L'Associazione Civile Nonne di Plaza de Mayo è un'organizzazione per i diritti umani argentina che ha la finalità di localizzare e restituire alle famiglie legittime tutti i bambini sequestrati e desaparecidos nell'ultima dittatura militare (1976-1983), creare le condizioni per predisporre la Commissione per quei crimini contro l'umanità e ottenere la giusta pena per tutti i responsabili. È presieduta da Estela Barnes de Carlotto e ha la sede centrale a Buenos Aires. Il 12 maggio 2008 ha ottenuto una nomina al Premio Nobel per la Pace. In maggio 2010 è stata ripresentata la candidatura allo stesso premio.

Rapimento di neonati durante la dittatura argentina La dittatura militare instaurata in Argentina il 24 marzo 1976, autodenominata Processo di riorganizzazione nazionale (1976-1983), stabilì un metodo di eliminazione di massa degli oppositori, giuridicamente considerata un genocidio, durante il quale furono imprigionate-desaparecidas migliaia di persone, con l'uso su grande scala di centri clandestini di detenzione (CCD) dove si procedeva alla loro tortura, al loro assassinio e alla sparizione dei corpi. In quel contesto i figli dei detenuti-desaparecidos furono trattati, dalle forze repressive, come “bottino di guerra”, per il quale si pianificò dettagliatamente persino per iscritto, un sistema di detenzione per le donne in stato interessante, parti clandestini, falsificazioni d'identità e simulazione di adozioni con lo scopo di appropriarsi dei bambini. In questa maniera circa 500 bambini vennero appropriati indebitamente e privati della loro identità, e in molti casi portati a vivere con persone che credevano loro genitori e che in realtà furono autori partecipi o occultatori dell'assassinio dei loro veri genitori.

Questa “riorganizzazione”, considerata necessaria dai militari per “salvare” la società argentina, esigeva che i figli dei “sovversivi” fossero separati dai genitori per essere consegnati a “buone famiglie” (per es: di militari o di classe elevata) (Suarez-Orozco, 1987). Ramon Camps, Capo di Polizia della Provincia di Buenos Aires dove quantità di bambini/e furono sequestrati/e, diceva:

Gli inizi delle Nonne di Plaza de Mayo Madri...

Il colpo di Stato del 24 marzo 1976 stabilì un regime dittatoriale che ebbe come asse la sparizione forzata degli oppositori e l'imposizione di un sentimento di paura generalizzato destinato a paralizzare qualsiasi protesta; il solo fatto di chiedere il recapito di un familiare prigioniero-desaparecido era rischioso e poteva significare a sua volta la propria detenzione-scomparsa. In quel momento la situazione di non difesa e impotenza dei familiari delle persone desaparecidas era estrema, poiché in nessuna democrazia del mondo, né la Chiesa cattolica, di grande influenza nel paese, né le organizzazioni internazionali umanitarie, erano disposte a condannare il regime militare e, al contrario, in alcuni casi collaboravano con la repressione illegale. Non era nemmeno possibile ricorrere al sistema giudiziario, poiché i giudici argentini rifiutavano sistematicamente i ricorsi per habeas corpus.

In quelle condizioni un gruppo di madri, padri e familiari di desaparecidos iniziarono un movimento di resistenza non violenta. La proposta sorse da Azucena Villaflor, in seguito desaparecida e assassinata. Il 30 aprile 1977 cominciarono a marciare ogni giovedì intorno alla Piramide de Mayo, nella piazza con lo stesso nome, situata di fronte al palazzo del Governatore. Inizialmente si riconoscevano tra loro per un piccolo chiodo; in seguito le donne decisero di coprirsi la testa con un fazzoletto di tessuto bianco. Il gruppo ricevette rapidamente il nome di Madri di Plaza de Mayo e per la loro sola presenza cominciò a esercitarsi una pressione nazionale e internazionale sul destino delle persone scomparse in Argentina.

Madri... e nonne

Quasi contemporaneamente, il 15 maggio, Maria Eugenia Casinelli (consuocera del poeta Juan Gelman) e altre undici nonne firmavano una richiesta collettiva di habeas corpus sotto forma di lettera, diretta al tribunale di Morón, in cui facevano conoscere l'esistenza dei neonati desaparecidos e sollecitavano la sospensione di tutte le adozioni. La lettera è stata considerata documento storico e precedente immediato della costituzione delle Nonne di Plaza de Mayo alla fine di quell'anno. Un frammento dice:

A settembre Alicia Zubasnabar di De la Cuadra, “Licha”, cominciò ad assistere alle ronde delle Madri di Plaza de Mayo, che cercavano un figlio, una figlia incinta, la nuora e il genero. Contemporaneamente, un'altra madre-nonna, María Isabel Chorobik de Mariani, “Chicha” aveva cominciato a cercare altre madri di desaparecidos che, come lei, avevano nipoti piccoli desaparecidos. Mariani era stata spinta a unirsi ad altre nonne da Lidia Pegenaute, un'avvocata, consulente minorile nei tribunali di La Plata, che le diede l'indirizzo di Alicia di De la Cuadra affinché andasse a trovarla. La dott.ssa Peganaute, fu uno dei casi eccezionali del potere giudiziario, che collaborò autenticamente con i familiari dei desaparecidos. Negli ultimi mesi dell'anno, Chicha Mariani andò a cercare Licha De la Cuadra nella sua casa di La Plata:

Quel giorno Alicia De la Cuadra invitò Chicha Mariani a unirsi all'azione che le Madri di Plaza de Mayo stavano preparando per la visita in Argentina del Segretario di Stato degli Stati Uniti Cyrus Vance.

Contemporaneamente, Alicia di De la Cuadra cominciò a chiedere alle madri di Plaza de Mayo, chi cercava anche nipoti, per iniziare un'azione congiunta destinata a recuperarli. Il 21 novembre le Madri di Plaza de Mayo fecero irruzione durante la cerimonia ufficiale per consegnare all'alto funzionario statunitense, ognuna una relazione sui propri figli e nipoti scomparsi. Fu la prima volta che le dodici nonne considerate fondatrici stettero tutte insieme.

Le prime dodici Le fondatrici delle Nonne di Plaza de Mayo furono dodici madri-nonne di desaparecidos, che avevano allora un'età compresa tra i 50 e i 60 anni: Mirta Acuña de Baravalle Beatriz H. C. Aicardi de Neuhaus María Eugenia Casinelli de García Irureta Goyena. Eva Márquez de Castillo Barrios María Isabel Chorobik de Mariani Celia Giovanola de Califano Clara Jurado Leontina Puebla de Pérez Raquel Radio de Marizcurrena Vilma Delinda Sesarego de Gutiérrez Haydee Vallino de Lemos Alicia Zubasnabar de De la Cuadra

Inizialmente adottarono il nome di Abuelas Argentinas con Nietitos Desaparecidos e Alicia di De la Cuadra fu riconosciuta come la prima presidentessa del gruppo; nel 1980 finirono con l'accettare la denominazione con la quale erano conosciute, Abuelas de Plaza de Mayo. Questo sottogruppo delle Madri comprese che la situazione dei bambini sequestrati dalle forze di sicurezza, era diversa da quella dei loro genitori e che erano necessarie strategie e metodi specifici per recuperarli. «Cercare i nipoti senza dimenticare i figli» fu il motto che le unì. Nello stesso periodo, occorre segnalare, che nel gruppo delle Madri di Plaza de Mayo, si organizzò un sottogruppo, quello delle Nonne, “doppiamente” madri, che svolgono un ruolo essenziale per quel che riguarda i neonati. Si dedicano ai bambini sequestrati insieme ai genitori e mai riapparsi, e alle giovani che, sequestrate in stato interessante, si suppone abbiano partorito in prigione. Queste madri, per la testimonianza che portano, rappresentano molto, non solo per l'Argentina, ma per il mondo intero. (Adolfo Pérez Esquivel, Premio Nobel per la Pace 1980) Una delle caratteristiche essenziali delle Nonne di Plaza de Mayo, come delle Madri, fu quella di organizzarsi come gruppo di donne. Questo non significò che i nonni, e in generale tutti gli altri uomini e donne non collaborassero con l'Associazione, ma la direzione e la rappresentazione ricadde sempre sulle donne che avevano nipoti desaparecidos.

La costituzione delle Nonne di Plaza de Mayo non si ebbe in un momento preciso, né ebbe un atto formale. Fu un processo di confluenze tra donne che cercavano nipoti. Così si formò un nucleo iniziale di dodici nonne, che cominciarono a riunirsi in modo sistematico, dalla fine del 1977. Le Nonne di Plaza de Mayo hanno adottato come data della loro fondazione, sabato 22 ottobre 1977; tuttavia loro stesse chiariscono che la data è simbolica e che si trattò di «una confusione di memoria» che le portò a confondere il giorno in cui consegnarono i loro appunti a Cyrus Vance.

Azione durante la dittatura

Terrore locale, indifferenza mondiale Le nonne si costituirono progressivamente in un'organizzazione. Nei primi mesi ci furono dure discussioni tra le Madri di Plaza de Mayo sulla convenienza o no che le nonne si organizzassero formalmente come gruppo differenziato. Tuttavia la ricerca dei nipoti richiedeva una serie di attività specifiche (tragitto di case-famiglia e orfanotrofi, tramiti di fronte ai giudici minorili, ricerche dei casi di adozione conosciuti) che le portavano naturalmente a riunirsi, a coordinare azioni e infine, presentarsi come Nonne.

Cominciarono a riunirsi in chiese e caffetterie tradizionali di Buenos Aires, come la “Richmond, la “London”, “Las Violetas” o il “Tortoni” fingendo di essere donne anziane che prendevano il caffè o che festeggiavano il compleanno di qualcuna. Mantennero anche alcuni incontri alla fermata “El Palenque” del Parco Pereyra Iraola, sulla strada da Buenos Aires verso La Plata, simulando pic-nic, in un luogo di svago popolare di massa. Si trattava di persone senza alcuna esperienza in attività politiche od organizzative, né conoscenze sui meccanismi istituzionali nazionali e internazionali, che provavano ad agire praticamente senza appoggi interni né esterni, in un ambiente in cui non esisteva il benché minimo rispetto per i diritti umani.

Il lavoro iniziale, come già facevano le Madri di Plaza de Mayo, fu quello di redigere un riassunto scritto presentato in cartelle, di ognuno dei familiari desaparecidos, evidenziando la condizione di stato interessante delle loro figlie o nuore, o la scomparsa dei propri nipoti. Alcune, che avevano ricevuto notizie sulla nascita dei nipoti, misero anche la data supposta di nascita, il sesso e in alcuni casi, i nomi e perfino le foto dei bambini desaparecidos, per presentarle a organizzazioni nazionali e internazionali, per sollecitare un aiuto umanitario.

Ma probabilmente la cosa più notevole delle Nonne di Plaza de Mayo è stato il diretto lavoro investigativo che affrontarono e organizzarono, per stabilire la sorte e il domicilio dei loro nipoti. Agendo come detective, loro stesse organizzarono senza mezzi, un sistema di intelligence coordinato, percorrendo i tribunali minorili, orfanotrofi e case famiglia, cercando incoerenze nelle adozioni o “nascite” strane dell'epoca, osservando le famiglie sospettate di essersi appropriate dei loro nipoti, scattando foto ai bambini negli asili e nelle scuole, ecc. Tutte queste informazioni venivano condivise, analizzate in modo sistematico in gruppo e annotate. Poco a poco cominciarono a ricevere anche, e continuano a ricevere, denunce e dati che la popolazione faceva loro arrivare, come un modo di collaborare nel lavoro di localizzazione dei piccoli.

Le Nonne (e le Madri) crearono così un'ampissima rete di raccolta informale di dati che arrivò fino ai posti più impensabili. Tra l'8 e il 10 dicembre del 1977 furono sequestrate e desaparecidas dodici persone legate alle Madri di Plaza de Mayo, tra cui la fondatrice Azucena Villaflor e le suore francesi Alice Domon e Léonie Duquet; la maggior parte fu sequestrata direttamente nella chiesa della Santa Croce. Da una ricerca che ha richiesto decenni, si è scoperto che furono portate all'ESMA, torturate e gettate vive in mare da un aereo.