In Italia il codice fiscale è una sequenza alfanumerica che serve a identificare in modo univoco persone fisiche e altri soggetti nei loro rapporti con gli enti e le amministrazioni pubbliche dello stato. È composto da sedici caratteri alfanumerici quando riferito a una persona fisica, mentre diventa di undici cifre negli altri casi.

Il codice fiscale viene attribuito alla nascita nel caso di persone fisiche, o alla costituzione nel caso di associazioni e altri enti. Per i soggetti iscritti al Registro delle imprese il codice fiscale dal dicembre 2000 coincide con il numero di iscrizione al registro (le prime sette cifre corrispondono al "numero sequenziale", seguito da tre cifre che identificano l'Ufficio e una cifra di controllo). Per tutti i soggetti contribuenti diversi dalle persone fisiche e dotati di una partita IVA la stessa normalmente ha anche funzione di codice fiscale.

Storia Il codice fiscale è stato introdotto con il per rendere più efficiente l'amministrazione finanziaria con la creazione dell'Anagrafe tributaria, fortemente voluta dall'allora ministro delle finanze Bruno Visentini. Esso viene attribuito e rilasciato a ciascun cittadino italiano dall'Agenzia delle entrate e può essere attribuito anche ai cittadini stranieri. Sin dalla riforma, a ciascuna persona veniva consegnato un tesserino prima cartaceo poi di plastica con banda magnetica, riportante oltre al codice fiscale anche cognome, nome, sesso, luogo di nascita, data di nascita e anno di emissione.

Descrizione

La normativa che disciplina la composizione del codice fiscale è il decreto del Ministero delle finanze del 23 dicembre 1976, in materia di "Sistemi di codificazione dei soggetti da iscrivere all'anagrafe tributaria". Nessuno è autorizzato a calcolare o fornire strumenti per il calcolo del codice fiscale: l'unico codice fiscale valido è quello rilasciato al soggetto dall'Agenzia delle entrate.

Per le persone fisiche Il codice fiscale delle persone fisiche è costituito da una sequenza alfanumerica di sedici caratteri. I primi quindici caratteri vengono ricavati dai dati anagrafici della persona secondo lo schema seguente: tre caratteri dal cognome, tre caratteri dal nome, le due cifre meno significative dell'anno di nascita, un carattere corrispondente al mese di nascita, le due cifre del giorno di nascita (aumentato di quaranta per le donne e prefissato da zero se a cifra singola), quattro caratteri identificativi del comune o dello stato estero di nascita. Il sedicesimo carattere ha funzione di controllo.

La scelta precisa dei caratteri è comunque soggetta a regole più specifiche, fissate nel decreto ministeriale.

Per le persone giuridiche Il codice fiscale delle persone giuridiche è composto da undici cifre (la prima cifra è 8 per le associazioni riconosciute, 9 per quelle non riconosciute). Per le aziende che ne sono sprovviste, la partita IVA sostituisce il codice fiscale.

Omocodia

Potrebbe capitare che a seguito della generazione sulla base dell'algoritmo ufficiale, due persone distinte potrebbero trovarsi associato lo stesso codice fiscale. In questo caso, prima dell'assegnazione, l'Agenzia delle entrate provvede a modificare alcuni caratteri in modo da risolvere l'ambiguità sul nascere. Il metodo per l'alterazione del codice è descritto all'articolo 6 del decreto ministeriale, e prevede la sostituzione di una o più cifre a partire da quella più a destra con una lettera, secondo la seguente tabella di corrispondenza:

Conversione dei caratteri numerici in caso di omocodiaCifraLetteraCifraLettera0L5R1M6S2N7T3P8U4Q9V

Affinché il codice risulti valido a seguito delle sostituzioni il codice di controllo deve essere ricalcolato.

Utilizzando tutte le combinazioni possibili di sostituzioni dei numeri con lettera, si possono gestire al massimo 128 codici differenti. I casi di soggetti cosiddetti "omocodici", inizialmente molto limitati per quanto riguarda i cittadini italiani, si sono notevolmente incrementati nel tempo prevalentemente per gli stranieri, con una concentrazione particolarmente elevata per i nati nei paesi nei quali è prassi comune non ricordare il giorno esatto di nascita.

Il codice fiscale provvisorio Quando sia necessario, l'Agenzia delle entrate può attribuire un codice fiscale provvisorio a una persona fisica. Tale codice fiscale provvisorio per le persone fisiche è costituito da un numero di undici cifre, del quale le prime sette sono un numero progressivo, quelle dall'ottava alla decima comprese identificano l'ufficio che ha attribuito il codice e l'undicesima è il carattere di controllo, determinato nel modo seguente: si sommano i valori di ciascuna delle cinque cifre in posizione dispari; si raddoppia ogni cifra di ordine pari e, se il risultato è un numero di due cifre, si riduce a una sola sommando la cifra delle decine e quella delle unità; si sommano quindi tutti i valori ottenuti; si determina il totale delle due somme; si calcola la differenza tra 10 e le unità del totale; il carattere di controllo è la cifra relativa alle unità del risultato.

Il documento fisico A chiunque venga assegnato un codice fiscale viene rilasciato una certificato di attribuzione del codice fiscale in formato cartaceo, oltre che un documento in formato tessera recante il codice fiscale stesso e le informazioni anagrafiche di base.

Ai cittadini che non sono iscritti al Servizio sanitario nazionale viene rilasciato in particolare il tesserino del codice fiscale. Il tesserino è un documento plastificato, di colore verde, senza scadenza, e che riporta il codice fiscale, i dati anagrafici del titolare e un codice a barre per la lettura ottica dei dati.

Ai cittadini italiani o europei residenti in Italia, e i cittadini extracomunitari regolarmente iscritti al Servizio sanitario nazionale, viene invece emessa esclusivamente la tessera sanitaria o la carta nazionale dei servizi. Questa assolve di fatto la stessa funzione del tesserino del codice fiscale, oltre a riportare sul retro anche i dati della Tessera europea di assicurazione malattia (TEAM).

Problemi noti

Anacronismo del codice catastale Il codice fiscale fotografa la situazione amministrativa al momento della nascita.

Stessa considerazione vige nei confronti del comune di nascita: una persona nata in un comune soppresso o accorpato (per esempio Borgo Panigale, fino al 1937 comune autonomo e da quella data parte del comune di Bologna) avrà il codice catastale del luogo di nascita corrispondente alla situazione amministrativa del momento (B027 prima del 1937, A944, codice di Bologna, dopo). Lo stesso discorso si applica a quei casi di frazioni comunali nel frattempo divenute comuni autonomi: chi per esempio è nato prima del 1992 a Fiumicino (all'epoca frazione del comune di Roma) porta nel codice fiscale il codice catastale H501 della Capitale italiana, laddove nel codice di chi è nato dopo figura M297, codice catastale del nuovo comune.

Fanno eccezione alcuni cittadini che negli anni settanta, nati prima del 1945 in territorio all'epoca italiano, si sono visti attribuire un codice catastale estero, in quanto il comune di nascita era diventato territorio straniero dopo la seconda guerra mondiale e dunque non venne mai provvisto di un codice catastale italiano.

Tuttavia, per le persone nate all'estero, basandosi tanto sui documenti stranieri, che spesso preferiscono fotografare la situazione attuale, tanto sulle dichiarazioni del migrante stesso, che non ritiene corretto lasciarsi associare a uno Stato decaduto che non lo rappresenta, non è raro che il principio di cui sopra venga disatteso e, quindi, per fare un esempio, una persona nata a Kiev negli anni ottanta si farà iscrivere come nata in Ucraina, anziché in Unione Sovietica. A volte poi è l'interfaccia stessa a non rendere possibile la selezione di certi Stati ormai da tempo estinti, generando casi di conversione forzata, che possono spaziare dal bizzarro Unione Sovietica (RUS) all'erroneo Mariupol (RUS).

Dipendenza da altri dati anagrafici Essendo il codice fiscale costruito a partire dai dati anagrafici di base delle persone fisiche, coloro che durante la loro vita decidessero di cambiare i propri dati saranno costretti ad aggiornare anche il loro codice fiscale.

Non-opacità Il codice fiscale per le persone fisiche non è un identificativo opaco, poiché per costruzione rivela alcuni dati personali della persona a cui viene assegnato. In particolare rivela completamente sesso, data e luogo di nascita, e parzialmente nome e cognome. Nessuno di questi dati tuttavia è considerato sensibile ai sensi delle norme poste a tutela della riservatezza.

A scopo esemplificativo, nel glossario pubblicato dall'autorità garante per la protezione dei dati personali, codice fiscale, nome e cognome sono tipizzati come dato personale. Nel glossario non sono compresi il comune o lo stato estero di nascita, sebbene questa informazione personale possa rivelare l'origine razziale ed etnica, che è qualificata come "dato sensibile" nel d.lgs. 196/2003 art. 4, e come dato personale di tipo particolare nel Regolamento generale sulla protezione dei dati personali, art. 9. Il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell'Unione Europea, in vigore da maggio 2018, tuttavia, non esemplifica nessuno di questi dati.

Il GDPR art. 9 vieta il trattamento dei dati personali di categoria particolare, definiti all'art. 4. Tuttavia, le deroghe possibili sono genericamente "motivi di interesse pubblico rilevante sulla base del diritto dell'Unione o degli Stati membri", oltre ad ampi casi circostanziati: dato reso manifesto dall'interessato e del pubblico interesse (archiviazione, ricerca storica e scientifica, medicina preventiva e del lavoro, sanità pubblica).

Al trattamento dei dati personali relativi allo stato di salute e alla vita sessuale, biometrici e genetici, anche per finalità di ricerca, sono riferiti: dal Codice della Privacy (artt. 4, 22, 37, 110), e dal GDPR (considerazione generale n. 159, art. 3, art. 4 in merito alla definizione di dato sensibile, art. 5 in merito all'obbligo di cancellazione o rettifica dei dati inesatti, art. 9 -divieto di trattamento dei dati personali di categoria particolare, 28 per quanto riguarda gli obblighi contrattuali del responsabile del trattamento, 34-obbligo di notifica all'interessato in caso di violazione dei dati, 49, art. 169- protezione dei dati negli istituti nazionali di statistica).

Omocodia su anni di nascita diversi Il fatto di indicare solo le ultime due cifre dell'anno di nascita implica che, a parità degli altri dati, i nati a distanza di un secolo hanno lo stesso codice. Ad esempio, un uomo nato il 1º febbraio 1907 ha lo stesso codice di un uomo nato nella stessa città lo stesso giorno nel 2007: 07B01.

Parziale inefficacia del carattere di controllo L'algoritmo di verifica del carattere di controllo non è in grado di rilevare alcuni tipi di errori di battitura relativamente frequenti:

lo scambio di due o più lettere in posizione pari o dispari l’inversione della sequenza composta dai caratteri consecutivi W e Y, ovvero WY e YW.

Ad esempio, è possibile verificare come i codici fiscali MRYWLM80A01H501H e MRWYLM80A01H501H siano entrambi formalmente validi, seppur differendo solo per l'inversione di due lettere consecutive.

Uso di codici non validati Nel caso in cui in banche dati sia private sia di enti pubblici siano presenti informazioni associate a un codice fiscale non validato o non veritiero (per dolo, negligenza o errore materiale), dette banche sono inquinate. Tra i casi più frequenti vi sono omocodìe e mancate notifiche di cambio nome (che comportano aggiornamento del codice fiscale). Molto meno frequente, ma non per questo meno possibile, il caso in cui il dato sia molto vecchio e immesso nella banca dati privo di codice fiscale e quest'ultimo sia stato evinto in maniera non validata dai dati anagrafici tramite algoritmi comunque reperiti.

Servizi online di verifica