Hunky Dory è il quarto album in studio dell'artista inglese David Bowie, pubblicato nel 1971 dalla RCA Records e ristampato su compact disc per la prima volta nel 1985.
Così come l'album precedente, anche Hunky Dory fu apprezzato dalla critica ma non riscosse inizialmente un grande successo commerciale e venne rivalutato solo nel 1972 con la svolta di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, arrivando al 3º posto nella classifica inglese oltre un anno e mezzo dopo la sua pubblicazione.
Hunky Dory si trova al 108º posto nella lista dei 500 migliori album della rivista Rolling Stone, al 3º posto in quella di NME, al 7º posto nella "All Time Top 100" di Melody Maker e al 25º posto nella classifica dei migliori album di sempre della rivista Mojo.
Storia
Inserito cronologicamente tra l'hard rock occultista di The Man Who Sold the World e la fantascienza glam di The Rise and Fall of Ziggy Stardust and the Spiders from Mars, Hunky Dory presenta tutti gli elementi chiave della musica di Bowie ed è considerato il suo primo autentico "classico". Quello che il critico Stephen T. Erlewine ha definito «un assortimento caleidoscopico di stili pop uniti insieme dal senso visionario di Bowie, un vasto melange cinematografico di arte alta e bassa, sessualità ambigua, kitsch e classe».
Alla fine del 1970 Bowie iniziò a registrare alcuni demo negli studi londinesi di Radio Luxembourg e a provare molto del materiale che avrebbe convogliato su Hunky Dory, tra cui Oh! You Pretty Things. Il general manager e cofondatore della Chrysalis Records Bob Grace ha affermato in seguito: «Improvvisamente tutte queste grandi canzoni cominciarono ad apparire. Usavamo fare tutti i demo allo studio Radio Luxembourg perché era molto economico. Ricordo che i fili di connessione dei pickup delle chitarre non potevano essere più lunghi di pochi centimetri, altrimenti funzionavano da antenna e ricevevamo le chiamate di una vicina stazione di radiotaxi...». Dopo una breve parentesi rappresentata dal tour promozionale negli Stati Uniti, nella primavera del 1971 il cantante tornò in studio e riprese a sfornare nuovo materiale, tra cui Changes e Life on Mars?.
Tra gli strumentisti presi in considerazione ce n'erano alcuni con i quali aveva collaborato nei mesi precedenti tra cui Terry Cox, il batterista di Space Oddity, e Tony Hill che nel 1968 con David aveva fatto parte dei Turquoise, ma in breve tempo arrivò alla conclusione che c'era una persona di cui non poteva fare a meno. Bowie telefonò a Mick Ronson, che dopo la registrazione di The Man Who Sold the World era tornato a Hull, e gli chiese di portare con sé Mick Woodmansey e un bassista. La prima scelta fu Rick Kemp, che si sarebbe invece unito agli Steeleye Span, e Ronson decise di coinvolgere Trevor Bolder con il quale aveva già lavorato nei Ronno. Cominciò così a delinearsi la band che sarebbe stata conosciuta dall'anno successivo come gli Spiders from Mars.
I tre si trasferirono nella residenza edoardiana di Bowie a Haddon Hall per provare le nuove composizioni e il cantante decise di sfruttare la sessione BBC del 3 giugno come vetrina per la sua crescente cerchia di musicisti e per alcune nuove canzoni tra cui Kooks. Dopo l'apparizione al Glastonbury Fayre del 23 giugno il gruppo si trasferì ai Trident Studios e l'incisione di Hunky Dory continuò per tutta l'estate.
Un altro inserimento nella formazione fu quello del tastierista Rick Wakeman, con cui Bowie aveva già collaborato per Space Oddity e che avrebbe in seguito contribuito al successo degli Strawbs e degli Yes. «Mi invitò nella sua casa di Beckenham», raccontò in seguito, «mi disse di suonare tutte le note che volevo. Le canzoni erano incredibili, Changes, Life on Mars?, una dopo l'altra. Disse che voleva arrivare all'album partendo da una diversa angolazione, che le voleva basate sul pianoforte. Così mi disse di suonarle come avrei eseguito un pezzo di pianoforte e che lui avrebbe adattato tutto il resto attorno».
Le registrazioni iniziarono con un intoppo dal momento che alcuni membri del gruppo non avevano imparato le canzoni. Nel documentario radiofonico Golden Years del 2000, Rick Wakeman ricordò le parole di David: «Avete avuto buona sistemazione per le prove, siete stati pagati, questa è un'ottima opportunità, e non le avete imparate. Adesso prendete la vostra roba e andate a provarle da un'altra parte, torneremo in studio quando avrete imparato le canzoni... Quando ripresero le registrazioni, una o due settimane più tardi, il gruppo era caldissimo! Erano tutti bravissimi e i pezzi fluivano a meraviglia».
Ad agosto, il nuovo manager Tony Defries organizzò la stampa di 500 copie promozionali di un vinile chiamato BOWPROMO 1A1/1B1, con canzoni di Dana Gillespie su un lato e qualche brano di Bowie sull'altro, tra cui Bombers e le versioni iniziali di Kooks e Eight Line Poem. Defries volò a New York con il promo e in pochi giorni si assicurò un contratto con la RCA Records, il cui capo della sezione A&R Dennis Katz rimase sbalordito dal materiale. «Era teatrale, musicale, le canzoni erano eccellenti, c'era poesia vera, sembrava avere tutto»..
Sotto la tutela di Wakeman, Bowie e Ronson trasformarono la natura pianistica delle composizioni in una serie di arrangiamenti acustici, con le uniche eccezioni di Queen Bitch e dell'assolo di chitarra in Song for Bob Dylan. Abbandonato l'hard rock di The Man Who Sold the World, il talento di Mick Ronson rivelò la sua educazione classica con sontuose orchestrazioni d'archi in brani come Fill Your Heart, Life on Mars? e Quicksand. In assenza di Tony Visconti, andato a sostenere l'astro nascente Marc Bolan, David reclutò Ken Scott per mixare e co-produrre l'album. Le note di copertina riportano infatti "Prodotto da Ken Scott (assistito dall'attore)", dove l'attore era probabilmente Bowie stesso che, secondo le parole dei critici di NME Roy Carr e Charles Shaar Murray, «amava pensare a se stesso come a un attore»,. oltre a suonare la chitarra, il sax e, come ironicamente riportato sempre nelle note, "le parti meno complicate di pianoforte".
David e Mick Ronson, insieme a Bob Grace, selezionarono i brani una notte a casa di Scott. Fra quelli esclusi dalla track list definitiva c'erano How Lucky You Are, Right On Mother, incisa da Peter Noone lo stesso anno, Bombers e It Ain't Easy.
Pubblicazione e accoglienza
Hunky Dory uscì il 17 dicembre 1971, quando Bowie era già a metà strada nella registrazione dell'album successivo e stava programmando un ulteriore cambio sia d'immagine che di stile. Ciò mise in difficoltà l'ufficio marketing della RCA che non sapeva come promuoverlo, oltre ad avere dei dubbi riguardo al denaro già speso per un artista ritenuto un fenomeno da un brano solo.. La campagna promozionale che ne risultò fu un fiasco e nonostante il supporto tentato con la pubblicazione del singolo Changes le vendite furono scarse e Hunky Dory non riuscì ad entrare in classifica.
Tuttavia l'album trovò rapidamente estimatori sia nel Regno Unito che negli Stati Uniti e la stampa fu pressoché unanime nel riconoscere il talento di David Bowie. Su NME venne definito «al meglio delle sue brillanti possibilità», mentre Melody Maker ne parlò come dell'erede di Mick Jagger. Il New York Times considerò Bowie come «l'uomo intellettualmente più brillante ad aver scelto il disco a 33 giri come mezzo di espressione», riconoscendogli la capacità di riuscire a «fondere soffuse melodie pop, semplici ma efficaci, con parole e arrangiamenti pieni di mistero e oscure allusioni». La rivista Rock lo definì «l'artista più singolarmente dotato che faccia musica oggi. Ha il genio per essere negli anni settanta ciò che Lennon, McCartney, Jagger e Dylan sono stati nei sessanta».
Titolo L'origine del titolo Hunky Dory, traducibile come "eccellente", venne rivelato il 3 giugno 1971 nel corso di una sessione radiofonica alla BBC. Il general manager della Chrysalis Records, Bob Grace, raccontò di un ex ufficiale della RAF, proprietario di un pub ad Esher, il cui vocabolario «era infarcito di espressioni gergali come "prang" e "whizzo". Un'altra era "è tutto hunky-dory". Lo dissi a David e gli piacque moltissimo»..
Temi e significati
Con Hunky Dory David Bowie cominciò a manifestare il gusto della fusione tra musica e messa in scena e del prodotto sonoro come veicolo per elementi visivi teatrali, ciò che avrebbe rappresentato il suo marchio di fabbrica almeno fino a Low del 1977... Nel corso del 1971 iniziò a personalizzare il look e a capire l'importanza dei media, sfruttandoli per creare di sé l'immagine di una star. «Questo album è pieno dei miei cambiamenti e di quelli di alcuni dei miei amici», annunciò in una conferenza stampa, «è un album che mi ha aiutato a tirare fuori molti aspetti del mio modo di sentire, un sacco di schizofrenia».
Una fonte d'ispirazione fu il tour promozionale di febbraio negli Stati Uniti, grazie al quale conobbe la scena newyorkese ed entrò in contatto con realtà musicali ed estetiche diverse.. Questo è particolarmente evidente nella seconda facciata dell'album, che inizia con Fill Your Heart, cover di Paul "Biff" Rose e Paul Williams, e prosegue con omaggi a Andy Warhol, Bob Dylan e Lou Reed. «L'intero album Hunky Dory rifletteva il mio recente entusiasmo per questo nuovo continente che mi si era spalancato davanti», ha detto nel 1999. «Accadde perché ero stato negli USA... fu la prima volta che una situazione esterna mi influenzò al 100%, tanto che modificò il mio modo di scrivere e cambiò totalmente il mio modo di guardare le cose».
In brani come Queen Bitch, The Bewlay Brothers e Oh! You Pretty Things comincia anche ad emergere l'ambiguità sessuale di Bowie, anche se è probabile che questo atteggiamento facesse parte di un più ampio concetto di teatralità che lo stava rapidamente spingendo verso la creazione di Ziggy Stardust. La primavera del 1971, durante la quale vennero scritti molti dei brani di Hunky Dory, fu un periodo che lo vide abbracciare la sottocultura gay di Londra con regolari visite al Sombrero di Kensington High Street e frequentazioni dell'entourage del dress designer Freddi Burretti. Secondo la ex moglie Angela, «la gente del Sombrero cominciò quasi subito a fornirci il carburante. Il materiale su Hunky Dory veniva direttamente dalle loro vite e dai loro atteggiamenti». Il 24 aprile, spinto dalla circolazione di The Man Who Sold the World con il travestimento in copertina, David raccontò al Daily Mirror di essere «ambiguo e tutto il resto», aggiungendo di non riuscire «a respirare in un'atmosfera convenzionale... trovo la libertà solo nell'ambito della mia stessa eccentricità», il tutto con nove mesi di anticipo sulla famosa intervista pubblicata da Melody Maker in cui avrebbe dichiarato la sua presunta omosessualità.
Ma il tema del cambiamento che pervade tutto l'album portò con sé anche la consapevolezza che la gioventù e la passione vengono consumate dall'inevitabile scorrere del tempo e dalla decadenza, un timore wildeano presente in tracce come Changes, Quicksand e The Bewlay Brothers.. Hunky Dory non si limitò però a trattare l'angoscia creativa e introduce anche un elemento ottimistico con Kooks, dedicata al figlio Duncan che Angela aveva dato alla luce il 30 maggio 1971 e il cui soggetto attribuisce un senso più positivo a brani come Oh! You Pretty Things e Changes. Nel luglio 1972 Ron Ross scrisse su Words & Music: «Si tratta di canzoni di padri e figli. Oh! You Pretty Things, ad esempio, si rivolge agli adolescenti ma la voce sembra essere quella di un vecchio outsider che osserva i cambiamenti che lo stanno attraversando. D'altra parte Kooks è una canzoncina intonata sullo stile di Your Mother Should Know che tenta di sedurre un bambino a rimanere con i suoi irrimediabilmente eccentrici genitori, vale a dire Bowie e sua moglie Angie».