Biografia

Autodidatta (consegue soltanto la licenza di quinta elementare), svolge diversi mestieri, e studia da solo classici americani, francesi e russi, la filosofia greca, saghe della mitologia nordica, l'opera di Benedetto Croce. Nel 1953 una giuria presieduta da Salvatore Quasimodo gli assegna il premio Unità. Nel 1957 si trasferisce in Norvegia, dove lavora per quarant'anni in una fabbrica metallurgica, e si sposa con una cittadina norvegese, da cui avrà quattro figli.

Oltre alla produzione libraria, sia poetica che narrativa, ha collaborato con lavori poetici e interventi in prosa a varie riviste e giornali (tra gli altri: "Momenti", "Il Contemporaneo", "Realismo lirico", "Ombre rosse", "Alfabeta", "il manifesto", "Azimuth").

Critica

Tra i suoi recensori (su quotidiani e riviste come Il manifesto, Liberazione, L'Unità, Corriere della Sera, Il Messaggero, Panorama, Il Ponte, La Stampa, La Repubblica, Il Riformista, Allegoria), si ricordano Aldo Capasso, Enrico Falqui, Eugenio De Signoribus, Paolo Volponi, Angelo Ferracuti, Massimo Raffaeli, Roberto Roversi, Sebastiano Vassalli, Biagio Cepollaro, Stefano Verdino, Francesco Leonetti, Silvia Ballestra, Andrea Cortellessa, Tommaso Ottonieri, Flavio Santi, Goffredo Fofi, Giulio Angioni, Massimo Gezzi, Walter Pedullà, Giorgio Falco, Emanuele Zinato, Gilda Policastro.

Franco Fortini ha scritto che le sue «poesie di miseria e fame, di avvilimento e di rivolta, nascono da un'esperienza diretta e ne sono la trascrizione; la loro tematica non si distingue da quella della poesia del Quarto Stato che, nei primi decenni del secolo è stata nel nostro paese, almeno di intenzioni, assai feconda [...] E questi versi sono insomma un documento umano delle aree depresse, di quella parte di noi stessi depressa che chiede, da generazioni, il riconoscimento iniziale del volto umano».Franco Fortini, Prefazione a Non possiamo abituarci a morire, Schwarz ed., Milano 1953

Per Salvatore Quasimodo, «Di Ruscio è uomo d'avanguardia nel senso positivo, cioè della fede nell'attualità e per la violenza del discorso. La follia non è in lui un'accademia che inaridisce l'ispirazione nel bunker dei versi premeditati [...] Le poesie di Luigi Di Ruscio sono nell'angoscia di un crescendo della simbolica mania di persecuzione dell'autore che non ama distrarsi per selezionare una bella pagina da auditorium. Al marchigiano non importa niente che lo si legga o no; il ritmo sordo e perpendicolare nella forma, nei suoi versi viene da una rigorosa ragione di contenuto».Salvatore Quasimodo, Introduzione a Le streghe si arrotano le dentiere, Marotta, Napoli 1966

Per Luigi Fontanella «Il meglio della poesia di Luigi Di Ruscio è nel volume Firmum (Pequod, 1999) e in Poesie scelte 1953-2010 (Marcos y Marcos, 2010) a cura di Massimo Gezzi. Ma considerevole è anche la sua produzione narrativa», in Raccontare la poesia 1970-2020 (Moretti & Vitali Editori, 2021).

Nel marzo 2014, la casa editrice Feltrinelli pubblica il volume intitolato Romanzi, con introduzione di Angelo Ferracuti e postfazioni di Andrea Cortellessa, contenente le opere Palmiro, Cristi polverizzati e Neve nera e l'appendice Apprendistato.

Opere Poesia Volumi Non possiamo abituarci a morire, prefazione di Franco Fortini, Schwarz, Milano 1953 Le streghe s'arrotano le dentiere, prefazione di Salvatore Quasimodo, Marotta, Napoli 1966 Apprendistati, Bagaloni, Ancona 1978 Istruzioni per l'uso della repressione, presentazione di Giancarlo Majorino, Savelli, Roma 1980 Epigramma, Valore d'uso, Roma 1982 Enunciati, presentazione di Eugenio De Signoribus, Stampa dell'arancio, Grottammare 1993 Firmum. 1953-1999, peQuod, Ancona 1999 L'ultima raccolta, prefazione di Francesco Leonetti, Manni, Lecce 2002 Iscrizioni, Biagio Cepollaro, 2005 Poesie operaie, prefazione di Angelo Ferracuti, postfazione di Massimo Raffaeli, Ediesse, Roma 2007 L'Iddio ridente, prefazione di Stefano Verdino, editrice Zona, Arezzo 2008

Plaquettes e libri d'arte Poesie, con Roberto Voller, supplemento al n. 16 (a. VI, 1979) di «Salvo imprevisti» Epigrafi, Grafiche Fioroni, Casette d'Ete 2003

Poesie in antologia (parziale) Poesia e Realtà, a cura di Giancarlo Majorino, Savelli, Roma 1977; poi Marco Tropea Editore, Milano 2000 Poesia degli anni settanta, a cura di Antonio Porta, Feltrinelli, Milano 1979-1980 Centanni di letteratura, a cura di Giancarlo Majorino, Liviana, Padova 1984

Narrativa Palmiro, presentazione di Antonio Porta, Il lavoro editoriale, Ancona 1986; poi Baldini&Castoldi, Milano 1996 e Ediesse, Roma, 2011, a cura di Massimo Raffaeli Le mitologie di Mary, LietoColle, Faloppio 2004 L'allucinazione, Cattedrale, Ancona 2007 Cristi polverizzati, prefazione di Andrea Cortellessa e Angelo Ferracuti, Le Lettere, Roma 2009 La neve nera di Oslo, prefazione di Angelo Ferracuti, Ediesse, Roma 2010

Opere ed edizioni postume Romanzi, a cura di Andrea Cortellessa e Angelo Ferracuti, Feltrinelli, Milano 2014 Lettere dal mondo offeso, romanzo epistolare (con Christian Tito), L’arcolaio, Forlì, 2014. Poesie scelte (1953-2010), a cura di Massimo Gezzi, prefazione di Massimo Raffaeli, Marcos y Marcos, Milano, 2019.

Note

Bibliografia Omaggio a Luigi Di Ruscio, numero monografico di "Nuova Prosa", nuova serie, 52, 2010 (scritti ai Andrea C ortellessa et al.; con un'intervista a Luigi DI Ruscio).

Collegamenti esterni