Con il termine nave da battaglia (chiamata anche corazzata) si indicano le più potenti navi da guerra delle marine militari per tutto il periodo che va circa dalla metà del XIX secolo fino a poco dopo la fine della seconda guerra mondiale. Le navi da battaglia erano protette da pesanti corazze in acciaio e avevano come ruolo principale l'ingaggio di navi da guerra nemiche con il fuoco diretto o indiretto di un arsenale di cannoni; inoltre, come ruolo secondario, potevano compiere bombardamenti di bersagli costieri o in prossimità della costa, come supporto agli assalti della fanteria. Dopo la seconda guerra mondiale vennero considerate obsolete a causa delle maggiori potenzialità belliche e operative delle portaerei, sebbene alcune corazzate degli Stati Uniti d'America siano state mantenute in riserva e utilizzate per il bombardamento costiero e come piattaforme lanciamissili fino all'inizio degli anni 1990.

Antesignane delle navi corazzate

Oda Nobunaga, un daimyō giapponese, fece costruire, nel 1576, sei Ōatakebune (大安宅船) corazzate in ferro. Queste navi erano chiatte chiamate "tekkōsen" (鉄甲船, letteralmente "navi corazzate in ferro") armate con cannoni e archibugi. Con esse, nel 1578 durante un'operazione di blocco navale, sconfisse la marina del Clan Mōri alla bocca del fiume Kizu a Osaka.

La Corea sviluppò le geobukseon o kobukson ("navi Tartaruga" - intese come a "forma di tartaruga") nel XVI secolo per respingere i tentativi del Giappone di invadere Joseon. Si dice che quello progettato dall'ammiraglio Yi Sun Sin fosse rivestito di ferro, ma in realtà non era completamente ricoperto: solo il tetto era coperto di lastre in ferro ed era dotata sui fianchi di feritoie di tiro dalle quali colpire gli avversari con cannoni oltre che con un lanciafiamme posto a prua in una bocca di drago; la sua mole era decisamente superiore alle navi avversarie dell'epoca, quelle giapponesi, e così la robustezza dello scafo in virtù del metallo utilizzato.

Età industriale

Nel 1814 nacque la prima nave a vapore da guerra, chiamata "Fulton" in nome del suo progettista Robert Fulton. A cominciare dall'inizio degli anni 1840 numerose innovazioni tecnologiche incominciarono a rivoluzionare la concezione delle navi da guerra. Caldaie a vapore affidabili incominciarono a rendere le navi da guerra molto più manovrabili e divennero l'ovvia alternativa alle vele non appena i problemi dei viaggi a lunga distanza e del rifornimento vennero risolti. Nel 1844 l'introduzione dell'elica eliminò il principale difetto che aveva impedito lo sviluppo di navi da guerra a vapore, difatti i comandanti ritenevano la ruota troppo vulnerabile alle cannonate. L'ammiraglio francese Henri-Joseph Paixhans inventò cannoni navali con proiettili esplosivi capaci di penetrare gli scafi di legno e di incendiarli che furono adottati a partire dal 1841 dalle marine di Francia, Inghilterra, Russia e Stati Uniti. La loro efficacia chiaramente dimostrata durante la guerra di Crimea portò a sua volta allo sviluppo delle prime navi corazzate nel 1859, e alla successiva diffusione generalizzata degli scafi in acciaio. Negli anni 1860 le maggiori potenze navali costruirono fregate corazzate (le prime navi corazzate) che sebbene fossero provviste di un solo ponte di batteriail ponte sul quale venivano disposti i cannoni sulle navi a vela, anche se sulle fregate e sulle corvette veniva definito più propriamente ponte di coperta, essendo il ponte di batteria quello sottostante nelle navi a più ponti, i vascelli venivano usate come navi di linea, non come fregate.

La prima corazzata della storia occidentale con scafo in legno e lastre di corazzatura in ferro, un'elica e tre alberi ausiliari fu la francese La Gloire da , dotata anche di cannoni a retrocarica con proiettili esplosivi Paixhans. Nell'anno successivo venne varata la HMS Warrior, interamente in ferro, e con dislocamento doppio rispetto alla Gloire, inaugurando una corsa agli armamenti che si sarebbe fermata solo con il trattato navale di Washington del 1922. La prima nave da guerra priva di alberi, la HMS Devastation, venne varata nel 1871 e dotata di 4 potenti (per l'epoca) cannoni ad avancarica da 12 pollici () in due torrette girevoli con corazzatura da . Le prime navi con scafo in acciaio comparvero nel 1876 con il varo della francese RedoutableConway Marine, Steam, Steel, and Shellfire a batteria centrale, che lo impiegava largamente nello scafo, ma utilizzava ancora lastre di ferro per la corazzatura.

Cannoni navali con proiettili esplosivi

Sebbene i proiettili esplosivi fossero stati utilizzati già da lungo tempo nella guerra terrestre (negli obici e nei mortai), questi potevano sparare solo ad alzo elevato con traiettoria parabolica e a velocità relativamente basse, ovvero con tempo di volo del proiettile molto elevato. Il tempo di volo, sostanzialmente ininfluente quando il bersaglio è fisso, diventa critico nel caso si voglia colpire un bersaglio in movimento, come una nave, in quanto il cannoniere non deve puntare direttamente al bersaglio, ma anticiparne il movimento e puntare al luogo ove il bersaglio si troverà quando il proiettile ne intersecherà la rotta; un compito tanto più complicato quanto maggiore è il tempo di volo, soprattutto in un'epoca anteriore all'introduzione di efficaci sistemi di puntamento.

Per questo motivo, il combattimento navale nel XIX secolo consisteva nel fuoco di cannoni a traiettoria relativamente piatta e alta velocità, e quindi gli scontri navali si risolvevano nel fuoco di cannoni che sparavano proiettili inerti contro scafo e alberatura. Questo tipo di cannoneggiamento provoca danni di modesta entità, che però si sommano nel tempo arrivando, a volte dopo numerose ore, a rendere ingovernabile o non galleggiabile la nave, o semplicemente a decimare l'equipaggio al punto da non consentirgli di proseguire la battaglia. L'unico rischio catastrofico era che un colpo incendiasse le cariche pronte sul ponte o, peggio, la santabarbara con una conseguente esplosione distruttiva, come accadde al L'Orient nella battaglia navale di Abukir.

L'ammiraglio francese Henri-Joseph Paixhans sviluppò una spoletta che si armava al momento del lancio, mediante la quale si poté per la prima volta sparare proiettili esplosivi da cannoni potenti e dalla traiettoria piatta. L'effetto dei proiettili esplosivi contro gli scafi di legno causava incendi e si dimostrò devastante. I primi cannoni Paixhans vennero prodotti nel 1841 e Francia, Regno Unito, Russia e Stati Uniti adottarono i nuovi cannoni nel corso degli anni 1840. Il cambiamento della guerra navale venne chiaramente dimostrato dalla distruzione della flotta turca da parte della flotta russa (equipaggiata con questi cannoni) durante la battaglia di Sinope nel 1853.

L'americano John A. Dahlgren migliorò successivamente (a partire dal 1854 circa) il cannone Paixhans, che era in grado di sparare solo proiettili esplosivi, realizzando il cannone Dahlgren in grado di sparare anche proiettili perforanti e che venne utilizzato durante la guerra di secessione americana (1861-1865).

Navi da battaglia a vapore

Prima dell'adozione sperimentale dell'elica sulle navi da guerra negli anni 1840 la sola tecnologia a vapore disponibile era quella della ruota a pale che a causa del loro posizionamento sulle fiancate dello scafo e del grande apparato meccanico richiesto non erano compatibili con la disposizione dei cannoni lungo le fiancate. L'elica fu pertanto una opzione tecnologica per lo sviluppo di navi da battaglia a vapore che potessero sviluppare una potenza di fuoco maggiore.

Il Regno Unito sviluppò alcune unità costiere con propulsione a vapore ed elica negli anni 1840, chiamandole blockship o anche steam guardshipThe Times, 23 settembre 1846, nella descrizione dellAjax: 'a steam guard, or "block" ship', queste erano conversioni di navi da battaglia tradizionali obsolete, tipicamente delle navi a due ponti da 64 o 74 cannoni, rasateIl termine utilizzato era razeé, cioè private del ponte superiore, in modo da alleggerirle ed abbassarne il baricentro, e ottenere la maneggevolezza di una fregata con la potenza di fuoco del ponte inferiore di un vascello di linea, in batterie galleggianti con un motore a vapore adattato da , che permetteva loro di raggiungere velocità comprese tra 5,8 e 8,9 nodi. Il Regno Unito fu comunque riluttante a sviluppare regolari navi da battaglia a vapore, apparentemente per il suo impegno in operazioni mondiali a grande distanza, per le quali le vele erano ancora la forma di propulsione più appropriata e affidabile.

La nave da battaglia della marina francese Le Napoléon divenne la prima nave da battaglia a vapore intenzionalmente costruita come tale, varata nel 1850Steam, Steel and Shellfire, Conway's History of the Ship (p. 39).. Fu anche la prima nave da battaglia a elica. Nel Regno Unito la Agamemnon venne ordinata nel 1849 in risposta alle voci dello sviluppo francese ed entrò in servizio nel 1853. Otto navi sorelle della Le Napoléon vennero costruite in Francia nel corso di un periodo di dieci anni, mentre il Regno Unito presto prese il vantaggio nella produzione, sia nel numero di navi costruite sia convertite.

Le navi a vapore corazzate vennero usate in un conflitto per la prima volta durante la guerra di secessione americana. Il primo di questi vascelli a ricevere il battesimo del fuoco fu il CSS Manassas, una nave corazzata a dorso di tartaruga da speronamento, precedentemente noto come il rimorchiatore Enoch Train, ricostruito con un bassissimo profilo. Venne usato in combattimento contro la Marina USA, al primo scontro danneggiando pesantemente lo sloop-of-war Richmond ma riportando anche seri danni nello speronamento; dopo le riparazioni attaccò il 24 aprile 1862 una squadra unionista durante la battaglia per la cattura di New Orleans speronando le USS Mississippi e Brooklyn, ma arenandosi durante lo scontro; divenuta bersaglio immobile, venne centrata più volte e incendiata dalla USS Mississippi, sbandando e infine esplodendo.

Il primo combattimento tra due navi corazzate fu la battaglia di Hampton Roads, dell'8-9 marzo 1862. Sebbene lo scontro si risolse in un nulla di fatto la nave corazzata Confederata CSS Virginia e la sua controparte Federale USS Monitor, divennero in qualche modo leggendarie e aiutarono l'arrivo di una nuova era di navi corazzate a vapore.

Nel 1864 la Spagna usò navi corazzate contro i porti cileni, ma la più grande battaglia che abbia coinvolto navi corazzate di questo tipo fu la battaglia di Lissa, nel 1866. Le marine dell'Austria e quella dell'Italia, ognuna schierando una flotta combinata di fregate e corvette di legno e di navi corazzate a vapore si affrontarono in quella che fu la più grande battaglia navale in Europa dall'epoca della battaglia di Trafalgar. Successivamente le navi corazzate furono usate dal Perù e dal Cile nella Guerra del Pacifico.

Nave corazzata

Nel 1855 la Marine nationale fece degli esperimenti con batterie corazzate in ferro come mezzo per ridurre le difese russe a Kinburn sul Mar Nero. Nel 1856 la Royal Navy costruì dei congegni simili per ridurre le difese costiere russe di Kronštadt, ma non fece in tempo a utilizzarle prima della fine delle ostilità.