I roditori (Rodentia , 1821) sono un ordine di mammiferi euteri appartenenti al superordine degli euarcontogliri.
Si tratta dell'ordine di mammiferi col più alto numero di specie ascritte, comprendente circa il 46% delle specie totali di mammiferi esistenti, più altrettanti taxa estinti.
Di questo ordine fanno parte specie molto conosciute e dall'areale molto esteso, come ratti, topi e scoiattoli, così come specie rare e dall'areale molto circoscritto.
Il nome "roditore" deriva dal verbo latino rodere ("rosicchiare"), in riferimento all'abitudine che accomuna tutti gli appartenenti all'ordine. I roditori, a differenza dei lagomorfi, possiedono un unico paio di incisivi, nella parte superiore della bocca, entrambi della stessa grandezza; lo smalto ricopre unicamente la loro parte anteriore.
Distribuzione I roditori hanno distribuzione cosmopolita, in quanto se ne trovano popolazioni stabili ed autoctone in ogni angolo della Terra, ad eccezione dell'Antartide (dove, tuttavia, possono essere stagionalmente presenti ratti o topi al seguito delle spedizioni scientifiche). I roditori, assieme a pinnipedi e chirotteri, sono gli unici mammiferi placentati presenti in Oceania senza essere stati introdotti dall'uomo.
Nell'ambito del proprio areale, le varie specie di roditori colonizzano gli habitat più disparati, dal deserto alle aree paludose e acquitrinose: pur non esistendo roditori marini, esiste comunque un buon numero di specie strettamente acquatiche e, in generale, tutti i roditori sono buoni nuotatori. Alcune specie generaliste, come topi e ratti, hanno ampliato in maniera esponenziale il proprio areale vivendo a stretto contatto con l'uomo, al punto di risultare dannose per il loro numero eccessivo.
Descrizione Considerando il notevole numero di specie e le nicchie diversissime che esse colonizzano, non c'è da stupirsi se fra i roditori sussistono differenze anche enormi di taglia ed aspetto.
Le dimensioni dei roditori spaziano fra i scarsi per di peso del topo nano africano agli del capibara, il più grande roditore vivente, il quale tuttavia risulta minuscolo se comparato alle due tonnellate e mezzo stimate come peso vivo della Josephoartigasia monesi: generalmente, tuttavia, si tratta di animali di dimensioni medio-piccole, con un range di dimensioni compreso nella massima parte delle specie fra i 15 e i .
Tutti i roditori, ad eccezione dell'eterocefalo glabro, sono ricoperti da una folta peluria dai colori poco appariscenti, dalla funzione mimetica (ad esempio bruno-grigiastro, oppure giallognolo nelle specie deserticole): alcune specie tropicali di scoiattolo presentano invece livree appariscenti del pelo e anche della pelle. In alcune specie (come istrici, ursoni e topi spinosi del genere Acomys), porzioni più o meno ampie del pelo sono modificate a formare aculei che difendono l'animale dai predatori.
Le orbite oculari, poste in posizione centrale o posteriore sul cranio, non sono mai circondate da osso, così che la cavità oculare passa più o meno completamente nella fossa temporale: lo zigomo è appena accennato, oppure manca del tutto, mentre il forame infraorbitale è ben sviluppato (in alcune specie quanto l'intera cavità oculare). L'osso nasale, del tutto separato dalla mascella, è piuttosto grande e proiettato in avanti. Le forme dello zigomo e della mandibola sono gli elementi in base ai quali gli studiosi effettuano la classificazione dei roditori. Il cervello è piuttosto piccolo e ben racchiuso nella cavità encefalica, pertanto esso non sporge sul cervelletto.
Il muso è piuttosto arrotondato, con rinario (o tartufo) ridotto o assente: il labbro superiore è sovente spaccato, sicché i lunghi incisivi sono visibili anche a bocca chiusa. La lingua è corta e tozza, dalla punta arrotondata, e non va quasi mai oltre il margine dei premolari: su di essa sono presenti papille di piccole dimensioni, che si ingrandiscono man mano che si prosegue verso la radice.
La muscolatura masticatoria è particolarmente sviluppata: nella masticazione, il principale muscolo coinvolto è il massetere, che nei roditori è tripartito e si estende dallo zigomo (quando presente) al lato esterno della mandibola. In tal modo, la mandibola non viene solo tirata verso l'alto, ma anche spinta in avanti. Il muscolo temporale, seppur ben sviluppato, è di dimensioni trascurabili rispetto al massetere.
La colonna vertebrale si compone generalmente di: 7 vertebre cervicali; 13 vertebre toraciche; 6 vertebre lombari; vertebre caudali in numero variabile a seconda del genere preso in considerazione; Gli arti hanno lunghezza simile, anche se quelli posteriori sono sempre più lunghi di quelli anteriori: quasi tutti i roditori presentano andatura quadrupede e plantigrada, ad eccezione delle specie saltatrici (come gerbilli e gerboa), che presentano zampe posteriori molto più lunghe rispetto a quelle anteriori ed atte al salto: in generale, comunque, tutti i roditori sono in grado di sedere sulle zampe posteriori (più lunghe di quelle posteriori e dotato di tarso allungato), in modo tale da tenere le zampe anteriori libere, ad esempio per trattenere il cibo e portarlo alla bocca.
La scapola ha forma stretta ed allungata, con clavicola presente nella maggior parte delle specie, ma che in alcuni generi si sviluppa in maniera incompleta o è del tutto assente. L'ulna e il radio sono nettamente separati; le zampe anteriori presentano cinque dita con ossicini ben sviluppati.
Il bacino è piuttosto grande e presenta sinfisi pubica ossificata: le zampe posteriori presentano perone che non prende contatto col tallone. In molte specie saltatrici il metatarso è assai allungato. L'alluce delle zampe posteriori è presente in forma regredita oppure del tutto assente, pertanto la zampa posteriore può presentare fra le tre e le cinque dita. In alcune specie (come gli scoiattoli volanti africani) fra le zampe anteriori e quelle posteriori, all'altezza del polso, si estende un patagio, che consente loro bravi planate di albero in albero.
Ciascun dito presenta un'unghia ben sviluppata: le specie scavatrici hanno unghie larghe e tozze per meglio muoversi nell'ambiente ipogeo, mentre le specie arboricole presentano piccole unghie forti e leggermente incurvate per una maggiore presa sui rami. Molte specie di caviomorfi centro e sudamericani (quali gli aguti, il capibara e i mara) hanno unghie sviluppate a formare strutture simili a zoccoli.
La coda, a seconda della specie, può essere del tutto assente esteriormente (ma presente in forma vestigiale), ridotta ad un misero moncherino o lunga come e più del corpo: in molti roditori essa è ricoperta di pelo, mentre in altri (come i topi) essa è pressoché glabra e ricoperta da pelle scagliosa. Generalmente, la lunghezza della coda coincide con le abitudini dell'animale, in quanto le specie arboricole e saltatrici, per meglio equilibrarsi, presentano coda ben sviluppata e, in alcuni casi, prensile; al contrario, nelle specie terragnole e ipogee, dove questo adattamento risulta superfluo, la coda si riduce in dimensioni sin quasi a scomparire in alcune specie. Nei roditori dalle abitudini più o meno acquatiche, invece, la coda tende ad appiattirsi in senso assiale (come nelle varie specie di ratti acquaioli e nella nutria) o longitudinale (come nei castori), per facilitare il nuoto.
La caratteristica più importante dei roditori, quella che dà il nome all'ordine, sono i caratteristici denti: essi sono quattro incisivi, due siti sulla mascella e due sulla mandibola, sprovvisti di radice o dotati di radici poco profonde ed aperte. Gli incisivi dei roditori sono ricoperti di smalto solo sulla facciata rivolta verso l'esterno, mentre nella loro parte interna la dentina è direttamente esposta: pertanto, la consunzione del dente è differente sui due lati, il che provoca il suo affilamento con l'usura. L'animale si serve di questi denti per rosicchiare il cibo, ma alla bisogna essi possono essere utilizzati anche per difendersi mordendo gli aggressori o per scavare. La crescita degli incisivi è continua e misurabile in alla settimana nella maggior parte delle specie, mentre nei roditori scavatori ed ipogei essa è maggiore e raggiunge i alla settimana. Durante il letargo, per evitare una crescita eccessiva del dente che non viene usurato, la crescita viene rallentata. Gli incisivi dei roditori crescono secondo una caratteristica curvatura verso l'interno, che è maggiore negli incisivi superiori rispetto a quelli inferiori: se lasciati crescere indiscriminatamente, i denti superiori hanno andamento spiralato all'interno della cavità orale oppure al di fuori di essa (arrotolandosi attorno alla bocca e di fatto bloccandola), mentre i denti inferiori si proiettano verso l'alto all'esterno della bocca.
Originariamente i roditori possedevano in totale 22 denti: quattro incisivi, sei premolari (quattro nella mascella e due nella mandibola) e dodici molari. Mentre il numero di incisivi è rimasto immutato, col tempo in molti gruppi il numero di molari e premolari si è ridotto: la maggior parte dei roditori ha nessuno o un solo premolare per semi-arcata (ad eccezione di alcuni scoiattoli e batiergidi che ne possiedono due) e tre molari (ad eccezione di alcuni muridi, che ne hanno due, e di alcune specie del genere Pseudohydromys, che ne hanno soltanto uno). Pertanto, nei roditori il numero di denti varia da soli 8 nelle sopra-citate specie del genere Pseudohydromys a 28 del ratto talpa Heliophobius argenteocinereus, raggiunto dopo la caduta dei denti da latte, che peraltro avviene solo in alcuni caviomorfi. Premolari e molari solitamente hanno crescita limitata, ma nei caviomorfi ciò non avviene e di fatto anch'essi, analogamente agli incisivi, presentano crescita continua. I canini sono invece sempre stati assenti: lo spazio vuoto fra gli incisivi e premolari, noto come diastema, viene utilizzato dall'animale per accumulare cibo o materiale per foderare la tana nelle tasche guanciali, che sono solitamente assai capienti, in modo tale da poterne comodamente trasportare grandi quantità senza dover ripetere varie volte lo stesso tragitto, esponendosi inutilmente ad eventuali predatori. In alcune specie fossorie, come i ratti talpa, le tasche guanciali si chiudono dietro gli incisivi a mo' di sfintere, per evitare che la terra entri nella bocca dell'animale durante le sue azioni di scavo: questa azione è possibile, seppure in forma meno estrema, in tutti i roditori, grazie alla presenza di un lembo di pelle detto inflexum pellitum.
Biologia La maggior parte dei roditori, in special modo quelli di piccole dimensioni, ha abitudini crepuscolari e notturne: quelli diffusi in aree temperate e fredde, durante l'inverno, vanno incontro ad un periodo di letargo, anche se ciò non è vero in assoluto in quanto alcune specie (come i lemming) sono attive anche durante l'inverno. Le specie delle aree tropicali e desertiche, durante i mesi particolarmente caldi o siccitosi, possono andare incontro ad un processo simile, detto estivazione.
Per quanto riguarda le abitudini sociali, molti roditori hanno abitudini solitarie al di fuori del periodo degli amori, ma vi sono anche animali che vivono in coppie, in piccoli gruppi familiari, in grossi gruppi, come le viscacce o i cani della prateria, fino ad arrivare all'estremo rappresentato dall'eterocefalo glabro, che presenta uno stile di vita eusociale analogo a quello di alcuni insetti coloniali.
Alimentazione