 35 millimetri che rubò alla scuola di cinema di Monaco. Durante gli ultimi anni di scuola superiore fece alcuni lavori notturni come saldatore e custode di parcheggi per finanziare i suoi primi film e, con i soldi guadagnati, realizzò nel 1962 il suo primo cortometraggio, Ercole.

Nel 1963 fondò a Monaco una sua casa di produzione, la Werner Herzog Filmproduktion, che per molti anni condusse da solo dal suo appartamento con un telefono e una macchina da scrivere. Intanto continuò gli studi in storia, letteratura e teatro presso l'Università di Monaco. Nel 1964 vinse il "premio Carl Mayer" per la sceneggiatura per un film che realizzerà nel 1967, Segni di vita, e con i diecimila marchi del premio girò il suo secondo cortometraggio, La difesa esemplare della fortezza di Deutschkreutz. Si guadagnò poi una borsa di studio per la Duquesne University di Pittsburgh, in Pennsylvania, ma la abbandonò dopo pochi giorni. Del periodo successivo racconta di essere stato coinvolto nel progetto di un film per la NASA (al quale poi non poté partecipare), e di avere vissuto tra i senzatetto di New York, dormendo in una macchina, per poi dirigersi verso il Messico, dove imparò lo spagnolo e si guadagnò da vivere trasportando illegalmente merci attraverso il confine con gli Stati Uniti d'America. name="cronin" />

Nel 1967, tornato in Germania, riuscì a realizzare il suo primo lungometraggio, Segni di vita, grazie al sostegno economico del German Film Institute. Il film, girato sull'isola di Kos, in Grecia, uscì l'anno successivo, vinse l'orso d'argento al Festival di Berlino e venne premiato anche nei Deutscher Filmpreis. Nel 1967, inoltre, Herzog si sposò con Martje Grohmann. Verso la fine del 1968 Herzog partì per l'Africa con una troupe e vi passò quasi tutto il 1969. Nonostante varie vicissitudini (tra cui malaria, tempeste di sabbia e arresti) raccolse materiale per tre film: il documentario per la TV I medici volanti dell'Africa orientale, il "documentario surreale" Fata Morgana, e il film sui nani Anche i nani hanno cominciato da piccoli.

Anni settanta Dopo l'uscita dei tre film africani, nel 1971 realizzò due documentari: Paese del silenzio e dell'oscurità, riguardo alla vita dei sordociechi, considerato da lui stesso uno dei suoi film più importanti, e Futuro impedito, prodotto per la televisione e incentrato su bambini affetti da handicap. Alla fine dello stesso anno si recò in Perù per realizzare un film sulla ricerca dell'El Dorado con Klaus Kinski come protagonista. La realizzazione fu complessa per i pochi mezzi, per l'avversità dell'ambiente e per il difficile carattere di Kinski tanto che Herzog arrivò a minacciarlo di morte quando quest'ultimo, durante uno dei suoi attacchi d'ira, stava per abbandonare il set. Il regista, fra l'altro, scampò alla morte, dovendo partire il 23 gennaio 1971 da Lima per Pucallpa per filmare nella giungla peruviana, ma per le sfavorevoli condizioni meteorologiche, tutti i voli furono cancellati. Il giorno seguente per quella rotta fu organizzato un unico volo della società LANSA. Essendo sovraffollato, il regista Herzog con la troupe fu costretto a desistere. Fu per loro la salvezza: l'aereo precipitò. Vi fu una sola sopravvissuta: la futura biologa Juliane Koepcke, all'epoca diciassettenne. Tuttavia il film prodotto, Aguirre, furore di Dio (1972), nonostante lo scarso successo all'epoca, divenne con il tempo un grande classico e fra i più noti del regista. Francis Ford Coppola dichiarò più volte di essersi ispirato ad Aguirre, furore di Dio, nella realizzazione di Apocalypse Now.

Nel 1973 nacque il primo figlio di Herzog, Rudolph, che lavorò poi come assistente del padre in diversi film. Nello stesso periodo realizzò il documentario La grande estasi dell'intagliatore Steiner, incentrato su Walter Steiner, campione svizzero del volo con gli sci. Herzog teneva molto a questo film perché da piccolo coltivava la passione del salto con gli sci e sognava di diventare un campione, ma quando un suo amico si ferì gravemente in seguito a un salto egli smise di praticare questo sport.Dal film Werner_Herzog_Cineasta Scoprì poi un altro attore/personaggio fuori dal comune grazie a un documentario che vide alla televisione, Bruno der Schwarze (1970) di Lutz Eisholz, sulla vita di Bruno S., un artista di strada che passò l'infanzia tra orfanotrofi, istituti di correzione e carceri; Herzog lo scelse come protagonista di L'enigma di Kaspar Hauser (1974), ispirato al mistero di un uomo vissuto nel XIX secolo, la cui vita presenta elementi in comune con quella di Bruno. Il film vinse il Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes.

Verso la fine del 1974 giunse a Herzog la notizia che Lotte Eisner, anziana critica cinematografica a cui era estremamente legato, stava per morire a Parigi. Egli decise di non andare a Parigi in aereo, bensì di partire a piedi da Monaco e camminare verso Parigi seguendo un percorso il più possibile simile a una linea retta. Ha affermato: «Presi la strada più diretta per Parigi, nell'assoluta fiducia che lei sarebbe rimasta in vita se io fossi arrivato a piedi».AA.VV. "Book Werner Herzog". Cineforum nº462. marzo 2007. Partì il 23 novembre e arrivò a Parigi il 14 dicembre trovando la donna fuori pericolo; durante il viaggio tenne anche un diario che venne poi pubblicato con il titolo Vom Gehen Im Eis (in Italia Sentieri sul ghiaccio).

Il film successivo, Cuore di vetro (Herz aus Glas), è incentrato su un villaggio bavarese di fronte a una catastrofe imminente; Herzog ipnotizzò di persona tutti gli attori non professionisti del cast, facendoli recitare in stato di trance. Durante il montaggio del film, nell'agosto 1976, al regista giunse la notizia che un'isola dell'Atlantico, Guadalupa, stava per essere distrutta dall'eruzione di un vulcano e che un solo uomo si era rifiutato di lasciare la propria casa; Herzog, nonostante il pericolo, si precipitò sul luogo con l'operatore di fiducia Jörg Schmidt-Reitwein e l'operatore americano Edward Lachman ed effettuarono le riprese che diventarono il film La Soufrière, dal nome del vulcano. Il vulcano poi non eruttò e così il film diventò una "cronaca di una catastrofe inevitabile che non ha avuto luogo".

Il progetto successivo fu un adattamento del dramma teatrale Woyzeck di Georg Büchner, che doveva essere interpretato da Bruno S. ed Eva Mattes, ma pochi giorni prima dell'inizio delle riprese Herzog si convinse che Bruno non era adatto per il ruolo preferendogli Kinski, ma quando lo comunicò a Bruno, questi gli rispose che aveva già preso un periodo di ferie dall'acciaieria dove lavorava e così Herzog scrisse in pochi giorni una nuova sceneggiatura per lui ed Eva, ispirandosi direttamente alla figura del suo attore.Intervista a Herzog sul DVD di Woyzeck Il risultato fu La ballata di Stroszek (Stroszek, era il nome di un compagno di scuola di Herzog, già usato per il protagonista di Segni di vita); venne girato tra Berlino e gli Stati Uniti e uscì nel 1977. Lo stile crudo e realistico e l'estrema vicinanza tra attore e personaggio contribuirono a dare al film un sapore quasi da documentario, con al centro un uomo ancora una volta in rotta con la società.

Seguirono Nosferatu, il principe della notte (1978), e appunto Woyzeck (1979), interpretati entrambi da Klaus Kinski con una settimana di pausa tra le riprese del primo e del secondo. Nel secondo la coprotagonista è ancora Eva Mattes, con la quale Herzog aveva una relazione dalla quale nascerà, nel 1980, una figlia, Hanna Mattes. Nel 1979 incominciò la produzione di un nuovo film, Fitzcarraldo, ignaro che essa sarebbe restata nella storia per l'incredibile sequenza di incidenti e difficoltà che la protrassero per più di due anni. Il film si basava su un uomo che, per realizzare un proprio sogno, decide di trasportare una nave sopra una montagna nel bel mezzo della giungla.

Anni ottanta La disastrosa lavorazione di Fitzcarraldo terminò nel novembre 1981; nel frattempo il ruolo principale era passato da Jason Robards a Klaus Kinski e la troupe aveva dovuto affrontare innumerevoli difficoltà. Herzog descrisse questo periodo di lavoro in un diario, che venne pubblicato nel 2004 con il titolo La conquista dell'inutile (Eroberung des Nutzlosen). Il film venne presentato nel 1982 al Festival di Cannes, dove venne premiato per la miglior regia.