A Napoli fu redattore statistico presso il Ministero dell’Interno e ingegnere topografico presso il Reale officio topografico. Fu autore di oltre centosettanta carte, tra topografiche, corografiche e geografiche, raccolte in atlanti del Regno delle Due Sicilie e in atlanti geografici universali.Cfr. Cfr. .
Biografia La formazione giovanile e l'ammissione all'Officio topografico Benedetto Marzolla nacque a Brindisi da Carlo e da Elisabetta They.Elisabetta era figlia di Benedetto They, uno dei principali agenti finanziari che, tra il 1776 ed il 1778, contribuì alle opere progettate ed eseguite dall'ingegnere Andrea Pigonati per la riapertura del canale d'ingresso al porto di Brindisi (cfr.).
Educato presso le scuole pie dei Padri Scolopi a Brindisi, mostrò subito predisposizione per la matematica e le materie scientifiche ed un'autentica passione per la geografia,«Il non conoscere ciò che risguarda la terra che è nostro soggiorno, non altrimenti sarebbe che l'ignorare le varie parti della casa per noi abitata» (cfr. Marzolla, ). le carte geografiche e per il disegno.«Coltivando egli con ardore le matematiche a preferenza di ogni altro studio, davasi da ragazzetto al piacere di delineare carte geografiche e disegni di ogni genere» (cfr. ).Nel 1819 si trasferì a Napoli per dedicarsi agli studi di ingegneria militare e, «sotto la tutela del facoltoso zio materno Giuseppe They»,Cfr. . si laureò ventenne da ufficiale borbonico.Cfr. . A Napoli ebbe modo di conoscere il direttore del R. Officio topografico,Il R. Officio topografico era uno dei due istituti, assieme al Deposito della Guerra, derivati dalla scissione del Deposito Generale della Guerra e Marina avvenuta con il R. Decreto del 22 gennaio 1817. Con il R. Decreto del 4 giugno 1817, p. 633, entrambi furono confermati alle dipendenze dallo Stato Maggiore dell'esercito (cfr.). l'allora colonnello Ferdinando Visconti che, favorevolmente impressionato, «si compiacque di accoglierlo»,Cfr. . nel 1821, nell'istituzione da lui diretta con la qualifica di tenente ingegnere topografo di terza classe.Cfr. .
Marzolla conservò questo grado e questo incarico fino al 1822 quando, in seguito al fallimento dei moti carbonaro-massonici del 1820-21 ed alle conseguenti persecuzioni ed epurazioni, lo Stato Maggiore fu abolito,Con il R. Decreto del 21 ottobre 1822 (cfr. ). l'Officio topografico fu posto alle dirette dipendenze del Ministro di Guerra e Marina,Con il R. Decreto del 21 ottobre 1822, p. 184 (cfr. ). Visconti fu allontanato dall'esercito ed esonerato dalla direzione dell'Officio topografico,Visconti fu coinvolto a Napoli nei moti del 1820-1821 e fu anche deputato nell'Assemblea Legislativa nel primo Parlamento napoletano nel 1820 (cfr. e ). e Marzolla, sospettato di idee liberali, fu arrestato e imprigionato per alcuni mesi.Cfr.
Il reintegro nell'Officio topografico e la Commissione di statistica
Nel 1827 fu reintegrato nei ruoli dell'Officio topografico e diede inizio alla sua attività di cartografo che lo avrebbe portato a realizzare oltre centosettanta carte, tra geografiche, corografiche e topografiche, generali e tematiche, che ne avrebbero fatto uno dei più autorevoli protagonisti della geografia e della cartografia napoletana, ed europea del XIX secolo.Cfr. .
Nel 1849 Ferdinando II delle Due Sicilie gli conferì la croce di cavaliere del Reale ordine di Francesco I e nel 1851 fu promosso disegnatore topografo di prima classe «col grado ed onori d'Ingegnere e l'onorificenza del grado di primo tenente».Nominato il 24 marzo 1851 (cfr.). Fu inoltre insignito da Papa Pio IX della croce di cavaliere del Pontificio ordine di San Gregorio Magno.Cfr. .
Marzolla rimase all'Officio topografico fin quasi alla sua morte prematura, avvenuta per apoplessiaCfr. . nella notte tra il 10 e l'11 maggio del 1858, «mentre andava per mettersi in posta e recarsi in Gaeta presso la Maestà del Re (N. S.) che a sé avevalo chiamato».Cfr. .
L'udienza con il sovrano era prevista per via dell'attività che Marzolla andava svolgendo nell'ambito di un secondo incarico pubblico che, intanto, gli era stato conferito. Nell 1852,Con il R. Decreto del 6 settembre 1852 Marzolla fu nominato Redattore Statistico alla immediazione del Direttore del Real Ministero dell'Interno (cfr. ). infatti, era stato chiamato a far parte della Commissione di Statistica Generale pei Reali Dominî continentali, istituita presso il Ripartimento di Agricoltura e Commercio del Ministero dell'interno.Questo secondo gravoso incarico finì col suscitare le rimostranze dell'Officio topografico che lamentava le assenze del Marzolla impegnato nella Commissione di Statistica. La controversia si risolse con il sovrano rescritto del 18 aprile 1858 con il quale Marzolla venne assegnato in esclusiva alla Commissione di Statistica (cfr. ).
In questa sede, il 16 marzo del 1853, Marzolla aveva presentato un progetto di catasto generale che prevedeva l'esecuzione di una «Carta Catastale dei Comuni del Regno, indispensabile alla compilazione della Statistica».Cfr. . Ciò avrebbe comportato il rilevamento di carte geometricheMarzolla denominò geometriche queste mappe perché, secondo la sua proposta, sarebbero state prive della rappresentazione simbolica dell'orografia. Avrebbero riportato infatti, per ragioni di economia e di speditezza, «la sola esatta determinazione del perimetro dei poderi, e delle svariate loro colture, non che delle naturali spontanee produzioni che il suolo presenta» (cfr. ). a grande scala per «ciascun Comune de’ Reali Dominii continentali».Cfr. .
E proprio la presentazione al Re del saggio di una carta catastale, quella del comune di Castellammare di Napoli, rilevata topograficamente da MarzollaLa circostanza che il rilevamento della carta fu eseguito da Marzolla, dovrebbe essere sufficiente, secondo , a sfatare «la sensazione [...] che Marzolla fosse... un sintetizzatore di lavori altrui, piuttosto che un rilevatore e un ideatore di carte» e da lui «portata all’ultima perfezione qual si richiedeva per servire di formola al catasto diffinitivo del Regno» era il motivo di quel viaggio a Gaeta, tragicamente mancato.
L'ultimo decennio borbonico e la fondazione dello Stabilimento geografico Ma non fu solo il doppio incarico a rendere gli ultimi anni di vita di Marzolla particolarmente gravosi di impegni. Ci fu anche un'altra attività da lui avviata a partire da quei primi anni '50 dell'800.
Nei pressi del R. Teatro di San CarloStrada San Carlo, 42 (cfr. ). Marzolla aveva fondato infatti lo Stabilimento geografico, un'officina lito-cartografica privata, che aveva l'obiettivo di «riprodurre fra noi a buon mercato ogni maniera di carte geografiche fra le migliori che si elaborassero all'estero a seconda dei progressi della scienza».Cfr. .
E, avviato che fu lo Stabilimento, Marzolla «adoperandosi intorno al novello trovato della litografia che nell'anzidetto Stabilimento era stata di subito introdotta», iniziò a pubblicare a dispense le «celebri tavole provinciali del Regno di Napoli, poi raccolte in atlanti»«Con un’attività che si potrebbe dire semiufficiale (ovviamente riferendoci alla classica distinzione fra cartografia ufficiale, quella al servizio dello stato, e privata)» (cfr. ). e diede avvio ad una cospicua produzione commerciale di carte tematiche d’attualità e di carte geografiche che sarebbero poi state definite «tra le più ricche di dati e meglio impostate a livello europeo».Cfr. . La pubblicazione di queste carte e l'attività dello Stabilimento continuarono ancora per qualche dopo la morte del fondatore, fino al 1866, sotto la guida dell'architetto Luigi Manzella, succeduto a Marzolla nella direzione (cfr. e ).
Marzolla fece parte di numerose istituzioni scientifiche italiane e straniere. Fu socio corrispondente dell'Imperiale e Reale Accademia Pistoiese di scienze lettere ed arti, della Pontificia Insigne Accademia di Belle Arti e Letteratura dei Virtuosi al Pantheon, dell'Accademia cosentina, della Real Società economica d'Abruzzo CiterioreDecreto del 12 novembre 1855 (cfr.). e fu membro della Société de Géographie di Parigi.
Marzolla non si occupò solo di cartografia ma partecipò attivamente alla soluzione delle problematiche ambientali e urbanistiche di Brindisi attraverso suggerimenti ed opere da realizzare. Nel 1819 collaborò con Francesco Bruni alla progettazione del cimitero comunale e fondamentale fu il suo contributo per la riapertura del porto che, dopo gli inadeguati lavori di Andrea Pigonati, si era quasi interrato creando un'insalubre zona paludosa responsabile per anni di un'elevata mortalità in città.Cfr.. Per contrastare il partito antibrindisino, contrario ai lavori e convincere il Re, Marzolla, in collaborazione con Teodoro Monticelli, fu autore di sette memorie e della Difesa della città e del porto di Brindisi,Marzolla, . una lunga monografia che ebbe tre edizioni tra il 1831 ed il 1833 e per le quali disegnò due cartine raffiguranti la situazione del porto prima e dopo i lavori di Pigonati. Si adoperò anche per far passare da Brindisi la consolare borbonica (dal 1928, la Statale adriatica), allora in fase di costruzione.Cfr.. e .
Dopo la sua morte e, soprattutto, con la caduta del Regno dei Borbone e l'Unità d'Italia, la sua notorietà andò lentamente dissolvendosi, e Marzolla condivise così la sorte di molti altri illustri personaggi della vita culturale, politica e sociale del Mezzogiorno che non avevano appoggiato apertamente il processo risorgimentale e l'unificazione.Cfr. .
In omaggio alla sua memoria, invece, il Consiglio comunale di Brindisi nella seduta del 28 ottobre 1905, deliberò di intitolare all'illustre concittadino il R. Ginnasio comunale diventato così il R. Liceo Ginnasio “Benedetto Marzolla” (successivamente IISS Marzolla Leo Simone Durano).Cfr.
Attività litografica, statistica e geo-cartografica Le opere giovanili ed il primo atlante corografico prodotto a Napoli Le prime opere di Marzolla furono alcune riproduzioni litograficheCfr. Marzolla, e . tra cui, nel 1827, il Rione di S. Giuseppe all'interno della Pianta dei quartieri di Napoli di Giuseppe de Salvatori,Marzolla, . e la monografia sull'isola Ferdinandea nel 1831.Marzolla, . Ma il vero inizio della sua attività geo-cartografica si può far risalire al 31 agosto del 1829, data di pubblicazione della carta della Provincia di Napoli. Questa fu la prima di altre ventitré carte corograficheLa prima delle ventitré carte in-folio dell'Atlante, era il quadro d'insieme denominato: Carta Generale del Regno delle due Sicilie diviso in provincie, valli minori e distretti con la traccia delle strade regie postali e l'indicazione de relievi di posta stabiliti colla tariffa de 20 ottobre 1828 da servire per foglio d'insieme del carte geografiche pubblicate da B.M. (1829).
Seguivano quindici carte, una per ogni provincia continentale: Provincia di Napoli (1829); Provincia di Terra di lavoro (1831); Principato Citra (1831); Provincia di Basilicata (1831); Provincia di Principato Ultra (1830); Provincia di Capitanata (1830); Provincia di Bari (1829); Provincia di Terra d'Otranto (1830); Provincia di Calabria Citra (1831); Provincia di Calabria Ultra II (1829); Provincia di Calabria Ultra I (1829); Provincia di Molise (1832); Provincia di Abruzzo Citra (1830); Provincia di Abruzzo Ultra II (1829) e Provincia di Abruzzo Ultra I (1830).
Completavano l'Atlante le sette carte dedicate alle Valli siciliane: Valle Minore di Palermo (1829); Valle Minore di Messina (1831); Valle Minore di Catania (1830); Valle Minore di Girgenti (1831); Valle Minore di Siracusa (1831); Valle Minore di Trapani (1830) e Valle Minore di Caltanissetta (1831).