Operò probabilmente alla corte del re Ballāla Bittideva (1104-1141), meglio noto come Vishnuvardana. Poco si sa della sua vita: seguace del giainismo, a cui sono improntate tutte le sue opere, scrisse in lingua kannaḍa il Mallinàthapuràna (il Puràna di Mallinatha), la storia del 19° Tìrthankara, e il Ràmacandracaritapuràna (Il Puràna delle imprese di Rāmacandra), conosciuto come Pamparàmàyana (il Ramàyana di Pampa), interessante in quanto versione gianica del Rāmāyaṇa differente per molti e importanti aspetti da quella brahmanica, benché il nucleo fondamentale della narrazione sia uguale a quello di Vālmīki.

Bibliografia

Encyclopaedia of Indian literature vol. 2, Sahitya Akademi, 1988, ISBN 81-260-1194-7, pag. 1180