Il Centro di Documentazione di Firenze fu un'organizzazione della cosiddetta sinistra extraparlamentare che operò nella città toscana nei primi anni Settanta.

Le origini Il Centro di Documentazione di Firenze venne costituito nel 1970 a Firenze essenzialmente da collettivi di studenti delle scuole medie superiori, usciti dallo PSIUP alla fine del 1970. Il gruppo, animato alla costituzione da Loris Masi, Daniele Massa, Alvaro Masseini, Filippo Strati e Vincenzo Simoni, dopo aver tentato invano per l'ostilità del PCI e dello PSIUP di trovare una collocazione all'interno delle Case del Popolo di Firenze, aprì una sede in via dei Pepi 58 rosso.

In realtà inizialmente, il collettivo si chiamò Gruppi d'Azione Proletaria, ma dopo la morte drammatica di G. Feltrinelli la cui organizzazione clandestina aveva lo stesso acronimo (GAP), fu deciso di cambiare nome e fu allora che prese la denominazione di Centro di Documentazione.. La plausibilità del riferimento è confermata dall'effettiva attività dei Gruppi d'Azione Partigiana (GAP) di Feltrinelli tra il 1970 e il marzo 1972.

L'attività del Centro di Documentazione era fortemente caratterizzata dalla volontà di non costituire un'organizzazione partitica che si affiancasse alle tante che in quegli anni nascevano, ma di promuovere un forte movimento dal basso, che coinvolgesse anche i consigli di fabbrica, favorendo così un rinnovamento della sinistra. I collettivi studenteschi del Centro di Documentazione svolsero un ruolo rilevante nel movimento studentesco fiorentino, con una presenza significativa in molte scuole della città (fra cui il Liceo scientifico L. Da Vinci, Liceo classico Dante, istituti tecnici come il Galilei, Duca d'Aosta, ITI, ITT e molti istituti professionali).

Fra l'altro riuscirono a promuovere rapporti continuativi con alcuni Consigli di Fabbrica, in particolare con quello della STICE (Zanussi) e del Nuovo Pignone.

Il gruppo fondatore proveniva dalla componente di sinistra del PSIUP e i più giovani direttamente dai movimenti di quegli anni. Solo in parte erano espressione delle organizzazioni storiche del Movimento Operaio. Nel caso fiorentino, ma anche in quello torinese, il PSIUP fu vissuto come un "partito provvisorio" e di fatto fu un incubatore di energie di quadri politici che poi, lasciando il partito, divennero elementi dirigenti degli studenti sia medi che universitari. La stessa cosa avvenne nelle fabbriche dove la CGIL e il PCI erano egemoni, ma gli elementi di punta dei Consigli di Fabbrica, quasi mai provenivano dai partiti della sinistra storica.

II Movimento Studentesco che fino al 1970/71 aveva mostrato grande creatività, al momento di darsi forme organizzative che ne assicurassero la continuità politica, invece di guardare ancora una volta in avanti, le cercò nel passato e si frantumò in una galassia di gruppi di estrema sinistra spesso in conflitto fra loro. In quel contesto, la forma partito tradizionale veniva percepita come obsoleta e inadatta a contenere la radicalità dei nuovi movimenti di massa.

I membri del Centro di Documentazione, consapevoli di questo, dettero vita ad una forma organizzativa originale, anch'essa "transitoria", che si poneva come servizio ai vari collettivi studenteschi, operai e di quartiere. Una struttura aperta, inclusiva, senza gerarchie interne che accoglieva ed organizzava coloro che si ponevano in una logica di conflittualità radicale nei luoghi di lavoro e di studio. Ciclostili, macchine da scrivere, una stamperia erano a disposizione di gruppi organizzati che avevano comunque bisogno di sedi e luoghi di aggregazione politica nei quali coordinarsi, consigliarsi, confrontarsi.

Se si vuol ritrovare la matrice ideologica di questa componente politica importante del panorama fiorentino, essa può essere nella concezione del partito di Rosa Luxemburg, nel comunismo consiliare degli anni Venti del Novecento e poi soprattutto nell'insegnamento di Panzieri, Morandi, Emilio Lussu e Lelio Basso, per i quali l'organizzazione deve nascere dall'interno dei luoghi di lavoro e di studio e non da una coscienza esterna.

A Firenze come un po' dappertutto il movimento studentesco antigerarchico e assemblearista (le decisioni devono essere prese in assemblea e non nella segreteria di un partito) fece piazza pulita delle vecchie organizzazioni studentesche. L'UGI (Unione Goliardica Italiana) si sciolse nel 1968, e la FGCI (l'organizzazione giovanile del PCI) toccò in quegli anni il minimo storico degli iscritti e i suoi aderenti solo raramente prendevano la parola nelle Assemblee.

Accanto ai collettivi studenteschi contribuirono all'esperienza del Centro di documentazione seppur in misura diversa e con rapporti mutevoli nel tempo molti collettivi di quartiere (S. Frediano, Lippi, S. Croce, ecc.) e un collettivo operaio composto da numerosi operai e delegati delle fabbriche fiorentine.

I militanti del Centro dedicarono non pochi sforzi anche ad allargare la rete dei rapporti politici fuori della cerchia cittadina, collaborando con gruppi e collettivi toscani (fra cui i collettivi operai di Signa, della Val Bisenzio e di Colle di Val d'Elsa), ma anche con esperienze simili in altre parti d'Italia, in particolare con la Sinistra Studentesca di Torino e con l'omonimo Centro di documentazione sempre di Torino.

La crisi del gruppo originario e lo sviluppo di nuove esperienze

L'adesione ai gruppi della sinistra extraparlamentare

Dopo qualche anno, parte del nucleo costituente, considerata conclusa la fase politica susseguente alla crisi dello PSIUP che aveva portato alla uscita da quel partito, partecipò alla costruzione del Nuovo PSIUP e successivamente del Partito di Unità Proletaria. Altri confluirono in altri gruppi, in particolare Lotta Continua e Avanguardia Operaia.

Un nuovo centro di documentazione Un gruppo continuò invece sul percorso originario, con un'importante presenza nelle scuole superiori (organizzata nel Collettivo studentesco di lavoro politico, molto attivo nelle scuole professionali ma anche in alcuni licei e istituti tecnici) e con alcuni collettivi di quartiere. In particolare questo avvenne nei quartieri di Campo di Marte, Pignone-Monticelli e S. Jacopino dove, accanto ad un impegno su vari aspetti della vita della città e dentro i vari comitati di quartiere, ci fu il tentativo di stabilire un rapporto organico con la classe operaia di molte piccole fabbriche e laboratori artigiani di quelle zone. L'attività dei collettivi fu sorretta da alcune semplici analisi sulla situazione economica e sociale italiana e fiorentina, non prive, però, di intuizioni significative e di una qualche originalità sul ruolo della piccola impresa nel capitalismo italiano e sull'importanza del cosiddetto "decentramento produttivo" nell'ambito dei processi di ristrutturazione industriale in atto. Il risultato politico fu complessivamente modesto, ma con alcune significative eccezioni che videro i militanti dei collettivi stringere rapporti importanti con operai e delegati sindacali di piccole aziende metalmeccaniche, della pelletteria o del commercio. Anche in quest'ultima fase il centro di documentazione di Firenze mantenne rapporti significativi con realtà analoghe in Toscana come Circolo La Comune del Mugello (fra l'altro nel 1975 i due gruppi promossero e pubblicarono insieme un volume sulla lotta partigiana in provincia di Firenze: Più in là : ventitré partigiani sulla lotta nel Mugello a cura del Circolo La comune del Mugello e del Centro di documentazione di Firenze) ed altre parti d'Italia, in particolare a Roma e Torino.

Fine anni Settanta e inizio degli anni Ottanta: l'esaurirsi di una esperienza politica

Il declino definitivo di questa esperienza coincise con la generale crisi dei movimenti e dei gruppi della sinistra radicale e con l'esplodere degli anni di piombo. Successivamente il Centro di documentazione abbandonò il ruolo di riferimento di collettivi studenteschi, assumendo nel 1984 un reale ruolo di documentazione, contribuendo così alla nascita del Centro studi politici e sociali, nel quale confluirono tutti i fondi documentari conservati nel Centro stesso e che trovò la prima sede proprio nei locali che per quasi quindici anni avevano ospitato l'attività del Centro, contribuendo così alla nascita dell'Archivio Storico "Il sessantotto" che oggi ha sede a Firenze in via G. Orsini 44.

Note

Bibliografia Pubblicazioni, articoli e saggi

Nazionale (PSIUP)

Area Fiorentina

Area Torinese

Sinistra Sindacale (Generale e Fiorentina)

Movimento Studentesco ed Extraparlamentare (Firenze)

Fonti d'archivio (inventari online)

Area Fiorentina

Area Torinese

Categoria:Associazioni politiche italiane del passato Categoria:Storia di Firenze Categoria:Sessantotto