Origini ed età etrusca
Il nome etrusco di Perugia non è attestato con certezza dalle fonti antiche, che tramandano soltanto le forme latina Perusia e greca; gli studiosi ne ricostruiscono in via ipotetica la base onomastica a partire dal gentilizio etrusco Fersna-, da cui deriverebbero le varianti documentate Peris-, Perus- e Pers-. Anche l'etimologia del toponimo latino Perusia, pur formato con il suffisso -usia presente in altri nomi antichi (come Venusia), è generalmente considerata incerta.
In età antica Perugia sorgeva sulla riva destra del Tevere, in territorio etrusco, lungo la fascia di contatto con gli Umbri stanziati sulla riva sinistra: più che una linea di confine netta, il corso del fiume costituiva una zona permeabile di scambi commerciali e culturali tra il mondo tirrenico e quello italico.
Le fonti antiche tramandano diverse tradizioni sulle origini della città, come una fondazione achea (Giustino) o legata all'eroe Auleste (Servio).Dall'Encyclopædia Britannica Online: https://www.britannica.com/eb/article-9059376 L'idea di un popolamento umbro anteriore agli Etruschi nella regione appartiene alla tradizione letteraria antica: il suo archetipo è la narrazione di Erodoto (I 94), secondo cui i Tirreni si stanziarono nella terra degli Umbri, ripresa poi da Plinio il Vecchio, che considera quella umbra la gens antiquissima Italiae. In questo quadro Servio (ad Aen. X 201) ricorda a Perugia un insediamento di Sarsinati, popolazione umbra; la critica recente interpreta però il passo come attestazione di un nucleo umbro-sarsinate integrato in una città di connotazione già etrusca, e non come prova di un'originaria natura umbra dell'abitato. La documentazione archeologica riconduce infatti Perugia all'ambito culturale etrusco fin dalle più antiche fasi di frequentazione, di cultura villanoviana; le fonti antiche collocano inoltre la città sulla riva etrusca del Tevere, che Plinio (Naturalis historia III 53) indica come confine tra l'Etruria e gli Umbri. La tradizione di una Perugia «in origine centro umbro» poi divenuta etrusca, tuttora diffusa, non trova tuttavia conferma nella ricerca archeologica più recente, che documenta per la città una formazione etrusca fin dalle prime fasi.
Le più antiche testimonianze di frequentazione stabile del territorio risalgono agli ultimi decenni del X secolo a.C. e all'VIII secolo a.C., con nuclei di villaggi di facies villanoviana disposti nelle aree ai piedi e attorno all'altura perugina (in particolare nel settore nord-occidentale, presso l'odierna via del Verzaro e il viale Pellini, oltre che a Monteluce e Fontivegge). Il materiale villanoviano non è invece documentato sulla sommità del colle, entro la futura area urbana, dove la più antica struttura finora identificata risale al VII secolo a.C.
Il tessuto urbano di Perugia è etrusco e si formò nella seconda metà del VI secolo a.C.: a questa fase risalgono le necropoli urbane (Sperandio, Santa Caterina Vecchia, Monteluce), che restituiscono materiali riferibili a un centro già strutturato e socialmente articolato. Proprio la disposizione delle necropoli lungo gli assi viari in uscita dalla città offre una testimonianza indiretta dell'espansione del primo nucleo urbano: dopo una fase di rarefazione della documentazione nel corso del V secolo, l'ampliamento verso ovest (Elce, San Galigano) e verso sud (Frontone, Santa Giuliana) è ben attestato a partire dai primi decenni del IV secolo a.C. Nel cuore politico-religioso della città, nell'area dell'odierna piazza IV Novembre e della cattedrale di San Lorenzo, sorgeva un santuario dedicato a Uni: la sua vocazione cultuale è documentata almeno dai decenni a cavallo tra VI e V secolo a.C., mentre il complesso fu monumentalizzato con una grande terrazza in opera quadrata nel II secolo a.C.
Favorita dalla posizione dominante sull'arteria del Tevere, Perugia divenne uno dei centri più importanti dell'Etruria: le fonti antiche (Stefano di Bisanzio, Appiano) la annoverano tra le dodici città della dodecapoli, sebbene questa appartenenza sia riferibile con certezza soltanto all'epoca successiva alla conquista, a partire dal IV secolo a.C. Nel 310-309 a.C. Perugia, insieme alle vicine Cortona e Arezzo, si scontrò con le truppe romane guidate da Quinto Fabio Massimo Rulliano, che dopo l'attraversamento della Selva Ciminia le sconfisse nei pressi della città; al termine degli scontri le tre città chiesero e ottennero da Roma una tregua trentennale, presto non rispettata.Tito Livio, Ab Urbe condita, IX 37; IX 40, 18-20.
La cinta muraria etrusca, tuttora in gran parte visibile, fu edificata in età ellenistica tra la fine del IV e il III secolo a.C.: le indagini di scavo più recenti collocano intorno alla metà del III secolo a.C. la realizzazione del tratto solidale con l'Arco Etrusco. Realizzata in blocchi di travertino e dotata di sei porte, la cinta si sviluppa per circa tre chilometri seguendo la morfologia dell'altura e racchiude le due sommità del Colle Landone e del Colle del Sole (o Monte del Sole), sulle quali sorge la città.
Perusia romana
Dopo la battaglia di Sentino (295 a.C.), nella quale i Perugini subirono gravi perdite, Perusia e gran parte dell'Umbria entrarono progressivamente nell'orbita romana, pur conservando a lungo la propria lingua e le proprie specificità culturali. La latinizzazione dell'epigrafia perugina si compie tra la fine del II e la metà del I secolo a.C., ma l'etrusco resta preponderante nell'uso privato fino all'età cesariana e l'onomastica di tradizione etrusca, con iscrizioni anche bilingui, si mantiene fino all'età augusteo-tiberiana, come mostra l'urna di P. Volumnius Violens dell'Ipogeo dei Volumni (C.I.L. XI 1963).
Durante la seconda guerra punica Perugia si mostrò fedele a Roma: nel 216 a.C. una Perusina cohors fu impegnata nell'assedio di Casilinum, e nel 205 a.C. la città fornì legname e frumento all'esercito di Scipione. Fu però solo in seguito alla Guerra Sociale che Perugia si integrò pienamente nello Stato romano: con la lex Iulia del 90 a.C. ottenne la cittadinanza romana e divenne municipium, con i cittadini iscritti nella tribù Tromentina.
La città fu al centro del Bellum Perusinum (41-40 a.C.), l'assedio posto da Ottaviano a Lucio Antonio: a testimonianza degli scontri sono state rinvenute, dentro e fuori le mura, numerose glandes (ghiande missili da fionda), raccolte nel Corpus Inscriptionum Latinarum (C.I.L. XI 6721). Alla resa della città, nel febbraio del 40 a.C., seguirono l'esecuzione di trecento esponenti degli ordini senatorio ed equestre e un incendio; il territorio cittadino fu drasticamente ridotto e in parte assegnato ad Arna e Vettona. La ricostruzione, favorita da Augusto, si accompagnò alla restitutio della città, che dopo il 27 a.C. assunse il titolo di Augusta Perusia, ricordato nelle iscrizioni delle porte urbiche (Arco Etrusco, Porta Marzia, Porta Eburnea).
In età imperiale l'abitato si estese oltre la cinta etrusca, come testimoniano l'anfiteatro individuato nell'area del Palazzo della Penna e l'edificio di tipo termale, situato fuori della Porta di Augusto (presso la chiesa di Sant'Elisabetta), decorato con il mosaico raffigurante Orfeo e gli animali; in città è inoltre attestato epigraficamente il culto di Mars Augustus. Tra il 251 e il 253 d.C., sotto l'imperatore Vibio Treboniano Gallo, di origine perugina, la città ottenne il titolo onorifico di colonia, da cui la denominazione Colonia Vibia attestata sulle porte urbiche; non si trattò tuttavia di una vera deduzione coloniaria.
Età medievale
Importante centro di collegamento tra la via Amerina e la Flaminia, Perugia riacquista un notevole peso durante la guerra gotica, al punto da venire indicata come la prima città della TusciaProcopio di Cesarea, La guerra gotica(I, 16 e III, 35). Nel 493 Perugia viene conquistata dagli Ostrogoti di Teodorico. Nel 535 l'imperatore bizantino Giustiniano I, erede dei Cesari romani, decide di riconquistare l'Italia. Nel 537 le truppe bizantine di Belisario si scontrano con quelle ostrogote di Vitige proprio nei pressi di Perugia.
Nel 548 Totila, dopo un assedio di circa due anni, espugna la città ed uccide il vescovo Ercolano, responsabile di aver organizzato la resistenza e figura rappresentativa dell'intera cittàSull'importanza della figura del vescovo a Perugia, si veda Patrick Amory, People and Identity in Ostrogothic Italy, 489-554 pagine 185-86,. Ercolano diventerà poi uno dei santi patroni billoni della città. Nel 553, con la morte dell'ultimo re ostrogoto, Perugia, l'Umbria e l'Italia si ricongiungono all'Impero romano d'Oriente (Impero Bizantino). Sino all'VIII secolo la città resterà sotto il dominio bizantino, eccettuati due brevi periodi di occupazione da parte dei longobardi sul finire del VI secolo.
Nella seconda metà dell'VIII secolo Perugia e il suo territorio entrano nella sfera di influenza del papato, a sua volta vincolato in vario modo all'Impero carolingio, e sono retti nei due secoli successivi da un governo vescovile. Nel 936 viene edificata entro le mura urbiche la cattedrale di San Lorenzo.
Il Comune
Nel 1139 si ha la prima attestazione del Governo dei Consoli e della nascita del Comune, che è molto ragionevole pensare esistesse già dall'XI secolo, ma la cui prima formazione è ignota. In quell'occasione viene siglato un documento, alla presenza di un notaio, che attesta la sottomissione alla civitas Perusina degli abitanti dell'Isola Polvese. Agli inizi del XII secolo il potere è diviso tra i Consoli, un'assemblea generale (lArengo), ed un consiglio minore. Il nome della piazza principale passa da Piazza San Lorenzo a Piazza del Comune. Nella seconda metà del secolo Perugia ha un'ampia sfera d'influenza nel contado circostante come visto, avendo espanso i propri territori verso Gubbio e Città di Castello a nord, e verso Città della Pieve, il Lago Trasimeno e la Val di Chiana a ovest-sudovest. Il 7 agosto 1186, in seguito agli impegni della pace di Costanza, Enrico VI, rex romanorum e futuro imperatore, conferisce al governo consolare un riconoscimento diplomatico, conferendo formalmente a Perugia la libertà di eleggere un console indipendentemente dall'impero. Nel 1198 la città accetta la protezione di Innocenzo III, il cui intento è quello di formare un vero e proprio stato nei territori del Patrimonio di San Pietro. Il papa conferma infatti il precedente riconoscimento imperiale e lo rafforza dando forza di legge alle consuetudines cittadine attuate nell'amministrazione della giustizia. In varie occasioni Perugia è rifugio per i papi dai tumulti di Roma, ed è sede di ben 5 conclavi, tra cui quelli che portarono all'elezione di Onorio III (1216)Secondo molti storici questo è il primo conclave, nel senso letterale di collegio di vescovi tenuti "sotto chiave" della storia., Clemente IV (1285), Celestino V (1294), Clemente V (1305); la presenza papale fu caratterizzata da un ruolo pacificatore delle rivalità interne.