Biografia

Dopo aver conseguito la laurea in giurisprudenza all'Università di Torino, nel 1941 fu chiamato alle armi allo scoppio della Seconda guerra mondiale, partecipando, nel 1942, alla battaglia di El Alamein, sulla quale, in seguito, scrisse un resoconto intitolato "La passione di El Alamein".

Rientrato in Italia, durante una degenza in ospedale a Roma, si dichiarò profondamente influenzato dalla lettura del breve saggio di Benedetto Croce Perché non possiamo non dirci "cristiani", che – secondo sue testuali parole – gli aprì «una finestra di speranza per il futuro dell'Italia».

Ricercato per il suo ruolo di collegamento con la Resistenza trovò rifugio in casa dei futuri suoceri. Dal matrimonio con Gabriella Torresi ebbe tre figli Laura, Eugenio e Marco.Sergio Mattarella 25 aprile, cerimonia della Liberazione, Acerra 2022

Costituì, quindi, una formazione politica cristiano-sociale che, il 9 settembre 1944, confluì nel partito della Sinistra Cristiana, insieme al Movimento dei Cattolici Comunisti di Franco Rodano e Adriano OssiciniCfr. Adriano Ossicini, Un'isola sul Tevere, Editori Riuniti, Roma, 1999, p. 264.. Allo scioglimento della Sinistra Cristiana (17 dicembre 1945), De Rosa aderì al PCI e entrò come redattore a l'UnitàCfr. A. Ossicini, cit., p. 257.. Decisivo per la sua formazione fu il successivo incontro con Luigi Sturzo. Nel 1949, in seguito al decreto di scomunica ai comunisti emanato da Pio XII, De Rosa, dovendo scegliere tra l'ortodossia e il partito, lasciò il PCI per la Democrazia Cristiana, aderendo all'ala di sinistra legata a Giuseppe Dossetti.

Nel 1958 conseguì la libera docenza e nel 1961 vinse, insieme a Giovanni Spadolini e ad Aldo Garosci, il concorso (della cui commissione fecero parte Giuseppe Maranini, Rodolfo Mosca, Franco Valsecchi, Mario Toscano) per la prima cattedra di Storia contemporanea in Italia, disciplina che insegnò nelle università di Padova, di Salerno (di cui fu primo rettore) e di Roma.

La sua attività di storico si concentrò soprattutto sul movimento cattolico in Italia e sulla Democrazia Cristiana: fu autore di saggi su Alcide De Gasperi e Luigi Sturzo, col quale strinse amicizia nel 1954 (e in seguito curandone diversi epistolari). Ha pubblicato numerosi saggi di storia religiosaCirca i suoi riferimenti, "accanto ai nomi di Bloch e Febvre, De Rosa mette quello di Gabriel Le Bras, anch'egli docente universitario a Strasburgo: con la sua sociologia, basata sull'analisi quantitativa della devozione e della pratica religiosa, ha di certo profondamente innovato gli studi religiosi" (da: G.M. Viscardi, Dalla storia della pietà alla storia sociale e religiosa: l'itinerario culturale di Gabriele de Rosa, Ricerche di storia sociale e religiosa, Anno XXXVI, Numero 72 - Nuova serie - Luglio-Dicembre, 2007, Roma: Edizioni di storia e letteratura, 2007). e sociale«A Port'Alba, alla libreria Guida, per la presentazione del mio volume, Vescovi, popolo e magia nel Sud, nel quale ho raccolto i miei saggi, frutto dei viaggi archivistici nelle diocesi e nelle parrocchie periferiche del Cilento, della Lucania, dell'Irpinia, sulla storia di un'altra Chiesa, vissuta nel dolore, in un incrocio continuo di antica pietà e contaminazioni di magie e attese, di soprusi baronali e rapine borghesi, sono qui presenti tanti cari amici: Giuseppe Galasso, Giuseppe Giarrizzo, Romeo De Maio, che hanno presentato il libro, Luigi De Rosa, Pasquale Villani, Pietro Piovani, Antonio Cestaro, La Veglia, Domenico Ambrasi, Mario Pomilio, e molti studenti» (da: G. De Rosa, La storia che non passa. Diario politico 1968-1989, a cura di S. Demofonti, Soveria Mannelli (Catanzaro), Rubbettino Editore, 1999, p. 29)., nonché manuali per le scuole medie e superiori.

Nel 1967 promosse, insieme ad Antonio Cestaro, l'istituzione del Centro studi per la storia del Mezzogiorno presso l'Università degli Studi di Salerno, organismo dedicato alla ricerca storico-sociale sul Mezzogiorno d'Italia.

Nel 1983 fu inoltre fondatore e primo presidente dell'Associazione per la Storia Sociale del Mezzogiorno e dell'Area Mediterranea (ASSMAM), con sede a Potenza, promuovendo attività di ricerca, convegni scientifici e iniziative editoriali dedicate alla storia sociale del Mezzogiorno e dell'area mediterranea.

Fu eletto senatore della Repubblica Italiana nella X e nella XI Legislatura; nel 1993 rivestì il ruolo di capogruppo della Democrazia Cristiana. Nella XII fu eletto deputato per il PPI.

Dal 1979 alla morte (2009) fu presidente dell'Istituto Luigi Sturzo di Roma.

Morì a Roma l'8 dicembre 2009, a 92 anni.

La sua amplissima biblioteca è confluita con quella dell'Istituto Luigi Sturzo formando dal 2011 la "Biblioteca Gabriele De Rosa".

Premi e riconoscimenti Nel 1978 ha ricevuto il Premio Sila sezione saggistica per Biografia di Luigi Sturzo.

Opere

- Riedito nel 2010.

Dalla Preistoria a Roma Repubblicana. Corso di storia per il biennio, Milano, Minerva Italica, 1996.

La storia. Dal Trecento al Seicento, Milano, Minerva Scuola, 2002. La storia. Dalla metà del Seicento all'Ottocento, Milano, Minerva Scuola, 2002. La storia. Il Novecento, Milano, Minerva Scuola, 2002.

Note

Bibliografia A. Cestaro (a cura di), Studi di storia sociale e religiosa. Scritti in onore di Gabriele De Rosa, Editrice Ferraro, Napoli, 1980. A. Coccato (a cura di), Contributi alla storia socio-religiosa. Omaggio di dieci studiosi europei a Gabriele De Rosa, Istituto per le ricerche di storia sociale e religiosa di Vicenza/Istituto "Luigi Sturzo" di Roma, Vicenza-Roma, 1997. C. Argiolas (a cura di), L'appagamento morale dell'animo. Raccolta di scritti di Gabriele de Rosa, Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ), 2007. F. Agostini (a cura di), Gabriele De Rosa tra Vicenza, Veneto ed Europa orientale. Ricordando alcuni itinerari di ricerca, CLEUP, Padova, 2012.

F. Malgeri (a cura di), Gabriele De Rosa. Un intellettuale del '900, Pubblicazioni dell'Istituto "Luigi Sturzo", Rubbettino Editore, Soveria Mannelli (CZ), 2017.

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