Un sistema informativo direzionale (in inglese management information system o management support system) è la componente del sistema informativo aziendale destinata a produrre le informazioni di sintesi utilizzate dal management per la pianificazione, il controllo di gestione e le decisioni non ripetitive, distinguendosi dai sistemi di supporto operativo che gestiscono le transazioni correnti dell'impresa.
Nella tradizione degli studi di economia aziendale e informatica gestionale, tale componente è ricondotta al livello direzionale delle attività aziendali teorizzato da Robert N. Anthony, che nel 1965 distinse la pianificazione strategica, il controllo direzionale e il controllo operativo come tre ambiti con esigenze informative differenti.
Definizione e caratteri distintivi Nella letteratura italiana il sistema informativo direzionale è descritto come un «sistema informativo» che produce reporting direzionale per il vertice aziendale, ha come supporto hard un impianto quantitativo-monetario fondato su obiettivi (tipicamente la contabilità analitica e il budget) e come supporto soft una filosofia organizzativa basata sulla responsabilità dei manager e sulla accountability.
Rispetto ai sistemi di supporto operativo — che registrano in modo puntuale e ripetitivo eventi come ordini, fatture, movimenti di magazzino o presenze del personale — il sistema informativo direzionale si caratterizza per: orizzonte temporale prevalentemente pluriennale, annuale o infra-annuale, con dati aggregati per periodo, area organizzativa, prodotto o mercato; utenza tipicamente costituita da direzione generale, direzioni di funzione, controller e responsabili di unità di business; fabbisogno informativo semi-strutturato o non strutturato, con richieste ad hoc che non possono essere completamente previste in fase di progettazione; prevalenza dell'elaborazione analitica e della visualizzazione rispetto alla registrazione delle transazioni.
Fanno tipicamente parte del suo perimetro il sistema di reporting periodico, gli strumenti di budget e forecasting, la balanced scorecard e altri sistemi di misurazione della performance, il monitoraggio degli indicatori chiave di prestazione e i cruscotti sintetici (dashboard) destinati alla direzione.
Evoluzione storica La riflessione teorica sui sistemi informativi rivolti al management ha origine negli Stati Uniti tra gli anni sessanta e settanta del XX secolo con il concetto di management information system (MIS), inizialmente centrato sulla produzione di reportistica periodica basata sui dati contabili e operativi.
Alla fine degli anni settanta, John F. Rockart della Sloan School of Management del MIT propose il metodo dei critical success factors per identificare le informazioni realmente necessarie ai vertici aziendali, riorientando la progettazione dei sistemi direzionali dai dati disponibili ai fabbisogni informativi effettivi del top management.
Negli anni ottanta si consolida l'ambito dei decision support system (DSS), sistemi interattivi che aiutano il decisore a risolvere problemi semi-strutturati integrando dati, modelli quantitativi e interfaccia utente, mentre gli executive information system (EIS) diventano il canale privilegiato per fornire informazioni sintetiche ai livelli apicali.
A partire dagli anni novanta, la diffusione delle basi dati direzionali dedicate — i data warehouse teorizzati fra gli altri da William H. Inmon — e l'affermarsi dell'analisi multidimensionale OLAP hanno reso possibile analizzare grandi volumi di dati storici a fini di reportistica e di analisi.
Con l'inizio del XXI secolo il perimetro tecnologico è stato progressivamente inquadrato nel concetto di business intelligence (BI): un insieme di tecniche e strumenti software per raccogliere, integrare e trasformare dati grezzi in informazioni rilevanti, che si appoggia ai data warehouse, agli strumenti OLAP e ai dashboard come interfacce di interrogazione delle basi di dati. Alla BI classica si sono aggiunti negli anni successivi la self-service analytics, l'analisi predittiva basata su tecniche di data mining e di apprendimento automatico e la diffusione dei big data e dei data lake, abilitati dalla crescita della capacità di calcolo e del cloud computing.
Architettura e componenti Un sistema informativo direzionale si articola tipicamente in più strati logici, ricorrenti nelle architetture di BI e data science: livello sorgente, costituito dai sistemi transazionali dell'azienda — ERP, CRM, sistemi di controllo di produzione, applicazioni verticali — e da dati provenienti dall'esterno (mercato, benchmark, dati pubblici); livello di integrazione, in cui i dati vengono estratti, ripuliti, riconciliati e caricati attraverso procedure di ETL o di data ingestion nel repository analitico; livello di memorizzazione analitica, rappresentato dal data warehouse aziendale, dai data mart tematici e, per volumi elevati e dati eterogenei, dai data lake basati su piattaforme distribuite e su servizi in cloud; livello di elaborazione e analisi, che comprende strumenti OLAP, modelli statistici, tecniche di data mining e di apprendimento automatico e strumenti di analisi predittiva; livello di presentazione, costituito da reportistica strutturata, cruscotti (dashboard) e strumenti di visualizzazione dei dati per il monitoraggio degli indicatori chiave di prestazione.
A questi si affiancano, in modo trasversale, funzioni di gestione dei metadati, controllo della qualità del dato, sicurezza e profilazione degli accessi.
Contenuti informativi tipici I contenuti gestiti dal sistema informativo direzionale comprendono in via prevalente indicatori sintetici di performance economico-finanziaria, operativa e commerciale, tra i quali: indicatori di redditività, come il ROI, il ROE e il ROS; indicatori di equilibrio finanziario e di liquidità; indicatori operativi di produttività, qualità e servizio (tempi di attraversamento, tassi di difetto, livelli di servizio); indicatori commerciali e di marketing (quote di mercato, tassi di conversione, customer satisfaction, churn); indicatori strategici sintetizzati in strumenti multidimensionali come la balanced scorecard, che collega la prospettiva economico-finanziaria a quella dei clienti, dei processi interni e dell'apprendimento organizzativo.
L'obiettivo del sistema, dal punto di vista aziendale, è supportare il perseguimento del vantaggio competitivo tramite l'individuazione tempestiva delle variabili critiche di successo e il monitoraggio strutturato degli scostamenti rispetto agli obiettivi di budget.
Rapporti con altri sistemi aziendali Il sistema informativo direzionale è funzionalmente distinto ma tecnologicamente integrato con i principali sistemi transazionali dell'impresa. In particolare: si alimenta prevalentemente dai sistemi ERP, che coprono processi come approvvigionamenti, vendite, contabilità e gestione del magazzino, e dai sistemi CRM per i dati commerciali; si integra con il sistema di contabilità generale e con la contabilità analitica per l'elaborazione del reporting economico e per l'analisi degli scostamenti dal budget; condivide dati e infrastrutture con soluzioni di enterprise performance management e di corporate governance, a supporto della pianificazione strategica e del controllo di gestione.
La progressiva diffusione di modelli di erogazione in software as a service e delle infrastrutture in cloud ha reso più flessibile il consumo di strumenti di reportistica e analisi anche da parte di aziende di dimensioni contenute.
Sistemi informativi direzionali nella pubblica amministrazione Nella pubblica amministrazione italiana i sistemi informativi direzionali si sono sviluppati in stretta connessione con la disciplina dei controlli interni e del controllo di gestione. Il decreto legislativo 30 luglio 1999, n. 286 ha imposto a ciascuna amministrazione di dotarsi di strumenti di controllo di regolarità amministrativa e contabile, controllo di gestione, valutazione della dirigenza e valutazione e controllo strategico, definendo per ognuno di essi le unità organizzative competenti, le procedure di determinazione degli obiettivi e la reportistica di supporto ai vertici politico-amministrativi.
La cosiddetta riforma Brunetta, attuata con il decreto legislativo 27 ottobre 2009, n. 150, ha successivamente delineato un ciclo di gestione della performance basato sulla definizione di obiettivi triennali e annuali, sulla loro misurazione e valutazione e sulla rendicontazione ai cittadini, imponendo di fatto la disponibilità di sistemi informativi in grado di raccogliere e sintetizzare gli indicatori di performance organizzativa e individuale.
A partire dal 2022 il Piano integrato di attività e organizzazione (PIAO), introdotto dall'articolo 6 del decreto-legge 9 giugno 2021, n. 80, ha assorbito in un unico documento di programmazione e governance i preesistenti piani della performance, del fabbisogno del personale, della parità di genere, del lavoro agile e dell'anticorruzione, richiedendo alle amministrazioni pubbliche una base informativa integrata a supporto della programmazione e della rendicontazione.
Sul versante contabile-finanziario, il Ministero dell'economia e delle finanze gestisce, per il tramite della Ragioneria generale dello Stato, il Sistema informativo sulle operazioni degli enti pubblici (SIOPE), al quale le amministrazioni trasmettono quotidianamente attraverso i tesorieri i dati di tutti gli incassi e i pagamenti; il sistema, disciplinato in particolare dall'articolo 14 della legge 31 dicembre 2009, n. 196, alimenta la relazione mensile sul conto consolidato di cassa e costituisce una delle principali basi informative direzionali della finanza pubblica. Dal 2018 il sistema è stato evoluto in SIOPE+, che affianca all'invio dei dati anche la trasmissione telematica degli ordinativi di incasso e pagamento in formato standard, incrementando tempestività e granularità dei dati direzionali disponibili al centro.
Sul piano organizzativo e delle infrastrutture digitali, l'Agenzia per l'Italia digitale elabora e aggiorna periodicamente il Piano triennale per l'informatica nella Pubblica Amministrazione, che orienta scelte e investimenti degli enti pubblici in materia di servizi, piattaforme, dati, intelligenza artificiale, infrastrutture e sicurezza. L'edizione 2024-2026, aggiornata negli anni successivi, ha introdotto specifiche linee di azione su qualità del dato, intelligenza artificiale, dematerializzazione documentale e monitoraggio della gestione documentale, elementi che incidono direttamente sulle basi informative direzionali della PA.
Completano il quadro numerose piattaforme trasversali di natura direzionale, tra cui la Banca dati delle amministrazioni pubbliche (BDAP) gestita dal MEF a supporto del monitoraggio della finanza pubblica e degli investimenti, il sistema NoiPA per l'amministrazione del personale delle amministrazioni centrali e la piattaforma PagoPA per i pagamenti verso la PA, i cui dati alimentano in modo crescente cruscotti di monitoraggio a livello centrale e locale.
Aspetti organizzativi e di governo La letteratura specialistica sottolinea che l'efficacia di un sistema informativo direzionale dipende in misura significativa da fattori organizzativi: la definizione delle responsabilità per la produzione dei dati, la coerenza fra sistema di controllo di gestione e struttura organizzativa, la qualità dei processi di alimentazione, l'esistenza di un linguaggio comune sugli indicatori e sulle regole di calcolo.
Un ruolo centrale è tradizionalmente svolto dal controller, a cui spettano la progettazione del sistema, la definizione del quadro delle responsabilità, la manutenzione delle regole contabili sottostanti e l'assistenza ai responsabili di linea nell'interpretazione dei dati.