Sardegna Uno è un'emittente televisiva a carattere regionale della Sardegna. Dal 2021 trasmette la propria programmazione dagli studi di Piazza L'Unione Sarda in Cagliari; in passato ebbe la sua sede in Viale Mameli (1984-1986) e poi in Via Venturi (1986-2021, ancora presente ma non utilizzata), sempre nel capoluogo.
Dal 2021 è edita da Videolina S.p.A., sussidiaria del gruppo L'Unione Sarda. In passato fece parte dei circuiti Odeon, Junior TV e 7 Gold, attualmente è una delle poche emittenti regionali italiane a non trasmettere televendite.
Storia
Nata nel 1984 per iniziativa dell'imprenditore e medico Paolo Ragazzo, fino al 1986 la copertura era limitata all'attuale Città metropolitana di Cagliari, all'iglesiente, e alla provincia di Oristano, mediante una rete di 4 impianti di trasmissione.
Successivamente, l'emittente si fonde per incorporazione nel 1986 con Tele Sardinia (una delle emittenti eredi della cagliaritana Antenna Sud) dell'editore Sergio Zuncheddu, andando a raggiungere così la copertura dell'intera Sardegna, mediante due reti di impianti (la seconda, dal 1989, diventerà Sardegna2, con palinsesto autonomo) trasmissivi in simulcast.
Il 7 gennaio 1987 sull'emittente parte anche l'informazione: un gruppo di giornalisti coordinati da Sandro Angioni (che ne sarà il primo direttore) lasciarono Videolina per far nascere il telegiornale. La prima redazione giornalistica dell'emittente - che in breve tempo diventa il fiore all'occhiello del palinsesto - vide tra i volti Maria Luisa Busi (futura bandiera del TG1), Ignazio Artizzu (oggi vicedirettore dei notiziari regionali della Rai), Giacomo Serreli (poi tornato a Videolina), Cesare Corda (scomparso nel 2024), Vera Coppa, Gianni Zanata (unico tutt'ora superstite nella redazione), Angelo Fancello, Augusto Ditel, Roberto Petretto, Puppo Gorini (scomparso nel 2013), Nicola Scano (anch'esso tornato a Videolina) e Fiorella Ferruzzi.
Dal 6 settembre 1987 al 1990 Sardegna Uno si affiliò alla syndication Odeon TV. Successivamente i programmi di quest'ultima furono irradiati dalla sorella Sardegna 2 (seconda emittente del gruppo, nata dalle frequenze residue dell'ex Tele Sardinia, dedicata in origine alle repliche dei programmi di Sardegna1). Inoltre, fin dalla nascita, l'emittente possedette la radio privata Radio Sintony (tutt'ora esistente).
Nel 1988 arrivò a dirigere l'emittente Antonio Costantino, anch'egli proveniente da Videolina, il quale consolidò l'emittente. Trasferita due anni prima la propria sede nella ben più grande struttura di Via Venturi, sempre a Cagliari, la redazione registrò le presenze di Mauro Pili, Nicoletta Pisano, Cristiana Aime, Rosanna Romano.
La stessa Romano diverrà direttrice del notiziario nel gennaio del 1997, la quale manterrà la carica fino al dicembre dello stesso anno, quando passò a Videolina. A ereditarne il posto fu nuovamente Sandro Angioni (1998-2004), quindi il vicedirettore storico Mario Cabasino (2004-2008 e 2010-2013).
Dalla primavera del 1989, l'emittente ebbe un proprio servizio di teletext: inizialmente auoprodotto (eccetto il periodo dall'autunno 1995 al 1998, col nome Televideo della Sardegna, in joint venture con Videolina), era improntato sull'informazione e offriva notizie di pubblica utilità.Il Televideo Sardegna (questo l'ultimo nome del teletext di Sardegna1 dal 1998) terminò il servizio il 30 novembre 2001.
Nel 1993, Sardegna Uno fu l'emittente che in Sardegna fece parte dell'esperimento di Gianfranco Funari, di produrre una trasmissione da trasmettere su tutto il territorio nazionale attraverso un network di televisioni locali, chiamato Zona Franca.
Nel 1998 Sandro Angioni assunse anche la direzione di rete: ciò fece sì che parte del palinsesto venisse dedicato all'informazione, con particolare attenzione ai programmi sportivi che vedono tra i protagonisti Vittorio Sanna, Francesco Porceddu, Sergio Masia e la partecipazione di Alessia Simoncelli. La redazione giornalistica è formata da Gianni Zanata, Mario Cabasino, Massimiliano Rais, Marco La Picca, Carlo Manca, Piersandro Pillonca, Stefano Lai, Stefania De Michele, Andrea Sanjust e Giuseppe Giuliani, ai quali si affiancano, come collaboratori fissi, Roberta Mocco, Paola Pintus, Marzia Piga, Bruno Ghiglieri e Giampaolo Puggioni. I corrispondenti sono Sandra Sanna da Sassari, Martine Frey da Olbia e Paolo Desogus da Oristano.
L'8 agosto 1998 Sardegna Uno grazie ad un accordo con Eutelsat diviene la prima emittente regionale a diffusione satellitare: i programmi dell'emittente sono irradiati in tutto il continente geografico europeo e nella fascia del Magreb. Sardegna Uno è inoltre la prima emittente regionale a disporre di una fly satellitare che le consente di trasmettere in diretta.
Tra il 2003 e il 2004 l'emittente attraversa un periodo di crisi: ceduta il 30 giugno 2004 la seconda rete del gruppo, Sardegna 2, a Mediaset per lo sviluppo nell'isola del mux del digitale terrestre Mediaset 1, il primo patron Ragazzo in quell'estate lascia l'emittente all'imprenditore ogliastrino Giorgio Mazzella (già presidente di Banca CIS). Esso opera una trasformazione dell'azienda, sia a livello d'immagine (iniziato il 15 luglio 2005, data in cui il tg ebbe una nuova sigla che durerà fino al 2022) che di contenuti, avviando altresì all'imminente passaggio al digitale terrestre. Aumenta lo spazio dedicato al folklore isolano, mentre cala drasticamente lo spazio dedicato all'informazione.
In questo periodo ampio spazio venne dato al cantante e showman Giuliano Marongiu, reduce del successo di Buonasera Sardegna, che condusse con altrettanto ottimo riscontro Ammentos e soprattutto lo show musicale Anninnora, capace di dare filo da torcere alla concorrente Sardegna Canta (all'epoca in onda su Videolina). Nacquero inoltre nuove trasmissioni d'intrattenimento, quali Pro Sardigna, Sardi di fine stagione e Don Chi, ma al contempo vengono cancellati programmi storici come La gradinata sport e Per la strada (a causa del licenziamento di Gennaro Longobardi, passato all'emittente oristanese Nova e ritornato con la sua trasmissione nel 2009).
Nell'estate 2006 Sardegna Uno stipulò un accordo con 7 Gold, il quale permise dal 21 agosto di quell'anno la trasmissione di parte della programmazione della nota syndication in terra sarda, non visibile sino ad allora. Fino all'autunno 2008 Sardegna Uno trasmetteva solo una parte del palinsesto di 7 Gold, spezzettando gli spazi destinati alla programmazione locale (trasmessa invece interamente sul satellite).
Dal mese di febbraio 2008 viene nominato direttore generale e di testata Mario Tasca, reduce del rilancio dell'oristanese Nova il quale, nel corso dell'anno, cambiò in parte l'aspetto grafico del telegiornale, programmando nuove trasmissioni e coordinando il passaggio al digitale terrestre. Nell'ottobre del 2008, con lo spegnimento del segnale analogico, in favore del digitale terrestre, Sardegna Uno è tornata a trasmettere la propria programmazione a pieno regime, mentre uno dei canali del mux dell'emittente è stato destinato interamente a 7 Gold (canale che riprese lo storico marchio Sardegna 2, chiuso nel 2004). Nello stesso anno divenne operativo a pieno titolo il sito web dell'emittente, già in rete (ma scarno e sperimentale) dal 2000, dove peraltro è possibile, grazie allo streaming, vedere la programmazione in tempo reale.
La crisi dell'emittente e il cambio di gestione Il 2012 è stato l'anno più difficile per l'emittente. Complice il crollo degli ascolti, seguito dal calo delle entrate pubblicitarie e accompagnato da scelte editoriali - definite da più fonti - discutibili, il patron Giorgio Mazzella licenzia in tronco i capiservizio Gianni Zanata e Piersandro Pillonca e il redattore Andrea Sanjust. In seguito ai licenziamenti e alla mancata attivazione dei contratti di solidarietà, arrivò subito la replica dei sindacati, i quali proclamarono 3 giornate di sciopero.
Dopo settimane di lotte sindacali, la crisi rientra grazie ad un accordo tra azienda e sindacati mediato da Franco Siddi (segretario nazionale della Federazione Nazionale Stampa Italiana) e dall'Associazione Stampa Sarda. L'accordo consente l'attivazione dei contratti di solidarietà, che comportano la rinuncia da parte di tutti i dipendenti a parte degli stipendi per salvare l'emittente e permettere alla stessa di recuperare risorse umane preziose, ed evitare licenziamenti.
A ciò si aggiunsero, da parte di molti spettatori, le polemiche per la gestione del canale dedicato a 7 Gold, sul quale - complice la perdita dei diritti calcistici in Sardegna prima e tensioni interne poi - venne cancellata la storica prima serata, sostituita da repliche dei programmi di Sardegna 1 (sulla scia di quanto avveniva dal 2006 al 2008, quando le due emittenti si alternavano in un unico canale).
A ottobre di quell'anno tuttavia scoppia un'altra crisi: i I lavoratori, nonostante abbiano accettato le riduzioni di stipendio dovute all'attivazione dei contratti di solidarietà, denunciano all'editore il mancato pagamento di alcune mensilità, della quattordicesima, e un mancato rinnovamento tecnologico dell'emittente volto alla digitalizzazione, al fine di renderla maggiormente competitiva sul mercato. L'editore sostiene che non poteva pagare gli stipendi in quanto non riceve dallo Stato circa 2 milioni di euro destinati al finanziamento delle televisioni private locali. Dopo alcune giornate di trattative tra sindacati ed editore, questa volta mediati dal prefetto di Cagliari Giovanni Balsamo, si è arrivati ad un accordo, che prevede il pagamento della metà degli stipendi ancora dovuti ai dipendenti dell'emittente cagliaritana.
Causa l'insostenibilità della situazione, in una logica di contenimento dei costi, il 6 dicembre 2012 venne spenta la frequenza satellitare.
Il 5 agosto 2013 l'editore Giorgio Mazzella lasciò la proprietà dell'emittente ad una cordata di 3 editori, formata dall'amministratore delegato Sandro Crisponi, dal patron del circuito 7 Gold Luigi Ferretti e dal direttore del telegiornale Mario Tasca, con quote societarie rispettivamente del 71%, 19% e 10%.
Tuttavia i sindacati lamentarono la scarsa trasparenza nel passaggio di proprietà, assieme al mancato pagamento ai lavoratori di 4 mensilità, della tredicesima del 2012, oltre al mancato versamento dal 2009 delle quote TFR e dei contributi volontari al fondo complementare dei giornalisti: per queste ragioni, dal 3 ottobre 2013 i lavoratori dell'emittente cagliaritana sono riuniti in assemblea permanente e hanno proclamato 5 giornate di sciopero.
Il 16 ottobre 2013, durante una giornata di sciopero, il comitato di redazione riunito davanti alla sede Rai di viale Bonaria a Cagliari, ha sfiduciato all'unanimità il direttore Mario Tasca, in quanto il doppio ruolo direttore-azionista non garantirebbe l'imparzialità. In quell'occasione i giornalisti dell'emittente denunciarono come il passaggio di proprietà sia avvenuto in modo oscuro e che l'ex editore Giorgio Mazzella rimanga ancora titolare di alcuni crediti che vanta l'emittente.
Il 28 novembre 2013 i giornalisti di Sardegna Uno (all'ottavo giorno di sciopero da ottobre 2013), si riunirono davanti al mercato civico di Cagliari inscenando un finto telegiornale in strada per far conoscere ai cittadini la situazione su cui verte l'emittente cagliaritana. Tale decisione provocò l'esclusione di Stefania De Michele e Gianni Zanata dalla conduzione del telegiornale, colpevoli di aver concesso dichiarazioni alla stampa in merito allo stato della vertenza sindacale.
Il 18 dicembre 2013, il prefetto di Cagliari Alessio Giuffrida fissò un incontro tra dipendenti (giunti al tredicesimo giorno di sciopero) e proprietà al fine di risolvere la vertenza. Tuttavia la proprietà dell'emittente diserta l'incontro.