L'omicidio di Potempa fu un delitto a sfondo politico commesso nel 1932 nel villaggio di Potempa, nella regione della Bassa Slesia, allora in Germania, ora parte della comunità rurale Krupski Młyn in Polonia. La notte fra il 9 ed il 10 agosto 1932, cinque uomini della milizia nazista delle SA fecero irruzione in casa di un avversario politico e lo massacrarono. Catturati, gli assassini furono processati e condannati alla pena capitalenella Repubblica di Weimar vigeva la condanna a morte mediante decapitazione ma qualche mese dopo prese il potere Adolf Hitler, che dopo poche settimane li graziò.

Contesto Potempa si trova, oggigiorno, in Polonia ed è un sobborgo della città di Krupski Młyn, un comune rurale polacco del distretto di Tarnowskie Góry, nel Voivodato della Slesia. All'epoca dei fatti apparteneva alla Germania (Kruppamühle, in tedesco) ed era un villaggio al confine con la Polonia, dopo il trasferimento alla Polonia nel marzo 1921 di parte della provincia tedesca dell'Alta Slesia a seguito del Plebiscito.

Al termine della seconda guerra mondiale Potempa e tutta la Slesia passarono alla Polonia in seguito alla Conferenza di Potsdam. Nel 1970 Potępa (il nome polacco del villaggio) fu assorbito dal comune di Krupski Młyn.

Nel caotico periodo del primo dopoguerra tedesco, durante il periodo della Repubblica di Weimar, gli omicidi politici erano all'ordine del giorno. In un solo giorno, nell'agosto del 1932, in Slesia, una regione in cui forte era la presenza del Partito Comunista di Germania (KPD), si verificarono venti attentati.

L'omicidio Dagli atti del processo penale si leggeMinisterbesprechung vom 9. agosto 1932 ; Kluke: "Potempa", s. 281. che la sera del 9 agosto 1932, il capo della 26ª Compagnia "Heir" delle SA slesiane, Kurt Nowack, era ospite della locale sezione del Partito Nazista di Broslawitz (oggigiorno Zbrosławice), un piccolo villaggio nel distretto di Gleiwitz - Beuthen (oggigiorno Gliwice - Bytom), nell'Alta Slesia, a pochi chilometri dall'allora confine con la Polonia. Egli inviò un gruppo di nove uomini armati appartenenti alle SA in spedizione punitiva contro i comunisti locali.

Gli squadristi furono inizialmente inviati a Tworog (attuale Tworóg), dove alloggiarono nel ristorante dell'oste Georg Hoppe, che era anche il capo della 27ª Compagnia SA "Dueg". Questi consegnò alcune armi aggiuntive agli uomini delle SA di Nowack, ma tre di loro rimasero senza armi; questi rimasero con Hoppe, che mandò gli altri sei nel vicino villaggio di Potempa, con l'ordine mettersi agli ordini del segretario della locale sezione del partito, Paul Lachmann. Quando i sei squadristi arrivarono nella locanda di Lachmann, trascorsero ore a fumare sigarette e a bere birra e liquori. Lachmann elencò a loro i nominativi di quattro comunisti locali "cui dare una lezione e non sarebbe stato male se le vittime non fossero sopravvissute alle incursioni, perché il lavoro lasciato a metà non è un ottimo lavoro!”. Pesantemente ubriachi ed armati di pistole, manganelli di gomma e stecche da biliardo, i sei uomini (Dutzki, Gràupner, Kottisch, Muller, Prescher e Wolnitza) alle 22 del 9 agosto 1932 lasciarono la locanda, accompagnati dal macellaio Paul Golombek, amico di Lachmann, per far loro da guida. Nel villaggio industriale di Potempa erano molti, al tempo, gli aderenti al Partito Comunista.

In primo luogo, gli uomini andarono alla fattoria di un certo Florian Schwinge (1904 - 1978). Qui, tuttavia, la porta d'ingresso era chiusa a chiave, e la moglie di Schwinge si rifiutò di aprire la porta al grido degli uomini, perché aveva riconosciuto la voce di Golombek, che conosceva come un nemico di suo marito. Quando Golombek chiese a uno degli uomini di sparare con la pistola sulla moglie di Schwinge, che osservava gli squadristi da una finestra al piano superiore dell'abitazione, questi, per l'ubriachezza, non riuscì a togliere la sicura dall'arma ed a far fuoco. Il gruppo di squadristi, allora, passò al secondo nome della lista. Lungo la strada, Golombek ordinò agli uomini di tenersi pronti perché "questa volta doveva funzionare", in quanto la capanna della famiglia Pietrzuch era aperta, e non sbarrata da travi o chiusa a chiave. Cinque uomini delle SA naziste fecero irruzione, sfondando la porta, nella fattoria della vedova Marie Pietrzuch (1863 - 1940), madre di Konrad Pietrzuch (altrove scritto anche come "Konrad Pietzuch"L'ortografia del nome della famiglia varia nella letteratura e nelle fonti tra "Pietzuch", "Pietrzuch", "Piecuch" e "Pietczuch": Kluke sceglie l'ortografia "Pietrzuch", mentre Bessel usa l'ortografia "Pietzuch". Quest'ultimo giustifica questa decisione affermando che questa ortografia è stata utilizzata negli atti ufficiali delle autorità e del tribunale che successivamente ha processato i colpevoli, ma ammette che "Pietrzuch" è stato utilizzato nell'ortografia contemporanea), presunto militante comunista d'origine polacca, sindacalista, separatista in favore della Polonia (il vero nome era Konrad Piecuch, 27 novembre 1897 - 10 agosto 1932) ed operaio disoccupato (era stato un minatore, ma l'azienda mineraria aveva chiuso durante la grande depressione a seguito del crollo di Wall Street del 1929, il famigerato martedì nero). Lavorava saltuariamente in una piccola industria locale. Gli assassini intimidirono subito il fratello di Konrad, Alfons, minacciandolo di sparargli a bruciapelo, mentre scaraventarono Konrad giù dal letto e lo seviziarono davanti a sua madre, prima di cercare di finirlo con un colpo di pistola, che però lo ferì al braccio sinistro, mentre la vittima strisciava in una stanza limitrofa in una pozza di sangue. Lo presero a pugni e a bastonate con manganelli e stecche da biliardo, lo calpestarono e lo presero a calci, infierendo su di lui fino a spezzargli l'arteria carotide destra e la laringe. Intorno alle 2 del mattino del 10 agosto, gli omicidi uscirono dalla fattoria dove era stato commesso l'assassinio e transitarono per il centro del paese in due gruppi. In base agli atti del processo si apprende che era previsto un altro omicidio, ma la vittima, la terza della lista, riuscì anch'essa a salvarsi perché non in casa. Infatti, Golombek condusse poi cinque dei sei uomini in un casolare non distante, ma vennero aggrediti da un cane a morsi e, vista l'ora tarda, pensarono di far ritorno alla base.

L'arresto degli assassini ed il processo Nella piazza del paese di Potempa, il chiasso provocato dall'ubriachezza del gruppo di assassini attirò l'attenzione di due poliziotti territoriali, che, avendo notato un manganello di gomma in mano a uno degli uomini, intimarono loro di fermarsi. Quasi tutti gli squadristi riuscirono a scappare, tranne Wolnitza che venne bloccato dagli agenti. Gli altri raggiunsero l'automobile, si allontanarono per andare a compiere l'omicidio della terza vittima della lista, che sfuggì miracolosamente alla morte dal momenti che non si trovava in casa. Strada facendo, sulla via del ritorno, durante una sosta a Tworog, i cinque superstiti raccolsero i tre complici che erano stati lasciati lì la sera prima, per far infine ritorno alla sede delle SA di Broslawitz intorno alle 4 del mattino.

Nel mentre, il complice fermato, Rufin Wolnitza, fu sottoposto ad interrogatorio e confessò l'omicidio di Konrad Pietzuch. Fu avvertita la polizia criminale statale di Gleiwitz ed il fermo dello squadrista fu convertito in arresto. Dopo esser stata allertata, la polizia avviò un'indagine per rintracciare gli altri componenti della spedizione punitiva. Con l'aiuto delle informazioni di Wolnitza, dei coniugi Schwinge, e dei famigliari della vittima, nel corso della giornata, la polizia riuscì ad identificare e ad arrestare altre otto persone coinvolte o sostenitrici a vario titolo del crimine. Tuttavia, quattro persone coinvolte (Golombek, Prescher, Dutzki e Ochod) riuscirono a scappare, per cui vennero giudicate in contumacia.

Arrestati qualche giorno dopo, gli assassini vennero processati per direttissima a Beuthen, tra il 19 ed il 22 agosto di quell'anno, in considerazione dell'efferato delitto commesso, e condannati a morte il 22 agosto 1932. Il codice penale in vigore prevedeva la pena capitale per i delitti di omicidio aggravati dalla motivazione di terrorismo politico. Il processo fu celebrato a carico diProzeßbericht in der Frankfurter Zeitung vom 23. August 1932:

Paul Lachmann, nato il 20 dicembre 1893 a Erdmannsheim (attuale Kolonia Strzebinska), distretto di Lublinitz (attuale Lubliniec) nell'Alta Slesia, morto a Breslavia in un raid aereo russo il 14 gennaio 1945, di professione oste e locandiere di Potempa, istigatore e mandante dell'omicidio. Reinhold Kottisch, nato il 19 novembre 1906 a Eichenau (attuale Otmuchów, Alta Slesia polacca; morto il 1 luglio 1943 ad Olschany vicino a Kharkov, di professione elettricista a Woitz (attuale Wójcice), uno degli esecutori. August Gräupner, nato il 16 agosto 1899 a Schwarzwald - Kolonie (attuale Czarny Las), Alta Slesia, di professione giardiniere, uno degli esecutori. Helmut Josef Müller, nato il 12 maggio 1898 a Sterkrade (attuale Zedlitz), Alta Slesia, morto pare a Berlino verso il 1975, di professione ispettore di mercato rionale, uno degli esecutori. Rufin Wolnitza, nato il 10 maggio 1907 a Mikulschütz (attuale Mikulczyce); morto il 13 dicembre 1941 a Tschudowo (attuale Čudovo, vicino a Novgorod, in Russia), di professione minatore, uno degli esecutori. Hypolit Hadamik, nato il 16 luglio 1903 a Langendorf (attuale Wielowieś), Bassa Slesia, di professione minatore, fiancheggiatore degli esecutori. Karl Czaja, nato il 18 ottobre 1894 a Ruda (attuale Ruda Śląska), Alta Slesia, di professione minatore, uno degli esecutori. Ludwig Nowak, nato il 20 agosto 1891 a Stollarzowitz (attuale Stolarzowice), Alta Slesia, di professione sergente di polizia, mandante. Georg Hoppe, nato il 17 settembre 1891 a Erdmannsheim (attuale Kolonia Strzebinska), distretto di Lublinitz (attuale Lubliniec) nell'Alta Slesia, oste e locandiere a Tworog (attuale Tworóg), mandante. Albert Dutzki, nato il 9 marzo 1904 a Beuthen (attuale Bytom), Alta Slesia, disoccuato, uno degli esecutori, contumace (catturato a novembre 1932). Paul Golombek, nato il 5 aprile 1882 a Potempa, Alta Slesia, di professione macellaio, uno degli esecutori, contumace (catturato a novembre 1932). Alois Prescher, nato il 9 maggio 1901 a Miechowitz (attuale Miechowice), Alta Slesia, di professione commerciante, uno degli esecutori, contumace e mai catturato. Un non meglio identificato "Ochod" di cui non si dispone di alcun dato se non che era uno degli esecutori, giudicato in contumacia e mai catturato. Non esistono informazioni disponibili sull'ulteriore destino degli altri colpevoli di Potempa, se morti durante la guerra o se sopravvissuti (nel qual caso, se rimasti nella Slesia divenuta polacca o se - più facilmente - emigrati in Germania).

Almeno sei persone coinvolte - Lachmann, Dutzki, Golombek, Nowack, Müller e Prescher - appartenevano al NSDAP (il Partito Nazista) al momento del delitto. Kottisch e Wolnitza erano membri dell'Autodifesa dell'Alta Slesia, ma non delle SA. Kottisch non era membro dell'NSDAP al momento del delitto, ma le informazioni di Wolnitza al riguardo variano. Di molti di loro si presume che siano sopravvissuti alla seconda guerra mondiale facendo totalmente perdere le loro tracce. Il processo si tenne presso la Sezione Speciale del Tribunale Speciale Regionale dell'Alta Slesia, presieduto dal giudice distrettuale Himml coadiuvato dal giudice a latere Hoffmann. L'accusa era rappresentata dal pubblico ministero Lachmann, mentre l'eminente avvocato Walter Luetgebrune era il difensore degli imputati; hanno preso parte al procedimento l'assessore del tribunale Gerhard Lowack ed il cancelliere del tribunale Muravsky.