Grimaldi è un comune italiano di abitanti della provincia di Cosenza, uno dei centri della Valle del Savuto, fiume che attraversa il suo territorio.
Geografia fisica Grimaldi sorge a 650 m sul livello del mare. Il territorio si estende dalle montagne di Santa Lucerna (a nord, 1256 m s.l.m.) alla Valle del fiume Savuto (a sud, 150 m s.l.m.).
Storia
Le origini di Grimaldi sono ricondotte al popolamento dell'area interna compresa tra Cosenza, la valle del Savuto e i rilievi del monte Santa Lucerna, nell'attuale provincia di Cosenza. Alcune ricostruzioni collegano la formazione dei primi nuclei abitati alla crisi dell'antica Pandosia e alla dispersione di gruppi di popolazione verso zone più interne e difendibili. Il nome storico del centro, attestato anche nella forma Grimaldo, è stato collegato a Grimoaldo I, duca di Benevento e re dei Longobardi, in riferimento alla presenza longobarda nell'Italia meridionale altomedievale e al quadro dei rapporti tra Longobardi, Bizantini, Saraceni e Normanni. Prima della formazione dell'abitato accentrato, il territorio era articolato in piccoli nuclei rurali. Grimaldi ebbe origine da un complesso di sei casali: Sant'Anastasio, Santa Caterina, Trinità, San Pietro, Santo Stefano e San Domenico degli Schiavi. Una diversa tradizione manoscritta ricorda invece Santa Caterina, San Pietro, San Nicolò, Santo Stefano, Santissima Trinità e San Stasi, identificabile con Sant'Anastasio. Le due versioni attestano comunque l'esistenza di un popolamento sparso, formato da casali agricoli e pastorali progressivamente confluiti in un centro unitario. Tra l'XI e il XII secolo gli abitanti dei casali si raccolsero in un insediamento più sicuro, denominato Grimaldo. Il sito, oggi ricordato come Grimaldi vecchio, aveva funzione difensiva ed era posto in posizione elevata, protetta da rupi e pendii. L'abitato era dotato di accessi controllati, tradizionalmente indicati come porta della Valle, porta del Portello e porta di Serralonga, e disponeva di cisterne per la raccolta dell'acqua. Per la presenza di un castello, Grimaldo fu indicato anche come Motta Grimalda. La posizione dell'abitato era legata alle esigenze di difesa e ai rapporti territoriali con i centri vicini, in particolare Aiello, lungo l'area di collegamento tra Cosenza e la valle del Savuto. Nel basso Medioevo Grimaldo fece parte del sistema dei Casali di Cosenza. Nel 1369 Giovanna I di Napoli inviò una delegazione nella vicina Tinisi per delimitare i territori di Grimaldo e Mendicino rispetto ad Aiello. Nei secoli successivi continuarono controversie con i signori di Aiello. Nel 1481 Paolo Siscar, conte di Cirella, divenne signore di Grimaldo; gli abitanti riuscirono tuttavia a evitare gli obblighi feudali mediante il pagamento di mille ducati. Nel XVI secolo è attestata la figura di Giuseppe Venanzio Nigro, collegato agli ambienti del dissenso religioso calabrese e alle correnti antitrinitarie. La sua vicenda si inserisce nel più ampio quadro della circolazione delle idee religiose nell'Italia meridionale durante l'età della Riforma. Il 27 marzo 1638 un violento terremoto distrusse l'abitato di Grimaldo. Il paese fu quindi ricostruito in una nuova area, detta Chiata, corrispondente al nucleo dell'attuale centro storico. Alla fase successiva al sisma risalgono alcuni dei principali riferimenti storico-religiosi dell'abitato, tra cui la chiesa dell'Immacolata Concezione, la chiesa dei Santissimi Pietro e Paolo e il complesso di Sant'Antonio con monastero. Dopo la ricostruzione, Grimaldi rimase inserita nel sistema dei Casali di Cosenza. Fu una delle ventuno baglive di Cosenza e mantenne natura demaniale. Nel 1644 fu compresa tra i casali acquistati dal Granduca di Toscana, ma tornò al demanio regio dopo la rivolta di Celico del 1647. Nel 1799, durante la Repubblica Napoletana e l'occupazione francese del Regno di Napoli, Grimaldi fu elevata a Comune dal generale Jean Étienne Championnet e compresa nel cantone di Cosenza. Alla fase repubblicana e alla successiva reazione borbonica e sanfedista è collegato anche l'arrivo nel paese di famiglie provenienti da centri vicini, compromesse con posizioni repubblicane o filo-francesi. Con l'ordinamento francese del 1807 Grimaldi divenne luogo, o Università, nel governo di Carpanzano. Il decreto del 4 maggio 1811 le attribuì la frazione di Maione, poi trasferita ad Altilia con il riordino borbonico del 1816. Nel 1820 il paese fu elevato a capoluogo di circondario. Tra la fine del XVIII secolo e l'XIX secolo il paese espresse figure legate alla medicina, alle scienze naturali, alla cultura giuridica e alla vita religiosa. Appartengono a questo contesto Gabriele Silvagni, medico, chirurgo e studioso di scienze naturali; Bruno Amantea, medico e chirurgo attivo nell'ambiente napoletano; e Raffaele Gagliardi, teologo e vescovo di Sessa Aurunca dal 1872 al 1880. Nel corso dell'XIX secolo Grimaldi partecipò alle vicende politiche e sociali del Risorgimento calabrese. Tra le famiglie legate ai moti antiborbonici e all'emigrazione politica meridionale si ricordano i Mileti, tra cui Pietro Mileti, Carlo Mileti e altri esponenti del patriottismo calabrese. Dopo l'Unità d'Italia il paese entrò nella provincia di Cosenza del Regno d'Italia e seguì le trasformazioni comuni a molte aree interne meridionali, con la crisi dell'assetto rurale tradizionale, l'emigrazione e la crescita dei ceti professionali. Nel XX secolo Grimaldi fu danneggiata dal terremoto della Calabria del 1905. Nel corso del secolo il paese rimase legato all'agricoltura, all'allevamento, all'artigianato e ai piccoli commerci, ma l'emigrazione e l'accesso agli studi favorirono l'inserimento di diversi suoi cittadini in ambiti scientifici, culturali, militari e politici. Tra le figure nate o legate a Grimaldi si ricordano Giuseppe Amantea, fisiologo e docente universitario; Giacomo Albo, botanico; Filippo Amantea Mannelli, avvocato e poeta; e Vincenzo Iacoe, generale di corpo d'armata. Durante la seconda guerra mondiale e la Resistenza sono ricordati alcuni grimaldesi impegnati nelle vicende militari e partigiane successive all'8 settembre 1943, tra cui Ottavio Anselmo, Basilio Bianco, Giuseppe Caputo, Antonio Sdao e Francesco Vecchio, soldato della Divisione Acqui caduto a Cefalonia. Alla storia amministrativa del Novecento appartiene anche Federico Solimena, prefetto del Regno d'Italia e poi della Repubblica Italiana, nato ad Aiello Calabro da Vincenzo Rodolfo Maria Solimena e dalla grimaldese Vittoria Nigro. Legato anche al contesto familiare materno di Grimaldi, nel 1943, da prefetto di Ferrara, assunse una posizione contraria alla collaborazione con fascisti e tedeschi. Nel dopoguerra fu prefetto di Catanzaro, Livorno, Cagliari, Genova e Bologna. Nel secondo Novecento si collocano anche Giuseppe Rose, anarchico, saggista, poeta e pittore nato a Grimaldi nel 1921, e Battista "Pino" Iacino, socialista, originario di Grimaldi, sindaco di Cosenza dal 1975 al 1980 e poi consigliere e assessore regionale. Alla più ampia storia politica calabrese è legato anche Giacomo Mancini, esponente nazionale del Partito Socialista Italiano, più volte ministro e sindaco di Cosenza, con ascendenze familiari grimaldesi attraverso la linea Anselmo. Nel secondo dopoguerra Grimaldi conobbe un progressivo ridimensionamento demografico. Dopo aver raggiunto 3.786 abitanti nel censimento del 1951, scese a 2.905 abitanti nel 1961, a 2.179 nel 1971, a 1.536 nel censimento del 2021 e a 1.477 abitanti al 28 febbraio 2026. Il calo riflette il più ampio processo di spopolamento delle aree interne meridionali, legato all'emigrazione, alla riduzione delle attività agricole tradizionali e allo spostamento verso centri urbani e industriali.
Simboli
Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 21 aprile 1999.
Il gonfalone è un drappo di rosso.
Società Evoluzione demografica
Infrastrutture e trasporti Il comune è interessato dalla Strada Provinciale 57 e dalla Strada Provinciale 245.
Amministrazione
Primo cittadino Partito o lista Inizio Fine Carica Francesco Tartaro — 1917 1921 Sindaco Luigi Silvagni — 1921 1923 Sindaco Gabriele Niccoli — 1923 1924 Sindaco Eugenio Anselmo — 1924 1925 Commissario prefettizio Attilio Aquino — 1925 1926 Commissario prefettizio Vincenzo Del Vecchio — 1925 1926 — Salvatore Spadafora — 1926 1929 Podestà Angelo Nigro — 1929 1930 Commissario prefettizio Gabriele De Simone — 1930 1931 Podestà Eugenio Anselmo — 1934 1936 Commissario prefettizio Nicola Iachetta — 1937 1938 Commissario prefettizio 1938 1943 Podestà Emilio Amantea — 1943 1945 Commissario prefettizio Emilio Anselmo — 1945 1945 — Raffaele Colistro — 1945 1946 Commissario prefettizio Fortunato Notti — 1946 1949 — 1949 1952 Commissario prefettizio Michele Iachetta Lista civica La bilancia 1952 1956 Sindaco Aldo Vetere Democrazia Cristiana 1956 1960 Sindaco Matteo Saccomanno Lista civica Le spighe 1960 1963 Sindaco Secondo Paolo Anselmo Partito Socialista Italiano 1963 1965 Sindaco Emilio Anselmo Partito Socialista Italiano 1965 1975 Sindaco Ovidio Notti Partito Socialista Italiano 1975 1977 Sindaco Emilio Falcone Partito Socialista Italiano 1977 1980 Sindaco Raffaele Iachetta Democrazia Cristiana 1980 1990 Sindaco Silvano Pettinato Partito Socialista Italiano 1990 1995 Sindaco Antonio Maria Anselmo Lista civica 23 aprile 1995 13 giugno 1999 Sindaco Giuseppe Albo Lista civica 13 giugno 1999 13 giugno 2004 Sindaco 13 giugno 2004 7 giugno 2009 Sindaco Giovanni Battista Notarianne Lista civica 7 giugno 2009 25 maggio 2014 Sindaco Carlo Ferraro Lista civica Insieme Grimaldi Riparte 25 maggio 2014 26 maggio 2019 Sindaco Roberto De Marco Lista civica Insieme SI Può 26 maggio 2019 9 giugno 2024 Sindaco Paolo Stilla Lista civica Futuro per Grimaldi 9 giugno 2024 in carica Sindaco
Note
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