LApoteosi di San Gaetano Thiene è un dipinto a olio su tela di Giambattista Tiepolo, del 1756 circa. Si trova nella chiesa Santa Maria Maddalena di Rampazzo, la sua collocazione originale.
Storia Il dipinto fu commissionato nel 1756 dai coniugi Vincenzo Thiene ed Elisabetta Conti, di famiglia comitale e discendente da quella di San Gaetano. Era destinato al nuovo altare dedicato al santo. La chiesa di Rampazzo era stata costruita nel 1505 su impulso dell'allora sacerdote Gaetano. Venne ristrutturata due secoli dopo con i fondi messi a disposizione da altri due nobili Thiene, i fratelli Michele e Giacomo. L'edificio rinnovato risultava compiuto nel 1709.
Risulta che in precedenza Tiepolo avesse affrontato due volte la rappresentazione di San Gaetano: il piccolo "ritratto" devozionale ora al Museo nacional de belas artes di Rio de Janeiro (un'opera dalla resa chiaroscurale di influenza piazzettesca databile prima del 1735) vedi immagine. e il bozzetto del 1745 circa col santo in gloria tra Giovanni Battista e Antonio abate per una pala mai eseguita, ora al museo Poldi Pezzoli .
Descrizione
Pallucchini nel 1945 aveva pubblicato il dipinto mettendolo in relazione con lEstasi di San Gaetano Thiene di Francesco Solimena nelle chiesa teatina di Vicenza. Una relazione quanto mai appropriata in quanto anche questo commissionato dai Thiene e sostanziosamente ripreso nell'iconografia, nella fisionomia e nell'abbigliamento del santo. Tuttavia pur mantenendo la solennità della rappresentazione del napoletano ne attenua la gravità barocca portando la figura ad una leggerezza rococò che, esaltata dalla luminosità cromatica, la rende libera di muoversi nell'aria.
Nell'angolo inferiore sinistro, indicata dalla mano destra di Gaetano, è visibile la chiesa di Rampazzo, al momento della ristrutturazione di quella già voluta dal santo «in lontananza, come si mostrasse attraverso uno squarcio della nuvola: un vivido inserto vedutistico, schizzato con lo stesso spirito di ‘verità’ dei mirabili disegni di architetture e paesaggi, che Giambattista cominciò a eseguire proprio in questi anni».
Un bozzetto con alcune differenze (peraltro considerato allora una immagine di sant'Antonio) fu individuato nel 1886 dal de Chennevières nelle proprietà parigine del barone Schwitter e ritenuto poi disperso , ma oggi conservato nel Musée d'Ixelles a Bruxelles e pare identificabile con quello che si trovava nella collezione di Antonio Canova.
Esiste una riproduzione del dipinto attribuibile a Giandomenico, come le numerose sue altre incisioni dalle opere del padre.
Note
Bibliografia
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Collegamenti esterni
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