Agiografia Le notizie Crispina risalgono a un sermone che Agostino d'Ippona pronunciò per commemorare la sua morte e alla Passione, una trascrizione abbastanza fedele degli atti ufficiali del suo processo.
Crispina, così chiamata probabilmente perché aveva i capelli crespi, apparteneva a una ricca famiglia di rango elevato, era sposata e madre di diversi figli. Era una donna molto stimata nella sua città. Durante la persecuzione dei cristiani sotto Diocleziano fu arrestata e condotta a Theveste per essere giudicata dal proconsole Gaio Annio Anullino. Per metterla in ridicolo le furono rasati i capelli. Le si chiese di sacrificare agli dei pagani obbedendo agli ordini emanati da Diocleziano, ma essa si rifiutò recisamente, andando serenamente incontro alla morte per decapitazione dicendo ai persecutori: “Lode a Dio, che mi ha guardato da lassù e mi ha tolto dalle vostre mani”.
Fu giustiziata fuori dall'odierna città di Tébessa e sul luogo della sua sepoltura oggi sorge una grande basilica.
Culto Il culto di santa Crispina fu molto diffuso nell'antichità, ed essa veniva spesso paragonata a sant'Agnese ed a santa Tecla.
Il Martirologio romano fissa la memoria liturgica il 5 dicembre:
Bibliografia Alban Butler, Il primo grande dizionario dei santi secondo il calendario, Casale Monferrato, Ed. Piemme S.p.A.,2006.
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