Biografia I primi anni

Il duca Giorgio Augusto di Hannover nacque presso il castello di Herrenhausen, nello stato tedesco di Hannover. Figlio di Giorgio I di Gran Bretagna (anche principe elettore di Hannover, nel Sacro Romano Impero), e di sua moglie, la principessa Sofia Dorotea di Celle, Giorgio era per nascita anche principe ereditario del ducato e dell'Elettorato di Hannover. Nel 1694 i genitori, entrambi colpevoli di adulterio reciproco, ottennero il divorzio e Sofia venne confinata nella residenza di Ahlden House e le venne impedito di vedere i suoi due figli, probabilmente per il resto della sua vita.Black, George II, pp. 35–36; Thompson, p. 19; Van der Kiste, p. 7.

Giorgio all'epoca parlava solo francese, il linguaggio della diplomazia e della corte, e tale rimase fino all'età di quattro anni, quando iniziò a studiare il tedesco con uno dei suoi tutori, Johann Hilmar Holstein.Thompson, p. 16. Inoltre egli prese lezioni di inglese e di italiano, studiando anche genealogia, storia militare e tattica, materie nelle quali si applicò con particolare diligenza.Trench, p. 7; Van der Kiste, p. 9.

Il matrimonio

Il padre di Giorgio non voleva vedere suo figlio distrutto sul piano sentimentale con un matrimonio fallito alle spalle come era accaduto a lui in virtù della ragion di stato o delle convenienze economiche del momento ed era intenzionato a fare sì che il suo primogenito ed erede avesse la possibilità di incontrare la futura moglie prima di ogni possibile accordo formale tra le parti. Nel 1702 iniziarono dei negoziati per ottenere la mano della principessa Edvige Sofia di Svezia, duchessa vedova e reggente del ducato tedesco di Holstein-Gottorp, ma non se ne fece nulla.Thompson, p. 28. Nel giugno del 1705, sotto il falso nome di "Monsieur de Busch", Giorgio visitò il principato di Ansbach nella residenza estiva di Triesdorf per investigare in incognito una possibile candidata al matrimonio, la principessa Carolina di Brandeburgo-Ansbach, la protetta di sua zia la regina Sofia Carlotta di Prussia. L'ambasciatore inglese nell'Hannover, Edmund Poley, riportò come Giorgio fosse stato così positivamente colpito "dal buon carattere [della principessa] da non pensare ad altra".Van der Kiste, p. 15. Alla fine di luglio di quello stesso anno venne steso il contratto di matrimonio.Thompson, p. 30; Van der Kiste, p. 16. Il 22 agosto 1705 Carolina giunse ad Hannover per il suo matrimonio, evento che si tenne in quella sera stessa nella cappella del castello di Herrenhausen.Van der Kiste, p. 17.

Giorgio era intenzionato a servire la propria patria nella guerra contro la Francia nelle Fiandre, ma suo padre non gli concesse di prendere parte agli scontri attivamente fino a quando non avesse avuto almeno un erede.Thompson, p. 31; Van der Kiste, p. 18. Nel 1707 le speranze del re Giorgio I vennero esaudite quando Carolina diede alla luce un figlio, Federico.Van der Kiste, p. 19. A luglio di quello stesso anno Carolina si ammalò seriamente di vaiolo, e Giorgio prese pure la medesima malattia standole devotamente accanto durante la sua degenza.Van der Kiste, p. 21. Entrambi si ripresero. Nel 1708 Giorgio ottenne il permesso di prendere parte alla battaglia di Oudenarde nell'avanguardia della cavalleria hannoveriana; il suo cavallo e il colonnello Johann Albrecht von Lösecke che gli si trovavano al fianco nello scontro, vennero uccisi, ma Giorgio riuscì a sopravvivere senza ferite.Thompson, p. 32; Trench, p. 18; Van der Kiste, p. 22. Il comandante inglese, lord Marlborough, scrisse che Giorgio "si distinse grandemente, caricando alla testa dei suoi uomini e animandoli con il suo esempio, giocando un buon ruolo per la felice vittoria".Van der Kiste, p. 23. Tra il 1709 e il 1713 Giorgio e Carolina ebbero altri tre figli insieme, tutte femmine: Anna, Amelia e Carolina.Thompson, p. 37.

LAct of Settlement In seguito all'Atto che aveva stabilito che la corona d'Inghilterra potesse passare unicamente nelle mani di principi di fede protestante, la regina Anna, sovrana dal 1702, elevò nel 1706 Giorgio Ludovico al ruolo di cavaliere dell'Ordine della Giarrettiera e poco dopo lo nominò duca di Cambridge, conte di Milford Haven, visconte Northallerton nella contea di York e barone Tewkesbury nella contea di Gloucester.

Dal 1714 la salute della regina Anna iniziò sempre più a declinare, e gli Whigs inglesi al governo, che sostenevano l'ascesa della casata di Hannover al trono inglese, ritennero opportuno per il figlio di un erede al trono che egli vivesse stabilmente in Inghilterra a salvaguardia della successione protestante alla morte di Anna. Giorgio, in quanto pari del regno, era inoltre tenuto a prendere parte regolarmente alle sessioni della Camera dei Lord. Anna e il padre di Giorgio non erano concordi con quest'idea e lasciarono Giorgio e Carolina a vivere in Germania.Van der Kiste, p. 30.

Quando la regina Anna morì, suo padre Giorgio divenne re di Gran Bretagna con il nome di Giorgio I e fu solennemente incoronato nell'abbazia di Westminster il 1º agosto 1714. Giorgio Augusto divenne automaticamente Duca di Cornovaglia, Duca di Rothesay e Conte di Carrick. Il padre lo nominò poi principe di Galles e Conte di Chester il 27 settembre 1714.

Principe di Galles Il difficile rapporto con il re

Giorgio e suo padre salparono alla volta dell'Inghilterra dal porto di Le Hague il 16 settembre 1714 e giunsero a Greenwich due giorni dopo.Van der Kiste, p. 36. Il giorno successivo, i due entrarono a Londra in una grandiosa processione cerimoniale.Trench, p. 38; Van der Kiste, p. 37. Giorgio ottenne il titolo di principe di Galles che spettava all'erede al trono inglese. Carolina seguì il marito in Inghilterra nell'ottobre di quello stesso anno con le loro figlie, mentre Federico rimase ad Hannover per essere educato da tutori privati.Thompson, pp. 39–40; Trench, p. 39. Londra era una città immensa per Giorgio: grande almeno cinquanta volte Hannover, la sola folla che presenziò al suo ingresso era pari a 500.000 spettatori.Van der Kiste, p. 37.

A luglio del 1716 il re tornò ad Hannover per un periodo di sei mesi e Giorgio ottenne i poteri di reggente con diverse limitazioni con il titolo di "Guardiano e Luogotenente del Reame" durante l'assenza del padre.Trench, pp. 63–65; Van der Kiste, p. 55. Egli si portò in visita a Chichester, Havant, Portsmouth e Guildford nell'Inghilterra meridionale.Van der Kiste, p. 59. Cenò al Palazzo di Hampton Court.Black, George II, p. 45; Thompson, p. 47. Vi fu anche un attentato alla sua vita presso il Teatro Reale di Drury Lane, che però andò fortunatamente fallito e che non fece altro che aumentare la sua popolarità.Van der Kiste, p. 61.

Il rapporto che il principe Giorgio aveva con suo padre era sempre stato pessimo, anche per il fatto che Giorgio I non si fidava del suo primogenito e soprattutto era geloso della sua popolarità in Inghilterra. D'altro canto Giorgio II non perdonò mai il padre per aver imprigionato sua madre e aveva fatto assassinare il suo amante perché lei, stufa del fatto che la tradisse con diverse amanti, aveva osato fare lo stesso lei stessa per ripicca.Trench, p. 75; Van der Kiste, p. 61 La nascita nel 1717 del secondogenito di Giorgio, il principe Giorgio Guglielmo, fu la goccia che fece traboccare il vaso in questa diatriba famigliare; il re, secondo l'uso dell'epoca, nominò il Lord Ciambellano Thomas Pelham-Holles, I duca di Newcastle, al ruolo di padrino al battesimo del principe neonato. Il re fu indispettito dallo scoprire che il principe di Galles, che aveva personalmente in odio il duca di Newcastle, lo aveva insultato verbalmente alla cerimonia di battesimo, al punto che il duca richiese un duello. Giorgio e Carolina, per evitare di dovere affrontare il fatto in pubblico, vennero temporaneamente confinati nei loro appartamenti per ordine del re, che successivamente bandì suo figlio dal palazzo di St. James, residenza ufficiale del sovrano inglese.Trench, p. 77. Il principe e la principessa del Galles lasciarono la corte, ma i loro figli rimasero a Londra sotto la cura personale del re.Black, George II, p. 46; Thompson, p. 53; Trench, p. 78.

Giorgio e Carolina erano però seriamente intenzionati a rivedere i loro figli e pertanto colsero delle occasioni per far loro visita in incognito nel palazzo, senza l'approvazione del re.Van der Kiste, p. 66. Quando il re venne comunque a sapere del fatto, venne costretto ad ammettere di essere stato troppo duro nei confronti del figlio e gli permise di vedere i propri bambini due volte alla settimana, permettendo poi a Carolina l'accesso incondizionato al palazzo.Van der Kiste, pp. 66–67. Quando il piccolo Giorgio Guglielmo morì nel febbraio successivo, suo padre era al suo capezzale.Trench, p. 80.

Politica di opposizione Bandito dal palazzo reale e oltraggiato dallo stesso sovrano, il principe di Galles si impegnò negli anni successivi per fare tutto quanto fosse stato in suo potere per osteggiare la politica di governo del padre. La sua residenza londinese, Leicester House, era diventata il punto di ritrovo di gentiluomini caduti in disgrazia presso il re o che non condividevano le sue linee di governo, inclusi Sir Robert Walpole e Charles Townshend. Nel 1720 Walpole, che era tornato a essere un membro del governo dopo che ne era stato allontanato nel 1717, convinse il re a reintegrare pienamente nel suo ruolo il figlio primogenito: Giorgio poté così ritornare a presenziare a tutte le cerimonie e gli furono restituiti tutti i privilegi propri dell'erede al trono inglese.

Con la Bolla della South Sea Company Robert Walpole toccò i vertici del proprio potere: fu per lui il periodo di maggior splendore politico. Assieme al suo partito Whig cementò tanto le sue decisioni nella politica britannica che per molto tempo non si videro più primi ministri tory. Avvicinandosi dunque a Giorgio I, Walpole perse con il passare del tempo il favore di Giorgio Augusto.

Re di Gran Bretagna

L'11 giugno 1727 il re Giorgio I morì mentre si trovava nella città di Hannover e Giorgio Augusto salì al trono con il nome di Giorgio II come sovrano inglese e principe elettore tedesco.

Il nuovo sovrano decise di non portarsi in Germania per il funerale del padre, fatto che anziché attirargli critiche lo fece amare ancora di più dagli inglesi che videro in tale gesto la sua volontà di non abbandonare la propria patria in un momento così delicato come il passaggio della corona.Van der Kiste, p. 97. Tra i suoi primi atti, vi fu la necessaria soppressione delle disposizioni del testamento del defunto genitore: quest'ultimo, in maniera illegale, aveva predisposto la divisione futura dei domini nelle mani della sua persona, lasciando appunto il regno di Gran Bretagna a Giorgio II e ai suoi eredi, mentre l'Hannover sarebbe passato ai futuri nipoti di Giorgio II in linea collaterale. I primi ministri di Gran Bretagna e Hannover erano favorevoli alla visione di Giorgio II di boicottare la volontà paterna in quanto inoltre consideravano illegale la prerogativa che Giorgio I aveva voluto assumere su di sé nel determinare la successione dei suoi domini che quindi rimasero in unione personale nelle mani del sovrano inglese fino alla prima metà del XIX secolo.Trench, pp. 130–131. Ovviamente gli oppositori di Giorgio II sostennero che egli non aveva i poteri legali per contraddire le disposizioni testamentarie di suo padre.Black, George II, p. 88; Cannon; Trench, pp. 130–131.

Giorgio II venne incoronato all'abbazia di Westminster l'11 ottobre 1727. George Frideric Handel ottenne la commissione di scrivere i canti per la cerimonia, tra cui il famosissimo inno Zadok the Priest.Black, George II, p. 77.