Presidente della Regione Siciliana dal 17 luglio 2001 al 18 gennaio 2008 e senatore della Repubblica, è stato condannato definitivamente a sette anni di reclusione per favoreggiamento personale verso persone appartenenti a Cosa nostra e rivelazione di segreto istruttorio. Recluso nel carcere romano di Rebibbia dal 22 gennaio 2011, è stato scarcerato il 13 dicembre 2015.
È stato soprannominato da alcuni giornalisti "Totò vasa vasa" ("bacia bacia" in lingua siciliana) per la sua abitudine di salutare le persone che incontra con due baci sulla guancia.
Biografia Alle medie e alle superiori ha studiato presso i Salesiani del collegio "Don Bosco Sampolo" di Palermo. Negli anni ottanta ha fatto parte del Consiglio di Facoltà e del Consiglio di amministrazione dell'Università degli Studi di Palermo in rappresentanza degli studenti e il 6 novembre 1982 si è laureato in Medicina e chirurgia con votazione di 110 e lode..
Gli inizi in politica Da studente aderisce alla Democrazia Cristiana (DC), di cui è stato delegato regionale del movimento giovanile e dirigente organizzativo in Sicilia. Nel 1980 è stato eletto consigliere comunale di Raffadali, dove ha rivestito il ruolo di capogruppo.
Alle elezioni amministrative del 1990 viene eletto consigliere comunale di Palermo nelle file della DC come secondo degli eletti dopo il sindaco uscente Leoluca Orlando.. A seguito delle elezioni regionali del 16 giugno 1991, con una buona affermazione personale ( voti di preferenza su della lista DC), diviene deputato del collegio di Palermo all'Assemblea Regionale Siciliana. In quella legislatura è stato componente della Commissione attività produttive e vicepresidente della Commissione regionale antimafia.
Il 26 settembre 1991 Cuffaro, all'epoca deputato regionale, intervenne ad una puntata speciale della trasmissione televisiva Samarcanda condotta da Michele Santoro dal Teatro Biondo di Palermo in collegamento con il Maurizio Costanzo Show e dedicata alla commemorazione dell'imprenditore Libero Grassi, ucciso dalla mafia. In quella occasione, Cuffaro - presente tra il pubblico - si scagliò con veemenza contro conduttori ed intervistati, sostenendo come le iniziative portate avanti da un certo tipo di "giornalismo mafioso" fossero degne dell'attività mafiosa vera e propria tanto criticata, e comunque lesive della dignità della Sicilia. Giovanni Falcone, presente in trasmissione, fece cenno a Maurizio Costanzo di non conoscerlo, mentre Cuffaro parlò di certa magistratura (riferendosi all'allora sostituto procuratore di Trapani Francesco Taurisano) "che mette a repentaglio e delegittima la classe dirigente siciliana", con chiaro riferimento a Calogero Mannino, in quel momento uno dei politici più influenti della Dc, che si trovava sotto indagine per rapporti con la mafia a seguito delle accuse del controverso collaboratore di giustizia Rosario Spatola. e Mannino non è mafioso e il caso viene archiviato su la Repubblica del 12 ottobre 1991, pagina 6.
Con la temporanea uscita dalla scena politica di Mannino per problemi giudiziari (accusato di concorso esterno in associazione mafiosa e successivamente assolto), Cuffaro, da sempre vicino alle sue posizioni politiche, gli subentra in ruoli di primo piano nel partito in Sicilia.
Lascia il Partito Popolare Italiano, seguendo Rocco Buttiglione, e viene rieletto nel 1996 deputato all'Assemblea regionale siciliana ( voti di preferenza su ) nella lista dei Cristiani Democratici Uniti (CDU), il nuovo partito di Buttiglione, nato dopo la scissione avvenuta nel PPI, il partito che riprese l'eredità della Democrazia Cristiana.
Dopo i primi due governi di centro destra (presidenti Provenzano e Drago), partecipa al 52° e al 53º governo regionale, guidati dal DS Angelo Capodicasa, con una coalizione di centrosinistra. Aveva, infatti, abbandonato il CDU nel 1998 per aderire all'Unione Democratica per la Repubblica e poi, dalla primavera 1999, all'UDEUR di Clemente Mastella, partito con cui si candida alle elezioni europee del 1999, ottenendo voti (risulta il candidato dell'UDEUR più votato in Italia, pur non ottenendo il seggio). Nel 1998, buona parte del CDU e del CCD avevano seguito la scissione di Mastella, determinando il "ribaltino" e la sostituzione del presidente della regione Giuseppe Drago, alla guida di una giunta di centrodestra, con Angelo Capodicasa. Nella XIII legislatura regionale infatti Cuffaro, ha rivestito la carica di assessore regionale all'Agricoltura e le Foreste nei cinque governi regionali, dal 50° al 54° durante la Giunta Provenzano di centrodestra (1996-1998), la I e II Giunta Drago di centrodestra (1998), la I e II Giunta Capodicasa di centrosinistra (1998-2000) e durante la Giunta Leanza di centrodestra (2000-2001).
Presidente della Regione Siciliana La caduta del secondo governo del presidente Capodicasa, nel 2000, determina il suo ritorno nel centrodestra e nel CDU, con l'appoggio del governo presieduto da Vincenzo Leanza, sempre come assessore all'agricoltura. Scelto dai leader siciliani del centro destra Gianfranco Micciché e Guido Lo Porto come candidato presidente della coalizione di centro-destra nella prima elezione diretta del presidente del governo regionale (che lo preferirono a Nello Musumeci), il 17 luglio 2001, è risultato eletto con il 59% dei voti, battendo altri due candidati accomunati dalla comune provenienza democristiana: Leoluca Orlando (37%) e Sergio D'Antoni (4%). Viene nominato Commissario straordinario per l'emergenza idrica e di Commissario delegato per l'emergenza rifiuti, il che gli permette di occuparsi della riorganizzazione del sistema degli acquedotti, facendo sequestrare numerosi pozzi privati e della predisposizione del piano energetico. Con il CDU ha partecipato alla fondazione dell'Unione dei Democratici Cristiani e Democratici di Centro (UDC), che ha unito a livello nazionale partiti che si richiamavano alla Democrazia Cristiana e che erano favorevoli a un'alleanza all'interno della coalizione di Silvio Berlusconi.
Eletto nell'Elezioni europee del 2004 come capolista dell'UDC nella circoscrizione Isole, ha rinunciato al seggio per mantenere il ruolo di capo del governo regionale siciliano in favore del primo dei non eletti, Raffaele Lombardo. Nel 2005 è stato nominato vicesegretario nazionale dell'UDC, quando Lorenzo Cesa è subentrato a Marco Follini nella carica di segretario nazionale. È stato rieletto presidente della Regione il 28 maggio 2006, come candidato del centrodestra e del Movimento per l'Autonomia, battendo la candidata del centrosinistra Rita Borsellino (sorella del magistrato Paolo, assassinato da Cosa nostra nel 1992) sua principale avversaria, con il 53% contro il 41,6%.
Cuffaro è stato eletto Presidente della Regione Siciliana dal 17 luglio 2001 (proclamato in data 20 luglio 2001) al 27 maggio 2006 nel primo mandato. L'articolo 9 dello Statuto speciale siciliano dal 2001 concede al Presidente regionale il potere di nominare e revocare gli Assessori da preporre ai singoli rami dell'Amministrazione regionale. Le prime nomine sono state effettuate il 21 luglio 2001. Questo Governo ha subito un unico grande rimpasto nel 2004 dopo le elezioni europee.I Giunta (Forza Italia, AN, CCD, CDU, Nuova Sicilia, Nuovo PSI, tecnici; 21 luglio 2001-12 agosto 2004) on.le Giuseppe Castiglione Vicepresidente e Assessore Regionale all'Agricoltura e Foreste; on.le Francesco Cascio Assessore Regionale al Turismo, Comunicazione e Trasporti; on.le Michele Cimino Assessore Regionale alla Cooperazione, al Commercio all'Artigianato e Pesca; prof. Ettore Cittadini Assessore Regionale alla Sanità; on.le David Costa Assessore Regionale alla Presidenza e Affari Generali; on.le Antonio D'Aquino Assessore Regionale agli Enti Locali; on.le Benedetto Fabio Granata Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione; sig.ra Marina Noè Assessore Regionale all'Industria; on.le Alessandro Pagano Assessore Regionale al Bilancio e Finanze; on.le Bartolo Pellegrino Assessore Regionale al Territorio e Ambiente; on.le Guglielmo Scammacca Della Bruca Assessore Regionale ai Lavori Pubblici; on.le Raffaele Stancanelli Assessore Regionale al Lavoro, Previdenza Sociale, Formazione Professionale ed Emigrazione II Giunta (Forza Italia, AN, UDC, Nuova Sicilia; 13 agosto 2004- 27 maggio 2006) on.le Francesco Cascio Vicepresidente e Assessore Regionale a Territorio e Ambiente; on.le Innocenzo Leontini Assessore Regionale all'Agricoltura e Foreste; on.le Carmelo Lo Monte Assessore Regionale alla Cooperazione, al Commercio all'Artigianato e Pesca; on.le Giovanni Pistorio Assessore Regionale alla Sanità; on.le Michele Cimino Assessore Regionale alla Presidenza e Affari Generali; on.le Raffaele Stancanelli Assessore Regionale agli Enti Locali; on.le Salvatore Cintola Assessore Regionale al Bilancio e Finanze; on.le Alessandro Pagano Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione; on.le Antonio D'Aquino Assessore Regionale all'Industria; on.le Benedetto Fabio Granata Assessore Regionale al Turismo, Comunicazione e Trasporti; on.le Bartolo Pellegrino Assessore Regionale al Territorio e Ambiente; on.le Mario Parlavecchio Assessore Regionale ai Lavori Pubblici.
Cuffaro è stato rieletto presidente della Regione Siciliana dal 28 maggio 2006 (proclamato in data 10 luglio 2006) al 18 gennaio 2008 nel secondo mandato consecutivo, quando si dimette anticipatamente determinando la fine prematura della XIV legislatura, la prima nella storia siciliana a concludersi prima della naturale scadenza. Le prime nomine sono state effettuate il 13 luglio 2006. Questo Governo non ha subito alcun rimpasto rimanendo intatto per tutta la XIV legislatura anche dopo le dimissioni anticipate di Cuffaro.*III Giunta (Forza Italia, UdC, AN, MpA-Nuova Sicilia, L'Aquilone-Lista Cuffaro, tecnici; 13 luglio 2006-28 aprile 2008)
on.le Nicola Leanza Vicepresidente e Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione (dal 18/01/2008 Presidente facente funzioni della Giunta regionale) ; on.le Giovanni La Via Assessore Regionale all'Agricoltura e Foreste on.le Salvatore Misuraca Assessore Regionale al Turismo, Comunicazione e Trasporti; on.le Antonio Angelo Beninati Assessore Regionale alla Cooperazione, al Commercio all'Artigianato e Pesca; prof. Roberto Lagalla Assessore Regionale alla Sanità; dott. Mario Torrisi Assessore Regionale alla Presidenza e Affari Generali; on.le Antonio D'Aquino Assessore Regionale alla Famiglia, Politiche Sociali e Autonomie Locali; on.le Benedetto Fabio Granata Assessore Regionale ai Beni Culturali, Ambientali e Pubblica Istruzione; on.le Giovanna Candura Assessore Regionale all'Industria; on.le Guido Lo Porto Assessore Regionale al Bilancio e Finanze; on.le Rossanna Interlandi Assessore Regionale al Territorio e Ambiente; mag. Agata Consoli Assessore Regionale ai Lavori Pubblici; on.le Giuseppe Scalia Assessore Regionale al Lavoro, Previdenza Sociale, Formazione Professionale ed Emigrazione (dal 14/12/2006 on.le Santi Formica)
Le dimissioni
Il 18 gennaio 2008, dopo la condanna in primo grado a 5 anni ed all'interdizione perpetua dai pubblici uffici per i reati di favoreggiamento e rivelazione di segreto d'ufficio, Cuffaro dichiara immediatamente di non essere intenzionato ad abbandonare il suo ruolo di presidente della Regione Siciliana. Nel frattempo, la pubblicazione di una serie di foto che lo ritraggono con un vassoio di cannoli, mentre apparentemente festeggia per non essere stato condannato per favoreggiamento della mafia, provoca un grande imbarazzo.
Il 24 gennaio 2008 l'Assemblea regionale siciliana respinge la mozione di sfiducia (53 voti contro 32) presentata dal centrosinistra. Nonostante il voto di fiducia del Parlamento siciliano, Cuffaro si dimette due giorni dopo, nel corso di una seduta straordinaria dell'Assemblea.