Li zite 'ngalera ("I fidanzati nella galera") è un'opera comica del compositore italiano Leonardo Vinci, su libretto di Bernardo Saddumene, in napoletano. La prima dell'opera avvenne al Teatro dei Fiorentini di Napoli, il 3 gennaio 1722.

Ruoli PersonaggioRegistroSecondo Markstrom (p. 30) e Mellace.PrimaSecondo i dati riportati dal CORAGO dell'Università di Bologna.Ciomma Palummo soprano Rosa CirilliFederico Mariani basso (non indicato)Belluccia Mariano soprano Ippolita CostaCiccariello soprano (in travesti) (non indicato)Carlo Celmino soprano (in travesti) Giacomina FerrariTitta Castagna contralto Filippo Calantro (Calandra)Secondo Kurt Sven Markstrom, si è ritenuto che il ruolo di Titta fosse stato interpretato dal falsettista Filippo Calantro (Calandra), ma è molto più probabile che esso e "altre parti da falsettista nella commedia per musica fossero interpretati da castrati specializzati in ruoli comici" (The Operas of Leonardo Vinci, Napoletano, p. 30).Rapisto basso Giovanni RomanielloMeneca Vernillo tenore (in travesti) Simone de FalcoColagnolo tenore (non indicato)Assan bassoLa parte, non elencata da Markstrom e Mellace, è scritta in chiave di basso nella partitura autografa. (non indicato)Na schiavottella sopranoLa parte, non elencata da Markstrom e Mellace, è scritta in chiave di soprano nella partitura autografa. Laura Monti

Trama La trama si svolge a Vietri sul Mare. Il giovane gentiluomo sorrentino Carlo Celmino abbandona il suo vecchio amore Belluccia Mariano per la sua nuova fiamma, Ciomma (detta anche Ciommetella) Palummo, parente della vecchia Meneca Vernillo, madre di Titta Castagna che ama, non ricambiato, Ciommetella, la quale è oggetto anche delle attenzioni amorose del barbiere Col'Agnolo. Travestita da uomo, sotto il falso nome di Peppariello, Belluccia fugge dalla casa paterna in cerca di Carlo, per poter recuperare l'onore perduto. Così travestita riesce a far innamorare di sé numerose donne del luogo, tra cui la stessa Ciomma. Giunge il padre di Belluccia, il comandante di galera Federico Mariano, servito fedelmente dal suo schiavo Assan. Riconosciuti la figlia e Carlo, minaccia ad entrambi la morte ma i due giovani, riconciliati, sposati e ottenuto il perdono paterno, partono infine lasciando ai paesani il ricordo de "li zite 'ngalera".

Note

Bibliografia Partitura autografa rirpodotta presso IMSLP Kurt Sven Markstrom, The Operas of Leonardo Vinci, Napoletano, Hillsdale, Pendragon Press, 2007, Raffaele Mellace, Zite 'ngalera, Li, in Piero Gelli e Filippo Poletti (a cura di), Dizionario dell'opera 2008, Milano, Baldini Castoldi Dalai, 2007, p. 1427, ISBN 978-88-6073-184-5 (Scheda dell'opera)

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Zite 'ngalera, Li Zite 'ngalera, Li