La famiglia Delle Piane è un’antica e nobile casata genovese, conosciuta fin dal 1121M. BERALDO, Casate liguri: Dellepiane, in "La Voce della Collegiata di N.S. del Rimedio", Genova 1991, a. XLII, n. 2, p. 8. in Polcevera e distintasi nel corso degli ultimi dieci secoli per uomini di governo, ecclesiastici, diplomatici, uomini d’armi e mecenati.G. PALLAVICINO, Raccolto dalle famiglie genovesi, posti insieme da Giulio di Agostino Pallavicino che li ha riportati secondo gli anni per non cagionare confusioni et mormorationi, Genova 1634, B.C.B.G, m., vol. III, p. 464, ad vocem "Piano", ID., altra copia in A.S.G.
I membri del casato fecero parte del Patriziato Genovese e dei ceti dirigenti di Genova e del suo Dominio nelle diverse mutazioni istituzionali avvicendatesi nei secoli.
Prima si inserirono nella nobiltà civica protagonista delle fortune del Comune di Genova e della realizzazione di un “impero coloniale” costituito da monopoli e basi commerciali diffuse in tutto il Mediterraneo e nel Mar Nero. Già aderenti alla fazione ghibellinaG. ASCHERI, Notizie storiche intorno alla riunione delle famiglie in Alberghi, Genova 1846, p. 17; A. AGOSTO, Nobili e popolari, cit., p. 112., i Delle Piane rivestirono le cariche di governo riservate alla propria parte politica, dedicandosi a imprese mercantili e finanziarie internazionali nel Mediterraneo e in Europa.
Poi, con la riforma costituzionale che nel 1528 diede vita alla Repubblica aristocratica di Genova e dichiarò abolite le antiche fazioni, i Delle Piane vennero ascritti al Liber Nobilitatis, collocandosi quindi fino alla caduta della Repubblica, di generazione in generazione, in un patriziato sovrano posto ai vertici del potere economico e politico.
Il ramo più illustre della famiglia, quello di Polcevera, è tutt’oggi fiorente e continua a esprimere figure imprenditoriali di rilievo, attive sia nel contesto socioeconomico Genovese che in quello più internazionale. Nel 2022 la famiglia Delle Piane ha venduto Rimorchiatori Riuniti a MSC per €1 miliardo.
Le Origini Medievali
I Delle Piane prendono la loro cognominatio dalla località Planum, nel territorio di Ceranesi, attestato nella Curia Vescovile di MoregoL.T. Belgrano, Registrum Curiae, in Atti S.L.S.P., Genova 1862, vol. I, p. 28., poi chiamato nel linguaggio volgare medievale ChianneL. Tacchella, I cavalieri di Malta in Liguria, Genova 1977, p. 115. ed in seguito Piani di Polcevera, e dalla località Campum Planum, a Levante della città di Genova.L.T. Belgrano, cit., vol. II, pp. 272, 275, 681.
Dai più antichi documenti ecclesiastici e dagli atti notarili risulta per alcuni soggetti, proprietari di beni in Polcevera ed in Bisagno, l'uso indistinto dei cognomi de Plano e de Campo Plano (quest'ultimo destinato a cadere in disuso nel corso del XIII secolo), per cui non è da escludere una comune origine consortile legata a proprietà indivise
Citati nei documenti medievali come de Plano, de Campo Plano, de Planis, i membri del casato risultano detentori di beni allodiali ed enfiteutici nelle tre Podesterie fuori le mura della città: la Podesteria di Voltri, quella di Polcevera e quella del Bisagno.L.T. Belgrano, cit., vol. II, pp.125, 264-265; ID., secondo registro della curia arcivescovile, in Atti S.L.S.P., Genova 1887, vol. XVIII, p.22. Svariati membri ricoprono cariche consolari a partire dal 1197.A.S.G., ms. 102, c. 95; G. Cipollina, Regesti di val Polcevera, Genova 1912, vol. I, p. 219.
Già nel XII secolo i Delle Piane compaiono nell'ambito del vassallaggio rurale dell'Arcivescovo di Genova, al quale pagano terratico, ed intorno al quale gravitano, come attestato dalla presenza di Oberto e Fulco de Planis de Pulcifera, che compare nel 1254 in atti ufficiali della curia o nel 1255 a fianco dell'Arcivescovo GualtieroL.T. BELGRANO, Il secondo registro, cit., pp. 407, 409, 411, 413.. Nello stesso periodo ricevettero terre in Polcevera in enfiteusi dall'Ordine Gerosolimitano.A.S.G., Notaio Corrado de Compagnono, c. 40v.; G. CIPOLLINA, cit., vol. Il-ILI, p. 272.
Le genealogie familiari riconoscono il capostipite della linea di Polcevera in Oberto. Il primo ad assurgere a cariche di rilievo nel governo della Res Publica è Matteo, figlio di Oberto, citato in atti ufficiali circa la fondazione della chiesa di San Nicolosio a Genova (1305).
Da vari documenti storici fra XII e XIII secolo emerge che molteplici membri della famiglia s'impegnarono nei pubblici uffici, nella carriera ecclesiastica e nell’arte militare, pur continuando a svolgere per lungo tempo attività mercantile. Numerose sono quindi le figure citate oltremare tra secoli XIII-XIV: OttolinoF. FEDERICI, ibidem; G. PARODI, Annali storici di Sestri Ponente e delle sue famiglie, in Atti S.L.S.P., vol. XXXIV, Genova 1932, pp. 158-159, 163;L. BALLETTO, Notai genovesi in Oltremare, in "Collana storica di fonti e studi" diretta da G. PISTARINO, Università di Genova, Genova 1989, passim. (1277) a Laiazzo, un'importante città portuale del Regno Armeno di Cilicia; Matteo (1298) Ufficiale di Gazaria, colonia genovese in Crimea e a Bonifacio nell'Isola Corsa, ecc. etc.
L’epoca dei Dogi perpetui (1339-1528)
Dal 1339, anno in cui Simone Boccanegra prese il potere e fu proclamato primo doge a vita di Genova e del suo Dominio, la fazione emergente dei populares acquisì un ruolo pubblico predominante, occupando la maggior parte dei posti di governo e riservando soltanto ai propri rappresentanti la carica dogale. Per questo, numerosi furono i Delle Piane che sedettero nel Magnifico Consiglio gli Anziani, la massima magistratura di governo che affiancava i dogi o, durante le dominazioni straniere, i governatori regi o ducali.
Da Oberto IG. GISCARDI, Origine e fasti delle nobili famiglie genovesi, Genova 1774, ms. vol. IV, p. 1642, B.U.G; detto ObertaccioA.M.G. SCORZA, Genealogia della famiglia Delle Piane di Novi Ligure originaria di Polcevera, Genova 1953, ms., tav. I, pp. 1-2 (doc.) Chiavari Biblioteca della Società Economica, fondo Scorza., discende Oberto IIG. CIPOLLINA, cit., vol. I, pp. 258-259.GB. DI CROLLALANZA, Dizionario storico blasonico delle famiglie nobili e notabili italiane, Pisa 1886, vol. III, p. 277;B. D'ANJOU DURAZZO, Elenco di tutte le famiglie patrizie esistenti e estinte di Genova, in "Rivista Araldica", Roma 1932, p. 49., il quale servì il Consiglio degli Anziani per tre mandati consecutivi (1374-1404). Fu eletto quindi Cavaliere del Doge assieme a Giuliano di SavignoneA.S.G., Diversorum Registri, reg. I, atto 240.F. FEDERICI, Famiglie che sono state in Genova e nel Genovesato prima dell'anno 1528 con molte altre delle Due Riviere, ms. prima metà XVII sec., vol. II, p. 541, Fondo Graberg, Biblioteca Nazionale Centrale, Firenze;C. CATTANEO, I politici, cit., p. 179.; quindi, comandante dell'esercito preposto a difesa del palazzo ducale, ove questo risiedette permanentementeG.L. BARNI, La divisione, cit., pp. 129, 132, 135;G. PETTI BALBI, Simone Boccanegra, cit., pp. 78-93. attraverso il suo mandato trentennale.
Durante le operazioni militari contro Bernabò e Galeazzo ViscontiG. CIPOLLINA, cit., vol. I, p. 204; A.S.G., Cartularium stipendiorum, n. 277;, Obertaccio fu fatto prigioniero nei pressi di Rossiglione e fu poi riscattato dal fratello, tramite un prestito da Gabriele Pallavicino e da Adamo Spinola.A.S.G., notaio Gregorio Labaino, f. 7, atto 13;
I membri della famiglia, tra il XIV e XVI secolo, non solo s'impegnarono con cariche di rilievo nel governo della Res Publica e nei più alti ranghi militari, ma continuarono a svolgere attività mercantile e imprenditoriale, sia all'interno del Dominio, che oltremare. Oberto, strettamente legato al Doge Antoniotto Adorno, intrattenne per conto di Genova rapporti diplomatici con il Duca d'Orleans nel 1394 in merito alla Convenzione di Savona. Più tardi acconsentirà alla cessione di alcuni territori genovesi nei pressi di Costantinopoli ai Turchi, che di fatto ne avevano già assunto il controlloActa Italica, raccolta di documenti sull'amministrazione pubblica in Italia, Fondazione per la storia amministrativa diretta da G.F. MIGLIO, Genova - Comune (sec. XI-1528), pp. 292-293.. Altri membri del casato, come Giacobo e Raimondo, strinsero legami con la Spagna di Giovanni II d'Aragona all'alba del Quattrocento. Antonio, durante il governatorato francese del maresciallo Jean II Le Meingre, viene eletto Abate del Popolo della Podesteria di Voltri (1404)A.S.G., Massaria Communis Ianuae, L.C., pp. 44, 46.G. PARODI, Annali storici di Sestri Ponente e delle sue famiglie, in Atti S.L.SP., Genova 1904, vol. XXXIV, p. 279.G.B. CABELLA, Pagine voltresi, contributo per la storia medievale e moderna, Genova 1908, p. 29., una carica di notevole rilievo alla quale competeva, tra l'altro, la rappresentanza della Podesteria presso il governo centrale, la sicurezza e la fedeltà del territorioA.M. SALONE, Cogoleto. Nove secoli di storia, Cogoleto 1991, p. 29;. Fu convocato dall'Adorno in merito la refuta del Duca di Milano a trattare sulla sovranità di GenovaA.S.G., notaio Cristoforo Revellino, a. 1384, f. 2, n. 414;. Poco dopo, dinnanzi ai fratelli Battista, Pantaleo, Giacomo, Andrea, Pietro e Leonardo, giurerà fedeltà all'erede del summenzionato Signore milanese, Gian Galeazzo Sforza.G. CIPOLLINA, cit, vol. I, p. 305, vol. II, pp. 47, 68, 74.
È noto l’uso delle famiglie nobili genovesi di consorziarsi in Alberghi dei Nobili, aggregazioni familiari di carattere privato ma riconosciute dalle leggi; una sorta di clan, i cui membri erano uniti da comuni interessi politici ed economici e attraverso la coesione miravano a contare di più sulla scena pubblica e nelle principali basi commerciali. Nel corso del XV secolo, in una Genova travagliata dalle sempre più aspre lotte di fazione, la famiglia si aggregò assieme ad altre nobili e antiche famiglie genovesi a costituire l’Albergo degli Honesti nella persona di Antonio (1378).
Nella Repubblica aristocratica di Genova (1528-1797)
Con la riforma costituzionale portata a compimento da Andrea Doria nel 1528 che diede vita alla Repubblica aristocratica di Genova nacquero ventotto nuovi alberghi (aggregazioni di famiglie ispirate a quelle medievali già menzionate, ma in questo caso decise dal governo) nei quali furono ripartiti i membri del patriziato genovese ascritti al Liber Nobilitatis, gli unici ad avere diritto a ricoprire le cariche di governo sino a quella di doge serenissimo.E. GRENDI, I Balbi, una famiglia genovese tra Francia ed Impero, Torino 1997, pp. 4-5.
Diversi Delle Piane ottennero l’ascrizione al patriziato, in parte aggregati all'albergo De FranchiA. DELLA CELLA, Le famiglie di Genova e delle Riviere, B.U.G, ms. XVIII sec., ad vocem 'Delle Piane".L. TETTONI - L. SALADINI, Teatro araldico ovvero raccolta general delle armi ed insegne gentilizie delle più illustri e nobili casate che esisterono un tempo e tuttora fioriscono in Italia, Lodi 1844, pref. IV Albergo Cibo, IX Albergo De Franchi.G. ASCHERI, cit., p. 43; e in parte a quello Cybo.F. CASONI, Annali della Repubblica di Genova del secolo decimosesto, Genova 1799, vol. I, pp. 48-49.G. CASALIS, Dizionario geografico storico statistico commerciale degli Stati di S.M. il re di Sardegna, Torino 1840, vol. II, pp. 364, 368.G.F. DE FERRARI, cit., vol. IV, n. 2, pp. 57-58. Nella chiesa di Santa Caterina di Luccoli a Genova risulta apposto sulla tomba gentilizia di Paolo lo stemma Cybo, come da antica usanza. Risalgono ai secoli XVI e XVII le molteplici tombe gentilizie della famiglia che spiccano in varie chiese Liguri.
Con l’ultima riforma legislativa della Repubblica di Genova emanata nel 1576, le Leges Novae, e la conseguente abolizione degli alberghi “artificiali” del 1528, la famiglia Delle Piane mantenne una posizione di rilievo e i suoi membri continuarono le lunghe tradizioni militari, diplomatiche, ecclesiastiche e commerciali della famiglia.