Biografia Nacque nel 1872 in un sobborgo rurale di Lubiana, terzo figlio di Andrej e di Helene Molka, il padre aveva una falegnameria, la famiglia era cattolica. Dal 1878 al 1882 frequentò le scuole elementari a Lubiana, abbandonò gli studi superiori prima di completarli e venne coinvolto dal padre nella falegnameria di famiglia. Plečnik mostrò da subito un talento nel disegno che dovette però tenere nascosto, il padre non voleva infatti "artisti" in famiglia.

Dal 1888 al 1892, tramite una borsa di studio frequentò una scuola professionale di falegnameria a Graz dove seguì le lezioni di disegno di Leopold Theyer. Si diplomò nel 1892 e proseguì la collaborazione con Theyer come disegnatore cominciata già durante gli studi. Il rapporto con Theyer in cui si mescolavano studio e attività pratica pose le basi all'approccio utilizzato in seguito nell'insegnamento, Plečnik nella sua attività di docenza diede infatti grande importanza all'aspetto pratico più che alla teoria.

Nel 1892 morì il padre, Plečnik non aveva ancora sufficiente esperienza per rilevare l'attività paterna e si trasferì quindi, un po' controvoglia, a Vienna per lavorare presso l'azienda J. W. Müller, produttore di mobili di lusso e fornitore della corte imperiale. Nel 1894, in una mostra a Vienna vide i progetti di Otto Wagner per la facciata del Duomo di Berlino e ne rimase così affascinato da decidere di studiare architettura. Nel 1895 iniziò a frequentare i corsi di Wagner all'Accademia di belle arti di Vienna dove, dopo alcune difficoltà iniziali dovute alle sue carenze teoriche, si contraddistinse come ottimo studente, nel contempo lavorò nello studio di Wagner, si diplomò nel 1898 con un progetto per la località balneare di Scheveningen, nei Paesi Bassi con il quale vinse il Rom-Preis, una borsa di studio che gli permise di viaggiare in Italia e Francia. Adolf Loos espresse delle critiche sul progetto finale ma scrisse parole di elogio per Plečnik nell'articolo che comunicava il conferimento del premio:

In Italia si interessò delle forme classiche, del rinascimento e del barocco producendo una serie di schizzi che al suo ritorno esibì, senza molto successo, presso l'Accademia.

Fedele alla sua origine slovena, alla sua fede cattolica e con un certo scetticismo nei confronti della sontuosità di quella che all'epoca era la capitale dell'Impero non condivideva a pieno né l'entusiasmo per progresso e razionalismo e nemmeno l'adesione allo spirito del tempo tipico dei secessionisti. Applicò il suo multilinguismo alla ricerca di un linguaggio architettonico proprio in cui inizialmente vi furono influenze un po' ingenue dello storicismo. Dopo il viaggio in Italia abbandonò l'architettura moderna per rivolgersi ad una visione di architettura che fosse, in primissima istanza, utile e a disposizione dell'uomo adottando un approccio rigoroso ed etico assimilabile a quello di Adolf Loos senza però l'ironia e lo spirito di esplorazione di quest'ultimo.

Aderì insieme a Wagner alla secessione ma ben presto si allontanò dal linguaggio architettonico di Wagner forse anche per l'influenza degli altri architetti cechi come Pavel Janák e in particolare di Jan Kotěra di cui era molto amico. Al rientro dall'Italia collaborò ancora brevemente con Wagner ma nel 1900 aprì uno studio proprio, acquisì fama nella progettazioni di arredi ma anche di alcune ville e palazzi. Tra le sue prime opere spicca la Zacherlhaus nel centro di Vienna il cui incarico lo salvò dal dissesto finanziario. Plečnik si era infatti dedicato alla progettazione di edifici sacri ma il suo stile non incontrava il gusto un po' conservatore del clero viennese, gli incarichi stentavano quindi ad arrivare.

Nel 1911 venne indicato dallo stesso Wagner come suo successore all'Accademia, alla nomina si oppose però l'erede al trono Francesco Ferdinando sia per l'origine slovena di Plečnik sia per questioni di gusto personale, Francesco Ferdinando era più appassionato al classicismo e non apprezzava lo stile di Plečnik. Questi lasciò Vienna per recarsi a Praga dove gli venne affidata una cattedra presso l'accademia di arti applicate. Durante il suo periodo di insegnamento non accettò incarichi di progettazione. Nel 1920 Tomáš Masaryk gli assegnò l'incarico di architetto capo del Castello di Praga con il compito di ristrutturare il complesso. Plečnik si dedicò a questo progetto, con l'aiuto di Otto Rothmayer che avrebbe in seguito assunto lo stesso ruolo, fino al 1935. Tra gli interventi vi fu una riorganizzazione di alcuni dei giardini e cortili, la decorazione di alcune sale di rappresentanza e dell'alloggio presidenziale. A Praga progettò anche la Chiesa del Sacro Cuore nel quartiere di Vinohrady.

Nel 1919 e in seguito alla Conferenza di Parigi e alla creazione del Regno dei Serbi, Croati e Sloveni fu fondata l'università di Lubiana, dell'organizzazione della facoltà di architettura fu incaricato Ivan Vurnik che contattò Plečnik e Max Fabiani per affidare loro delle cattedre. Mentre Fabiani non rispose, Plečnik accettò l'incarico e dal 16 giugno 1920 divenne professore ordinario di architettura, iniziò ad insegnare nel semestre invernale a partire dal 1921. Per oltre un decennio proseguì ad operare parallelamente a Praga e Lubiana.

Fu attivo in patria, in Austria, a Praga (dove lavorò per il castello e realizzò la chiesa del Sacro Cuore) e a Belgrado, dove costruì la chiesa di Sant'Antonio di Padova. A partire dal 1921 fu professore di architettura a Lubiana e progettò numerosi edifici e monumenti per la sua città (tra cui il cimitero di Žale).

Il suo progetto per il palazzo del parlamento sloveno (la Cattedrale della libertà), mai realizzato, compare sulla moneta da 10 centesimi di euro slovena.

Dopo la seconda guerra mondiale Plečnik cadde in disgrazia nella Jugoslavia comunista, poiché il suo attaccamento all'architettura classica e il suo profondo cattolicesimo erano visti con sospetto. Il suo ruolo di insegnante all'università fu gradualmente ostacolato e ricevette minori commesse, sebbene riuscisse a completare piccoli monumenti, fontane e restauri di chiese anche negli anni 1950. Alla sua morte ebbe comunque i funerali di stato e venne poi sepolto al cimitero centrale Žale.

Progettò la residenza estiva di Tito, nelle Isole Brioni.

L'opera di Plečnik, caratterizzata da forme iconiche e classiche usate però in modo sorprendente e originale, fu per lo più dimenticata negli anni sessanta e settanta. Un nuovo interesse si ebbe a partire dagli anni ottanta e novanta, quando il postmodernismo portò ad una rivalutazione delle forme classiche in architettura.

L'archivio dei suoi progetti è custodito presso il Museo di architettura e design a Lubiana.

Progetti principali Di seguito un elenco delle principali opere di Plečnik: 1900–1901 Villa Langer, Vienna (facciata) 1900–1905 Zacherlhaus, Vienna 1906–1909 Karl-Borromäus-Brunnen, Vienna 1908–1913 Chiesa dello Spirito Santo, Vienna 1920–1926 Riprogettazione del Giardino dell'Eden e del primo cortile nel Castello di Praga 1920–1927 Riprogettazione del Giardino sui terrapieni nel Castello di Praga 1920–1931 Sala delle colonne nel Castello di Praga 1921–1927 Appartamento presidenziale nel Castello di Praga 1921–1930 Casa di Plečnik a Trnovo, Lubiana 1921–1932 Chiesa del Sacro Cuore a Vinohrady, Praga 1923–1939 Stadio di Lubiana 1924–1927 Chiesa dell'Ascensione, Bogojina 1924–1931 Chiesa di San Francesco d'Assisi, Lubiana 1925–1927 Camera di commercio, Lubiana 1925–1939 Chiesa di San Michele, Lubiana 1926–1940 Ridisegno della Piazza del Congresso e del parco Zvezda, Lubiana 1926–1938 Ridisegno della Piazza san Giacomo (Levstikov Square), Lubiana 1926–1938 Riprogettazione dell'area delle mura romane a Mirje, Lubiana 1927 Riprogettazione di via Zoisova a Lubiana 1928–1930 Palazzo delle assicurazioni, Lubiana 1928–1932 Ponte di Trnovo, Lubiana

Note

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Categoria:Architetti modernisti