Koprivštica () è un'antica città della Bulgaria occidentale con abitanti. Si trova nella regione di Sofia, a dalla capitale. È l'unico centro abitato del comune di Koprivštica.

I numerosi monumenti culturali e la natura pittoresca rendono la città uno dei più famosi centri culturali e storici della Bulgaria. Conserva l'aspetto che aveva ai tempi del Risorgimento bulgaro (sec. XVIII - XIX), del quale periodo rimangono 388 monumenti architettonici – case, ponti ad archi, chiese, fontane autentiche, mura di pietra – la maggior parte dei quali completamente restaurati.

Koprivštica fu anche centro di un avvenimento di grande rilievo nella storia della Bulgaria, ovvero la rivolta d'aprile del 1876 (in bulgaro Априлско въстание, Aprilsko văstanie), per la liberazione dal dominio ottomano. È città di scrittori, intellettuali e rivoluzionari.

Nel 1952 è stata proclamata città-museo e nel 1978 riserva nazionale architettonica e storica e centro del turismo internazionale.

Inno della città è "Bello il mio bosco", con testo di Ljuben Karavelov e musica di Georgi Goranov.

Geografia fisica Territorio Koprivštica si trova lungo una conca del fiume Topolnica, circondata da 9 cime che portano nomi di santi e sovrastata dalle vette della Sredna Gora – Bogdan () e Bunaj (). la separano dalla capitale Sofia, dalla strada sub-balcanica e da Plovdiv.

I terreni sono in prevalenza boschivi (faggeti). Come grandi animali selvatici sono presenti cinghiali, volpi, aquile, ecc.

Koprivštica ha tradizioni di agricoltura e di allevamento che, nonostante lo status di città, sono ancora praticati da una parte della popolazione. Si coltivano soprattutto patate, segale, fagioli, piselli, zucche, zucchine, prugne, mele. Il clima rigido non permette la coltura di pomodori o grano. Si allevano pecore, mucche, cavalli, galline e anatre.

Clima Situata a sopra il livello del mare, Koprivštica è la città più alta in Bulgaria, con clima montano-continentale. L'inverno è freddo (-4.0ºС di media durante gennaio, il mese più freddo), ma soleggiato, con uno spesso strato di neve. L'estate è fresca per l'altitudine e per la locale corrente settentrionale, tipica per la stagione estiva, che passa lungo la valle del fiume Topolnica venendo dai fianchi della catena dei monti Balcani (in bulgaro Стара планина - Stara planina, "Montagna vecchia").

Origine del nome Ci sono alcune versioni dell'origine del nome, ma nessuna è definitivamente accettata e argomentata dal punto di vista scientifico. In alcuni documenti della prima metà del Settecento si trova il nome Koprištica. L'introduzione della “v” viene fatta alla fine del XVIII secolo per motivi di eufonia.

Ecco alcune delle versioni più diffuse:

Presenza di minerale Secondo quest'ipotesi, qui veniva estratto il minerale di ferro. I termini arcaici per minerale e miniera sono “rupa” (in bulgaro рупа) e “rupište” (in bulgaro рупище). Non ci sono molte prove di estrazione di minerali a Koprivštica, ma esistono documenti che collegano la città e il minerale. È possibile che il minerale venisse trasportato da qualche altro posto.

Nei tempi passati i cittadini della Koprivštica venivano chiamati “kupci”. Dall'unione di “kupci” con “rupa” e “rupište” si formano nomi molto vicini a quello attuale – “koprupci” (in bulgaro копрупци), “koprupište” (in bulgaro копрупище), “koprupštenci” (in bulgaro копрупщенци)

Un insieme di fiumiciattoli Il luogo dove è situata Koprivštica è attraversato da tanti ruscelli e fiumi che nascono dalle colline vicine e si gettano nel Topolnica. È probabile che da questo insieme di fiumiciattoli (kup rečici in bulgaro) derivi il nome della città.

L'ortica L'abbondanza di acqua e il clima adeguato favoriscono la crescita dell'ortica (in bulgaro коприва, kopriva). La somiglianza del nome della pianta con il nome della città dà luogo a una delle teorie sull'origine del nome Koprivštica.

Il letame Nel passato la fonte principale di sussistenza degli abitanti di Koprivštica era l'allevamento di bestiame. Alcuni suppongono che il nome della città derivi dalla parola greca kopros – letame, concime.

Storia Le leggende Koprivštica fu fondata alla fine del secondo impero bulgaro, secondo la versione ufficiale nel 1323, ai tempi del regno di Ivan Šišman. Ci sono alcune leggende sulla sua fondazione:

Città fondata da profughi Forse la leggenda più vicina alla realtà è quella che racconta Najden Gerov (in bulgaro Найден Геров). Secondo lui, i fondatori della città furono boiardi della capitale Tărnovo, fuggiti dopo il passaggio della città sotto la dominazione ottomana attraverso i monti Balcani verso la parte centrale di Sredna Gora (chiamata anche Antibalcani). Lo testimonia la vicinanza dei dialetti parlati a Koprivštica e a Tărnovo oltre a diversi nomi usati dai boiardi – Radomir, Desimir, Debeljan...

Ci sono ipotesi secondo le quali tra i profughi ci sarebbero stati tre pastori – Lambo, Toroman e Arnautinin (si chiamavano così i profughi delle regioni macedoni più vicine all'Albania) che avrebbero creato piccole comunità familiari cresciute col tempo, da cui avrebbero preso nomi le attuali borgate della città – la borgata di Toroman, la borgata di Lambo e la borgata di Arnautin.

La leggenda della "Župa" Si suppone che le antiche strade che collegavano le città di Zlatica (in bulgaro Златица), di Pirdop (in bulgaro Пирдоп) e di Klisura (in bulgaro Клисура) con le città di Strelča (in bulgaro Стрелча) e di Panagjurište (in bulgaro Панагюрище) si incrociassero nel posto dove oggi si trova Koprivštica.

Per le favorevoli condizioni naturali vi si sarebbe stabilita un'antica famiglia bulgara – la cosiddetta “župa” (in bulgaro жупа), dando inizio ad un centro abitato. Con l'aumento dei componenti della župa sarebbe aumentato anche il numero delle case e si sarebbero create piccole comunità. Quasi tutti avevano soprannomi – Tihanek, Kozlek, Duplek, Lomek – relativi a tratti specifici, a occupazioni o a eventi legati alla persona. Dai soprannomi sarebbero derivati anche i nomi delle nuove borgate, alcuni dei quali sono rimasti come cognomi fino ad oggi. A sostegno di questa teoria è anche il fatto che una parte della borgata di Lambo ancora oggi si chiama "la Župa".

La boiarda della montagna di Rila Un'altra leggenda racconta di una giovane donna stabilitasi al posto dove si trova Koprivštica perché la località le sembrava adatta per allevare bestiame. Poco dopo il suo arrivo sarebbe andata a Edirne (in italiano Adrianopoli) a chiedere al sultano un ferman (decreto) col quale lei diventava sovrana di Koprivštica e il paese otteneva grandi privilegi. In questo decreto per la prima volta Koprivštica fu chiamata "Avrat alan" – "prato femminile" in turco.

La leggenda aggiunge che da lì non sarebbero potuti passare i turchi con i cavalli ferrati, né le turche avrebbero potuto partorire a Koprivštica, e gli abitanti avrebbero potuto portare liberamente le armi.

In segno di gratitudine alla boiarda gli abitanti del paese l'avrebbero chiamata la Sultana.

È possibile che le ultime due versioni della creazione di Koprivštica siano legate. Negli anni dopo l'insediamento della jupa i legami di parentela erano molto stretti. Per questo motivo gli abitanti di Koprivštica non si sposavano fra di loro, ma cercavano moglie da altre parti. È probabile che qualcuno dei membri della župa di origine nobile abbia preso moglie da un'altra famiglia nobile fuori della città.

Possesso di una principessa turca Seconda la leggenda, Koprivštica sarebbe stata un waqf (in turco vakıf) della figlia di Solimano I detto "il Magnifico", bella principessa, famosa nella storia turca.

La storia Gli abitanti di Koprivštica conservarono il loro benessere anche dopo la caduta della Bulgaria sotto la dominazione ottomana. La ricchezza attirò i briganti che saccheggiarono la città tre volte. Koprivštica fu incendiata nel 1793, nel 1804 e nel 1809, ma grazie alla diligenza dei suoi abitanti si è preservata fino ai giorni nostri.

Diversi decreti sultanali assicurarono a Koprivštica certi diritti e libertà e favorirono il suo sviluppo. Grazie ad essi il paese ebbe assoluta autonomia locale esercitata attraverso consiglieri comunali chiamati aasi.

In quei tempi fu molto sviluppato l'allevamento di bestiame: più di 120 000 pecore, 20 000 bovini, 2 000 cavalli purosangue. Alla capitale sultanale si fornivano formaggi, carne e pelle conciata. Prosperava il commercio di bovini e la produzione di panno e babbucce. Le donne lavoravano colorati tappeti di lana, cinture, variopinte calze: ogni anno si esportavano più di 250 000 paia di calze che si vendevano ai mercati dell'Impero ottomano insieme alle specialità culinarie della città – luganiche, salsicce, pastarmà. I commercianti viaggiavano per tutto l'impero ottomano, fino ad Egitto e Siria, e al ritorno portavano seta, frutta del sud e molte altre merci. Così alla fine del Novecento l'economia del paese fiorì e la popolazione raggiunse abitanti.

Koprivštica fu nominata città nel 1873. Vantava alcune farmacie e tre medici, laureati a Vienna e Atene. Per mettere in rilievo la loro prosperità, gli abitanti ricchi costruivano case sempre più belle. Così apparvero i primi modelli dell'architettura del Risorgimento di Koprivštica.

Nel 1810 fu inaugurata la prima scuola elementare in un convento. Nel 1846 Najden Gerov fondò la prima scuola suddivisa in classi in Bulgaria. Nel 1850 aprì le porte anche la scuola femminile. Nel 1869 Vasil Levski formò il comitato di rivoluzione.

Koprivštica è città natale di molti precursori e guide spirituali del risorgimento bulgaro. Il 20 aprile 1876 qui fu sparato il primo piombo contro il nemico ottomano segnando l'inizio dell'Insurrezione di aprile (in bulgaro Априлско въстание, Aprilsko văstanie) che portò alla liberazione della Bulgaria.

Architettura Koprivštica è ricca di monumenti di architettura del Risorgimento bulgaro (XVIII-XIX secolo). Nella città, che conserva il suo aspetto originale, sono presenti numerose antiche case in pietra e legno con grandi balconi, fontane di pietra, ponti ad archi, vie acciottolate, alti muri in pietra e chiese. I monumenti storico-architettonici dell'epoca del Risorgimento bulgaro sono 388, 15 dei quali di importanza nazionale.

Musei Casa-museo di Oslekov La Casa-museo di Oslekov (in bulgaro Ослекова къща, Oslekova kăšta) ospita il museo etnografico. Fu costruita nel 1856 per Nenčo Nikolov Oslekov da un capo mastro della città di Samokov seguendo lo stile architettonico di Plovdiv.

Si trova in uno stretto cortile ed è composta da una cantina dalla volta alta, un pianterreno e un piano. È asimmetrica ed attrae con le sue pitture murali ed il magnifico intaglio in legno. Il secondo piano poggia su tre colonne di cedro del Libano. Le stanze sono tinteggiate in diversi colori. Tra gli oggetti possono essere ammirati gioielli femminili, collezioni di calze lavorate a maglia e pizzi.

È di importante rilievo anche dal punto di vista storico. Nenčo Oslekov fu un commerciante, che prima di occuparsi del commercio in tessuti riscuoteva le tasse sul bestiame (beglica). Nonostante all'epoca la sua agiatezza e la sua condizione sociale fossero in crescita, decise di prendere parte alle lotte di liberazione nazionale. Nel salone della sua casa furono prodotti gli abiti dei ribelli. Dopo la disfatta dell'Insurrezione di aprile Oslekov fu catturato e impiccato a Plovdiv il 27 giugno 1876.

Casa-museo di Ljutov