Le guerre bizantino-normanne vennero combattute tra il 1050 circa e il 1185, anno in cui fallì l'ultima invasione normanna dell'impero bizantino.

Contesto storico Italia meridionale

A cavallo dell'anno Mille, l'Italia meridionale era divisa tra varie grandi potenze e presentava fratture culturali assai marcate, con il risultato che si pativa in modo tangibile la mancanza di una vera e propria autorità centrale. La supremazia dell'impero bizantino sopravviveva ancora nella parte peninsulare, ma a differenza dei secoli passati andava circoscrivendosi sempre più ai confini della Puglia (più ampia rispetto alla moderna regione italiana e compresa nel thema di Langobardia) e della Calabria perché si stava vivendo una fase di declino.. Dovendo individuare il cuore del potere, si può sicuramente affermare che esso si trovava nelle zone più vicine ai centri imperiali in Grecia, tutte localizzate in Puglia.. La Calabria, all'estremità della penisola, appariva invece maggiormente vulnerabile e meno presidiata, fattore che incise sulla velocità delle future conquiste normanne. Anche gli stati longobardi di Salerno, Benevento e Capua, nati dal frazionamento dell'antico ducato di Benevento, così come i piccoli ducati di Napoli, Gaeta e Amalfi, erano soggetti a Costantinopoli e rientravano nel territorio del Catepanato d'Italia, sia pur soltanto de iure. Si trattava di entità fortemente disunite che alternavano fasi di lotte intestine a momenti di alleanza reciproca, oltre che spesso vittime delle incursioni saracene eseguite lungo la costa. A seguito della conquista islamica della Sicilia, l'intera isola era caduta in mano musulmana, sebbene tutto sommato preservando un ampio margine di autonomia rispetto all'Ifriqiya, dove aveva sede il cuore della dinastia dei kalbiti.. In Sicilia persistevano comunque delle divisioni fra i vari potentati islamici. Dalla Germania, infine, gli imperatori del Sacro Romano Impero seguivano con attenzione gli eventi in corso, anche se dalla morte di Ottone II di Sassonia nel 983 avevano smesso di interferire come in passato.. Nondimeno, la corona godeva di ampio rispetto ed era ancora temuta dai bizantini, specie nei principati longobardi, dove vivevano ancora nobili filo-tedeschi.

I confini politici non sempre corrispondevano a quelli culturali e religiosi. In Campania e in Puglia settentrionale e centrale si parlava una lingua romanza e la popolazione era prevalentemente cattolica; al contrario, nella Puglia meridionale e in Calabria le genti erano in prevalenza di lingua greca e celebravano una liturgia di rito ortodosso. Nell'ovest e nel sud della Sicilia vivevano soprattutto immigrati arabi e berberi, nonché autoctoni che si esprimevano in arabo ed erano musulmani (due terzi dell'isola, nel 1050); nel nord-est dell'isola il grosso della popolazione non aveva rinnegato la lingua greca e il cristianesimo ortodosso.. Infine, in tutto il Mezzogiorno, soprattutto nelle città, erano presenti rilevanti comunità ebraiche..

Normanni

Di origine scandinava, i normanni (letteralmente "uomini del nord") erano una popolazione che basava il proprio stile di vita essenzialmente sulle razzie e che soltanto gradualmente si adattò alla sedentarietà.. Dopo lungo tempo, verso la fine dell'Alto Medioevo aveva ridotto la tendenza a peregrinare e si era imposta come gruppo dominante in Neustria, nella moderna Francia, una regione che divenne da allora nota con il nome di Normandia.. Lì, sotto il governo di un certo Rollone, venne riconosciuta la loro autorità dal re di Francia Carlo III, il quale nel 911 concesse la costituzione di un proprio ducato a lui subordinato. Con il tempo, i norreni accantonarono i viaggi per mare e si specializzarono nel combattimento a cavallo, continuando comunque ad amministrarsi secondo uno stile di stampo scandinavo e costituendo delle bande fedeli a un capo riconosciuto. Intanto, abbracciarono il cristianesimo e si fusero con la popolazione autoctona, guadagnandosi la fama di guerrieri dalla spiccata abilità, motivo per cui i loro servigi venivano spesso richiesti anche lontano dalle proprie terre..

A livello storiografico, si è a lungo discusso su quali fattori stimolarono la spinta verso l'Italia meridionale. Generalmente si è sostenuto che incise soprattutto l'eccessiva sovrappopolazione del ducato di Normandia, mentre al contrario i recenti conflitti della parte meridionale della penisola italiana avevano causato un brusco calo di abitanti e reso le difese sguarnite, offrendo così allettanti prospettive.. A dispetto di quanto dichiarato dalle cronache medievali, non si può ritenere che soltanto ciò giustificò la loro migrazione, giacché la crescita demografica stava riguardando l'intera Europa occidentale. Infatti, anche le aspre faide e le rivolte in corso in Normandia spinsero molti abili guerrieri e provenienti da famiglie proprietarie di terre a cercare altrove fortuna.. Si è posto altresì l'accento sulla crescente popolarità dei pellegrinaggi religiosi, in particolare quelli legati al culto di San Michele Arcangelo, veneratissimo dai normanni e di cui uno dei principali percorsi conduceva al celebre santuario di Monte Sant'Angelo in Puglia, lungo la strada per la Terra Santa. A tal proposito, è bene sottolineare che le fonti riconducono tutte la comparsa normanna all'idea del pellegrinaggio e della carità cristiana, in un'ottica a posteriori di giustificazione della conquista. È in sintesi corretto ipotizzare che, in cerca di nuove prospettive, ben presto cominciò lo spostamento di vari gruppi di giovani bramosi di avventure e ricchezze, tanto in veste di mercenari tra le file degli eserciti di un principe straniero, quanto dandosi al brigantaggio in maniera autonoma.. In merito alle modalità con cui avvennero questi flussi migratori, essi iniziarono con un lento e regionalmente differenziato stanziamento di qualche centinaio di cavalieri e poche donne.. In seguito accrebbero sotto il regno di Roberto I e durante la minore età di Guglielmo II (in futuro divenuto conosciuto come Guglielmo di Conquistatore), forse spinti da esuli politici e più avanti dalla famiglia degli Altavilla, che cercava una propria collocazione altrove. Lo storico Levi Roach ha sostenuto che, tutto sommato, «sarebbe un errore cercare di individuare il momento preciso in cui i normanni si insediarono al Sud. A differenza di quanto accadde in Inghilterra [nel 1066], la conquista e la colonizzazione del Mezzogiorno d'Italia avvennero per gradi».. Al principio dell'XI secolo, si presume che nel Meridione vivessero all'incirca 250 cavalieri normanni, con il totale che aumentò sensibilmente soltanto dopo il 1040, con minimo - unità..

Escluse le fonti bizantine, le quali non affermano nulla sul tema, Amato di Montecassino dice che un nucleo di guerrieri normanni, di ritorno dalla Terra Santa, avrebbe aiutato il principe Guaimario III di Salerno a difendere la città dagli attacchi dei saraceni nel 999. Pur avendoli invitati a restare, essi preferirono rifiutare, ma Guaimario li riempì di talmente tanti doni che in futuro riconsiderarono l'idea di tornare in quella terra «dove scorreva latte e miele».. Il cronista Guglielmo di Puglia, invece, attesta che il primo a impiegare i normanni come mercenari sarebbe stato Melo di Bari poco dopo il 1009.. Questi avrebbe incontrato un gruppo di pellegrini normanni al santuario di San Michele sul monte Gargano e li avrebbe arruolati al proprio seguito. Stando alle ricostruzioni storiografiche, probabilmente assecondando i desideri di papa Benedetto VIII e del Sacro Romano Impero, Melo avrebbe assoldato i normanni per scatenare una rivolta anti-bizantina.. Negli anni immediatamente seguenti al Mille, in uno scenario reso ulteriormente complicato dalle lotte di potere in corso tra la Chiesa greca di Costantinopoli e la Chiesa latina di Roma, i greci si erano prefissati di riguadagnare terreno ai danni di Benevento e di Salerno, attirandosi diverse antipatie. Nel giro di breve tempo, Melo si appropriò di Bari ed estese i tumulti ad Ascoli e a Trani, ma l'11 giugno del 1011 fu sconfitto e dovette cercare rifugio a Salerno.. Non si può escludere che lo stesso gruppo di combattenti avesse incontrato sia Melo sia Guaimario, così come non è mancato qualche storico il quale ha suggerito di accantonare queste ricostruzioni leggendarie, concedendo più credito all'ipotesi secondo cui avessero viaggiato per assistere il pontefice nella sua politica anti-bizantina..

È certo invece che un nuovo contingente si mise in moto nella primavera del 1017. Melo era ritornato a causare scompiglio in Puglia tra il 1017 e il 1018, sfruttando l'afflusso di nuove truppe straniere a tale scopo.. Gli insorti riuscirono nel corso del tempo a ottenere parecchi successi, tanto che nel settembre del 1018 i bizantini attivi nell'area tra il Fortore a nord e Trani a sud erano stati scacciati. A causa delle violenze inflitte alla popolazione, pochi abitanti locali soggetti alla dominazione greca decisero di sostenere gli invasori. Così, già a ottobre lo scenario mutò a loro sfavore dopo la battaglia di Canne, combattuta non distante da dove avvenne lo scontro tra il generale cartaginese Annibale e l'esercito romano.. I circa ottanta cavalieri normanni sopravvissuti scelsero di mettersi al servizio dei vari potenti del Mezzogiorno continentale, giurando quindi fedeltà, a seconda dei casi, ai signori della Langobardia Minor (i territori longobardi del sud Italia) e dei ducati campani, agli abati di Montecassino o agli imperatori bizantini. Il prestigio determinato dalla vittoria a Canne avvicinò molti sovrani a Costantinopoli, con la sola significativa eccezione di Benevento, rimasta accanto a uno Stato pontificio sempre più isolato.. Su richiesta di Guaimario III di Salerno, che sperava di accattivarsi un nuovo amico, il neo-eletto imperatore del Sacro Romano Impero Corrado II il Salico stravolse i fragili equilibri della Campania liberando Pandolfo IV di Capua.. Questi aveva trascorso alcuni anni in prigione in Germania per aver sostenuto i bizantini ed era stato privato di tutti i suoi antichi feudi, obiettivo su cui, mosso da un desiderio di vendetta verso chi lo aveva tradito, si concentrò immediatamente. Si trattava dunque di una scelta infausta, tanto che probabilmente l'energico papa Benedetto VIII si sarebbe di certo opposto a una simile decisione qualora fosse stato ancora in vita; la temporanea impotenza della curia romana e il disinteresse di Corrado II verso le politiche religiose contribuirono all'avvenuta liberazione.. In cerca di solidarietà, trattandosi di una pratica che come attesta Rodolfo il Glabro stava crescendo vertiginosamente, Pandolfo si rivolse tra gli altri ai normanni.. Ben presto, a prescindere da chi li ricercasse, si sentirono incoraggiati ad avanzare sempre più ardite pretese in cambio dei loro servigi.

Conquista del Sud Italia (1040-1071)

Intorno al 1020, in un contesto politico ormai frammentato, venne costituita la contea di Ariano ad opera di un altro gruppo di cavalieri normanni capeggiato da Gilberto Buatère e assoldati proprio da Melo di Bari.. La contea, che soppiantava il preesistente guastaldato, può essere considerata come il primo organismo politico posto in essere dai normanni nel Mezzogiorno d'Italia.