Biografia I suoi nonni paterni erano di Cremona e quelli materni di Bisceglie: era quindi un oriundoSandro Bocchio, Giovanni Tosco, Dizionario della Grande Roma dalle origini ai giorni nostri, Grandi Manuali Newton, Roma, 2000, p. 114.. Era nato a Maipú, un villaggio del distretto andino di Mendoza.

Lasciato il calcio giocato, Manfredini aprì a Roma, in piazzale Clodio, il "Bar Piedone", come il suo soprannome; si trasferì poi nel quartiere Spinaceto, dove visse per un po' di tempo, occupandosi anche di una scuola calcio, prima di trasferirsi a Ostia.

Ha scritto la postfazione de Il passerotto di Magè, un libro di Antonio Lombardo, pubblicato nel maggio 2015, liberamente ispirato alla vita di Garrincha. La postfazione di tale libro, intitolata "Parola di Pedro", ha vinto il primo premio come miglior racconto 2016 al 45º concorso CONI.

È morto a Roma il 21 gennaio 2019 ad 83 anni.

Carriera Gli esordi in Argentina

Iniziò a giocare al calcio nella squadra locale del Deportivo, sotto la guida di Raimundo Orsi. Esordì nella prima divisione argentina con il Racing Club nel 1957. Nella squadra biancoceleste militò due anni, segnando 28 gol in 39 partite e vincendo il Campionato nazionale del 1958. In quell'anno si impose come capocannoniere della squadra, siglando 19 reti.

Manfredini venne convocato per la Nazionale argentina in occasione della Coppa America del 1959, poi vinta dalla sua squadra. Manfredini giocò tre partite, segnando una doppietta al Cile all'esordio.

In Italia Manfredini arrivò in Italia il 22 giugno 1959, acquistato dalla Roma Esordì in Serie A con la maglia della Roma il successivo 11 ottobre in -Roma, segnando dopo cinque minuti. Giocò con la Roma dalla stagione 1959-1960 a quella 1964-1965, vincendo la classifica dei cannonieri con 19 gol nel 1962-1963 (ex aequo con Harald Nielsen), contando 130 presenze e 77 reti in Serie A. Realizzò, inoltre, 9 reti in 14 partite in Coppa Italia e 18 reti in 20 partite nella Coppa delle FiereSandro Bocchio, Giovanni Tosco, op. cit., p. 115., per un totale di 104 gol in 164 presenze con la maglia giallorossa (media gol: 0,63). Detiene ancora oggi il record di gol in un'unica edizione della Coppa delle Fiere: 12.

Segnò molto grazie agli assist del compagno di squadra Arne Selmosson. Dal campionato 1961-1962 fino alla cessione, ebbe come uomo assist il connazionale Antonio Angelillo. Segnò nove triplette in campionato: quattro nelle prime otto giornate del 1960-1961, una nel 1961-1962, tre nel 1962-1963 e una nel 1963-1964; nel derby Lazio-Roma del 13 novembre 1960, vinto dai giallorossi per 4-0, segnò una tripletta. In Coppa delle Fiere, contro l' il 27 maggio 1961 e contro l'Altay Izmir il 7 novembre 1962, segnò delle quadripletteSandro Bocchio, Giovanni Tosco, op. cit., p. 306..

Considerando l'arco dell'intera carriera, la sua media gol/partita in campionato (0,571) è superiore a quella dei più celebrati goleador del tempo (Altafini: 0,471 World Record of the national championships (1888/89-2010) su iffhs.de.; Sívori: 0,513) e dell'epoca successiva (Riva: 0,540; Boninsegna: 0,445; Platini: 0,518; Maradona: 0,529; Batistuta: 0,561; Baggio 0,454; Signori: 0,547; Ševčenko: 0,494; Henry: 0,501) che hanno giocato in Italia.

Nel 1965 l'Inter lo acquistò, "girandolo" al Brescia (8 presenze e una rete) e poi al (23 presenze e 4 reti).

Citazioni cinematografiche Viene citato nel film Amarsi un po'... dal personaggio Marco Coccia interpretato da Claudio Amendola, quando dice alla sua fidanzata, che il padre, interpretato da Mario Brega, gli faceva indossare da bambino la maglia numero 9 della Roma, come Manfredini. Manfredini è citato nel film argentino Il segreto dei suoi occhi, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero nel 2010, nominato da un tifoso del Racing Club come esempio di un calciatore pagato molto poco, ma di alto rendimento. Nell'episodio Che vitaccia! de I mostri di Dino Risi, il personaggio interpretato da Vittorio Gassman urla dagli spalti dello stadio, durante una partita della Roma: «Vai, Piedone, vai!». Citato nel film "Piper" del 2007, dove il personaggio Aldo Proietti, interpretato da Maurizio Mattioli, dice al figlio Mario, Matteo Branciamore: "che c 'entra pure io volevo fare il centravanti della Roma come Manfredini".

Statistiche Presenze e reti nei club

StagioneSquadraCampionatoTotaleCompPresRetiPresReti 1957 Racing Club PD 12 9 12 9 1958 PD 27 19 27 19 gen.-lug. 1959 PD 0 0 0 0Totale Racing Club 39 28 39 28 1959-1960 Roma A 24 16 24 16 1960-1961 A 31 20 31 20 1961-1962 A 22 14 22 14 1962-1963 A 25 19 25 19 1963-1964 A 15 5 15 5 1964-1965 A 13 3 13 3Totale Roma 130 77 130 77 1965-1966 Brescia A 8 1 8 1 1966-1967 Venezia A 14 3 14 3 1967-1968 B 9 1 9 1Totale Venezia 23 4 23 4Totale carriera 200 110 200 110

Palmarès Club Competizioni nazionali

Racing Club: 1958

Roma: 1963-1964

Competizioni internazionali

Roma: 1960-1961

Nazionale

Individuale Capocannoniere della Serie A: 1 1962-1963 (19 gol, ex aequo con Harald Nielsen)

Capocannoniere della Coppa Italia: 1 1963-1964 (4 gol, a pari merito con Joaquín Peiró, Juan Seminario e Kurt Hamrin)

Capocannoniere della Coppa delle Fiere: 2 1960-1961 (12 gol), 1962-1963 (6 gol, ex aequo con Waldo Machado e Francisco Lojacono)

Note

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