La Gazzetta dello Sport (La Gazzetta Sportiva di domenica e occasionalmente definita con i nomignoli Gazza e Rosea in Italia) è un quotidiano sportivo italiano, con sede a Milano. È il terzo quotidiano italiano per diffusione, nonché il primo quotidiano sportivo del Paese e il più longevo d'Europa nel suo genere. Dal 9 marzo 2008 viene utilizzato lo slogan Tutto il rosa della vita.
Storia Le origini
Negli anni ottanta del XIX secolo a Milano lo sport inizia a diventare un'attività popolare. La gente si appassiona soprattutto di ciclismo, ippica e podismo. Le pubblicazioni sportive dell'epoca sono in gran parte specialistiche.
Nel 1893 esce a Milano il settimanale Il Ciclo (su carta rosa, dal 1894 La Bicicletta, su carta verde) del Corriere della Sera, con il quale il quotidiano tenta di strappare lettori al Secolo di Raffaele Sonzogno, che era il giornale più letto in città. In tre anni raggiunge la ragguardevole tiratura di 25 000 copie. Nel 1895 Sonzogno incarica Eliso Rivera di fondare Il CiclistaTitolo completo: “Il ciclista, rivista settimanale popolare illustrata di velocipedismo”. . Il primo numero esce il 4 luglio. Sei mesi dopo Sonzogno, non soddisfatto, invita a Milano il torinese Eugenio Camillo Costamagna, direttore de La Tripletta, dedicato anch'esso al ciclismoLa "tripletta" era una bicicletta a tre posti. Il giornale, a cadenza bisettimanale (martedì e sabato) era nato il 1º ottobre del 1895 a Torino. per rafforzare Il Ciclista. Rivera e Costamagna decidono di fondare una gazzetta che si occupi di tutti gli sport, imitando analoghe esperienze francesi come Le Vélo e il Paris-Vélo. La nuova testata si chiama Gazzetta dello Sport. Il binomio Rivera-Costamagna assume la direzione. I due hanno rispettivamente trentuno e trentadue anni.
La redazione è ospitata nei locali forniti da Sonzogno in via Pasquirolo a Milano, alle spalle del Duomo. A fare il giornale sono in tutto cinque persone: Eugenio Camillo Costamagna; Eliso Rivera (si firmava Eliso delle Roncaglie - E.D.R.); A. C. Blanche, redattore capo; Enrico Tarlarini, redattore e segretario di redazione; Gino Tavecchia, redattore.
Per ogni sport vi è uno stuolo di collaboratori e la maggior parte di essi sono ex atleti: Riccardo Arpisella per l'ippicaDiverrà fondatore della rivista “Lo Sportsman”., Roderico Rizzotti ed Alberto Cougnet (padre di Armando) per la scherma (Cougnet si occupava anche di pugilato), Giorgio Sinigaglia e Alessandro Bossi per l'alpinismo. La ginnastica e i giochi sportivi erano di competenza di Daniele Marchetti, mentre gli articoli di tennis erano firmati da Tom Antongini. Canottaggio e nuoto ebbero come collaboratori, rispettivamente Camillo Baglioni e Giuseppe Cantù. Al tiro a segno era addetto Lorenzo Noci, mentre al tiro a volo Agostino Caprioli“Gazzetta dello Sport”, 1º aprile 2016.. Il giornale usciva il lunedì e il venerdì, poiché i giorni in cui si svolgeva la maggior parte delle gare sportive erano sabato/domenica e mercoledì/giovedì; era stampato su carta verde chiaro (la stessa carta del Ciclista), su quattro pagine. L'impaginazione era su cinque colonne, su un formato grande.
Il giornale riportava nella stessa testata tre titoli: “Gazzetta dello Sport” in alto e “Il Ciclista” e “La Tripletta” sottostanti. “Ciclista” e “Tripletta” erano affiancati, ma tra di essi c'era una differenza sostanziale: mentre "Il Ciclista" continuava le pubblicazioni (e la Gazzetta era un suo supplemento) "La Tripletta" era stata chiusa ed aveva portato in “dote” il suo nome al nuovo giornaleGustavo Pallicca, . Sul primo numero compare l'indicazione "Anno II – N. 1 (28)", perché "Il Ciclista" era nato l'anno precedente e, nel corrente anno, aveva già fatto 27 usciteNegli anni seguenti, anche dopo la chiusura del "Ciclista", la "Gazzetta" mantenne il conto delle annate a partire dal 1895. Dopo la seconda guerra mondiale si verificò una soluzione di continuità: alla ripresa delle pubblicazioni il computo degli anni partì dal 1896.. Per i primi giorni le due testate "madri" furono stampate con un carattere più grande, ma già alla fine di aprile il rapporto era capovolto.
La prima tiratura fu di 20 000 copie. Come per gli altri giornali, una copia costava 5 centesimi di lira. L'articolo di fondo del primo numero fu affidato a Costamagna. L'argomento iniziale del pezzo era mostrare come, in epoca odierna, il significato che aveva assunto lo sport fosse diverso da quello che aveva avuto presso gli antichi Greci. Uno dei tratti principali che contraddistingue lo sport in epoca moderna è la sua rilevanza sociale: la gente si interessa di sport, ne parla. I campioni sportivi diventano personaggi famosi: sono sulla bocca di tutti. Poi appare la frase centrale del pezzo: “Per trattare quindi lo sport, bisogna sentirsi in grado di correre coi tempi, prevenire, arrivare”. Ed è quello che si propone di fare il nuovo giornale.
Nella prima pagina del numero 1 tutti i titoli appaiono su una sola colonna e riguardano un solo sport: il ciclismo, lo sport più seguito in Italia all'epoca. La pagina è senza fotografie.
Sul numero 2 i due direttori indicano cos'è «La Gazzetta»: un giornale fatto di notizie e di resoconti dettagliati, scritti immediatamente dopo la conclusione degli avvenimenti sportiviEnrica Speroni, "Come la Gazzetta si è trasformata", in I nostri 90 anni, supplemento alla «Gazzetta dello Sport» del 3 aprile 1986. Per una fortunata coincidenza, la Gazzetta appare tre giorni prima della nascita delle prime Olimpiadi moderne, che si celebrano ad Atene dal 6 al 15 aprile 1896. Sul numero del 13 aprile i lettori possono trovare la descrizione della cerimonia di inaugurazione.
La Gazzetta è il primo giornale del Paese a trattare tutti i rami dello sport. Il primo numero ha venduto tutte le 20 000 copie stampate e già dal 24 aprile la testata La Gazzetta dello Sport (con l'articolo) appare in primo piano, surclassando i nomi dei due settimanali che l'hanno generata. In questo primo periodo l'impaginazione privilegia il ciclismo, che appare sempre in prima pagina. Nelle pagine interne del giornale, oltre al ciclismo, al trotto e al galoppo, compaiono podismo (chiamato all'epoca "sport pedestre"), caccia, scherma, canottaggio, tiro a segno, tiro al piccione, atletica leggera, lotta, vela e tennis. Il 21 dicembre 1896, otto mesi e mezzo dopo la sua nascita, La Gazzetta dello Sport comincia anche la pubblicazione di un romanzo d'appendice di argomento sportivo. Imitando il feuilleton francese il giornale di Costamagna e Rivera spera, attraverso il racconto sportivo, di conquistare il maggior numero possibile di lettori anche nei periodi in cui le manifestazioni sportive sono diradate.
Il 4 settembre si era tentato il passaggio ad una carta color giallo "alla francese", cioè ispirato ad una moda che viene d'Oltralpe. L'esperimento dura poco perché dal 1º gennaio 1897 si torna al verde chiaro originale. Inoltre con il primo numero dell'anno nuovo scompare la sottotestata "Il Ciclista e la Tripletta": la Gazzetta assume il nome attuale. Anche Rivera, dopo Costamagna, ha deciso infatti di chiudere il proprio giornale per concentrarsi totalmente sul bisettimanale. Alla fine del 1897 l'impaginazione passa dalle cinque colonne iniziali a sei colonne.
Nel 1898 avviene la prima importante novità editoriale: esce il Supplemento Mensile Illustrato, che arricchisce le notizie del giornale mostrando i volti dei campioni dello sport. La foliazione iniziale del Supplemento è di 16 pagine. Nel maggio dello stesso anno la città di Milano è scossa dai moti popolari di protesta. Eliso Rivera segue da vicino le manifestazioni e viene messo in carcere perché sospettato di anarchismo insieme a due redattori. Dopo 22 giorni viene rilasciato per insufficienza di prove. Ma non torna più alla Gazzetta: si dimette dalla direzione per dedicarsi alla professione per cui aveva studiato, l'avvocatura. Lo sostituisce il redattore della scherma, Roderico Rizzotti, che affianca Costamagna come direttore. Teodoro Magnasco viene promosso capo redattore. A dicembre il giornale si trasferisce in via Santa Radegonda, in un edificio più ampio con quattro locali. Il giornale viene stampato nello stabilimento Golio, nella vicina via Agnello su una lenta macchina con carrello puntifoglio; i Golio utilizzano una comune carta di colore bianco. Entra in redazione il giovane Armando Cougnet, che è giunto a Milano da Reggio Emilia percorrendo tutta la distanza che separa le due città in bicicletta.
Il colore rosa
L'idea di stampare la Gazzetta su normale carta bianca dura solo un mese. Alla fine dell'anno il giornale annuncia ai lettori il cambio di colore delle pagine: dal verde al rosaAnche questa idea viene ripresa da Parigi, dove i due quotidiani sportivi si distinguono già da anni per il loro colore: verde Le Vélo, rosa il Journal de sport e giallo sarà poi L'Auto che nel 1903 lancerà il Tour de France. La novità è comunicata ai lettori sul numero del 27 dicembre 1898 con un titolo a tutta pagina, il primo nella storia del giornaleEnrica Speroni, "Come la Gazzetta si è trasformata", in I nostri 90 anni, supplemento alla «Gazzetta dello Sport» del 3 aprile 1986.. Il nuovo colore fa il suo esordio il 2 gennaio 1899. Il rosa si impone subito e diventa il simbolo distintivo del giornale.
Nel 1899 il Supplemento illustrato raddoppia: passa da mensile a quindicinale. Nello stesso anno la Gazzetta patrocina la terza edizione dei campionati mondiali di sollevamento pesi, disputati in aprile al Teatro Dal Verme, e organizza il suo primo avvenimento sportivo: un incontro di scherma tra Agesilao Greco e il belga Fernand Desmet, che si disputa il 4 agostoI fatti: lo schermidore Agesilao Greco, considerato imbattibile, era stato clamorosamente sconfitto dal belga Fernand Desmet in un incontro a Parigi. L'italiano però non aveva riconosciuto il verdetto dei giudici, accusandoli di sciovinismo. Il caso suscitò molto clamore. «La Gazzetta» organizzò la rivincita, che si tenne a Milano dove Greco prevalse su Desmet..
Nel 1902 viene lanciata la prima manifestazione sportiva popolare organizzata dal giornale: la gara podistica Milano-Monza-Milano. La Gazzetta cresce: la tiratura sale a copie. Nonostante il successo, Rizzotti si dimette per divergenze sulla conduzione. Costamagna rimane direttore unico del giornale; Armando Cougnet assume la direzione amministrativa. Nuovo capo redattore è nominato il giovane Edgardo Longoni. Longoni lascia dopo due anni per andare a dirigere un altro giornale, Gli Sports. Il suo successore, nel 1904 è Tullo Morgagni. Su iniziativa di Morgagni, romagnolo appassionato di motociclismo, la Gazzetta organizza la prima competizione motociclista italiana: la «1000 km a squadre». La gara si disputa il 26 giugno, con partenza da Rogoredo, alle porte della cittàVinse Tramagni su Marchand..
Fino al 1905 la periodicità rimane stabilmente bisettimanale; solo in occasione di grandi eventi la Gazzetta esce per più giorni consecutivi. Per fronteggiare la concorrenza de Gli Sports, diretto da Longoni, il giornale organizza una nuova corsa ciclistica, il Giro di Lombardia. La prima edizione si tiene il 12 novembre 1905. Anche questa iniziativa riscuote successo; il Giro di Lombardia diventerà in pochi anni un appuntamento classico del ciclismo internazionale. Alla fine dell'anno 1906 viene pubblicato un annuario sportivo e si dà vita ad una serie di ritratti dei grandi campioni. Per la prima volta appaiono sulla Gazzetta le fotografie dei protagonisti dello sport (finora riservate al Supplemento)La riproduzione delle immagini su carta da giornale era un problema: la qualità era bassa. Era per questo che La Gazzetta aveva creato un supplemento ad hoc. Nel 1906 invece la tecnologia (o l'abilità dei tipografi) consente di stampare immagini anche su carta normale. Secondo il gusto dell'epoca, le foto dei protagonisti non erano rettangolari, come oggi, ma a forma di medaglione..