Ingresso libero è il primo album in studio del cantautore italiano Rino Gaetano, pubblicato nel 1974.

Storia L'album uscì sul mercato a circa un anno di distanza dal singolo di debutto I love you Marianna che il cantautore aveva inciso con lo pseudonimo "Kammamuri's". Ingresso libero è perciò il primo lavoro in assoluto pubblicato da Rino Gaetano con il suo vero nome, ma è anche l'unico dei suoi sei album in studio che non prese il titolo dalla traccia d'apertura, né da altre.

La copertina della prima edizione del disco era apribile e riportava un breve racconto scritto dall'autore più i testi delle canzoni, ma non la lista dei musicisti.

Brani

Tu, forse non essenzialmente tu parla della relazione tra Rino Gaetano e il suo amico Bruno Franceschelli e fu pubblicato anche come singolo. Ad esempio a me piace...il sud fu incisa inizialmente da Nicola Di Bari per Canzonissima. A.D. 4000 d.C. ha un testo nonsense vagamente incentrato sul trascorrere del tempo, a partire dalla datazione ridondante del titolo, contenente sia A.D. (Anno Domini), sia d.C. (dopo Cristo), che hanno lo stesso significato. A Khatmandu allude all'uso di droghe leggere. Supponiamo un amore immagina l'intero svolgimento di una relazione sentimentale, fino a prevederne la triste conclusione. E la vecchia salta con l'asta è una favola di ambientazione medievale in cui un cavaliere parte alla ricerca dell'amore vero, non pago di quello «di tre cortigiane» e «del nettare di tre damigiane». Agapito Malteni il ferroviere è liberamente ispirata alla canzone La locomotiva di Francesco Guccini, di cui riprende l'idea di un macchinista che decide di dirottare un treno per protesta: a differenza del brano di Guccini, la storia si interrompe prima che il protagonista attui il suo proposito. I tuoi occhi sono pieni di sale si compone, eccetto l'introduzione, di strofe tutte simili tra loro: cambiano solamente il soggetto della frase del titolo ("occhi", "bocca", "corpo" e "mente"), e il verbo che chiude ciascuna strofa («...di quel sale che a pensarci ti vien voglia di guardare / baciare / sognare / pensare»). L'operaio della FIAT «la 1100» richiama le vicende dell'autunno caldo del 1969-70 e racconta di un dipendente dell'azienda torinese che, pronto per un fine settimana di svago, trova la propria autovettura Fiat 1100 bruciata da ignoti.

Tracce Testi e musiche di Rino Gaetano.

Lato A

Lato B

Altri progetti

Collegamenti esterni