I Detroit Lions sono una squadra professionistica di football americano della NFL con sede a Detroit. Competono nella North Division della National Football Conference.
La squadra iniziò a giocare a Portsmouth, Ohio, con il nome di Portsmouth Spartans, unendosi formalmente alla NFL il 12 luglio 1930. Malgrado gli iniziali successi, la squadra non riuscì a rimanere a Portsmouth, allora la città più piccola della lega. Passata in mano a nuovi proprietari, si trasferì a Detroit per la stagione . I Lions hanno vinto quattro campionati NFL, alla pari al nono posto tra tutte le franchigie della NFL; tuttavia, l'ultima vittoria risale al 1957, la seconda striscia senza titoli più lunga dietro agli Arizona Cardinals. Essi sono anche una delle quattro squadre della lega a non essersi mai qualificate per il Super Bowl, nonché unica della NFC e quella che con la forma attuale del campionato non vi è riuscita da più tempo.
Al 2025, secondo la rivista Forbes, il valore dei Lions è di circa 5,4 miliardi di dollari, trentesimi tra le franchigie della NFL.
Storia 1920-1928: il football a Detroit prima dell'arrivo dei Lions Detroit ha avuto quattro squadre nella National Football League prima dell'arrivo dei Lions. Gli Heralds giocarono nel 1920, e la loro storia prima della nascita della NFL risaliva al 1905. I Tigers, una prosecuzione degli Heralds, vi giocarono nel 1921, fallendo a metà stagione e trasferendo i propri giocatori ai Buffalo All-Americans. Vi furono inoltre i Panthers nel periodo di 1925–1926 e i Wolverines nel 1928 che confluirono nei New York Giants.
1929-1934: i Portsmouth Spartans
Gli Spartans furono formati nel 1929 a Portsmouth, in Ohio, attirando giocatori da franchigie professionistiche e semi-professionistiche in un'area che si estendeva nei tre Stati di Ohio, Kentucky e West Virginia. Essi ebbero un immediato successo sconfiggendo gli Ironton Tanks, una squadra professionistica indipendente nelle vicinanze che aveva giocato regolarmente contro squadre della NFL agli inizi degli anni 20 con considerevoli successi. I cittadini di Portsmouth acconsentirono alla costruzione dello Universal Stadium, spingendo la NFL a proporre l'entrata della squadra nella lega a partire dal 1930. Portsmouth divenne la seconda città più piccola della NFL, dietro solo a Green Bay. La prima stagione nella lega della squadra si concluse con un record di 5–6–3.
Da ricordare in quegli anni per i Portsmouth Spartans l'"iron man game" contro i Green Bay Packers nel 1932. In quella partita l'allenatore degli Spartans Potsy Clark rifiutò di operare anche una singola sostituzione contro i campioni NFL in carica dei Packers. Portsmouth vinse 19–0 e utilizzò solo undici giocatori in tutta la partita.
Alla fine della stagione 1932 gli Spartans avevano concluso al primo nella lega alla pari con i Chicago Bears. Questo portò a ciò che in seguito fu considerata la prima gara di playoff della storia della NFL. A causa del gelo presente a Chicago la gara fu spostata dallo Wrigley Field allo Chicago Stadium al coperto, il cui campo misurava sole 80 yard. La gara fu vinta 9-0 dai Bears, con un passaggio da touchdown da Bronko Nagurski a Red Grange. Questa partita portò alla nascita e alla divisione della lega in due conference, Eastern e Western, e alla svolgersi regolarmente di una finale dalla stagione successiva.
1934-1940: trasferimento a Detroit Malgrado i grandi successi sul campo i pochi ricavi e la Grande depressione minacciarono la sopravvivenza degli Spartans. Nel 1934 un gruppo di Detroit guidato dall'imprenditore nelle radio George Richards (proprietario della potente emittente WJR di Detroit) acquisì gli Spartans in crisi economica e li trasferì a Detroit ridenominandoli Detroit Lions, richiamandosi ai Detroit Tigers della Major League Baseball. Egli affermò che il leone era il re della giungla, e che intendeva fare della squadra la regina della NFL.
Grazie alla connessione di Richards con il mondo delle radio i Lions riuscirono a giocare la gara del Giorno del Ringraziamento a Detroit, una tradizione che continua ancora oggi. Guidata dal quarterback Dutch Clark, Detroit vinse il suo primo campionato NFL nel 1935.
Anni '40 Il decennio degli anni quaranta non fu uno dei periodi migliori della storia dei Lions. Essi vinsero un totale di 35 gare, a una media di 3,5 a stagione, inclusa una in cui terminarono 0–11 nel 1942. L'attacco della squadra del 1942 fu così negativo da segnare soli cinque touchdown in tutta la stagione e non segnò mai più di 7 punti in una singola partita. A metà del decennio si ripresero leggermente terminando nel 6–3–1 nel 1944 e 7–3 nel 1945. Meno bene andò nelle stagioni successive: dal 1946 al 1949 i Lions vinsero un totale di 10 gare.
Nel 1943 i Lions e i New York Giants pareggiarono 0–0 a Detroit – l'ultimo pareggio con quel risultato nella storia della NFL.
Anni '50: l'era di Bobby Layne
Detroit godette dei maggiori successi della sua storia negli anni cinquanta. Guidati dal quarterback Bobby Layne i Lions arrivarono in finale per la prima volta in diciassette anni nel 1952, sconfiggendo i Cleveland Browns di Paul Brown con un punteggio di 17-7 il 28 dicembre. La stagione successiva vide la rivincita tra le due squadre, nella quale Layne pescò Jim Doran con il passaggio da touchdown da 33 yard nei momenti finali della partita, vincendo per 17-16. Nel 1954 le due squadre si incontrarono ancora in finale con i Browns, che però vinsero nettamente 56-10. Tre anni dopo, nella finale di conference del 1957, Tobin Rote, partito come titolare al posto dell'infortunato Layne, portò la squadra alla rimonta dopo avere terminato il primo tempo in svantaggio per 27-7 contro i San Francisco 49ers, portandola a segnare 24 punti consecutivi e a vincere 31–27. La settimana successiva, nella finale del campionato, Rote passò quattro touchdown e ne segnò un altro su corsa con i Lions, che si vendicarono di Cleveland battendola nettamente 59-14 e vincendo il terzo campionato in sei anni.
Nel 1958, dopo avere guidato i Lions a tre campionati NFL e avere fornito dalle prestazioni da Hall of Fame a Detroit per quasi un decennio, i Lions scambiarono Bobby Layne. Bobby si era infortunato durante l'annata precedente, così i Lions pensarono che avesse iniziato la fase discendente della carriera. Secondo la leggenda, mentre stava partendo per Pittsburgh, Bobby disse che Detroit "non avrebbe più vinto per altri cinquant'anni". Da quel momento i Lions non hanno più vinto alcun campionato e hanno vinto una sola gara di playoff fino a oggi. I 51 anni successivi, per la gran parte costellati da risultati ampiamente deludenti, sono stati etichettati come "La maledizione di Bobby Layne". L'unica vittoria dei Lions in una gara di playoff da allora è stata contro i Dallas Cowboys, nella stagione 1991.
Il socio di minoranza Ralph Wilson si staccò dalla squadra nel 1959 per portare una franchigia nella American Football League; inizialmente i piani prevedevano che la squadra si stabilisse a Miami, invece successivamente fu scelta Buffalo, dando vita ai Buffalo Bills. Per i primi tre anni della loro esistenza i Bills della AFL e i Lions della NFL condivisero gli stessi colori blu e argento, probabilmente vecchio equipaggiamento di seconda mano dei Lions.
Anni '60 Il 7 gennaio 1961 i Lions sconfissero i Browns 17–16 nel primo Playoff Bowl di sempre, in cui si affrontavano le seconde classificate di ogni conference in cui era divisa la NFL all'epoca (i Lions apparvero nella partita anche nelle due stagioni successive, dal momento che finirono sempre secondi dietro i Green Bay Packers nella Western Conference in quelle tre stagioni; il Playoff Bowl fu abolito nel 1970 quando la NFL si fuse definitivamente con la AFL).
A metà degli anni sessanta i Lions fecero da sfondo per la letteratura sportiva di George Plimpton, che trascorse del tempo nel training camp dei Lions fingendosi un giocatore. Questo gli fornì le basi per il suo libro "Paper Lion", che in seguito fu trasposto anche in un film.
Il 22 novembre 1963 William Clay Ford Senior acquisì il controllo della squadra per 4,5 milioni di dollari. Durante il suo periodo da proprietario i Lions hanno vinto una sola gara di playoff.
Anni '70 Con la fusione del 1970 tra NFL e AFL i Lions furono inseriti nella nuova NFC Central insieme a Minnesota, Green Bay e Chicago. Dopo avere terminato con un record di 10-4 furono i primi a qualificarsi nella nuova posizione di wild card. Persero però con i Dallas Cowboys per 5-2 dopo una grande battaglia difensiva e non raggiunsero più i playoff per il resto del decennio.
Durante la gara casalinga contro Chicago nella settimana 6 della stagione 1971 una tragedia colpì il mondo del football, quando il wide receiver Chuck Hughes collassò in campo e morì per un arresto cardiaco. Rimane l'unico giocatore della storia della NFL ad avere perso la vita in campo. La squadra portò il lutto al braccio per il resto della stagione, in cui terminò con un record di 7-6-1.
Nel 1972 i Lions salirono a 8-5-1 per poi ridiscendere a 6-7-1 l'anno seguente. Un disturbo al cuore si prese un altro membro della franchigia quando l'allenatore morì poco prima del training camp del 1974. Quell'anno Detroit terminò con un record di 7-7.
Il Giorno del Ringraziamento, il 28 novembre 1974, dopo oltre 35 anni, i Lions giocarono la loro ultima partita al Tiger Stadium, dove furono sconfitti dai Denver Broncos 31–27 davanti a 51.157 spettatori. Il club si trasferì nell'appena costruito Silverdome e fino al 2002 vi disputò al coperto le proprie gare interne.
Dopo un'altra stagione con un record di 7-7 nel 1975, il primo anno giocato al coperto dai Lions terminò con un record di 6-8 nel 1976, record che ripeté la stagione successiva. Nel 1978 il calendario della stagione fu espanso a sedici partite e i Lions ne vinsero sette. La squadra toccò il fondo nel 1979 con un record di 2-14.
Anni '80 Nel 1980 i Lions scelsero nel draft il running back Billy Sims con la prima scelta assoluta. Simms guidò la squadra al suo primo record positivo (9-7) in un decennio, ma la squadra mancò per poco i playoff. Malgrado le ottime prestazioni di Billy Sims i Lions terminarono solo 8-8 nel 1981. Dopo che la stagione 1982 si ridusse a sole nove gare, per uno sciopero dei giocatori, la NFL allargò solo per quell'anno i playoff alle migliori otto squadre di ogni conference. I Lions, che avevano terminato 4-5, si qualificarono, ma furono presto eliminati dai futuri campioni dei Washington Redskins.
Detroit terminò ancora con un record di 9-7 nel 1983 e grazie alla debolezza della propria division la vinsero, perdendo un'equilibrata sfida di playoff contro San Francisco solo per un field goal sbagliato. L'anno successivo la carriera di Billy Sims fu improvvisamente interrotta per un infortunio al ginocchio e la squadra scese di nuovo a un record di 4-11-1. Successivamente ci fu un leggero miglioramento di 7-9 nel 1985 e cinque sole vittorie nel 1986. Un altro sciopero nel 1987 fece accorciare di una partita la stagione e i Lions terminarono con un record di 4-11. Dopo un record di 4-12 nel 1988 i Lions selezionarono nel draft il running back dalla Oklahoma State University Barry Sanders. La sua prima stagione vide un record di 7-9.
Anni '90: l'era di Barry Sanders Nella sua prima stagione da professionista, nel 1989, Barry Sanders non terminò primo nella classifica della NFL per yard corse per sole dieci yard, quando decise di non rientrare in campo in una gara che i Lions avevano già vinto. Secondo Wayne Fontes, quando offrì a Sanders la possibilità di tornare in campo, Sanders preferì evitarlo, rispondendo "Coach, vinciamo (la partita) e andiamo a casa.". Sanders continuò a fornire della prestazioni eccellenti nel 1990, ma la squadra terminò solamente con un record di 6-10.