Il legionario romano era il fante che faceva parte della Legione romana. I Romani dovettero affrontare svariate popolazioni che adottavano metodi di combattimento differenti tra loro; questo influì sia sull'organizzazione e sulla struttura della legione, sia sul tipo di armamento utilizzato. Il legionario è sempre stato fonte di ispirazione e modello dal punto di vista militare per le proprie capacità, la propria esperienza ed efficienza. In questa voce è trattata la vita del Legionario dell'Antica Roma dal momento del suo reclutamento al congedo ed è analizzato il complesso evolversi dell'armamento dall'epoca monarchica alla crisi dell'impero.
Periodo regio e prima Repubblica (753-350 a.C.)
Organizzazione
Una prima vera struttura militare venne creata da Servio Tullio; prima di ciò il fante romano vestiva gli armamenti tradizionali, spesso molto colorati e vistosi, della propria tribù di origine.. Tullio riformò l'esercito intorno al 570 a.C., adottando la formazione a falange e l'armamento degli opliti greci. La divisione tra i fanti avvenne per censo e non più per provenienza. Questo è ciò che Dionigi di Alicarnasso scrive, facendo parlare Servio Tullio:
Arruolamento L'arruolamento dei soldati veniva stabilito, in caso di guerra, tra le varie tribù presenti a RomaTito Livio, Ab Urbe condita, III, 69. (da 17 iniziali passarono a 21 successivamente). Il console stabiliva la data dell'inizio della leva; di solito i contingenti delle varie tribù si radunavano in Campo Marzio. I motivi per astenersi dalla chiamata alle armi dovevano essere esaminati e, nel caso in cui non fossero stati validi, si veniva dichiarati desertor (disertore) e si poteva essere puniti severamente. A volte, come riportatoci da Tito Livio, i tempi dell'arruolamento non permettevano l'esame delle esenzioni dal servizio, il quale veniva rimandato a guerra conclusa. Il comando (imperium) era tenuto dal console, che era coadiuvato per le funzioni amministrative dai tribuni. I centurioni erano scelti dai soldati.
Armamento
In questo periodo i Romani adottarono, oltre che le tattiche di combattimento, anche l'armamento greco. I soldati erano inquadrati nella falange e indossavano il linothorax, composto da più strati di lino e in alcuni casi coperto ulteriormente da uno strato di piastrine di bronzo o ferro; le gambe erano protette da schinieri. Lo scudo, chiamato oplon in greco e clipeo in latino, era di legno, coperto da pelle o talvolta da uno strato di bronzo, ed aveva una forma circolare e concava. Sulla testa il soldato romano poteva portare diversi tipi di elmi di fattura greca: l'elmo corinzio, l'elmo calcidico e l'elmo attico. L'arma principale era la lancia da urto, lunga più di 2 metri;. la spada maggiormente utilizzata, anch'essa greca, era lo xiphos.
Periodo medio repubblicano (350-107 a.C.) Organizzazione
Intorno al 350 a.C. si costituì la legione manipolare, a causa delle guerre combattute in Sannio, regione montuosa e non adatta a schieramenti rigidi come quello oplitico;. questa presentava caratteristiche innovative dal punto di vista tattico: favoriva una maggiore efficacia in terreni non pianeggianti ed era meno vulnerabile ai cedimenti. Di questo tipo di formazione parlano vari autori classici (Livio, Polibio), anche se tra le varie descrizioni ci sono alcune differenze. In sostanza lo schieramento della legione era costituito su varie file di manipoli, ognuna composta da velites, hastati, principes e triarii. Ogni soldato doveva procurarsi il proprio armamento, quindi i soldati più giovani e più poveri avevano un armamento più leggero. In questo periodo chi poteva permetterselo si procurava una lorica hamata (armatura composta da piccoli anelli di ferro intrecciati tra loro, che poi verrà semplicemente chiamata cotta di maglia), che aveva il vantaggio di essere più leggera delle corazze in voga all'epoca.
Arruolamento Il servizio di leva era obbligatorio solo tra i cittadini romani che avevano tra i 17 e i 46 anni di età. La leva non durava meno di 6 anni, e in molte occasioni si prolungava a seconda delle necessità dello stato. Ogni anno i consoli convocavano per mezzo di funzionari, chiamati conquisitores, coloro che potevano essere arruolati. Non esisteva un numero prestabilito di soldati per legione: a seconda delle necessità il numero poteva oscillare tra i 4200 e i 5000.. Tra le legioni venivano distribuiti i tribuni, che avevano funzioni di comando. I tribuni sceglievano tra gli arruolati un uomo che avrebbe dovuto recitare il giuramento per esteso, mentre il resto della legione giurava non ripetendo l'intera formula. I tribuni davano disposizioni sul luogo e sul giorno in cui tutti i soldati si sarebbero presentati, per essere poi distribuiti tra i velites, hastati e triarii a seconda delle loro possibilità economiche e dell'esperienza in battaglia. Quel giorno i tribuni avrebbero scelto dieci tra i migliori uomini di ciascuna delle tre classi in cui erano stati precedentemente divisi per nominarli centuriones priores, per la parte del manipolo che si schierava sulla destra, e altri dieci uomini come centuriones posteriores per la parte sinistra. I centuriones posteriores erano subordinati ai centuriones priores e assumevano il controllo dell'intero manipolo in caso di assenza dei loro superiori.Polibio, Storie, VI, 24.
Addestramento La nascita della legione manipolare portò il bisogno di un costante addestramento. L'utilizzo della spada al posto del giavellotto e la nuova formazione, non più basata sulla forza d'urto di un gruppo compatto di uomini, resero necessarie frequenti esercitazioni. Le tecniche di addestramento consistevano in finti combattimenti con il rudis (spada di legno) e con i praepilati (giavellotti senza punta), corsa con le armi, revisione e riparazione dell'armamento, trasporto di pesi. Molte informazioni sull'addestramento dei legionari ci sono pervenute da Vegezio, uno scrittore romano della fine dell'impero, che nell'Epitoma rei militaris descrive dettagliatamente l'addestramento delle reclute e dei soldati più esperti. Di seguito è riportato un passo che spiega come avveniva l'addestramento con armi di legno e pali.
Trattamento economico
Nel 407 a.C., durante le guerre contro Veio era stato introdotto il pagamento dello stipendium, una sorta di ricompensa per i danni causati dalla guerra ai cittadini che avevano prestato servizio militare. La paga era molto bassa (5 assi al giornoPolibio, Storie, VI, 39.), dato che non si trattava di uno stipendio come nella concezione moderna, ma di un semplice indennità. L'approvvigionamento alimentare e il prezzo dell'armamento venivano sottratti dal proprio stipendium, e solo in rare occasioni di grave difficoltà le armi vennero distribuite a carico dello Stato. Il vero guadagno del legionario si basava soprattutto sui bottini di guerra, sulla vendita degli schiavi catturati e sulle ricompense che i generali potevano elargire al termine di una campagna militare.
Armamento Velites
Erano soldati di fanteria leggera poco armati e aprivano il combattimento lanciando i loro giavellotti (hasta velitaris.). I velites avevano almeno due giavellotti lunghi in tutto circa 112 cm e spessi 1,85 cm, la punta in metallo contava circa 22 cm della lunghezza totale e, immediatamente dietro alla zona d'impatto, vi era uno strato più morbido di ferro, in modo che una volta colpito il bersaglio si deformasse rendendosi inutile per i nemici.. Polibio ci fa sapere dell'uso da parte dei velites di una spada (makhaira), mentre secondo Tito Livio era utilizzato il gladius hispaniensis, che era una spada corta utilizzata anche dalla fanteria pesante.Tito Livio, Ab Urbe condita, XXXVIII, 21. Questi soldati portavano uno scudo piccolo (circa 1 metro di diametro) e rotondo chiamato parmula, non indossavano un'armatura ma solo un semplice elmo, talvolta coperto da una pelle di animale (soprattutto lupo). Questo tipo di fanti venivano collocati davanti allo schieramento e avevano la funzione di sfoltire i ranghi avversari lanciando i loro giavellotti per poi ritirarsi velocemente nelle loro linee..
Hastati
Erano soldati di fanteria pesante armati di gladius hispaniensis, hasta (giavellotto pesante), e portavano un lungo scudo ovale. Questi soldati indossavano come protezione al torace una placca di metallo rettangolare legata con lacci di cuoio. Il loro elmo (di ispirazione greco-attica) era spesso ornato di piume sull'apex: questo aveva delle cerniere per collegare le paragnatidi (parti dell'elmo che coprono le guance) al coppo..
Principes
Erano soldati di fanteria pesante più esperti degli Hastati, nonostante fossero ugualmente organizzati e armati, e occupavano la seconda linea della legione repubblicana. Essi però, a differenza degli Hastati, indossavano una cotta di maglia, chiamata "lorica hamata", che li rendeva meglio protetti, soprattutto dai colpi di taglio.
Triarii
Erano i soldati di fanteria pesante più esperti della legione, armati come i Principes. A differenza di Hastati e Principes portavano una lancia da urto e indossavano un elmo avente tre piume, da cui deriva probabilmente il nome. Spesso i Triarii potevano indossare una lorica hamata. I ruoli dei soldati si andarono uniformando, fino a quando con la riforma di Mario del 107 a.C. si formò la legione coortale che raggruppava il manipolo degli hastati, dei principes e dei triarii in una sola coorte.
Periodo tardo repubblicano (107-31 a.C.)
Organizzazione
Per contrastare nuovi tipi di nemici come gli Iberi e i popoli germanici vennero apportate importanti modifiche alla struttura della legione.. Nel 107 a.C. Gaio Mario attuò una riforma che portò alla nascita della legione coortale ed all'abolizione della cavalleria legionaria. I manipoli diventarono gruppi secondari all'interno delle 10 coorti della legione. Ogni coorte era composta infatti da tre manipoli, a loro volta composti da due centurie. Questa nuova unità forniva una maggior compattezza ma, allo stesso tempo, una grande agilità. I velites scomparvero totalmente, il resto dei legionari adottarono lo stesso tipo di armamento e assunsero tutti lo stesso ruolo abbandonando l'antica distinzione in hastati, principes, triarii.
Arruolamento Il reclutamento divenne aperto a tutti i maschi maggiorenni, la nuova struttura della legione permise l'abolizione delle suddivisioni per censo. e i cittadini che si arruolavano puntavano soprattutto all'arricchimento tramite la carriera militare. Il rapporto tra legionari e generale divenne sempre più stretto, tanto che la fortuna del soldato era legata alla ricchezza e al successo dei loro comandanti..
Addestramento La necessità di tenere attive svariate legioni e di sostituirne le perdite con reclute che si integrassero in poco tempo, portò all'intensificarsi dell'addestramento quotidiano, che si fece sempre più pressante. Avendo la carriera militare assunto il ruolo di una vera e propria professione, i legionari dovettero imparare attraverso specifici addestramenti, spesso curati dagli stessi generali, la coesione e il lavoro di gruppo, nonché la prontezza e l'agilità nel combattimento. Il periodo delle Guerre civili costrinse il mantenimento di numerose legioni e di un'enorme quantità di uomini. I vari generali, che avevano bisogno della stima e dell'appoggio dei legionari, spesso gestivano l'addestramento personalmente, allenandosi assieme ai propri uomini. L'addestramento rimase pressoché invariato: addestramenti con spade di legno,Vegezio, Epitoma rei militaris, I, 11. corse,Vegezio, Epitoma rei militaris, I, 9. addestramento nel lancio di giavellotti,Vegezio, Epitoma rei militaris, I, 14. sollevamento di pesiVegezio, Epitoma rei militaris, I, 19. e così via.
Trattamento economico