LèsinaAndrea Bonifacio, Istria e Dalmazia, Terra Ferma, Crocetta del Montello (TV), 2013, pp. 198-203.Touring Club Italiano, Istria, Quarnaro, Dalmazia. Escursioni, sport, divertimenti, enogastronomia, arte e cultura, Touring Editore, Milano 2004, pp. 165 e segg., ISBN 9788836530441.Dario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, pp. 1300-1318.LESINA (Hvar), St. Domenica (Sv. Nedilja) nella mappa zoomabile di: "Lesina" (1908) - K.u.K. Militärgeographisches Institut - 1:75 000 - ZONE 33 - KOL XV" () è una cittadina della Croazia di abitanti, capoluogo dell'omonima isola.

Storia La colonia greca Forse la città moderna occupa il luogo dell'antica colonia paria di Pharos (). Per altriLorenzo Braccesi, Grecità Adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977; (pagina 336), invece, Pharos si trovava al posto dell'attuale Cittavecchia, sempre nella medesima isola.

Secondo altri ancora, infine, al posto dell'attuale città di Lesina sorgeva la colonia greca di Dimos, per quanto quest'idea sia pochissimo documentata dalle testimonianzePoche fonti (basate su: Novak, Strena Buliciana, Spalato-Zagabria 1924 - pagina 665 e seguenti) citano questa colonia, perché la sua esistenza è basata solo su un'abbreviazione presente in una moneta, di interpretazione dubbia. Tra le fonti che ne sostengono l'esistenza: Croazia. Zagabria e le città d'arte. Istria, Dalmazia e le isole. I grandi parchi nazionali, del Touring Club Italiano (capitolo L'isola di Lesina). Tra le fonti che la negano: Lorenzo Braccesi, Grecità Adriatica: un capitolo della colonizzazione greca in Occidente, Pàtron, 1977; (pagina 336, nota 72)..

Monumenti e luoghi d'interesse La cattedrale, del XVI-XVII secolo, è dedicata a santo Stefano, patrono della città. Il frontone richiama quello trilobato della cattedrale di Sebenico mentre il caratteristico campanile è del XVI secolo. All'interno Madonna e santi di Palma il Giovane; Chiesa di San Marco, costruita verso la metà del XVI secolo ed oggi adibita a museo; Monastero francescano, costruito tra il 1465 ed il 1471, presenta nella lunetta del portale un rilievo di Niccolò Fiorentino e all'interno opere di Francesco da Santacroce, Leandro Bassano e Nicola Grassi. Del complesso monastico fa parte anche il chiostro rinascimentale della fine del XV secolo; Loggia, ultimata nel 1479 e ristrutturata nel XVI secolo da Michele Sanmicheli; Palazzo Ettoreo, del XV secolo in stile veneziano; Arsenale, costruito tra il 1579 ed il 1661 probabilmente su progetto di Sanmicheli, fu rimaneggiato tra il XVI ed il XVII secolo; Fortezza Spagnola, costruita nel XIII secolo e rifatta nella metà del XVI secolo; Forte Napoleone, del 1811.

Merletto di Lesina Il convento мonastero benedettino di San Giovanni Battista e Sant'Antonio Abate è famoso per il fatto che le suore tessono i merletti. I fili per il merletto sono realizzati con foglie di agave selvatica.

Il merletto è incluso nell'elenco dei beni culturali immateriali dell'UNESCO.

Società Etnie e minoranze linguistiche Secondo il censimento del 2001 Lesina aveva abitantiDržavni zavod za statistiku Stanovništvo prema narodnosti, po gradovima/općinama, popis 2001.. La sua composizione etnica dichiarata era:

croati 92,53% non dichiarati 1,96% serbi 1,69% bosniaci 0,94% albanesi 0,51%

tedeschi 0,36% sloveni 0,34% ungheresi 0,22% italiani 0,07%.

La presenza autoctona di italiani

È presente una piccola comunità di italiani autoctoni che rappresentano una minoranza residuale di quelle popolazioni italofone che abitarono per secoli la penisola dell'Istria e le coste e le isole del Quarnaro e della Dalmazia, territori che appartennero alla Repubblica di Venezia.

I primi censimenti austroungarici con rilevazione sul campo della lingua d'uso risalgono al 1880, ma solo a partire dal censimento del 1890 abbiamo un quadro d'insieme completo delle rilevazioni della lingua d'uso per l'intera Dalmazia. I censimenti precedenti si svolsero nel 1850 (più che un censimento una rilevazione statistica generale dell'Impero), nel 1857 e nel 1869. Ecco i dati relativi a tutti i sei comuni dell'isola di Lesina e della città di Lesina senza le frazioniG. Perselli, I Censimenti della popolazione dell'Istria, con Fiume e Trieste, e di alcune città della Dalmazia tra il 1850 e il 1936, Unione Italiana di Fiume - Università Popolare di Trieste - Centro di Ricerche Storiche di Rovigno, Trieste-Rovigno 1993, p. 460.: Isola di Lesina 1869: Totale abitanti: 13.378* 1880: Totale abitanti: 15.040* 1890: Totale abitanti: 17.016 - Croati: 16.563 - Italiani: 354 - Tedeschi: 12 - Altre lingue: 1 1900: Totale abitanti: 18.091 - Croati: 17.770 - Italiani: 247 - Tedeschi: 10 - Altre lingue: 2 1910: Totale abitanti: 16.943 - Croati: 16.340 - Italiani: 494 - Tedeschi: 7 - Altre lingue: 20 - Stranieri: 82

Città di Lesina 1869: Totale abitanti: 1.930* 1880: Totale abitanti: 1.942* 1890: Totale abitanti: 2.013 - Croati: 1.832 - Italiani: 164 - Tedeschi: 1 1900: Totale abitanti: 2.138 - Croati: 2.045 - Italiani: 69 - Tedeschi: 8 1910: Totale abitanti: 2.054 - Croati: 1.792 - Italiani: 240 - Tedeschi: 5 - Altre lingue: 7 - Stranieri: 10 (l'asterisco * sta a significare che la lingua d'uso non venne rilevata o che i dati rilevati sono stati considerati poco attendibili dall'autore dello studio dal quale sono tratti)

I rilevatori dei censimenti - recandosi di casa in casa - registravano soprattutto la dichiarazione di lingua d'uso adottata entro le mura domestiche, mentre la lingua italiana (o per meglio dire il veneziano) era utilizzata pubblicamente in modo molto più esteso, seguendo in ciò una tradizione plurisecolare. Nel corso del XIX secolo - periodo di sviluppo e di contrasto delle diverse coscienze nazionali in Dalmazia - l'ampio uso dell'italiano a Lesina città fece ritenere ad alcuni studiosi - dall'Ascoli al Dainelli - che fino a prima dell'inizio della Grande Guerra, gli Italiani rappresentassero la maggioranza degli abitanti in questa località, dando luogo ad aspre polemiche e critiche dei dati risultanti dai censimenti e mantenendo viva in Italia l'idea irredentistica dell'italianità della Dalmazia. Le truppe italiane sbarcate a Lesina il 13 novembre 1918 rimasero pertanto stupite notando - accanto a pochi tricolori italiani - un considerevole numero di bandiere jugoslave, a testimonianza dei sentimenti nazionali di gran parte della popolazione dell'isolaS. Salza (a cura di), La marina italiana nella Grande Guerra, Volume VIII, La Vittoria Mutilata in Adriatico, Ufficio Storico della Marina, Vallecchi, Firenze 1942, pp. 783 e ss..

L'isola di Lesina non venne annessa all'Italia nel Governatorato della Dalmazia, bensì allo Stato Indipendente di Croazia di Ante Pavelić. Di fatto però rimase sempre sotto il controllo militare delle truppe italiane.

Lingue e dialetti

Geografia antropica Località Il comune di Lesina è diviso in 7 insediamenti (naselja) di seguito elencate. Tra parentesi il nome in lingua italiana. Brusje (BrusieDario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1318.indicazioni bilingui Lesina/Hvar, Brusie/Brušje e in nota 1.2 Grabie Grande/Grabje Veliko, Grabie Piccolo/Grabje Malo e in nota 1.3 Zarachie/Zaraće nel comune di Lesina, Hvar in: ); Hvar (Lesina); Malo Grablje (Grabia PiccoloDario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1317. o Grabie Piccolo); Milna (Milna di Lésina o Valdimaistro); Velo Grablje (Grabia Grande o Grabie Grande); Sveta Nedjelja (Santa DomenicaDario Alberi, Dalmazia. Storia, arte, cultura, Lint Editoriale, Trebaseleghe (PD) 2008, p. 1345.); Zaraće (Zarachie).

Clima

Amministrazione Gemellaggi

Note

Bibliografia

Voci correlate Cattedrale di Santo Stefano (Lesina)

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Collegamenti esterni

Categoria:Colonie di Syrakousai