LEsercito delle Due Sicilie, spesso citato nei testi come Real Esercito o, impropriamente, Esercito borbonico o Esercito napoletano, fu la forza armata terrestre del Regno delle Due Sicilie, nato nel 1816 dall'unione del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia, creati dall'insediamento della dinastia borbonica, che regnò in unione personale sui due Stati a partire dal 1734, in seguito agli eventi della guerra di successione polacca.

Il 1734, anno in cui il corpo di spedizione dello spagnolo Carlo di Borbone conquistò le province napoletane e l'anno successivo il regno di Sicilia, strappandole ai vicereami austriaci, segnò infatti anche la creazione dei primi reggimenti interamente "nazionali", affiancati ai reggimenti stranieri con cui l'Infante don Carlo era disceso in Italia.M. Fiorentino, G. Boeri, L'Esercito delle Due Sicilie (1856-1859), Rivista Militare, quaderno n.5/87

La vicenda di questo esercito si inserisce naturalmente nello stesso spazio di tempo in cui visse la dinastia di cui fu sostegno: dal 1734 al 1861. Tuttavia, in seguito alla restaurazione e alla istituzione nel dicembre 1816 del Regno delle Due Sicilie con la soppressione del Regno di Sicilia, sottomesso al Regno di Napoli, tale forza armata fu profondamente riorganizzata, inglobando anche gli elementi dell'esercito napoletano di età napoleonica. Dal 1817, quindi, fu adottata la denominazione ufficiale di Reale Esercito di Sua Maestà il Re del Regno delle Due Sicilie; quest'ultimo, assieme allArmata di Mare, costituiva le forze armate del Regno delle Due Sicilie..

Storia Le radici spagnole Sebbene il Real Esercito sia sorto solo nel 1734, le istituzioni militari napoletane e siciliane vantano una storia molto più antica, che pone i suoi fondamenti nell'organizzazione di un esercito "demaniale" (cioè statale e non più feudale) da parte di Ferrante d'Aragona nel 1464Francesco Storti, L'esercito napoletano nella seconda metà del Quattrocento, Laveglia & Carlone Editore. In particolare il periodo vicereale spagnolo (1503-1714) segnò profondamente le consuetudini militari del successivo periodo borbonico. Durante questo arco di tempo i soldati dell'Italia meridionale furono infatti coinvolti in quasi tutte le vicende militari dell'Impero Spagnolo (dalle guerre di Carlo V alle guerre delle Fiandre, dalle campagne coloniali in America alla guerra dei trent'anni), spesso dando prova di grande valore e fedeltà alle autorità imperialiBenedetto Croce, Storia del Regno di Napoli, Parte Seconda, Bari, Laterza Editore, 1972. pp. 98-104. I siciliani fornivano alle guerre spagnole il Tercio viejo de Sicilia.

I capitani, appartenenti alla migliore nobiltà feudale del Regno di Napoli e del Regno di Sicilia, seppero bene inquadrare e preparare i sudditi dei due vicereami alla guerra, ubbidendo al fermo indirizzo politico dato dai monarchi di Spagna.

Nel successivo periodo borbonico però, con la riconquista dell'indipendenza, la nobiltà perse gradualmente questo carattere militare, cedendo il passo alla nuova politica accentratrice di impronta dinastica. L'obiettivo dei Borbone era infatti quello di sostituire la fedeltà ai vecchi comandanti nobili, che avevano servito per oltre 200 anni gli Asburgo, con un'esasperata fedeltà alla nuova corona nazionale. Questo progressivo sganciamento dalle obsolete tradizioni iberiche, promosso dalle riforme volute da Ferdinando IV, provocò nel XVIII secolo uno stato di "disorientamento" all'interno delle istituzioni militari borboniche che sfociò in un succedersi quasi frenetico di ristrutturazioni e riforme.

Questa irrequieta evoluzione delle strutture militari dei due regni si fermò solo con l'ascesa al trono di Ferdinando II, il quale seppe finalmente stabilizzare e razionalizzare gli ordinamenti militari del nuovo regno nato nel 1816, dandogli un'impronta definitivamente nazionale e dinastica. Tuttavia l'evoluzione del quadro politico europeo e napoletano di quegli ultimi 30 anni, che coinvolse a pieno l'esercito delle Due Sicilie, fece sì che il dissenso politico si rivolgesse direttamente contro la stessa casa regnante borbonica.

L'insediamento della dinastia borbonica

Nel 1734 si ebbe il passaggio del Regno di Napoli, e nel 1735 del Regno di Sicilia, dal dominio asburgico a quello borbonico per effetto della guerra di successione polacca. Nei due secoli precedenti l'Italia meridionale e la Sicilia furono parte dell'Impero Spagnolo come vicereami; successivamente, nel 1707, il regno di Napoli passò all'Austria, nell'ambito della guerra di successione spagnola, mentre il regno di Sicilia venne donato a Vittorio Amedeo II di Savoia nel 1713 con la pace di Utrecht.

L'autonomia dei regni di Napoli e di Sicilia dalla corona spagnola, sebbene i due regni rimanessero ancora legati a quest'ultima per motivi dinastici, fu ottenuta grazie all'azione diplomatica di Elisabetta Farnese, seconda moglie del re di Spagna Filippo V. Elisabetta Farnese rivendicò i territori italiani per i propri figli, esclusi dalla successione al trono spagnolo da Don Ferdinando, figlio di primo letto di Filippo V. Nel 1734, pertanto, l'infante don Carlos, primogenito di Elisabetta Farnese, assunse le corone di Napoli e l'anno dopo di Sicilia col nome di Carlo di Borbone. Carlo di Borbone era giunto in Italia già tre anni prima, nel 1731, accompagnato da oltre 6.000 soldati spagnoli, valloni e irlandesi, guidati da Manuel d'Orléans, conte di Charny, a cui si aggregarono altrettanti fanti e cavalieri italiani guidati da Niccolò di Sangro, i quali contribuirono alla decisiva vittoria di Bitonto il 25 maggio 1734.

Carlo di Borbone

Conquistato il regno di Napoli il 10 maggio 1734, Carlo di Borbone diede un primo ordinamento all'esercito regio: le forze militari vennero aumentate a 40 battaglioni di fanteria, 18 squadroni di cavalli (nove di dragoni e nove di cavalleria propriamente detta), un corpo considerevole di artiglieri e un altro di ingegneri. La guerra proseguì fino all'anno successivo, quando Carlo occupò Palermo e fu incoronato re di Sicilia.

La data di nascita ufficiale dell'esercito napoletano va collegata però alla legge del 25 novembre del 1743, con la quale il re Carlo dispose la costituzione di 12 reggimenti provinciali, tutti composti da cittadini del Regno, affiancati da reggimenti con soldati svizzeri, valloni e irlandesi. Furono create anche delle compagnie di fucilieri da montagna sul modello dei micheletti catalani, lontane antenate delle truppe alpine, le cui caratteristiche ordinative, di armamento e di equipaggiamento ne fecero il primo modello del genere nella storia dell'Italia militare moderna. Nella primavera dell'anno successivo il neonato esercito subì il primo collaudo, contro gli austriaci, alla battaglia di Velletri. Essa segnò la sua prima, grande vittoria, cui parteciparono reggimenti interamente napoletani, come il "Terra di Lavoro" (il quale dopo la battaglia poté fregiarsi del titolo di "Real", riservato ai soli reggimenti veterani), comandato dal duca di Ariccia, che ressero il confronto con i reggimenti stranieri di più antica tradizione.

Questa battaglia fu l'apice della guerra di successione austriaca in Italia, in seguito alla formazione di un'alleanza tra Austria, Gran Bretagna e Regno di Sardegna volta a spodestare Carlo di Borbone dal trono di Napoli. Questo compito fu affidato all'esercito austriaco, che, con un'armata comandata dal principe von Lobkowitz, dopo un lungo assedio, la notte del 10 agosto 1744 attaccò di sorpresa i napoletani stanziati nella città di Velletri. La battaglia vide inizialmente il successo degli austriaci, che tuttavia non riuscirono a scacciare definitivamente le truppe del re Carlo dalla cittadella. La reazione napoletana non tardò ad arrivare e le truppe borboniche, con un'iniziativa del conte di Gages e dello stesso re, riuscirono infine a sconfiggere l'armata austriaca, costretta a ritirarsi rovinosamente anche in seguito all'arrivo di rinforzi napoletani da Gaeta e dagli Abruzzi.Antonio Ulloa, Fatti di guerra de' soldati napoletani, Napoli, 1852 L'Esercito nel Regno di Napoli L'esercito del nuovo regno carolino, di impronta schiettamente spagnola negli ordinamenti e nelle tradizioni, era così composto:

Guardia Reale Guardie del corpo Compagnie Alabardieri di Napoli e di Sicilia

Fanteria

Reggimento Reali Guardie ItalianeFormato come Battaglione il 10 novembre 1734, a imitazione delle Reali Guardie Spagnole del re spagnolo e delle Guardie francesi e Guardie svizzere del re di Francia, sulla base di un battaglione del Real Borbone. Nel 1735 partecipò all'assedio di Siracusa, mentre nello stesso anno partecipò alla cerimonia di proclamazione dall'infante Carlo a re di Sicilia (Palermo, 30 giugno). Dal luglio 1736 è detto Regimiento de Guardias Italianas, ed è disposto su 7 compagnie. Ne fu colonnello per un decennio Francesco Carafa, Principe di Colubrano. Nel 1755 era su 2 battaglioni, e 14 compagnie, sotto il comando del Duca di Castropignano. Reggimento Reali Guardie Svizzere

Reggimenti Veterani Il Re La Regina Real BorboneReggimento di fanteria formato nel 1732 da Carlo quando giunse nel Ducato di Parma e Piacenza in qualità di erede designato (in quanto figlio di Elisabetta Farnese), con il titolo di Reggimento di Sua Altezza Reale. Dell'unità faceva parte anche la compagnia della guardia irlandese dei Duchi di Parma. Il Reggimento fece parte del contingente spagnolo che accompagnò Carlo a Napoli nel 1734. Acquisì presto il titolo di Real Borbone o Borbone con cui fu in seguito designato. Nel 1755 era su 2 battaglioni, e 26 compagnie, sotto il comando del Principe di Pettoranello. Real FarneseFormato il 31 ottobre 1734 sotto il comando di Antonio Gaetano Garofalo. Real NapoliGià Marchesi; formato nell'ottobre 1734 da Paolo Marchesi dei marchesi di Camerota. Real PalermoFormato nell'agosto 1735 in Sicilia da Domenico Alliata. Marina Real ItalianoGiù Real Etrangero; formato a fine 1735, ridenominato nel 1737, composto da soldati di varie nazionalità, inclusi i prigionieri austriaci, e comandato dall'irlandese al servizio spagnolo Diego Pritchard. Artiglieria Real Macedonia (anche: Macedone o Illirico) composti da soldati provenienti dalla Macedonia, dall’Albania, Grecia e Dalmazia.

Reggimenti Provinciali (o Nazionali) Real Terra di Lavoro Capitanata Principato Ultra Contado di Molise Principato Citra Abruzzo Ultra Abruzzo Citra Bari Otranto Basilicata Calabria Citra Calabria Ultra

Reggimenti Siciliani Val Demone Val di Noto Val di Mazara Reggimenti Esteri Borgogna (vallone)Reggimento vallone il 10 giugno 1460, passato dal servizio spagnolo a quello napoletano nel 1737. Hainaut (vallone)Reggimento vallone fondato il 12 settembre 1643, passato dal servizio spagnolo a quello napoletano nel 1737. Namur (vallone)Reggimento vallone fondato l'8 marzo 1671, passato dal servizio spagnolo a quello napoletano nel 1737. Amberes (vallone)Reggimento vallone fondato il 16 agosto 1672, passato dal servizio spagnolo a quello napoletano nel 1737. Wirtz (svizzero)Nideröst o Niderist, poi Wirtz; formato il 6 dicembre 1724. Tschoudy (svizzero)Formato il 7 ottobre 1734. Jauch (svizzero) Corpo dei Fucilieri di montagnaCompagnia, formata il 28 luglio 1746.

Totale fanteria alla fine del 1755: 51 battaglioni, 509 compagnie, 26388 soldati.

Cavalleria Reali Guardie di Corpo Reggimenti di Linea Il Re Rossiglione Napoli Sicilia Reggimenti Dragoni Regina Tarragona Borbone Il Principe Totale cavalleria alla fine del 1755: 25 squadroni, 97 compagnie, 3732 cavalieri.

Artiglieria Reggimento Reale Artiglieria Compagnie Artiglieri Provinciali Accademia di Artiglieria

Corpo degli Ingegneri

Veterani

Con Ferdinando IV