L'elenco di abbreviazioni e segni convenzionali e la bibliografia si trovano in Toponimi celtici d'Italia.
Poleonimi localizzati (A-L)
Airuno (Lc). Forse da *eburunum, con suffisso (diminutivo?) -unum. Attestazioni: Airuno, Eiruno (1188). → Inveruno. [II] Albenga (Sv). Toponimo in ligure: Arbénga. Dal latino Albíngaunum < Album Ingaunum < ligure *album (<*-om) ʿcittà capoluogoʾ + genitivo plurale ligure in -um < *-om dell'etnonimo Ingauni, formato da *ing- (base priva di corrispondenze d'ambito indeuropeo) + suffisso -auno- (comune a diversi etnonimi d'area gallo-ligure) [G. Petracco Sicardi (1981), (1990)]. P. De Bernardo Stempel ha proposto per Ingauni una possibile origine celtica, da *Pingamnī ʿquelli tatuati o Pictiʾ. Il suffisso -uno-, da un più antico -mno- o -mh1no-, ha probabilmente un valore participiale medio-passivo, come in Anauni, cfr. Anàunia (X. Delamarre). Quanto a Album, A. Falileyev rinvia al celtico «albo/ā- ʿbiancoʾ» < indoeuropeo *h2elbʰ- (gallico albos, albios, albanos ʿmondo più in alto, cieloʾ < ʿbiancoʾ); cfr. antico celtico Albion, antico irlandese Albu, Alba ʿBritanniaʾ, antico gallese elbid ʿmondoʾ. Attestazioni: Ἀλβίγγαυνόν ἐστι [...] Λίγυες Ἴγγαυνοι (Albíngaunón esti [...] Lígues Íngaunoi) (Strabone, IV, 6, 1), Album Ingaunum (Plinio, III, 48), Albingaunum (Tacito, Hist., II, 15; Pomponio Mela, II, 4, 72), Albingauno (Tabula Peutingeriana 2, 4; Itinerario Antonino, 503, 1); in Albingano (IX sec.). [I] Alduno (Santa Maria Hoè, Lc). Forse dal gallico *Allo-dūnon ʿSecondo forteʾ, dal celtico *allos ʿaltro, secondoʾ < *alnos (X. Delamarre). → Duno. Ambria (Zogno, Bg). → Ambria. Ambria (Piateda, So). → Ambria. Ambriola (Costa di Serina, Bg). → Ambria. Andes (Virgilio, Mn). Luogo natale del poeta Virgilio, corrisponde alla località di Pietole Vecchia. Il toponimo latino Andes viene connesso a nomi di origine gallica (Andes, Andia, Ande-carus, Ande-cavi...) formati con la particella intensiva ande-, andi-, and- ʿmolto, grandeʾ, e ai nomi con base Andet- (ʿdi Andesʾ?) delle iscrizioni venetiche incise sui ciottoloni patavini n. 26, 28, 21 [cfr. A. L. Prosdocimi, in Aa. Vv. (1991): pp. 58–9]. Potrebbe però non essere celtico (A. Falileyev). [I] Andorno Micca (Bi). Attestata la forma Andurnus in un atto di donazione del 963. D. Olivieri ha ipotizzato un'«alterazione» del nome di persona *Adornus oppure una «competizione» ad / in > an + la voce tardo-latina dornus [o anzitutto durnus] < gallico durnos ʿpugnoʾ; cfr. il piemontese dorgna ʿbernoccolo, protuberanzaʾ e Vandorno, frazione di Biella (A. Rossebastiano). → Dorno. [II] Anzo (Framura, Sp). Dal toponimo antico Antion: μέχρι Ἀντίου (méchri Antíou) (Periplo dello Pseudo-Scílace, 4). È omonimo di Antium, greco Ántion, attuale Anzio (Roma); Antium è poleonimo di etimo incerto. Si sono proposti per Antion un'origine latina o greca [ἄντιος (ántios) ʿposto di fronteʾ], il significato di ʿpromontorioʾ, e un raffronto con i toponimi Ànzola (Bedonia, Pr), Anzòla dell’Emilia (Bo), Anzòla d’Ossola (Vb), Àntola (Ge, Al) [G. Petracco Sicardi (1981)]. Secondo A. Falileyev potrebbe forse risalire al celtico anto- ʿlimite, confineʾ [anto-, antu-, anti- ʿestremità, limiteʾ < indoeuropeo *h2ent-; cfr. nomi di persona gallici quali Anteios, Antia, Antullus (X. Delamarre)]. [I] Anzòla d'Ossola (Vb). Probabilmente da *Anteola, *Antiola, diminutivi dei nomi di persona romani di origine gallica Antius, Antia; cfr. la serie di toponimi francesi Ance, Anse, Ancey e simili, dal prediale *Antiācus (A. Rossebastiano). → Anzo Anzòla dell'Emilia (Bo). Da confrontare con Anzòla d’Ossola, per D. Olivieri dai nomi di persona latino Antius, Antia (C. Marcato). Attestazioni: Unzola (1043), Unciola (1055), Unciole (1157). → Anzo. [II] Ardéna (Brusimpiano, Va). Da associare al nome di montagna e foresta Arduenna, dal gallico arduo- ʿaltoʾ. Cfr. Arduenna (silua) ʿForesta delle Ardenneʾ (Giulio Cesare, De bello Gallico, V, 3 e VI, 29) e Ardenna (Venanzio Fortunato, Carmina, 7, 4); antico irlandese ard ʿalto, grandeʾ, gallese ardd ʿcollinaʾ, antico bretone ard, art ʿelevatoʾ, latino arduus ʿripido, arduoʾ. Ardènno (So). → Ardéna. Arelica (Peschiera del Garda, Vr). Da gallico are- ʿdavanti, vicinoʾ + lic(c)ā ʿpietra piatta, lastraʾ (ʿfalesia?ʾ); con il possibile significato di ʿdavanti alla falesiaʾ o ʿad est della lastra di roccia di Sirmioneʾ; cfr. antico irlandese lecc, gallese llech, bretone lec'h ʿpietra piatta, lastra, pietra sepolcraleʾ < celtico *liccā. Oppure da are- + *lik- ʿesser umido, scorrevoleʾ, forse celtico (A. Karg); cfr. gli idronimi Licus ʿGailʾ, ʿLechʾ. Attestazioni: Arilica (iscrizione), Arelica (Tabula Imperii Romani), In collegio naviculariorum Arelicensium (iscrizione), Ariolica (Tabula Peutingeriana, I, 4 e II, 4), Ariolita (Cosmografia ravennate, IV, 30). [I] Arlate (Calco, Lc). Probabilmente dal gallico *Are-late ʿdavanti alla paludeʾ < are- ʿdavanti, vicinoʾ + *lăti- ʿpaludeʾ; cfr. il poleonimo Arelate > Arles (Francia), il gallese llaid ʿfangoʾ, l'antico irlandese laith ʿpaludeʾ. Attestazione (non è sicuro però sia da riferirsi ad Arlate): in loco ubi dicitur Arcelate (1086). Arluno (Mi). Secondo l'Olivieri più probabilmente dal nome di persona *Are-lunus o dal gallico *Arelli-dūnum (o simile) che non dal nome di persona Arulone. Attestazione: Arluno (XIII sec.). → Duno. [II] Arnago (Malè, Tn). Secondo G. Rohlfs prediale in -acus dal nome di persona gallico *Arnos (documentato Arnius). [III] Artò (Madonna del Sasso, Vb). «Posto in uno stretto pianoro, una vallecola» (M. T. Vigolo). Quindi tale toponimo più probabilmente deriva dal latino ar(c)tus ʿstrettoʾ che non dal celtico arto- ʿorsoʾ. → Artogne e Artegna. Artogne (Bs). Secondo D. Olivieri, forse dal latino ar(c)tus 'stretto' (sorge infatti su uno ʿstretto pianoroʾ) oppure da un gentilizio romano Artinius. Non si può però escludere del tutto una derivazione dal celtico arto- ʿorsoʾ, anche attraverso un nome di persona gallico in Art(o)-. Cfr. Artegna. Attestazione: Artonie (1041). [II] Arzago d'Adda (Bg). Dial. arsàk. Prediale in -acus forse dai nomi di persona latini Arcius, Arsius o Artius. Per G. Rohlfs invece dal nome di persona gallico *Artios (documentati Artius, Arto), dal gallico arto-, arte- ʿorsoʾ. Attestazioni: Arciacus (774), in Arciaco (983), villa plebe Artiago (sec. XIII). [III] Ausugum (Tn). Nome antico di Borgo Valsugana. Toponimo prelatino, forse di origine celtica, da *auso- < *h2eus- ʿfar defluire, drenare, far uscire (acqua) ʾ + *-uko- (A. Falileyev). Potrebbe anche collegarsi al celtico *aus- ʿorecchioʾ, tema scomparso in brittonico, ma presente nell'antico irlandese au ʿorecchioʾ (< *ausos) e con tutta probabilità nell'onomastica di origine gallica: Ausus, Ausios, Ausius, Ausicus, Ausua ecc. Si ipotizza perciò un *Ausucum < *aus- + suffisso -uco- [un suffisso gallico parallelo ad -aco-, -ico- ecc. (G. B. Pellegrini)], quindi col possibile significato di ʿpodere di Ausoʾ (o, se nome personale, ʿdalle grandi orecchieʾ; cfr. Ossuccio). Attestazioni: Ausugum (Itin. Anton.), Alsuca (con passaggio au > al, in Paolo Diacono, 3, 31), Vallis Sugana (1160), Burgo de Vallesugana (1307), de Burgo Ausugii (1375), burgus Sugi, contrata Sugi (385). [I] Avenza (Massa Carrara). Dall'idronimo antico Aventia (oggi Carrione) della Tabula Peutingeriana (IV, 1), verosimilmente da ritenersi ligure o celtico. Aventia corrisponde alla voce *auantia, *auentia ʿfiume, sorgenteʾ, che risulta diffusa in diversi Paesi d'Europa, in quanto, con tutta probabilità, appartenente allo strato indoeuropeo più antico (“europeo antico”). *Auentia sarebbe dunque preceltica e potrebbe essere entrata nel gallico come idronimo (X. Delamarre). Per G. B. Pellegrini risalirebbe all'indoeuropeo *av-/*au- ʿfonte, corso di fiumeʾ. Cfr. i toponimi Avance (Hautes-Alpes) < Avanza (1190) e Avançon (Hautes-Alpes) < *avantion (oltre a un altro Avançon nelle Ardenne), Vence (Drôme) < Avensa (1298), Vence (Isère; Ardennes), Avenches (Vaud, Svizzera) < Aventicum, Avantà (Lituania), Ewenni (Galles), e forse Venzone; il teonimo Aventia (Deae Aventiae, in iscrizione di Avenches). [I] Baginas, Vicus (Bastia Mondovì, Cn). Toponimo attestato nella Tabula Imperii Romani, Foglio L 32 (Roma 1966), 143. Corrisponde alla frazione Villero di Bastia Mondovì. Se di origine celtica, Baginas potrebbe identificarsi con il gallico *bāgīnā ʿfaggetaʾ < *bāgo- ʿfaggioʾ < indoeuropeo *bhāgos (A. Falileyev), più che non derivare da una base bag- ʿbattersiʾ (cfr. Bene Vagienna). [I] Bardello (Va). Dial. bardèl. Sul fiume omonimo. Forse dal nome di persona Bardo, di origine germanica (C. Marcato). Oppure di origine celtica, cfr. i nomi di persona Bardus e Bardo, dal gallico bardos ʿbardo, poetaʾ. Attestato Bardellus (latino ecclesiastico). Barèggio (Mi). Dial. baréč. Secondo D. Olivieri, dal preromano bar- ʿrovo, spinoʾ + i suffissi -etum (collettivo) e -iculum (C. Marcato). Cfr. anche Barazzetto. Attestazioni: Baradeglum (1146, 1150, 1185), Baradiglum (1151, 1152), Badaregium (1176), Baradegium (1171), Baradegio (1346). [IV] Barolo (Cn). Dal nome di persona gallico Baro [meglio Barrus, Barra] (G. D. Serra) (però il suffisso risulta insolito come formante prediale) o dal prelatino *barros ʿsterpetoʾ (D. Olivieri); o piuttosto dal gallico *barros ʿcimaʾ [e ʿaltura, sommitàʾ], poiché il centro sorge su un colle (G. Rohlfs). A. Rossebastiano ipotizza una prima sequenza *barrŭlus (*barro- + suffisso diminutivo -ŭlus) + suffisso aggettivale -eus, poi -ius > *Barruleus ʿluogo della piccola cimaʾ > *Barrulius > Barroglius, Barolius (dal 1200), Barrolius (dal 1202) > Barolus; e una seconda [*Barr-eus + -ŏlus > *Barreŏlus?] *Barréolus, *Barrìolus > *Barriòlus > Barolus (1383) > Barolo. [II] Barone Canavese (To). In epoca medievale: Barronum (dal 1100) e Baronum (dal 1208). Deriverebbe dalla voce prelatina *barros ʿsterpetoʾ (D. Olivieri); l'attuale forma può dipendere da una reinterpretazione paretimologica sulla base del nome di persona Barone (A. Rossebastiano). Cfr. altresì Barazzetto. [IV] Bedonia (Pr). Dal toponimo antico Bitunia (saltum Bituniam, saltus praediaque Bitunias) registrato nella Tabula Alimentaria di Veleia, con esito -ŭ- > -o-. Si tratta di un prediale in -i̯o- dal nome di persona gallico Bitunus o dal gentilizio Bitunius [G. Petracco Sicardi (1981)]Improbabile la derivazione dal nome di persona latino Bitonius ipotizzata da D. Olivieri. Senza appropriati riscontri toponimici quella formulata da G. Devoto (e G. B. Pellegrini): < *gʷetu- ʿterreno argillosoʾ; cfr. antico indiano jatu ʿgommaʾ e anglosassone cwidu ʿresinaʾ.. Bitunus e Bitunius sono formati dalla base celtica bitu- ʿmondo viventeʾ < *gʷi-tu- < indoeuropeo *gʷeih3- ʿvivereʾ; cfr. nomi di persona gallici quali Bitus, Bitumus, Bitunia, l'antico irlandese bith, l'antico cornico, l'antico bretone bit, il bretone bed ʿmondoʾ, l'etnonimo Bitu-riges ʿRe del Mondoʾ > Bourges e Berry. Attestato Bedonia nel 1285. [I]