La diocesi di Eclano (in latino: Dioecesis Aeclanensis) è una sede soppressa e sede titolare della Chiesa cattolica.

Storia Con i primi insediamenti cristiani nel territorio, Eclano divenne sede vescovile nel IV secolo.

Il primo vescovo di cui si ha notizia è Memore, marito di Giuliana, nobildonna locale, e padre di Giuliano, suo probabile successore. Memore ebbe buoni rapporti con Paolino di Nola, che compose un carme (circa 400/404Paolino di Nola: i carmi, introduzione, note e indici a cura di A. Ruggiero, Roma, 1990, pp. 349-350.) in occasione del matrimonio di Giuliano con Tizia, figlia di Emilio, vescovo di Benevento, ed anche con Agostino d'Ippona, a cui chiese una copia del suo De musica per il figlio Giuliano divenuto diacono e da cui ricevette una letteraLettera 101, www.augustinus.it. (circa 408/409T. Alimonti e L. Carrozzi, Opere di Sant'Agostino. Le Lettere, Nuova Biblioteca Agostiniana XXI, Roma 1969, pp. 940-947.). Memore morì prima di marzo 417, periodo in cui morì papa Innocenzo I, che consacrò vescovo Giuliano.Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, II, pp. 1493-1494.

Il personaggio certamente più importante legato alla diocesi di Eclano fu il vescovo Giuliano, protagonista di un'accesa diatriba con sant'Agostino a causa dell'eresia pelagiana di cui era accusato. Papa Zosimo (417-418) dichiarò eretiche le tesi di Pelagio, che sminuivano la caducità umana seguita al peccato originale ed esaltavano invece le capacità dell'uomo; Giuliano, insieme ad altri diciotto vescovi, non vollero firmare il documento del pontefice, e si condannarono ad un esilio volontario in Asia Minore sul finire del 418. Di Giuliano rimangono alcune lettere della corrispondenza con Agostino, e diverse opere del teologo africano, tra cui il Contra Julianum e l'Imperfectum opus. Morì dopo il 439, all'epoca dell'imperatore Valentiniano III († 455).Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, I, pp. 1175-1186.

Terzo vescovo conosciuto di Eclano è EpifanioEpifanio appare come vescovo di Eclano in tutte le liste di presenza alle sedute del concilio del 536 e nelle sottoscrizioni degli atti conciliari (Acta Conciliorum Oecumenicorum. Collectio Sabbaitica, vol. III, pp. 126 e seguenti), ad eccezione della lista delle sottoscrizioni della quinta seduta, dove viene indicato, forse per un errore dei copisti, come vescovo di Ascoli nel Piceno; questo ha indotto molti autori, tra cui Ughelli, Gams e Cappelletti, a inserire Epifanio nella cronotassi dei vescovi della diocesi picena., che fece parte della delegazione pontificia, composta dai diaconi romani Teofane e Pelagio e dai vescovi Sabino di Canosa, Asterio di Salerno, Rustico di Fiesole e Leone di Nola, inviata a Costantinopoli per il concilio celebrato dal patriarca Mena nei mesi di maggio e giugno 536; in questo concilio fu confermata la deposizione di Antimo di Costantinopoli e furono condannati per monofisismo Severo di Antiochia, Pietro di Apamea e il monaco Zoara.Pietri, Prosopographie de l'Italie chrétienne, I, p. 651.

Le scoperte epigrafiche attestano l'esistenza della Chiesa di Eclano tra V e VI secolo. Un'epigrafe del 494 ricorda un lector Sanctae Ecclesiae Aeclanensis; due epigrafi databili al VI secolo menzionano un subdiaconus e una praeposita«Figura legata alla gestione delle basiliche funerarie e degli spazi cimiteriali annessi» (Lo Pilato, Il territorio di Aeclanum in età tardoantica ed altomedievale, p. 63).; un esorcista è ricordato in un'epigrafe del 511, mentre un'altra del 529 registra l'accolito Murrasio.Chiara Lambert, Studi di epigrafia tardo antica e medievale in Campania, vol. I, 2008, pp. 134-135. Gli scavi archeologici hanno messo in luce un complesso basilicale, databile tra IV e V secolo, a tre navate con abside e fonte battesimale, restaurato nei primi decenni del VI secolo.V. Di Giovanni, Aeclanum romana: le evidenze archeologiche, in Avellino e Irpinia, 1996, pp. 243-250.

In seguito non si conosce più nulla della sede di Eclano, che andò incontro alle incursioni longobarde e alla distruzione da parte dei Bizantini.Contro il luogo comune, che vuole molte città dell'Apulia distrutte dall'imperatore Costante II nel 663, vedere: P. Corsi, La spedizione in Italia di Costante II: fonti e problemi, in Nicolaus 3 (1975), pp. 169-198 e 343-392; E. Cuozzo, Le diocesi di Aeclanum, Quintodecimo e Frigento, in Rassegna Storica Irpina, I, pp. 22-26. La distruzione di Eclano nel 663 da parte di Costante II è un'«ipotesi da tempo abbandonata dalla letteratura scientifica» (Lo Pilato, Il territorio di Aeclanum in età tardoantica ed altomedievale, p. 69). Lo stesso toponimo scompare dalle fonti coeve: infatti un documento di papa Gregorio II, databile tra il 715 e il 724, parla del monastero di San Pietro, fondato dai Longobardi in civitate diruta quintodecimo miliario apud dictam Beneventanam civitatem («nella città distrutta al quindicesimo miglio dalla città di Benevento»); è opinione degli studiosi che la "città distrutta" sia quella di Eclano. Ben presto l'espressione utilizzata dal papa si trasformò nel toponimo Quintodecimo, già attestato nel 722, e poi ancora nel 724, nel 745 e nel 746.Ebanista, Dati preliminari sul territorio di Frigento fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, pp. 121-122.

Nel corso del IX secolo Quintodecimo divenne un importante centro amministrativo del ducato di Benevento ed è probabilmente in questo contesto che divenne sede vescovile, in continuità con l'antica sede di Eclano.Ebanista, Dati preliminari sul territorio di Frigento fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, p. 122. Lo Pilato, Il territorio di Aeclanum in età tardoantica ed altomedievale, p. 72. La diocesi di Quintodecimo è menzionata per la prima volta nella bolla che papa Giovanni XIII scrisse al metropolita beneventano Landolfo I nel 969, nella quale concesse al prelato la facoltà di consacrare i suoi vescovi suffraganei, fra cui anche quello di Quintodecimo.Kehr, Italia pontificia, IX, pp. 54-55, nº 15. La dipendenza di Quintodecimo, diocesi della quale non è noto alcun vescovo, dalla provincia ecclesiastica dell'arcidiocesi di Benevento è ripetuta nelle bolle pontificie fino a quella di papa Stefano IX del 1058.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 58, nº 24. Raccolta di Diplomi e Bolle per la Chiesa sipontina, pp. 36 e seguenti. Tre anni dopo, nel concilio provinciale celebrato a Benevento nel mese di giugno 1061, erano presenti tutti i vescovi suffraganei beneventani: manca il vescovo di Quintodecimo, mentre appare per la prima volta quello di Frigento.Kehr, Italia pontificia, IX, p. 59, nº 25. Gli storici sono concordi nello stabilire che, contestualmente all'arrivo dei Normanni, tra il 1058 e il 1061 la sede vescovile fu traslata da Quintodecimo a Frigento, nuovo centro amministrativo territoriale.

In un documento del 746 si fa menzione della chiesa di Santa Maria, identificata con l'antica cattedrale di Eclano.Ebanista, Dati preliminari sul territorio di Frigento fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, p. 122 e note 114-145. Con la scomparsa di Eclano è probabile che l'edificio e il suo battistero si siano conservati come chiesa plebana, fino alla ricomparsa della diocesi, con il nome di Quintodecimo, di cui divenne nuovamente cattedrale.P. Peduto, La Campania, in P. Pergola (ed.), Alle origini della parrocchia rurale (IV-VIII sec.), Atti della giornata tematica dei Seminari di Archeologia Cristiana (Ecole Française de Rome, 19 marzo 1998), Città del Vaticano, p. 372. Quando anche Quintodecimo fu abbandonata, nel nuovo centro di Aquaputida (Acquaputrida),Secondo una tradizione attestata localmente, anche Acquaputrida sarebbe stata sede di una diocesi, della quale non si conosce nulla. Tuttavia, ancora nel 1698, Francesco Scannagatta, vescovo di Avellino, firmò gli atti del concilio di Benevento con il titolo di episcopus Abellinensis, Frequentienensis, Aquae-putridae seu Mirabellae, et Quintodecimi. J. Fraikin, v. Acquaputrida, Dictionnaire d'Histoire et de Géographie ecclésiastiques, vol. I, Parigi 1909, coll. 353-354. l'odierna Mirabella Eclano, fu edificata una chiesa anch'essa dedicata a Santa Maria, in ricordo dell'antica cattedrale di Eclano/Quintodecimo (XII secolo).Lo Pilato, Il territorio di Aeclanum in età tardoantica ed altomedievale, p. 73.

Dal 1966 Eclano è annoverata tra le sedi vescovili titolari della Chiesa cattolica; dal 15 dicembre 2012 l'arcivescovo, titolo personale, titolare è Nicolas Henry Marie Denis Thévenin, nunzio apostolico in Egitto e Oman e delegato apostolico presso l'Organizzazione della Lega degli Stati Arabi.

Cronotassi Vescovi residenziali Memore † (prima del 400/404 - prima del 417 deceduto) Giuliano † (prima di marzo 417 - settembre/dicembre 418 deposto) Epifanio † (menzionato nel 536)

Vescovi titolari Antonio Innocenti † (15 dicembre 1967 - 25 maggio 1985 nominato cardinale diacono di Santa Maria in Aquiro) Antonio Maria Vegliò (27 luglio 1985 - 18 febbraio 2012 nominato cardinale diacono di San Cesareo in Palatio) Nicolas Henry Marie Denis Thévenin, dal 15 dicembre 2012

Note

Bibliografia Ferdinando Ughelli, Italia sacra, vol. X, 1722, coll. 6-7 Giuseppe Cappelletti, Le Chiese d'Italia dalla loro origine sino ai nostri giorni, Venezia, 1864, vol. XIX, p. 180 Francesco Lanzoni, Le diocesi d'Italia dalle origini al principio del secolo VII (an. 604), vol. I, Faenza, 1927, pp. 264–266 Pius Bonifacius Gams, Series episcoporum Ecclesiae Catholicae, Graz, 1957, p. 855 Roger Aubert, v. Éclane, Dictionnaire d'histoire et de géographie ecclésiastiques, vol. XIV, Paris, 1960, coll. 1406-1407 Paul Fridolin Kehr, Italia Pontificia, vol. IX, Berolini, 1962, pp. 134–136 Inscriptiones christianae Italiae 8. Regio II Hirpini, Introduzione, edizione e commento a cura di Antonio Enrico Felle, Bari, 1993, pp. 67 e sgg. Charles Pietri, Luce Pietri (ed.), Prosopographie chrétienne du Bas-Empire. 2. Prosopographie de l'Italie chrétienne (313-604), École française de Rome, Roma, 1999-2000 Carlo Ebanista, Dati preliminari sul territorio di Frigento fra Tarda Antichità e Alto Medioevo, in « La Campania fra Tarda Antichità e Alto Medioevo. Ricerche di archeologia del territorio. Atti della giornata di studio, Cimitile 10 giugno 2008 », a cura di Carlo Ebanista e Marcello Rotili, Tavolario Editore 2009, pp. 103–127 Sandra Lo Pilato, Il territorio di Aeclanum in età tardoantica ed altomedievale, in « Mons. Nicola Gambino (1921-2000). Sacerdote e storico dell'Irpinia antica nel ricordo di amici ed estimatori. Atti del Convegno di Studi. Rocca San Felice, 10 dicembre 2011 », a cura di Gennaro Passaro, Grottaminarda 2013, pp. 59–96

Voci correlate Diocesi di Frigento

Collegamenti esterni La sede titolare nel sito di www.catholic-hierarchy.org La sede titolare nel sito di www.gcatholic.org Cronotassi sul sito della diocesi di Avellino La diocesi di Benevento su Beweb - Beni ecclesiastici in web (con informazioni sulla diocesi di Eclano)

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