Nella storia del giornalismo si dice gazzetta una pubblicazione di notizie a stampa destinata al pubblico tra il XVII e il XVIII secolo. Il nome ebbe notevole fortuna finché non fu sostituito da giornale, mantenendosi in vita solo come nome proprio di alcune testate.

I fogli di notizie manoscritti I fogli di notizie manoscritti furono una delle prime esperienze di carattere giornalistico. La loro origine è remota. Nel Medioevo circolavano in Europa, tra banchieri e commercianti, gli Avvisi, una sorta di bollettini scritti a mano contenenti offerte di compravendita, prezzi delle merci, date delle fiere e simili. A partire dagli ultimi anni del XV secolo apparvero i primi avvisi a stampa, che trattavano solitamente un solo argomento, di carattere generale o locale. Venivano venduti dalle stesse stamperie che li producevano, ma anche nelle botteghe dei librai e nelle strade (dai venditori ambulanti). Non avevano periodicità regolare: venivano stampati quando si erano accumulati contenuti sufficienti per comporre 4 o 8 pagineIl numero deriva dal fatto che, nella stampa, il formato standard è quello del foglio con il lato lungo di (almeno) 38 cm. Se un foglio viene piegato due volte si ottengono quattro pagine, se viene piegato tre volte se ne ottengono otto. e contenevano numerose illustrazioni. Non possono essere considerati gli antenati dei giornali in quanto mancava loro il requisito fondamentale della periodicità, ma inaugurarono una stagione di fogli stampati a carattere pubblico, diversamente da quanto avveniva nelle comunicazioni private, con gli avvisi tra commercianti.

Nel 1536G. Fanelli, Venezia unica al mondo, p. 159. il governo della Repubblica di Venezia decise di diffondere un foglio di avvisi con notizie ufficiali sull'andamento della crisi con l'impero turcoLa crisi sfocerà in una guerra l'anno seguente.. Tali "fogli avvisi" (manoscritti di piccolo formato di 4-8 pagine) vennero venduti settimanalmente a due soldi. Dal momento che la moneta da due soldi si chiamava in veneto gaxeta, i fogli assunsero il nome di tale moneta, italianizzato poi in gazzetta. Successivamente, il termine passò a indicare qualsiasi giornale periodico recante le notizie che meritassero di essere conosciute dagli abitanti di una città (e del territorio che gravitava su di essa): dalle relazioni tra gli Stati, alle notizie riguardanti la corte, ai corsi delle valute estere.

Queste raccolte di notizie conobbero un grande sviluppo nei due secoli successivi. In Germania la banca dei Fugger pubblicò un giornale manoscritto contenente notizie politiche e commerciali. In Inghilterra i fogli di notizie circolavano all'interno di ciascuna contea; descrivevano l'attività della Corte, che veniva divulgata e commentata liberamente. Essi sopravvissero anche 50 anni dopo l'avvento del giornale stampato.

Il XVII secolo Durante le guerre che insanguinarono l'Europa nel XVII secolo (su tutte, la Guerra dei Trent'anni), i fogli di notizie furono utilizzati come veri e propri strumenti di propaganda nelle mani delle parti in causa. Spesso i loro autori, a vari governi che li stipendiavano per tale segreto servizio di informazioni, inviavano fogli manoscritti riservati contenenti notizie più importanti e preziose.

In Francia, dove la lettura dei fogli di notizie era diventata uno dei passatempi preferiti della Corte reale, ciascuna famiglia nobile aveva un gazzettiere (o novellista) a libro paga, incaricato di segnalare tutti gli scandali e tutte le avventure piccanti che accadevano in città. Ad esempio, il cardinale Giulio Mazzarino pagava dieci franchi al mese un estensore di nome Portal affinché «gli fornisse notizie fresche ogni settimana». Essendo un lavoro non regolato dalla legge, per un gazzettiere era essenziale ottenere la protezione, o almeno la benevolenza, delle autorità. I gazzettieri erano anche esposti alle ritorsioni delle persone che prendevano di mira, che talvolta non esitavano a vendicarsi personalmente per essere stati messi alla berlina.

Il XVIII secolo I fogli di notizie conobbero una nuova stagione di popolarità durante le dispute religiose e teologiche nel XVIII secolo. In Francia le «Nouvelles ecclésiastiques» svolsero un ruolo importante nella lotta dei giansenisti contro i gesuiti. Manoscritte fino al 1728, furono poi stampate clandestinamente, incorrendo più volte nella condanna del ParlamentoLe «Nouvelles ecclésiastiques» furono pubblicate fino al 1803. La raccolta dal 1728 al 1798 forma 71 volumi in quarto.. Durante il regno di Luigi XV si ebbe l'esempio più riuscito di gazzetta manoscritta, le «Mémoires secrets pour servir à l'histoire de la République des Lettres» di Louis Petit de Bachaumont (1690-1771), foglio satirico e clandestino che godette di una solida reputazione per lungo tempo.

Il Settecento vide anche l'ascesa delle gazzette a stampa, che raggiunsero in questo secolo un ampio livello di diffusione. Le gazzette scritte a mano scomparvero gradualmente.

La produzione delle notizie Tutte le pubblicazioni erano anonime; gli estensori potevano incorrere in qualsiasi momento nel sequestro da parte dell'autorità giudiziaria. Nonostante ciò i fogli di notizie ebbero una larga diffusione.

A Parigi, i gazzettieri di professione avevano creato una rete di raccolta delle notizie che copriva tutti i luoghi “sensibili” della capitale: i Giardini del Lussemburgo, la sala del palazzo, il Giardino delle Tuileries, il giardino del Palazzo Reale, ecc.

Dapprima le notizie venivano raccolte e lavorate, poi venivano vendute ai clienti (le famiglie nobili e, in generale, le persone facoltose). Nel tempo i rapporti divennero consolidati assumendo le caratteristiche di una normale relazione tra cliente e fornitore. I gazzettieri più organizzati avevano alle proprie dipendenze dei copisti che s'incaricavano di moltiplicare le gazzette per i numerosi clienti. Alcuni avevano anche dei corrispondenti dai villaggi. Nei principali Paesi europei i fogli di notizie giunsero ad avere un elevato numero di abbonati.

Sulla pagina, gli articoli apparivano senza titolo ed erano ordinati semplicemente in base alla data, a dimostrazione che il modello cui facevano riferimento era quello della lettera. Il numero delle pagine era stabile (otto, con i suoi multipli e sottomultipli); un abile gazzettiere era in grado di spuntare un prezzo più alto nel caso in cui le pagine fossero più di otto. Gli argomenti trattati erano i più diversi: trattati e paci fra stati, incidenti diplomatici, epiche e vittoriose battaglie, gloriose gesta di condottieri, congiure e rivolte, passaggi di truppe, fughe rocambolesche, successioni e altre vicende dinastiche, catture ed esecuzioni di malfattori, guerre e persecuzioni contro gli eretici, prodigi e stregonerie, nascite di «mostri», condanne al rogo, processi di vasta risonanza, saccheggi e stragi compiute dai saraceni, venefici, malattie di papi e sovrani, assedi di città importantiGiancarlo Roversi (a cura di), Storia del giornalismo in Emilia-Romagna e a Pesaro, Grafis Edizioni, Casalecchio di Reno (BO), 1992, pag. 50..

Dal punto di vista dello stile di scrittura prevaleva la forma epistolare. Tra le pagine interne vi era però la possibilità di trovare articoli scritti con altri stili: quello polemico del pamphlet o quello satirico. Con l'avvento delle gazzette a stampa (rigorosamente controllate dalla pubblica autorità, che rilasciava il “privilegio di stampa”)Licenza con cui l'autorità civile o religiosa concedeva a uno stampatore la facoltà di pubblicare in esclusiva un'opera sul proprio territorio. Cfr. Giuliano Vigini, Glossario di biblioteconomia e scienza dell'informazione, Milano 1985, pag. 83. i fogli di notizie non scomparvero, anzi continuarono a sopravvivere per svariati decenni. A differenza delle gazzette a stampa, che erano costrette ad utilizzare un linguaggio molto controllato e “paludato”, i fogli di notizie avevano un ritmo più brillante e un linguaggio più aperto.

Nascita e diffusione delle gazzette a stampa

A partire dal 1588 l'erudito austriaco Michel Eyzinger stampò a Colonia, in Germania, la Postrema Relatio Historica, una pubblicazione a cadenza semestrale che raccoglieva gli avvenimenti più importanti del periodo appena trascorso. Su questo modello, sempre nella città tedesca, uscì a partire dal 1594 il Mercurius Gallobelgicus, che presentava notizie di tipo politico-istituzionale e poteva contare fino a 100 pagine.

Le prime gazzette a stampa coabitarono a lungo con avvisi e fogli di notizie manoscritti, diffondendosi dapprima nelle città dell'Europa centrale (Anversa, Strasburgo), per poi diramarsi, nell'arco del XVII secolo, nel resto del continente (Vienna, Londra).

L'esperienza della gaxeta fu circoscritta alla Venezia del XVI secolo e alla forma manoscritta. Per vedere sul suolo italiano una gazzetta stampata si dovette attendere il secolo successivo. Nel 1636 il granduca di Toscana, Ferdinando II, concesse a Lorenzo Landi e Amatore Massi il privilegio di stampare una gazzetta a Firenze. Seguirono Milano l'anno seguente e Genova nel 1639.

Le prime gazzette a stampa non recavano titolo, uscivano con periodicità settimanale o quindicinale ed erano composte da 4 pagine in formato 15 x 23 cm (corrispondenti al formato in ottavo)Da un foglio si ottengono quattro pagine in formato libro, stampabili sul recto e sul verso. Le gazzette, però, a causa della scarsa qualità della carta, venivano stampate solo su una facciata.. Presentavano un minuto notiziario locale, accompagnato talvolta da notizie riguardanti la casa regnante. L'approvvigionamento delle notizie dai quattro angoli di una nazione era molto lento: tra l'evento e la rispettiva comparsa della notizia scritta potevano passare anche venti giorni. In tutta Europa l'attività giornalistica e di stampa era sottoposta al regime di esclusiva concesso dal monarca (di qui la definizione di "gazzetta privilegiata"), che limitava non di poco la libertà degli stampatori. In tutta Europa era obbligatorio, infatti, stampare giornali solo nelle tipografie autorizzate. Di solito il numero delle tipografie era estremamente basso (solo una-due per città), in modo da stringere maggiormente il controllo sui giornali.. Inoltre i compilatori dovevano fare i conti con la censura preventiva.

In Svizzera è documentato il Rorschacher Monatsschrift, un periodico composto da 6 a 12 pagine, il cui contenuto rimane essenzialmente legato ad un riassunto degli avvenimenti più importanti del mese. Per stampare il periodico, lo stampatore Leonard Strauss si avvale dell'aiuto di Samuel Dilbaum, che raccoglie e compila le varie notizie.

Il mestiere di giornalista inizia ad acquisire una sua autonomia. Nel 1609 compare nei pressi di Augusta (Germania) il primo periodico settimanale, lAvisa Relation oder Zeitung.Di esso ci rimangono le copie dei primi due anni di pubblicazione, oggi conservate presso la biblioteca provinciale di Hannover.

Nei Paesi Bassi i fogli d'informazione furono conosciuti con due denominazioni diverse: «courante» e «gazette» (oggi gazet). Entrambi sono prestiti linguistici. L'origine di gazet è nota. «Courante» viene dal francese courant, che significa "corrente", "in esecuzione". Gli ebrei di origine iberica, che avevano fatto di Amsterdam la loro principale sede editoriale, modificarono il termine in coranto. Da esso è derivato krant, la parola olandese per dire "giornale". La prima gazzetta a stampa apparsa in Olanda portò il nome Courante nella testata: «Courante uyt Italien, Duytslandt, &c.» ed apparve nel 1618. Il primo giornale con il nome Gazette apparve invece ad Anversa nel 1635: la «Gazette van Antwerpen». Grazie alla potente rete commerciale olandese i coranti si diffusero velocemente in tutta Europa. Sull'esempio olandese, nel 1625 nacque in Inghilterra il settimanale Mercurius Britannicus.