La nazionale di hockey su ghiaccio della Repubblica Ceca (Česká hokejová reprezentace) è una delle selezioni nazionali più prestigiose e vincenti, al momento (2010) al 5º posto nel ranking mondiale stilato dalla IIHF. Fa parte di quel novero di squadre conosciuto come le grandi sette, ossia le sette più forti nazionali del mondo. Le rappresentative nazionali, ai vari livelli, sono gestite dalla federazione nazionale, la Český svaz ledního hokeje.

La nazionale maschile maggiore, dalla sua nascita nel 1993, ha sempre fatto parte dell'élite dell'hockey mondiale raccogliendo numerosi successi. Ai Campionati del mondo ha vinto 6 medaglie d'oro, di cui tre consecutive tra il 1999 e il 2001 (gli altri successi sono arrivati nel 1996, nel 2005 e nel 2010), un argento e tre bronzi. Alle Olimpiadi invernali ha vinto l'oro nel 1998 a Nagano e il bronzo a Torino nel 2006. Dal 1994 esiste la nazionale giovanile U-20, mentre nel 1999 sono nate la selezione femminile e la selezione U-18.

Storia Esordi La nazionale è nata nel 1993 dopo la separazione tra Repubblica Ceca e Slovacchia, avvenuta ufficialmente il 1º gennaio dello stesso anno. La prima partita ufficiale ha avuto luogo l'11 febbraio 1993: la Repubblica Ceca vinse per 6-1 contro la Russia. Kamil Kašťák segnò il primo gol ufficiale della storia della squadra e anche la prima doppietta (due, infatti, furono i suoi gol nella partita). Due mesi più tardi, il 9 aprile, il portiere Roman Turek fece registrare il primo shutout - cioè una partita senza subire reti - in una vittoria per 3-0 contro la Svezia. Le prime partite ufficiale giocate furono quelle degli LG Hockey Games, un torneo organizzato in Svezia. La Repubblica Ceca si classificò al secondo posto, dietro i padroni di casa. Antonín Stavjaňa, difensore ceco, fu nominato miglior difensore del torneo.

Nello stesso anno la squadra partecipa anche al suo primo mondiale, in Germania. I cechi sono inseriti nel girone B e disputano le parite a Dortmund. La squadra domina il girone vincendo 5 partite e pareggiandone una (all'epoca non si disputavano i tempi supplementari in caso di parità dopo i regolamentari), con 17 reti all'attivo e solo 4 al passivo. Nei quarti di finale è l'Italia a dover lasciare il passo alla Repubblica Ceca dopo una perentoria sconfitta per 8-1. Il sogno iridato dei cechi si spezza, però, in semifinale quando ai tempi supplementari lo svedese Thomas Rundqvist approfitta di un errore del portiere Petr Bříza e segna il gol del 4-3. Nella finale per il bronzo i cechi superano il Canada per 5-1 e vincono la prima medaglia della loro storia.

L'anno successivo è l'anno delle Olimpiadi di Lillehammer. La Repubblica Ceca non riesce però a ripetersi e a portare a casa una medaglia, ma esce ai quarti, classificandosi quinta, sconfitta 4-2 dal Canada, poi medaglia d'argento, che si prende così la rivincita. La nazionale ceca esce senza bottino anche dai successivi mondiali nel 1994 (7º posto) e nel 1995 quando perde ancora con il Canada la finale per il terzo posto. Il primo successo

Nel 1996 i mondiali si disputano in Austria, a Vienna. I cechi, nel girone B, rimangono imbattuti con 4 vittorie e un pareggio e il migliore attacco del gruppo (27 reti). Nei quarti si trovano di fronte la Germania, ultima classificata nel gruppo A: nessun particolare problema contro i tedeschi che sono liquidati con un secco 6-1. Al turno successivo, le semi-finali, si presentano gli Stati Uniti che nei quarti hanno eliminato la Svezia campione olimpica in carica. La partita si mette subito bene per la nazionale ceca che mette a segno due gol nei primi tre minuti dell'incontro. Nel prosieguo del match Otakar Vejvoda (doppietta) e Pavel Patera chiudono la partita che termina 5-0 con shutout del portiere Turek. In finale ci sono gli eterni rivali del Canada con cui negli ultimi tre anni i cechi si sono scontrati sempre negli ultimi tre mondiali (2-1 il conto delle vittorie per i canadesi, tralasciando il match olimpico vinto dai nordamericani). Questa volta, però, le due rappresentative si trovano di fronte nella partita più importante e la loro prestazione è degna di tale incontro. La Repubblica Ceca va avanti di due reti grazie ad una doppietta di Robert Lang, cui risponde quella di Steve Thomas che riporta il match in equilibrio. Quando rimangono 19 secondi al termine dei tempi regolamentari Martin Procházka batte il portiere canadese Curtis Joseph e porta i suoi ad un passo dal titolo. Joseph esce per far entrare un attaccante in più nel disperato tentativo di rimettere in piedi la partita nei pochi secondi che restano; tuttavia è Jiří Kučera ad impossessarsi del disco e a segnare a porta vuota il 4-2 definitivo. La Repubblica Ceca vince la sua prima medaglia d'oro. Con questa medaglia si apre un ciclo per la nazionale ceca ricco di successi e soddisfazioni che porterà la squadra a raggiungere i massimi livelli.

Al termine del torneo, il portiere Roman Turek, sceso in campo in tutte le partite giocate dalla propria nazionale, viene eletto miglior portiere del torneo e inserito nella squadra ideale dei media assieme ad altri tre compagni: il difensore Michal Sýkora e gli attaccanti Robert Reichel e Otakar Vejvoda. Drahomír Kadlec è invece inserito nel secondo miglior quintetto. Al suo primo mondiale con la maglia della Repubblica CecaRobert Lang aveva già vestito la maglia della nazionale cecoslovacca, mentre i mondiali 1996 rappresentarono la prima occasione in cui scese sul ghiaccio nella nazionale della Repubblica Ceca., Robert Lang fu il secondo miglior marcatore del torneo con 9 punti (5 gol e 4 assist), secondo al canadese Yanic Perrault che mise a referto anch'egli 9 punti ma al quale fu consegnato il premio in virtù del maggior numero di gol segnati (6).

Gli anni d'oro Giochi olimpici invernali di Nagano

L'anno successivo l'avventura mondiale s'interrompe alle semifinali, ma la nazionale ceca riesce comunque a portarsi a casa la medaglia di bronzo, che viene bissata l'anno dopo. Il 1998 è anche anno di Olimpiadi, che si disputano a Nagano. Nagano 1998 rappresenta un evento importante per l'hockey su ghiaccio perché per la prima volta viene concesso alle varie nazionali di schierare anche le proprie stelle NHL. La Repubblica Ceca è inserita nel Master Round assieme a Russia, Finlandia e Kazakistan. La selezione s'impone facilmente sul Kazakistan (8-2) e con un perentorio 3-0 sulla Finlandia. La partita con la Russia rimane a lungo in equilibrio e si decide a 17 minuti dalla fine: nel giro di circa dieci secondi i russi battono per due volte il portiere ceco Dominik Hašek - che pure disputò una buona partita parando 58 tiri su 60 - e vincono poi per 2-1.

Nei quarti di finale i cechi incontrano gli Stati Uniti, terzi nell'altro girone. Dopo un quarto d'ora di gioco sono gli americani a passare in vantaggio grazie alla rete di Mike Modano. In questa prima parte del match l'unico giocatore ceco pericoloso è la stella Jaromír Jágr, che pertanto è costretto a fare gli straordinari in prima, terza e quarta linea. Bisogna aspettare la mezz'ora per vedere il gol ceco dell'1-1 che porta la firma di Vladimír Růžička. Un minuto più tardi è lo stesso Jágr a segnare il gol del vantaggio. Chiude la partita, cinque minuti dopo, Martin Ručinský e nel finale appesantisce il divario il quarto gol di Jiří Dopita.

In semi-finale si rinnova la sfida con il Canada. Complici le nuove regole, i canadesi si presentano con una formazione fortissima che annovera tra gli altri Wayne Gretzky, Steve Yzerman, Joe Sakic e Patrick Roy deciso a dimostrare di essere il miglior portiere in circolazione. Le due selezioni si tengono testa per i primi due tempi, quando nel terzo sono i cechi ad aprire le marcature. Ad un minuto dalla fine arriva il pareggio canadese. Nei supplementari i cechi, che avevano meritato di più nei tempi regolamentari, demoralizzati dal pareggio, si limitano a difendersi per affidarsi poi ad Hašek per la roulette dei rigori. Il portiere ceco fa bene il suo dovere parando tutti i tiri dei canadesi, eccetto uno che finisce sul palo. Patrick Roy, dal canto suo, non è da meno: ne para due e vede il tiro di Jágr infrangersi sul palo. Tuttavia il primo rigore era finito in porta e i cechi si guadagnano così l'accesso alla finale.

Ad aspettarli vi è la Russia che ha sconfitto Finlandia e Bielorussia. I russi riescono ad imporre immediatamente il proprio ritmo, volti a portare la partita sui propri binari, ma i loro propositi falliscono di fronte ad un insuperabile Hašek. Nel secondo tempo sono i cechi a riprendere in mano le rendini del gioco e così anche nella terza frazione quando a dieci minuti dal termine arriva il gol che sblocca il punteggio. Petr Svoboda diventa l'eroe del giorno grazie ad un tiro scoccato dalla linea blu che pur non essendo irresistibile non viene parato da Štalenkov che essendo coperto non aveva visto il disco partire. Nel tempo rimanente i russi si riversano all'attacco ma le loro speranze si infrangono ancora una volta davanti ad un Hašek, poi eletto miglior portiere del torneo, che sfoggia in questa partia una prestazione davvero superba. Due anni dopo il primo alloro iridato arriva così anche il primo titolo olimpico.

Mondiali 1999 Dopo la vittoria di Nagano si entra in quello che può essere a buon diritto considerato il periodo d'oro della nazionale ceca che culmina con la vittoria di tre mondiali consecutivi. Ai mondiali del 1999, che si tengono in Norvegia, la nazionale ceca si presenta con una formazione molto diversa da quella trionfatrice poco più di un anno prima ai Giochi olimpici e per di più priva di molti dei protagonisti di quella vittoria, come Jágr e Hašek. La squadra ceca viene inserita nel gruppo C assieme agli Stati Uniti, all'Austria e al Giappone. I cechi dominano il girone travolgendo gli austriaci e i nipponici prima di battere per una rete gli americani.

La formula del torneo, rinnovata rispetto agli anni precedenti, prevede un altro girone prima della fase finale. Il sorteggio vede la Repubblica Ceca nel girone della Russia, Svezia e dei vicini della Slovacchia. La prima partita, contro la Russia, è disastrosa e vede i cechi sconfitti con un umiliante 6-1. La sconfitta ha però l'effetto di motivare e caricare i cechi che raggiungono il primo posto nel girone dopo un netto 8-2 nel derby e un secco 2-0 contro gli scandinavi. La Russia, invece, si disintegra dopo quella vittoria rimediando un misero pareggio con la Slovacchia e una brutta sconfitta contro la Svezia per 4-1.

La fase finale prevede un tabellone in cui le squadre si scontreranno secondo la formula andata-ritorno. In caso di una vittoria per parte si ricorrerà ad un tempo supplementare ed eventualmente ai rigori. In semifinale il cammino della nazionale ceca incrocia ancora una volta con quello della nazionale canadese. Nella prima partita, i cechi partono bene, ma è Wade Redden a segnare per primo e portare in vantaggio la selezione nordamericana. La replica ceca si fa attendere parecchio poiché i giocatori sono demoralizzati per lo svantaggio. Solo attorno al trentesimo si vedono i primi veri attacchi cechi che sono però neutralizzati ripetutamente da Ron Tugnutt, goalie canadese. Nel finale del secondo tempo la squadra europea incassa anche il secondo gol per mano di Stillman. A sei mintui dalla fine arriva il primo gol ceco, quando ormai è tardi per recuperare.

Il giorno dopo le squadre si ritrovano sul ghiaccio di Lillehammer. Sono i canadesi a iniziare con più convinzione e, nonostante i buoni interventi del portiere ceco Milan Hnilička, a segnare il primo gol che arriva grazie ad una deviazione fortuita di un difensore ceco. Questa volta la replica ceca non si fa attendere e si concretizza con un rapido uno-due firmato da Kubina e Patera che ribalta il punteggio.